IL BLOG, IL DIARIO, LE RIFLESSIONI

Viva!

"Generale, quanto tempo che è passato, 
Generale, la guerra è finita, 
ma io già avevo gettato il fucile, 
già avevo gettato il fucile"

La guerra è finita. Davvero.
Tra pochi minuti scatta il silenzio elettorale e io getto il fucile.
Ascolto il consiglio che mi ha dato una mamma speciale che l'altro giorno mi ha detto "Ho sentito parlare di te. Spesso male. Ma quando ho conosciuto l'altra parte del Lorenzo mi sono ricreduta. Dovresti farla conoscere più spesso."
Ecco, sì, allora dopo tanta luce, dopo tanto sole, voglio dare un tributo alla luna, alla mia luna, le persone che non avete mai visto, che non avete mai considerato, ma che sono sempre state al mio fianco e mi hanno aiutato.
Per "fare il Lorenzo" ho dovuto "essere il Lorenzo" con loro.
E allora GRAZIE.
Grazie a mio papà che nella sua dignità è sempre stato al mio fianco, alla sua compagna Mara che ha fatto tanto per assicurarvi sempre un sindaco in ordine.
Grazie a mio fratello, Chiara, i miei gioielli Rebecca, Giacomo, Aurora, i miei zii Maria Carla, Vincenzo, i miei cugini Cristiano, Antonella, Andrea e Chiara con i loro piccoli, la zia Lucia, la Sabri, Luca e Blu. Lo zio è là questa sera con l'aria da burbero che insieme a mamma e nonna mi accarezzano.
Grazie ai miei amici per i quali lunedì sera non cambierà nulla: sono sempre stato Lorenzo.
Grazie Fabio, Trudi, Ciccio, Fabione, Benny, Andrea, Andrea e Patrizia, grazie ad Agostino di avermi accompagnato con i nostri caffè in questi 14 anni. Ago, "todo se cumple".
Grazie a Martha, che è stata la luna più bella, lucente e potente di questi anni, che è stata compagna, amica, fidanzata e amante leale, discreta, capace di lasciarmi sempre dare il meglio per la mia comunità e i miei concittadini. 

"Noi siamo quelli che restano, e barcollano, sui tacchi che ballano, e gli occhiali li tolgono con l'acceleratore fino in fondo, le vite che sfrecciano."
Grazie ai miei amici di Uboldo al Centro. 
Tutti. Nessuno escluso.
Grazie a tutti voi uboldesi che mi avete voluto bene.
E' stato bellissimo. Sono stati 4382 giorni bellissimi. Davvero.
Finisce qua.
Domenica, dalle 7 alle 23, si vota.
Votate Matteo e la squadra di Uboldo al Centro.
Vi abbraccio tutti.
Davvero, di cuore.
Viva!
Lorenzo

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FACT CHECKING 6.3 - I programmi

Breve storia triste.
Volevo fare il fact checking del programma del centrodestra.
Ma non c'è il programma.

Ci provo comunque, estrapolando il poco che si comprende:
"Non parleremo né dell'area ex-Lazzaroni né dei 5 milioni di euro né dei posti di lavoro". Una frase dopo: "Concorso di idee per il centro storico".detto che noi abbiamo già portato a casa nei 5 milioni i progetti fatti da urbanisti veri e i lavori pagati, è incomprensibile come si possa dire una cosa una frase prima e smentirla quella dopo. Boh...

"Diurnato per anziani"
E' circa 10 anni che Regione non apre gli accreditamenti e non si apriranno nel prossimo periodo. Tra l'altro c'è una fila di CDI che aspettano eventuali sblocchi...Se poi vogliono fare una cosa privata che costa alla famiglia (senza posto letto) sugli 80 euro al giorno...1760 euro al mese per un pensionato senza neanche il posto letto (l'ho fatto sui 22 giorni, schiappe)...venghino, siori, venghino! 

"Micro-Comunità alloggio anche con funzione di Dopo di Noi"
C'è già a Uboldo, e lo abbiamo promosso e fatto proprio noi. E proprio favorendo "l'intervento del privato". Ma non ve l'ha detto?

"Potenziare attività Farmacia Comunale"
Autoanalisi glicemia, colesterolo, misurazione pressione arteriosa, elettrocardiogramma, servizio a domicilio iniezioni e prelievi, attivazione ADI, prenotazione prestazioni sanitarie (CUP), registrazione carta SISS, noleggio dei presidi sanitari...sì, in effetti abbiamo fatto poco...

"Investire nell'efficientamento energetico"
Non c'è più niente da fare sugli stabili comunali avendo già fatto tutto in questi anni. Ma non ve l'hanno detto?

traverse private: "riportare la luce si può utilizzando pannelli fotovoltaici"....E-CHI-LI-PAGA?????

"bilancio comunale oggi permette di riconsiderare l'incidenza di alcune tasse"...bravi, avete imparato bene. Mi avete ascoltato. Bravi. 

Fine della storia triste.
Viva!
Lorenzo

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FACT CHECKING 6.2 - I programmi

Quando le cose van riconosciute anche agli avversari vanno riconosciute.

Annuncio ufficialmente che dopo questa campagna elettorale Sandrino si è guadagnato sul campo l’elevazione al rango di Sandro perchè sta conducendo una campagna elettorale corretta, onesta, parlando del proprio programma e di ciò che intende fare. 

Andiamo all’analisi del programma di Per Uboldo:
1) “Tornare al ritiro settimanale di plastica, carta e cartone”
Ma guardate che si può anche far ritirare la spazzatura tutti i giorni!!!!! Basta alzare la Tassa Rifiuti!!!! La TARI è una partita di giro: niente di più niente di meno. Quello che entra esce e quello che costa si divide per famiglie e le imprese. Punto. Vogliamo più servizi? Basta pagare di più quindi alzare le tasse. E' questo quello che vuole Sandro? 

2) “Creare area sgambamento cani”
Ribadisco quanto già detto in questi cinque anni. Più volte questa Amministrazione, contattata dai cittadini, si è detta favorevole alla creazione di aree cani con spazi dati anche a gratis purché i cittadini si fossero costituiti in associazione così da affidare loro la gestione e i costi della stessa ("Vuoi il cane? Bene, però che non lo mantenga la comunità il suo sgambamento..." mi sembra una buona cosa, no?) 
Ho anche trovato qualche cittadino che si è messo di buzzo buono per cercare collaborazioni con altri cittadini ma questa cosa non si è mai concretizzata. Tra l'altro esiste un'area dedicata ai cani: è privata, vero, ma devo ancora trovare tra i "diritti civili" quello di avere un cane. 

3) “Fototrappole”
Ci sono già. Abbiamo una telecamera mobile ma ovviamente non diciamo dove e come la usano i vigili. Le "fototrappole" vengono, nel podio delle minchiate, tra il bronzo vinto da "i vigili lavorano meno" (i numeri dicono il contrario con 30 giorni in più di lavoro e presenza sul territorio) e l'oro vinto nettamente dai "vigili a piedi in centro". 

4) “Riportare il Comando della Polizia Locale in paese”
C’è già. Ormai sono stufo di ripeterlo.

Tuttiimercoledieisabatiincomuneauboldopotetetrovareivigilialtrimentituttiigiorniaqualsiasioraaoriggio.

5) “Riattivare illuminazione nelle vie private”
Ormai lo sapete da soli qual è la risposta. Si può fare, ma non lo può fare il Comune perchè sarebbe come illuminare il giardino di casa mia. Sarei contento, ma non penso spetti a voi pagarmi la luce del giardino di casa. 

6) “Restituire il ruolo di coordinamento alla Pro Loco”
Non rammento lo abbia mai avuto.

7) “Sportello Immigrati”
C’è già. Tutti i mercoledì pomeriggio. 

Alessandro e la sua squadra si sono poi un po' allargati nel libro dei sogni:

8) “Incentivare l’apertura di nuovi negozi di vicinato”
Non mi pare che il Comune possa pagare l'investimento di un privato per aprire un negozio...maddddaiiiii!!!!

9) “Creare parcheggi nelle aree vicine al centro”
Che è come dire che in Via Tamborini voglio il parquet...

10) “Creare luoghi di aggregazione per ragazzi”
Non ho capito…Centro Sportivo, Oratorio, Casa dei Talenti, piazze, parchi (2), scuole...boh...e poi aggregare per far che? C'è una progettualità? 

 

Viva!
Lorenzo

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FACT CHECKING/6.1 - I programmi

Check dei programmi.
Parto da Luca dato che almeno lui e la sua squadra un programma ce l’hanno. Discutibile, molto distante dalla mia idea di comunità, ma ce l’hanno. Su alcune cose non ho capito se negli ultimi 10 anni hanno vissuto a Uboldo...leggete...
 
UNITIxUBOLDO (pieghevole)
Come al solito, da 12 anni a questa parte, gli amici di sinistra si divertono a raccontare il mondo con delle parzialissime verità.
 
1) “Ci opporremo all’insediamento di grandi insediamenti commerciali”: Vogliono bloccare la ex Lazzaroni e quindi 5 milioni di euro e 200 posti di lavoro???? Auguri!!!!
 
2) “Asilo Nido Aquilone continui a essere in capo al Comune di Uboldo.”: L’Asilo Nido mai è stato in dubbio fosso in capo al Comune di Uboldo. La decisione di affidarlo in gestione viene dall’impossibilità di assumere 6/7 persone che il Comune non può assumere per via del blocco delle assunzioni e per i tagli alla spesa del personale decisi dal Governo con Tremonti (e vigenti tuttora) nel 2010…Svegliatevi!!!
 
3) Centro Sportivo “In caso di annullamento della procedura di concessione da parte del TAR”: Il TAR aveva già respinto il 30 ottobre 2018. Il Consiglio di Stato a febbraio ha ribadito la cosa. Scrivere questa cosa puzza di presa per il culo...
 
4) “Garantiremo la libertà ai cittadini di rivolgersi, per la realizzazione e la cura dei sepolcri, alle imprese di loro fiducia”: Quando parlano del cimitero loro mi sale il crimine. Mi hanno lasciato con 2 posti liberi al cimitero e tutti i nuovi loculi già prevenduti (e quindi inutilizzabili a meno che loro decidono l’ordine di andata al Creatore), senza contare che non c’era nulla a posto in contratti e concessioni. Io lascio a chi viene dopo di me 1 milione e 200 mila euro di investimenti lì da vedere, circa 400 posti più altri liberati, più i contratti e le concessioni a posto, più i regolamenti aggiornati. Tanti bacioni.
 
5) Il programma dei servizi sociali siete sicuri che è quello di Uboldo? Non è un refuso di un altro Comune?Pensavo scherzassero…è un “MEGAPRONTOOOOOO???? SVEGLIAAAAAAA!!!!”: messa in rete del Comune con CPS, SER-T, ATS, sviluppo autonomia e capacità per inserimento nel mondo del lavoro, consegna pasti a domicilio…c’è già tutto!!! Per non parlare dell’altra cosa del sostegno alle famiglie fragili con l’assistenza educativa: spendiamo ogni anno 630.000 euro!!!! Secondo me era di un altro paese…
 
6) Anche sull’urbanistica grande programmone: “riduzione consumo suolo” (appena ridotto del 42% con ultimo PGT e allineamento alla normativa regionale…siamo uno dei primi Comuni in Lombardia…), “tutela strategica del patrimonio boschivo” (è dal 2013 con istituzione PLIS che è tutto tutelato in saecula seculorum amen…)
 
Poi ci sono i flash:
 
- “Consiglio Comunale Aperto”: 40 volte in 10 anni ho sospeso il consiglio per far intervenire i cittadini.
 
- “Ulteriori aree a parcheggio a servizio del plesso di Via XX Settembre”: Nell’attuale PGT sono già previste. Si chiama TR3. Studiate.
 
- “Valorizzare il trasporto pubblico locale”: Non è competenza comunale ma provinciale. I Comuni non possono fare nulla.
 
- “Manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici”: 250.000 euro già stanziati da noi con i soldi che arriveranno…………..dalla ex Lazzaroni (che loro vogliono bloccare). AMBULANZAAAAAAAAAAA!!!!!
 
- “Riposizionare la recinzione nel parco di Via Ceriani”
Nel 2002, nel loro programma, promettevano di eliminarla.
Ho il volantino, quando vogliono glielo faccio vedere.
 
- “Arredi urbani mirati a ostacolare affissioni indiscriminate”
Li abbiamo già comprati e installati con appalto pubblicità dell’anno scorso e sono già in giro. Basta guardarli.
 
- “Potenziamento illuminazione pubblica. Cercheremo di individuare. In accordo con i privati interessati, una soluzione per le vie private”
Va beh, manco meritano il commento. Ormai avete capito.
 
- “Attiveremo un presidio di polizia locale permanente all’interno del Palazzo Comunale”: C’è già. Tutti i mercoledì e sabato è aperto.
 
- “Garantire alla Polizia Locale e alla Protezione Civile le dotazioni necessarie”: in effetti è da 12 anni che lo Zucca è in giro nudo. Tra l’altro la Pro Civ l’ho personalmente istituita io a Uboldo nel 2007…
 
- “Operare in stretta collaborazione con i Carabinieri”
A me lo dicono…
 
Viva!
Lorenzo
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FACT CHECKING/5 - IL CENTRO SPORTIVO (parte due)

E arriviamo quindi al fatidico 2018: entro il 30 giugno bisogna rinnovare la convenzione.
"In palio" c'è uno dei centri sportivi più belli e grandi della Lombardia con 3 campi da calcio di cui uno in sintetico nuovo di pacca, 3 campi da tennis (di cui 1 nuovo ormai pronto), 1 bar, 1 percorso vita da 1,2 km, 1 giardino botanico dal valore incalcolabile, 1 tensostruttura e 1 campo multisport.
Il bando che viene redatto chiede 350 mila euro di opere in 7 anni: la volta precedente era 110 in 5 ma oggi abbiamo due opere nuove e gli impianti completamente rifatti. 
Viene quindi fatto un regolare bando di gara pubblico come nel 2013.

ASD Uboldese NON SI RIPRESENTA così come NESSUNA delle associazioni all'interno del Centro Sportivo partecipa alla gara. Si presentano due associazioni e la gara (come tutte le gare) viene svolta dai tecnici, non dai politici.
Una delle due partecipanti (ASD Revolver) non supera il primo step di gara e viene esclusa. La gara viene assegnata provvisoriamente (come tutte le gare!!!!) all'unica rimasta in gara con tutti i requisiti richiesti dal bando, ovvero RugBio.
L'associazione esclusa fa ricorso al TAR e il TAR decide di non decidere, sospendendo la decisione fino all'autunno.
A questo punto il Comune potrebbe chiudere il Centro Sportivo in attesa del pronunciamento del TAR oppure affidare il Centro Sportivo provvisoriamente.
Le associazioni in quel momento rischiano di perdere tutta la loro utenza in caso di chiusura del Centro per tutta la stagione sportiva, senza contare chi opera dentro al Centro Sportivo. 

Il Comune in quel momento a norma di legge non può prorogare a ASD Uboldese e decide, A FAVORE dei cittadini e delle associazioni, di affidare per solo 1 anno (ovvero la stagione sportiva) a RugBio, unica rimasta in gara e affidataria provvisoria, il Centro Sportivo in attesa del pronunciamento del TAR. 
Pare evidente dirlo che facendo un affidamento limitato a 1 anno soltanto l'unica cosa che viene chiesta è la gestione minima degli impianti non potendo chiedere null'altro: se vi do casa mia 1 anno è un conto, se ve la do per 7 è un altro.
Il TAR respinge a fine ottobre il ricorso di ASD Revolver che va in Consiglio di Stato e si vede respinta anche lì il ricorso. 
Fine del cinema. ASD Revolver è fuori gara quindi RugBio è legittimamente la vincente della gara.
Il Comune, pertanto, ha firmato la convenzione di 7 anni con RugBio.

Se qualche disagio è stato arrecato quest'anno è ovviamente dettato dalla straordinarietà degli eventi che si sono verificati.
Sicuramente con la nuova stagione sportiva dal prossimo settembre ci sarà più regolarità perché finalmente ora si è entrati nei 7 anni di convenzione. 

Morale:
Chi doveva giocare ha giocato.
Chi doveva bere un caffè lo ha bevuto.
Chi doveva risparmiare qualcosina d'affitto lo ha risparmiato.
Chi doveva farsi un giro al percorso vita lo ha fatto.
E Lorenzo, lui, è "il solito stronzo" (Alberto Arbasino). 

In soldoni arriveranno altri 350.000 euro nei prossimi sette anni senza mutui e senza debiti ulteriori sulle spalle dei cittadini uboldesi. 

CHIUNQUE vincerà le elezioni dovrà fare i conti, quindi, con una convenzione di anni 7 e un'associazione che ha vinto regolarmente una gara a evidenza pubblica. 
Buona fortuna a chi fa promesse impossibili da mantenere. 
Do anche un consiglio disinteressato: ocio perchè come vedete i cavalli di Busto sono belli carichi...

Come diceva Michael Jackson: this is it!
Lorenzo

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FACT CHECKING/4 - IL CENTRO SPORTIVO (parte uno)

Sul Centro Sportivo credo sia necessario fare un po' di ordine e per questo dedico due post. Il primo è questo.
1)Chiariamoci: il Centro Sportivo ERA comunale, E' comunale e SARA' comunale. Non è cambiata la proprietà, ma la gestione e non dal 2018 ma dal 2013.
2) Nel 2013 decidemmo infatti di avvalerci della Legge Regionale n.27 del 2006 che regolamenta e disciplina l'affidamento degli impianti sportivi alle associazioni, legge che viene utilizzata in moltissimi comuni lombardi perchè è molto saggia: chi usa l'impianto ha più senso che lo gestisca lasciando solo la manutenzione straordinaria al Comune. Per chi volesse ricostruire tutta la vicenda può trovare di seguito il link per rimembrare (https://www.ilorenzo.it/i-lorenzo-media/centro-sportivo/
3) Dopo regolare bando pubblico dal 1 luglio 2013 tutta la gestione del Centro Sportivo passò quindi alla ASD Uboldese fino al 30 giugno 2018 con la firma della convenzione e del progetto che prevedeva in 5 anni circa 110.000 euro di investimenti (20.000 euro/annui).
4) In questi anni l'Amministrazione Comunale NON HA lasciato soli i gestori in carica INVESTENDO più di 300.000 euro nel Centro Sportivo (nuovo campo in sintetico, rifacimento palloni del tennis, nuovi impianti idraulici) e facendo da garante al Tennis Club per l'investimento del terzo campo.
5) All'approssimarsi della scadenza (30 giugno 2018) l'Amministrazione si è fatta più e più volte parte attiva fin dal 2017 con le associazioni che operano al Centro Sportivo proponendo diverse soluzioni. 
6) Due erano i capisaldi fondamentali del nuovo bando: il Centro sarebbe stato affidato per 7 anni in modo da garantire sufficiente calma e programmazione e, il secondo caposaldo, che il Comune non avrebbe ripreso la gestione del Centro.

Con queste premesse arriviamo quindi al 2018.
Domani la seconda parte (intanto andate a riprendervi la prima parte sul sito...)
Lorenzo

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FACT CHECKING/3

I fatti (e i numeri) sono più ostinati delle opinioni. 
E la regola aurea è sempre una: Excel non sbaglia.
Al di là di tutti i blablabla i numeri dicono che da quando siamo con Origgio:
1) le multe sono passate da 727 elevate nel 2016 a 1290 elevate nel 2018;
2) i GIORNI DI COPERTURA DEL SERVIZIO (perchè prima avevamo 3 vigili ora ne abbiamo 6 e quindi bisogna contare ferie, turni, malattie, ROL) son passati da 282 a 312;
3) la copertura media del servizio era 7:30-15:30 mentre ora è 7:00-19:00;
4) siamo in fase di assunzione di un ulteriore agente e quest'anno inseriremo 2 amministrativi in comando per liberare tempo agli agenti troppo spesso "incartati" dalla burocrazia che soprattutto in questo settore è titanica;
5) TUTTI I GIORNI c'è il comando aperto a Origgio e 2 volte alla settimana a Uboldo: il mercoledì e il sabato. I fatti dicono che l'affluenza va diminuendo sia perchè molti servizi sono ormai possibili in remoto sia perchè a Origgio c'è sempre qualcuno;
6) Con Google Maps la distanza da Via Cascina Malpaga al Comune di Origgio sono 3,7 km/8 minuti di auto mentre al Comune di Uboldo sono 1,8 km/6 minuti di auto.
7) è in corso il rifacimento e ammodernamento della VIDEOSORVEGLIANZA che proprio nei prossimi mesi sarà installata (le prime telecamere sono già in funzione) e completata in due lotti distinti;
8) facciamo MOLTI PIU' SERALI senza dover rinunciare ai turni diurni (cosa che prima puntualmente accadeva) oltre che coprire tutte le manifestazioni sul territorio;
9) in questi 12 anni siamo stati il primo comune con videosorveglianza (sanpietrocucumileorapronobis!), abbiamo rifatto il parco macchine, acquistato 2 moto, acquistato il sistema LINCE con 3 varchi che registrano tutti gli ingressi e le uscite da Uboldo molto utile per attività di indagine interforze. 

Il "riportiamoli a casa" in stile Marò rischia di fare la fine appunto dei Marò.
La geniale idea del "vigile a piedi" per le vie del centro è interessante anche se io mi chiedo: perchè a piedi e non a cavallo? 

Viva! 
Lorenzo

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FACT CHECKING/2

1) Ho notato che Uniti x Uboldo ha diffuso qualcosa sui mutui estinti: bravo, Luca, che finalmente dopo 5 anni hai capito che i mutui sono debiti come appunto si legge nel volantino. In Consiglio Comunale dicevi sempre di no...ora che abbiamo fatto economia 1 possiamo passare all'esame di macroeconomia. Bravissimo, Luca!

 

2) "vogliamo riportare il comando di polizia locale a Uboldo" 

Il comando di Polizia Locale a Uboldo non se n'è mai andato. Ogni mercoledì e sabato è aperto. Oltretutto a Origgio si trova sempre qualcuno. I numeri dicono anche che abbiamo più copertura di ore e giorni lavorati. Ma presto ci faremo un post...

 

3) "il territorio è stato lasciato andare, senza pulizia e manutenzione ordinaria."

Vorrei capire quando non passano a pulire le strade e perchè non ce lo dicono i cittadini. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria basta prendere i bilanci e vedere le diverse centinaia di migliaia di euro che vengono spesi ogni anno.

4) "Si è percepito il distacco netto tra cittadini e amministrazione, senza partecipazione, senza coinvolgimento"

Ma chi lo ha detto non era quello che aveva nel gruppo chi si lamentava di un paese diventato un "villaggio turistico"?

 

5) "Tranne me e altri due candidati consiglieri sono tutte persone nuove"

Non è vero. Conto in quella lista almeno 14 persone più il sindaco (15) già alla seconda candidatura. Che poi non siano stati eletti queste sono domande che si devono far loro, mica possono prendersela con i cittadini che li hanno mandati a casa...anche mister 12 voti, in un'altra lista, fa il fenomeno. Ma sono pur sempre 12 i suoi miseri voti.

 

6) "la possibilità di richiedere un consiglio comunale aperto"

Diverse volte ho sospeso momentaneamente il consiglio comunale per dare la parola ai cittadini su alcuni argomenti importanti. Sul bilancio quasi sempre. Di bilanci ne ho fatti 20 (preventivo e consuntivo)...fate voi il conto aggiungendo cimitero, centro sportivo e altre cose simili.

 

7) "Il centro storico va fatto rivivere, con interventi che invoglino il privato a investire e riqualificare."

Lo disse chi nel 2006 approvò un PGT che ha cristallizzato il paese fino al nostro PGT 2013. E' dal 2013 che esistono incentivi volumetrici per investire nel centro, ma il Comune mica può investire al posto del privato...

 

8) "L’ambiente è una peculiarità di Uboldo, puntiamo sulla valorizzazione del Plis dei Mughetti"

10 settimane dell'Ambiente e attività varia in un parco che abbiamo fatto noi. O, mi raccomando, niente "villaggio turistico" però! Bene! Bravi! Bis!

 

9) "Speriamo di poter valorizzare il patrimonio boschivo, eliminando problemi."

Aaaaaaaaaaahbbbbbbbbbbbeh!!!!! Che programmone!!!!

 

10) (Polizia Locale) "riportando almeno un presidio a Uboldo" 

Come da punto 2: c'è già.

 

Quante puttanate...

 

Lorenzo

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FACT CHECKING/1

Lo chiamano "fact checking" ovvero "verifica dei fatti".

Ho pensato di farlo in vista delle elezioni del 26 maggio nella mia posizione di fuori gara, dato che leggo tante (forse troppe) castronerie. Non penso di avere in tasca la verità e non vi dirò chi lo ha detto in modo di non danneggiare direttamente nessuno. Tuttavia dato che parlano anche di me, mi pare giusto verificare i fatti e le informazioni che vengono veicolate. Lo faccio in pantofole.

E lo faccio per il mio amico Franco che mi segue sempre ma non ha Facebook...così legge anche lui!

 

1) "12 anni di Guzzetti hanno lasciato un paese abbandonato. Non hanno curato la quotidianità, le manutenzioni."

Quasi 1 milione di euro all'anno di manutenzioni per 10 anni fanno quasi 10 milioni di manutenzioni (20 miliardi di lire). Basta prendere in mano i bilanci.

 

2) "ma oggi dobbiamo ripartire coi mutui per fare interventi ordinari e straordinari, per esempio quello necessario al cimitero da risistemare"

Questa è bella...forse è l'intervista del 2009 dato che è stato appena fatto un investimento di 1 milione e 200 mila euro...Oltretutto il Comune non può aprire mutui oggi perchè dal 2014 per fare le opere devi avere i soldi in cassa altrimenti i dirigenti non puoi fare gli appalti.

 

3) "Molte associazioni sono rimaste senza “casa”"

Ma quali associazioni sono rimaste senza casa???? Quali??? In 10 anni tutte le associazioni hanno mantenuto i loro luoghi di incontro. Quelle che erano nell'aula polifunzionale occupavano uno spazio come deposito o come sala riunioni non per la loro attività associativa. Alle stesse associazioni è stato garantito tutto il supporto per la loro attività e volendo basta chiedere e per avere un tavolo dove trovarsi c'è la Biblioteca, il Centro Anziani e molti altri luoghi a Uboldo.

 

4) "e mancano luoghi aggregazione"

Centro Sportivo, Casa dei Talenti, Oratorio, ACLI...c'erano e sono rimasti. Magari son cambiate le regole, ma nessuno ha chiuso luoghi di aggregazione.

 

5) "Vorremmo che a Palazzo Crivelli il Comune realizzasse un centro socio culturale"

Ci vuole 1 milione di euro a sistemarlo. Acquistammo Palazzo Crivelli perchè era l'ultimo bene storico di Uboldo ancora in piedi e per togliere il ponteggio. Riuscimmo anche a rifare il tetto (100 mila euro). Auguri per il centro socio-culturale che c'è già (Casa dei Talenti).

 

6) "Il centro storico si è svuotato, è abbandonato e va recuperato e reso più sicuro." 

Il nostro PGT dal 2013 prevede incentivi volumetrici ai privati che decidono di investire. 5 milioni arriveranno per sistemare il centro, ma se i cittadini non investono sugli edifici il Comune non può investire al posto loro.

 

7) "Servono più punti luce, più telecamere e più sicurezza in generale"

Son tutti costi. Le telecamere le stiamo rifacendo con un progetto in 3 lotti che si concluderà nel 2020 ed è iniziato nel 2018. Più sicurezza in generale non significa nulla perchè i dati dei presunti reati denunciati in centro sono nulli.

 

8) "Uboldo ha una posizione centrale, ma non ci sono servizi"

Ah no? 1 asilo nido, 2 scuole materne, 2 plessi scolastici, 2 palestre, 1 centro sportivo con 3 campi da tennis, 3 campi da calcio, 1 tensostruttura, 1 pattinodromo, 1 percorso vita, 1 campo da basket, 1 bar, 1 giardino botanico, 1 impianto di tiro a volo, 1 mini cava, 2 parchi comunali, 1 giardino botanico e 1 parco sovracomunale, 1 Cimitero, 1 Comune, 1 area appena acquistata per associazioni e deposito comunale. Non ci sono servizi, è vero. Su Urano è vero. Sul pianeta Terra no.

 

9) "ci sono 40 associazioni bistrattate, senza sede, senza punti di riferimento"

Quali sono queste 40 associazioni senza sede? Esistono?

 

10) "ma l’amministrazione uscente ha spento 150 lampioni in 47 vie private che oggi sono al buio"

Uboldo ha 100/105 vie. O mezzo paese è al buio oppure qualcuno conta palle. Sono state spente 47 traverse (non vie) perchè, appunto, sono PRIVATE!!! E da qualche anno a questa parte i Comuni non possono nemmeno più acquistare queste vie a gratis. Quindi i cittadini possono mettersi d'accordo con il gestore e, a casa loro, illuminarsi la traversa che è loro.

 

Quante puttanate...

 

Lorenzo

 

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Discorso di fine mandato 2014-2019

“Chi questa sera è seduto qui non lo deve a un capriccio o a un calcolo. Tutti voi siete stati scelti dai nostri cittadini e a loro, e solo a loro, dovremo rispondere del nostro impegno. Stare seduti qui non è frutto di giochi di potere, perchè il potere rende l’uomo schiavo di chi, anche in maniera fortuita o casuale, esprime il momento culminante, ma passeggero ed effimero, del flusso storico. E per togliere ogni dubbio su questa affermazione comprendo anche me stesso che rinnovo qui davanti a voi il mio proposito già espresso all’inizio della campagna elettorale: questo sarà il mio ultimo mandato da sindaco e nel 2019 io non mi candiderò proprio perchè siamo strumenti nelle mani della Provvidenza e dobbiamo semplicemente obbedire al compito che ci viene chiesto di svolgere.”

Usavo queste parole la sera del 3 giugno 2014 quando, per la terza volta, giuravo come Sindaco di Uboldo. Ed ecco, siamo arrivati all’epilogo di questa lunga, lunghissima esperienza.
Scusate se vi annoierò ma questa sera intendo ringraziare tutti i miei compagni di viaggio.
Ringrazio pertanto Matteo Pizzi, candidato a succedermi in questo ruolo, Marco Mazzuccato, Enrico Chieregato, Angelo Leva, Paola Rosa Ceriani, Massimiliano Biazzi, Paolo Cicchinè, Mauro De Stefanis, Alessandro Saderi, Appiani Sara, Loredana Formaggio, Giuseppe Marco Gioia, Marco Corsini, Fabio Cattaneo, Giulio Orlandi, Luca Azzarà, Sonia Petracca, Agostino Fiore, Miriam Bettoni che sono stati miei consiglieri comunali ed assessori.
Ringrazio Ulderico Renoldi, il più tosto dei miei avversari, col quale siamo stati avversari leali ma mai nemici, così come ringrazio Alessandro Conti, Matteo Legnani, Laura Monticelli, Marco Vaghi, Giovanni Maria Tavecchia, Claudio Pirotta, Ezio Medas, Luigi Enzo Clerici, Pietro Proverbio, Paride Cartabia, Luca Saibene, Desirè Pagani, Alessandro Colombo, Enrico Testi che hanno rappresentato le minoranze in questi tre mandati.
Non ho dimenticato una persona, non preoccupatevi, me la ricordo bene.
Ringrazio di cuore Ercole Galli, mio caro amico fraterno: se questa storia un giorno Teresa e molti bambini la potranno ascoltare o la potranno vedere nella palestra, nei parchi, nella scuola, nelle opere è perché suo nonno, insieme a un suo amico, ha dato vita a tutto quello che è stato mettendoci desiderio, anima, mani, talento, fatica, sudore, incazzature, litigate, amicizia e tanto, tantissimo cuore. Se Lorenzo e tanti amici insieme a noi hanno potuto esprimere i loro talenti lo dobbiamo particolarmente a te che quella sera hai creduto in tutto questo. E ora, io e te, stiamo dimostrando che davvero “la poltrona non è la nostra politica”: cercateci pure, non ci troverete nelle liste elettorali del prossimo 26 maggio perché davvero per noi questo impegno è stato servire il nostro popolo in mezzo alla gente, non stare su una poltrona. 

Ringrazio il Dott. Giuseppe Lipiani e il Dott. Giovanni Codrupi, i due segretari comunali che mi hanno accompagnato in questa avventura all’inizio e alla fine, ma vi assicuro che se sono cresciuto come sindaco, uomo di Stato e persona lo devo particolarmente al Dott. Francesco Paolo Alamia che mi ha accompagnato in questi anni di lavoro e impegno, e a lui devo davvero tanto per quello che mi ha insegnato. 
Ringrazio tutti i dipendenti comunali, dal primo all’ultimo, che lealmente hanno prestato servizio in questi anni. Un pensiero di amicizia particolare lo voglio rivolgere a Pietro Cucumile, Dario Iraga, Claudio Zerbi e Alfredo Pontiggia con i quali è nato un’intesa che ha generato tanti risultati e soddisfazioni anche grazie all’amicizia nata dentro al rapporto lavorativo. A tutti i dipendenti va davvero la mia enorme gratitudine perché sono loro che tutti i santi giorni, nell’impegno quotidiano, rendono possibile il miracolo di “aprire” e “chiudere” il paese nelle scuole, nei servizi, nell’ordine, nella pulizia e in molte altre piccole cose che spesso diamo erroneamente per scontato.  
Ringrazio tutti coloro che mi hanno rappresentato nei vari enti legati al nostro Comune tra i quali non posso dimenticare Andrea Ciccioni, Alessandro Testi, Sara Appiani, Enrico Brignani, Francesco Leoni e tutti coloro che hanno collaborato a fare in modo che il nostro Comune potesse essere sempre rappresentato nel miglior modo possibile.  
Ringrazio la mia famiglia, i miei nipotini e i miei amici più stretti così come ringrazio chi mi ha accompagnato nella vita.
Ringrazio, infine ma non certamente ultimi, tutti i cittadini uboldesi che mi hanno consentito di essere il loro sindaco per questi anni, quelli che mi hanno votato e quelli che non mi hanno votato, quelli che mi hanno sostenuto e quelli che mi hanno criticato.
Ho svolto questo servizio con tutto il cuore e l’impegno che potevo per renderli orgogliosi di essere cittadini uboldesi. 

Lascio a chi viene dopo di me l’onore e il privilegio di giurare in questa Aula Consiliare dedicata al Cav. Tito Zaffaroni, primo sindaco di Uboldo, arricchita da quel dipinto che mi auguro ispirerà sempre chi dal 27 maggio prossimo siederà tra questi banchi sia in maggioranza che in minoranza. 
La differenza tra il “Buono e il Cattivo Governo”, tra un sovrano e un tiranno sta tutta lì: saper legare nella concordia i cittadini o spezzare la pialla dell’amicizia, essere guidati dalle virtù cardinali alle quali si aggiunge la magnanimità e la pace e non dai vizi capitali, dalla vanagloria, dall’ira, dallo strabismo che porta a non essere in grado di vedere qual è il fine ultimo per il quale siamo qui ovvero il bene comune.
Lascio dentro queste mura tanto amore per il mio paese e i miei cittadini.

“Siamo tutti strumenti imperfetti della Provvidenza, la quale si serve di noi per realizzare grandi progetti. Tale convinzione ci obbliga ad un’estrema modestia, ma ci infonde anche la dose di fiducia necessaria per portare a termine il compito affidatoci.” 
Con queste parole di Robert Schuman avevo iniziato il mio mandato.
Con queste parole lo finisco. 
Alla Provvidenza restituisco la mia bella Uboldo, i miei cittadini e anche la mia vita.
La convinzione è che abbiamo portato a termine il compito affidatoci da Lei.

Grazie di cuore davvero a tutti.
Viva, sempre, Uboldo!
Lorenzo Guzzetti
Sindaco di Uboldo 2007, 2009-2019

 

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Scrivere la storia

Mentre scrivi la storia non ti rendi conto.
Lo pensi dopo, mentre il tempo scorre, mentre ti guardi indietro. E' una cosa che ho già vissuto nei mesi scorsi scrivendo "4382", è una cosa che ho provato oggi.
Oggi abbiamo scritto un pezzo di storia di Uboldo.
Ero in Regione stamattina e durante la Conferenza dei Servizi mi è tornata in mente la risposta all'interrogazione dell'allora Ministro Bersani che ripercorreva la storia della ex Lazzaroni. 
Azienda da 1000 dipendenti fino agli anni 80, poi pian piano sempre meno fino alla chiusura del 1998. Il trasferimento in Abruzzo. 
E 20 anni. 
Che scritti così sono nulla, ma che sono una vita. 
Chi oggi ha 20 anni non ha mai sentito l'odore dei biscotti quando pioveva diffondersi a Uboldo. Chi oggi ha 20 anni non sa cosa sia stato quell'anno a cavallo tra il 2001 e il 2002.

Da oggi la storia è cambiata e cambierà.
Io non ne sarò diretto protagonista perchè "gli uomini passano, le idee restano" ma, anche in questo caso, la firma sarà la nostra, quella di un gruppo straordinario che in dieci anni ha davvero ribaltato Uboldo. Quel gruppo ha un nome che è Uboldo al Centro e sono fiero che quella squadra abbia deciso di ripresentarsi il prossimo maggio. 
E' quel gruppo, quel contenitore che ha dimostrato che un'altra idea di politica esiste. E io sono grato a tutti gli amici che mi hanno affiancato in questi anni.
Qualcuno, forse troppi, personalizzano troppo Uboldo al Centro legandolo eccessivamente a me. 
Guardate, non è vero. E' il gruppo che ha sempre fatto, io ci ho messo la faccia, ma è il gruppo che ha vinto e ha guidato questo paese per dieci anni. Io non sarei stato in grado di nulla senza queste persone. 

5 milioni (10 miliardi) lasciamo a chi viene dopo di noi.
5 milioni che saranno tutti finalizzati per la riqualificazione del centro storico che metteremo a punto nei prossimi mesi.
Sarà un'altra Uboldo quella da vivere e costruire insieme. 
Sarà un'altra Uboldo quella che nel tardo 2020 avrete sotto gli occhi, un'altra Uboldo che mi auguro sia guidata ancora da un gruppo che ha sempre messo Uboldo al Centro.
Vedete di non sbagliare proprio voi il 26 maggio prossimo.
Viva Uboldo al Centro!
Namastè!
Lorenzo 

P.S. "Per fare la ruota del pavone devi essere un pavone"

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Messaggio del Sindaco - 4 Novembre 2018

Proprio oggi, cento anni fa, si concludeva la Prima Guerra Mondiale. Una data storica per l’Italia tanto da essere presa come momento di commemorazione dei caduti di tutte le guerre e di omaggio alle nostre Forze Armate e all’Unità d’Italia.
Lasciamoci provocare da alcune parole per una riflessione da fare insieme.

Unità. In questo momento storico dove pare che la società abbia imboccato un sentiero pericoloso sull’onda della parola “populismo”, il 4 novembre viene a ricordarci come il secolo che abbiamo alle spalle abbia, tra popoli, generato conflitti. Conflitti che hanno generato lunghe guerre, tragedie, morti, caduti che oggi siamo qui appunto a commemorare.
La parola unità deve richiamarci alla coesione nazionale e transnazionale, dove l’Unità d’Italia viene rafforzata, non indebolita, dall’essere parte di una Comunità Europea che sicuramente ha l’esigenza di essere rinnovata e ritrovata dentro alle radici che l’hanno costituita, ma che rimane l’unico strumento che, fino ad oggi, ha garantito 70 anni di pace e ha fatto in modo che quasi tre generazioni di uomini e donne siano cresciute senza dover imbracciare un fucile.
Chi oggi vuole accaparrarsi la simpatia del “popolo”, chi si proclama tribuno o avvocato del popolo non sta unendo ma sta dividendo, avvelenando in maniera spericolata i pozzi della rappresentanza democratica e del vivere insieme. La data di oggi è qui a ricordarci che chi ha fatto leva sull’emotività popolare, chi si è proclamato tutore degli interessi del popolo è poi chi ha messo contro i popoli generando sempre, puntualmente, “inutili stragi”.

La seconda parola è Armate e la prendo in prestito dall’immagine che il Ministero della Difesa ha diffuso in questi giorni per la celebrazione di questa giornata. Andate a cercarla, è molto bella, soprattutto per lo slogan riportato: “Le nostre forze, armate di orgoglio e umanità.”
Oggi è la festa degli uomini e delle donne che ogni giorno mettono a disposizione la loro vita per il nostro Paese, la nostra Italia. Uboldo è molto fortunata ad avere sul proprio territorio i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale. Pensate a quante persone concorrono insieme per farci vivere in pace e sicurezza. Di questa ricchezza dobbiamo essere grati, sempre. Possono esistere persone indegne che hanno insozzato la divisa e il Paese con atteggiamenti deprecabili, ma essere grati significa ricordare che sono più gli uomini e le donne che nell’umiltà, nell’operosità, nel silenzio, ogni giorno svolgono con dedizione e passione un lavoro importante e fondamentale. E queste persone sono appunto “armate” solo di “orgoglio e umanità”.

Orgoglio e umanità, quindi.
Oggi è una festa di cuore, di orgoglio e di umanità.
E’ la festa di chi si commuove quando sente risuonare l’inno di Mameli e vede il tricolore sventolare.
E’ la festa dei nostri Alpini, della Protezione Civile, di tutte le persone che servono e onorano l’Italia e che hanno dato un pezzo di vita per questa bandiera, per questa nazione.
Permettetemi di dire che è anche la festa di tutti i sindaci, consiglieri comunali, dipendenti pubblici, che ogni giorno creano un vero e proprio miracolo: provare a dare ai cittadini scuole, ospedali, servizi aperti, operativi, a disposizione di tutti. Anche in questo caso ricordatevi che se esistono persone che sporcano col loro comportamento l’onore di servire il Paese con fenomeni tristi come la corruzione, esistono molti più sindaci, consiglieri e dipendenti pubblici onesti, appassionati, puliti, che ogni santo giorno sono al nostro servizio. Anche se non sono perfetti e tante sono le mancanze, provate qualche volta a rivolgere uno sguardo benevolente e di gratitudine anche verso queste persone che provano, con orgoglio e umanità, a servire questo nostro Paese.

 

Oggi è la Festa della nostra Italia.
Oggi è la Festa del nostro popolo unito, nella speranza che Dio possa sempre benedirlo.
Viva le Forze Armate!
Viva Uboldo!
Viva l’Italia!
Lorenzo

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Falcone e Borsellino

Avevo 27 anni e qualche capello bianco in meno, i capelli più corti e giuravo in piazza quel caldo 24 giugno del 2009. Al termine del mio discorso inaugurale usai le parole "le persone passano, le idee restano." 
Da oggi quelle parole sono scolpite in un monumento bellissimo realizzato dal nostro Maestro Fabrizio Vendramin che mai smetterò di ringraziare per tutti questi anni passati insieme e per aver regalato alla comunità un'altra perla di bellezza. Perla che potete in questa foto rimirare in tutto il suo splendore e anche nei dettagli seminascosti o insignificanti per qualcuno ma che per me sono la firma di quest'opera.
Dentro a questo dipinto c'è un'idea di paese, di comunità. 
Quel dipinto è lì perchè ogni mattina tutti possiamo rammentare che la paura va combattuta col coraggio, sempre, ovunque, e che la battaglia per far prevalere la giustizia, la legalità, il senso del dovere e dello Stato inizia da noi, da ciascuno di noi. 
Dicevo oggi ai ragazzi che ciò che mi auguro è che vedendo questo dipinto tutte le mattine a qualcuno nasca la vocazione di dedicare la propria vita allo Stato come i nostri carabinieri (grazie al Capitano di Saronno Pietro Laghezza di esserci stato così come ai nostri carabinieri di Uboldo), i nostri agenti e le tante persone che lavorano ogni santo giorno per creare il miracolo di darvi sicurezza, legalità, servizi funzionanti, ospedali aperti e via discorrendo.
Agli adulti rammentavo invece le parole di Falcone che chiudevano quella frase riportata sul dipinto: "Ognuno di noi deve fare la sua parte, piccola o grande che sia."
L'ho detto perchè a Uboldo magari possiamo imparare a stimarci di più, a fare di più , tutti, per la nostra comunità. 
Ognuno di noi in ruoli diversi è chiamato a fare qualcosa per la comunità, "la sua parte". 
Ora di anni ne ho 36, ho qualche capello bianco in più e io "passo", ma mi auguro che le idee restino.
Restino nei miei cittadini, nei ragazzi, in tutte quelle persone che ho provato a servire con tutto il mio impegno e con tutto me stesso. 
Le idee che continueranno a camminare sulle gambe di altri. 
L'idea che servire lo Stato è una cosa bellissima perchè lo Stato non è di uno o di qualcuno ma è di tutti.
Lo Stato siamo noi.
Vivano, sempre, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, gli agenti della scorta e tutte le persone che hanno lasciato la loro vita il 23 maggio 1992 e il 19 luglio 1992.
Viva Uboldo, Viva l'Italia! 
Lorenzo

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Il nostro baratro

Genova è il riassunto finale dei comitati del NO e di chi, per avere un'Italia a cinque stelle, ha dato ancora più fiato a questi depensanti. Mentre scrivo ho ben chiaro davanti a me le zucche vuote di qualcuno di questi anche nella mia comunità e dintorni del saronnese.
Ora piagnucola, il "concentrato", ma tant'è.  
Genova è il sipario finale di una grottesca sceneggiata non recitata solo dai politici, ma spesso dai cittadini stessi, quelli che quando provi a spiegargli le cose ti rispondono "aspettiamo chi chiederà i voti per le elezioni" senza capire che la priorità di una persona o un gruppo di persone non può essere la priorità della nazione, del paese, della comunità.
Genova siete voi che pensate sempre che chi si siede a quei tavoli sia accecato da chissà quali interessi, sia mosso dai presunti "poteri forti", sia l'emblema del "è tutto un magna magna."

Lo so già cosa state ruttando: "la manutenzione!!!!"
Ma ci siete mai stati in autostrada di notte?
Ma avete mai visto i lavori notturni in ogni stagione per la manutenzione?
Il problema è un altro: per manutenere il Morandi serviva rifare il Morandi. Oppure fare un'altra opera, ma ecco che arrivano i fenomeni del NO a tutto.
Mentre voi ruttate tutto questo voi stessi ignorate che la Pubblica Amministrazione oggi ha raggiunto un livello di analisi nel fare le opere che voi neanche immaginate.
Voi non potete saperlo perchè condividete la foto di chi oggi paragona i soldi per gli immigrati a quelli per le opere pubbliche. Poveri somari dell'uno vale uno...

Da due mesi i temi su cui si discute in Italia sono gli immigrati, il Piddì e i vaccini. Gesù Santo, i vaccini. 
Guardate la fotografia dell'Italia: una Nazione dove in cinque anni crollano cinque ponti, dove la gente ascolta chi considerava "una favoletta" gli allarmi degli ingegneri per quel ponte, una nazione che non crede nella medicina e nei vaccini e dà retta a un Ministro dell'Interno che come prima cosa oggi ha detto che è colpa dell'Europa e dei vincoli europei. 

Genova fa male sì perchè quel baratro è il nostro baratro.

Una preghiera nel giorno dell'Assunzione di Maria (perchè oggi è quello, non Ferragosto...) per i morti, i feriti, le famiglie e tutti i soccorritori, gli amministratori pubblici, i rappresentanti dello Stato che in queste ore sono coinvolte in questa tragedia.

Lorenzo

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La politica che verrà

Il Governo che nascerà o non nascerà segna comunque una "fine di una storia" nella politica italiana, e forse europea, per come ce la siamo immaginata fino ad oggi.
Archiviato il socialismo e consegnata alla storia quella esperienza ora che diventa quindi "teoria" da leggere e studiare nel manuale di scienza politica, ora c'è da guardare avanti.
Lega e M5S sono destinati a durare insieme perchè entrambi solleticano e parlano alla stessa gente: vedrete, è l'inizio di un cammino insieme che durerà per molto tempo.
Le sfide del futuro sono altre e incaponirsi sullo strumento (per esempio il PD o Forza Italia) non considerando l'orizzonte equivale a guardare il dito invece della luna.
Tutte le seghe mentali delle correnti sia nel PD che in Forza Italia ormai sono desuete, finite, anacronistiche. Vanno abbandonate. 
Forza Italia è un partito fatto da terze e quarte file della politica dove, lo vedo anche nel locale, ancora parlano di correnti, dove i vecchi marpioni trovano gioco facile nell'utilizzo di utili idioti a cui dando uno strapuntino si ottiene in cambio fedeltà sempiterna.
Il PD nelle sue disgrazie ha almeno insegnato che esiste un popolo che venendo da esperienze diverse ha saputo contaminarsi e continuare a camminare insieme.
E' la politica del futuro. E occorre riconoscere che Lega e M5S hanno saputo intercettare prima di altri ma che ora lascia un popolo orfano che non sa dove riconoscersi.
E questo popolo sta chiedendo davvero di non restare orfano ed è questo popolo che chiede ai veri leader, a chi davvero ha a cuore l'Italia, di non continuare a perdere tempo ma di iniziare una nuova fase che magari all'inizio varrà poco ma che sul lungo periodo porterà i suoi frutti.
Serve coraggio. 
Per me, personalmente, un'esperienza che ho conosciuto fin da bambino sui campi dell'Oratorio che però oggi mi trova in sintonia a livello di metodo con persone che manco sanno dove sta una Chiesa. Questo metodo che la politica da ormai 17 anni e il lavoro nel welfare mi hanno insegnato e che è riassumibile nella frase "l'altro è un bene per me."
Qualsiasi sia il soggetto nuovo che nascerà dovrà partire da questa base ideologica e valoriale che, oggi, è l'unica cosa che divide me e tanta gente come me da Lega e M5S.
L'altro è un bene per me.
Namastè
Lorenzo

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Abbasso gli spiegoni...

Stasera tornando a casa ho visto il nostro Monumento dei Caduti illuminato in maniera diversa.
Più bella.
Il monumento è più bello perché il Carlo tutte le mattine bagna i fiori, li cambia quando appassiscono, taglia l’erba quando serve e spazza le foglie d’autunno quando tutti si lamentano delle foglie ma vacca eva se uno dice “le raccolgo”.
Il monumento il Carlo lo tiene bene e nessuno lo sa, nessuno sa che lui coinvolge anche i suoi amici, sente gli Alpini, va in ufficio tecnico per fare queste cose.
Nessuno sa che è da tempo che “bilava” per mettere delle luci più belle e finalmente ce l’ha fatta perché poi lui mi perdona che me lo dice ma io mi dimentico.
Ecco. Cosa voglio dire?
Che più di tanti spiegoni sull’io e il noi, le divisioni e gli insiemi, qua c’è tutto il senso dell’essere comunità che non passa dall’essere o meno sindaco o assessore, ma dal voler bene al proprio paese.
E quando questa gente non ci sarà più vedrete che lo sentiremo e lo capiremo.
Perché la comunità e il fare comunità parte da qui: tirarsi su le maniche.
E qui c’è gente che lo fa ancora.
Lo fa. 
Senza spiegarlo. 
Ma fa.
Namastè!
Lorenzo

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Consuntivo 2017

Uso la piccola Agnese nata nel 2017 e la sua nonna Loredana per dirvi che l'altra sera abbiamo approvato il consuntivo del 2017 e che anche per Agnese abbiamo lavorato, per dare a lei un futuro e a tutti i suoi coetanei.

Il Consiglio Comunale del consuntivo serve per fare un po' sintesi dell'anno passato, sintesi che provo a rifare qui di seguito per gli uboldesi.

 

1) Casa dei Talenti: progetto partito e inaugurato poche settimane fa. Ora toccherà a Fabrizio e Uboldo Arte essere motori di questo progetto in cui crediamo molto.

 

2) Urbanistica: il 2017 è stato l'anno di lavoro sul PGT e la ex Lazzaroni che purtroppo è un po' rallentata per la burocrazia regionale. C'è anche il file Urban Park aperto e sul quale stiamo lavorando.

 

3) Parco dei Mughetti: abbiamo accolto Gerenzano e abbiamo bloccato a parco il 40% del nostro territorio, pari a 584.000 mq.

 

4) Abbiamo tolto la recinzione del Parco Comunale "Falcone e Borsellino" e ha ragione il consigliere Saibene che dobbiamo accelerare sulla videosorveglianza. Ci stiamo lavorando ma l'idea pare gradita da parte degli uboldesi.

 

5) Abbiamo estinto tutti i mutui e rimane solo il debito che passerà ad ATO. Per il resto siamo a zero. Partivamo da meno 8 milioni di euro.

 

6) Abbiamo riformato i Servizi Sociali con una riforma del welfare importante che ha consentito risparmi importanti, risparmi che si sono tramutati in benefici alla comunità. Per esempio 100.000 euro possono essere messi a disposizione della mensa scolastica tenendo il costo del pasto a 4,10 euro e praticando sconti per il terzo figlio. Andate a vedere dove trovate un altro Comune così...

 

7) Abbiamo unito la Polizia Locale a quella di Origgio e a breve vi aggiornerò ancora sulla "questione Caronno". Credo solo che il sindaco Giudici sia stato un filo imprudente nelle sue dichiarazioni fatte in Consiglio Comunale.

 

Questo è stato il 2017 oltre alle manutenzioni ordinarie, alla quotidianità che avete sotto gli occhi tutti i giorni.

Agnese e i suoi amici possono stare sereni.

 

Namastè.

Lorenzo

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5 pensierini su Alfie e per noi

Ci sono cinque pensierini che mi tengo dentro da tutto il giorno e che voglio esprimere prima che si chiuda questa giornata di riflessione su quanto accaduto in questi giorni e sulla morte di Alfie Evans.

 

1) una grande sconfitta è la UE. Se ogni giorno cerchiamo di dirci europei e riduciamo alla fine la UE a un insieme di regole economiche facciamo il gioco degli anti europeisti e facciamo passare davvero l'idea che la UE sia solo un pedante contabile vestito in grisaglia. La direttiva 24/2011 che prevede la libera circolazione dei pazienti dentro all'UE. Se è vero che il Regno Unito non è nello spazio Schengen è vero però che questa direttiva fin dal 2013 è stata recepita. 

Perchè la UE non si è mossa? 

Torniamo sempre al discorso delle radici europee...quali sono?

 

2) ho letto in tanti commenti, forse troppi, "possono decidere solo i genitori". 

Ecco, scusate, ora con grande serenità vorrei suggerire che questo è un errore che troppo spesso fa la nostra società, anche in Italia, anche a Uboldo.

I figli non sono una proprietà.

Non sono una cosa.

Alfie Evans andava trattato come cittadino di una comunità che si prendeva cura di lui, non come un oggetto di proprietà di qualcuno.

I vostri figli non sono di vostra proprietà, ma appartengono anche a una comunità che li educa, li cura, li sostiene con le proprie risorse (le tasse) e con il fatto di esistere e trasmettere dei valori, una cultura, delle tradizioni.

L'individualismo spinto della nostra società ci fa arrivare a non ragionare più su queste cose e, appunto, poi abbiamo i novax, quelli che non mandano i bambini a scuola perchè "so io cosa serve a mio figlio", quelli che fanno gli asili nei boschi e altre cose. 

Noi dobbiamo rivendicare il diritto di Alfie Evans di essere un cittadino e, come tale, di avere dei diritti e delle garanzie perchè dentro a una comunità di regole e valori e pertanto di essere tutelato dalle Istituzioni che non possono e non devono permettere che una sola persona muoia di fame e di sete in un ospedale. 

Questo dobbiamo chiedere.

Non gli astrusi concetti di proprietà.

 

3) un amico mi ha girato un messaggio dove viene detto che qualche sindaco è arrivato ad ammainare le bandiere a mezz'asta per Alfie. Ecco, trovo profondamente sbagliato anche questo eccesso. Perchè io rappresento delle Istituzioni e uno Stato, il Comune non è mio ma io servo lo Stato.

E' lo Stato che mi dice, e io devo obbedire, quando e come usare i suoi simboli, non io. 

Altrimenti dopo diventiamo poco credibili innanzitutto noi quando critichiamo, giustamente, l'Appendino che fottendosene delle regole registra all'anagrafe un figlio con due madri.

 

4) Il labile confine tra una vita che si spegne e una vita che viene spenta è stato superato. Una riflessione da parte di tutti, con grande serenità e serietà, va forse messa sul tavolo della discussione. Quanto e come potremo rimandare questo importante discorso su un tema così importante? Quanto e come potremo semplicemente dividerci tra tifoserie anziché avviare una seria riflessione che coinvolge bambini, giovani, adulti, anziani?

 

5) l'aberrante silenzio della politica italiana su questa vicenda, esclusi Lega e FdI, fa pensare. Che una "comunità" come il PD, che un partito popolare come Forza Italia non abbiano preso posizioni chiare, nette, decise, radicali su questa vicenda per paraculismo e opportunismo politico deve far riflettere tutti.

 

Per chi ama la politica e la fa con passione, per chi crede nella politica come servizio per i cittadini ed espressione più alta della carità vi assicuro che non sono giorni facili.

Perchè in fondo, Alfie, è riuscito a scuotere le coscienze.

E' riuscito ad essere "segno di contraddizione per molti".

Io, alla fine, resto convinto che la vita vada comunque salvata, sostenuta, protetta, qualsiasi essa sia e non mi sposto di un millimetro nel sostenere che far morire di fame e di sete un paziente di qualsiasi età ci riporta indietro di 70 anni.

Ai nazisti che sì, facevano così.

Ora possiamo tornare a occuparci dei cani, dei gatti e degli orsi del polo da salvare rincoglioniti come siamo da Studio Aperto e quei media che di Alfie hanno smesso di parlare.

A Dio, piccolo grande gladiatore. 

 

Lorenzo

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Ma siamo ancora umani?

Non è che all'improvviso sono diventato "grillino", "novax", contro la ricerca scientifica, contro i medici. E così, molti come me.

Continuo anzi pervicacemente a sostenere che la scienza e la ricerca scientifica siano assolutamente da ascoltare e sostenere. 

E chi in questo momento sta, come me, dicendo che quello che sta accadendo a Liverpool è assurdo non è un credulone da guardare dall'alto in basso come se fossimo un esercito di scemi che crede agli asini che volano.

 

Ieri sera a Matrix Nicola Porro ad un certo punto ha detto "togliete le immagini del bimbo".

E' vero, è una forma di rispetto, ma attenzione a quella formula subdola di silenzio che si vuole far calare attorno a questa vicenda.

Perchè fin quando non "vediamo" Alfie è sì un oggetto di discussione.

Ma quando vediamo la bocca che si muove, un respiro, anche il più intransigente sostenitore della scienza riconosce che quella è vita. 

Se aprite in questo momento il Corriere on line non trovate notizie di Alfie. Su twitter non è più una tendenza. Stanno cercando, alla chetichella, di non far più parlare di questo bimbo e della sua lotta.

Perchè se non erro, e non erro, la storia è piena di notizie non date che nascondevano i prodromi di tragedie o dittature. D'altronde, là, era solo un camino, chi avrebbe mai immaginato cosa accadeva...

E' stato un grande il giornalista di Matrix in collegamento da Liverpool che se n'è strafottuto di tutto e ad un certo punto ha interrotto tutti dicendo: "se fosse mio figlio là dentro io farei la stessa cosa". Un grande.

 

E la seconda cosa è questa.

Chi sta combattendo per far sentire la propria voce in questo momento sta solo lottando per un concetto: è disumano, DISUMANO, far morire una persona di fame e di sete. 

I nazisti facevano queste cose nei campi di sterminio.

I nazisti.

Ieri sera poi a mezza voce anche Cecchi Paone ha dovuto ammettere che il pericolo vero, in questo momento, è che al Bambin Gesù probabilmente Alfie continuerebbe a vivere perchè metterebbero in atto delle pratiche che, effettivamente, potrebbero tenerlo in vita. Pratiche a detta sua disumane, ma che vorrei vedere se lui in pericolo di vita non vorrebbe vedere applicate su lui stesso...

 

Poi, ma è un altro tema, molti come me credono, e io lo credo, che basterebbe la "carezza del Nazareno" per salvare questa vita. Ma questo è il mio credo, è la mia fede e io, come molti, non voglio imporla. Ma con altrettanta forza e vigore dico anche che nessuno ha il diritto di deridermi o di farmi passare per un credulone.

Perchè anche io so leggere e so capire che Alfie è davvero in una situazione che probabilmente lo farà morire presto, ma togliergli la nutrizione e l'idratazione è DISUMANO.

 

Nonostante tutto, questo bambino come "segno di contraddizione" ha continuato a respirare quando, a detta della scienza, doveva morire in poco tempo una volta staccato tutto.

Forse non è chiaro ma qui, chi sta sostenendo Alfie, sta sostenendo non tanto un ideologia o un credo, ma il diritto per tutti di vivere e di non fare in modo, mai, che uno Stato possa dire che per i suoi cittadini è arrivato il momento di morire perchè "futili".

Pensateci su.

Lorenzo

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Messaggio del Sindaco 25 aprile 2018

Riflettevo preparando il discorso di oggi che questa ricorrenza viene proprio ad aiutarci e a ricordare a tutti, istituzioni e cittadini, che l’Italia insieme, tutta insieme, può farcela a superare anche le situazioni più complesse e difficili.

Stiamo vivendo settimane che fanno da perfetto contraltare alla storia che siamo qui a ricordare e onorare oggi davanti a questo monumento.

Il triste teatrino a cui stiamo assistendo ormai da più di 50 giorni dopo le elezioni politiche del 4 marzo non hanno ancora generato un Governo nel pieno dei suoi poteri e un Parlamento che inizi a lavorare a pieno ritmo nell’interesse supremo della nazione e dei suoi cittadini. 

Gli interessi di parte, gli equilibri politici, le promesse irrealizzabili che hanno titillato la “pancia” del popolo gettando fumo negli occhi dei cittadini stanno, come dei nodi, giungendo al pettine.

Assistenzialismo e Antieuropeismo sono stati i temi principali di una campagna elettorale infinita che sembrava preconizzare una rivoluzione culturale e politica che, scrostata un pochino, si capisce essere fondata sulla sabbia.

 

E’ davanti a questa Italia e questa politica che ci sembrano così lontane le storie che siamo qui a commemorare, uomini e donne che insieme lottarono e combatterono per un’Italia unita, indivisa sotto il segno della fratellanza.

Quel popolo che l’indomani iniziò a ricostruire insieme su cardini come pace, solidarietà, capacità di unirsi per fare impresa e dare lavoro, per rimettere insieme i pezzi di un’Italia e di un popolo dilaniati dalla guerra. 

Non si può dimenticare, tuttavia, che qualcosa è rimasto sul campo ancora irrisolto ed è ciò che avvenne proprio il giorno dopo del 25 aprile, ma forse un giorno la nostra Italia saprà trovare il coraggio di dirsi e dire la verità. Forse quel giorno inizieremo a ragionare insieme, da popolo che cammina insieme tendendo al bene comune nell’interesse di tutti, affinchè nessuno resti indietro.

 

Che bello sarebbe se il 25 aprile smettesse di essere “proprietà” di una fazione contro un’altra ma diventasse giorno  di riflessione profonda sulla nostra storia, le nostre radici, il nostro cammino di popolo.

Questo giorno è un momento simbolico che non deve perdere il suo valore più profondo, un richiamo attuale in una società che vede una pericolosa crisi della democrazia rappresentativa e dove l’individualismo e l’idea che l’uomo debba soddisfare il proprio ego e i propri diritti distorti sia il totem su cui fondare una società.

Così non si edifica la comunità, non si tende al bene comune, ma si crea un insieme di individui.

Noi, invece, continuiamo ostinatamente a pensare che dal 25 aprile 1945 sia partita la grande sfida non solo italiana, ma europea, di essere comunità di persone che insieme tendono al bene comune, impregnata delle sue radici più profondamente giudaico-cristiane, delle sue tradizioni e delle sue scuole di pensiero e filosofiche che hanno edificato tutto il nostro Continente nella sua lunga e travagliata storia.

 

Il richiamo più importante lo abbiamo davanti agli occhi, davanti a questo monumento, perché questi nomi non sono semplice marmo inciso ma sono uomini che hanno sacrificato la loro vita per l’Italia e per il popolo italiano.

Per noi. 

E il miglior modo per omaggiare e ringraziare sempre queste persone sarà sempre credere e rispettare l’Italia e le sue Istituzioni.

 

Una piccola aggiunta: nella notte il presidente emerito, Giorgio Napolitano, è stato operato. 

A lui va il nostro affettuoso incoraggiamento per una guarigione e una ripresa.

C'è da riflettere però: nella notte le principali testate online del nostro Paese hanno sospeso la possibilità di commentare gli articoli che davano la notizia per le offese ivi trascritte.

Chiediamoci tutti, sentiamoci tutti coinvolti su questa domanda: ma che comunità stiamo costruendo se accadono queste cose?

 

E che Dio benedica la nostra Italia, oggi che ne abbiamo tanto bisogno.

Viva l’Italia, viva l’Italia unita!

Lorenzo 

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Festa delle Generazioni 2018

Anche questa mattina abbiamo celebrato la vita con le famiglie che hanno avuto un figlio nel 2017 e i "ragazzi" del 1942 nella cornice della "Festa delle Generazioni".

Ho proposto tre pensierini.

 

1) grazie alle famiglie che hanno detto SI convintamente alla vita. E' un tema, questo, spesso spinoso perchè tocca ambiti di etica e morale che lambiscono le traiettorie più intime dell'uomo. 

Dire SI alla vita però significa dire di sì dal suo concepimento fino al suo naturale declino, significa guardare con occhi e respiro diverso il futuro. 

Dire SI alla vita significa dire SI anche all'amore perchè, fino a prova contraria, un bambino che viene al mondo è frutto di un amore. E quindi una comunità deve saper dire grazie, oggi, a queste famiglie.

 

2) associare questi bambini a una generazione che nel 2017 ha compiuto 75 anni significa dare a questi bambini e a queste famiglie radici solide, valori, tradizioni. Una comunità che non conosce il proprio passato, che non si mette in ascolto del suo passato non sa guardare e quindi costruire il proprio futuro.

 

3) e tutto questo, insieme, ci fa dire che il messaggio di questa celebrazione è unico e forte: sia le famiglie che hanno messo al mondo un figlio sia gli anziani non possono e non devono pensarsi isole dentro uno spazio, ma cittadini responsabili gli uni con gli altri dentro una comunità. Combattiamo l'individualismo tipico di questa nostra società e apriamoci alla reciprocità. 

E' l'unica strada per poter continuare a tendere insieme al bene comune che si costruisce insieme.

 

Infine due pensieri finali.

La Farmacia Comunale anche quest'anno offre 150 euro di bonus bebè a queste famiglie da spendere proprio in farmacia per i propri bambini. E' importante che questa voce arrivi a tutte le famiglie, quindi diffondiamo la notizia.

Infine, quest'anno il 25 luglio ricorrerà il 50esimo anniversario di una enciclica importantissima di Paolo VI quale fu l'Humanae Vitae. Riporto uno stralcio che per me, che faccio politica, è sempre stato fondamentale per pensare alle politiche per le famiglie.

 

«Ai governanti, che sono i principali responsabili del bene comune e tanto possono per la salvaguardia del costume orale, noi diciamo: non lascino che si degradi la moralità dei loro popoli; non accettino che si introducano in modo legale in quella cellula fondamentale dello stato, che è la famiglia, pratiche contrarie alla legge naturale e divina. Altra è la via mediante la quale i pubblici poteri possono e devono contribuire alla soluzione del problema demografico: è la via di una provvida politica familiare, di una saggia educazione dei popoli, rispettosa della legge morale e della libertà dei cittadini. [...]

Con il nostro predecessore Giovanni XXIII, ripetiamo: "Queste difficoltà non vanno superate facendo ricorso a metodi e a mezzi che sono indegni dell’uomo e che trovano la loro spiegazione soltanto in una concezione prettamente materialistica dell’uomo stesso e della sua vita. La vera soluzione si trova soltanto nello sviluppo economico e nel progresso sociale, che rispettano e promuovono i veri valori umani individuali e sociali"»

 

Namastè!

Lorenzo

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Delle competenze...

Attenzione, è un post lungo e molto impopolare. 
Dirò cose che non vi piacerà leggere.
Ma le penso. 
Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo discusso la delibera che ha formalizzato l'avvio delle procedure per l'esternalizzazione dell'Asilo Nido.
Uboldo Civica ha presentato un emendamento che richiedeva di prevedere il "Comitato di Gestione" anche in futuro.
Io ho votato favorevole come tutto il mio gruppo (perchè altrimenti sai che pippe mentali...) ma, come ho detto pubblicamente, non essendo assolutamente favorevole a livello personale su questa cosa.

E non lo sono per le seguenti ragioni:

1) i comitati di gestione, le commissioni mense e similari costituite da vari "rappresentanti" per quanto mi riguarda sono da abolire completamente. In queste commissioni spesso ci sono persone che non hanno alcuna competenza per poter dare dei giudizi o dei pensieri sulle materie che trattano;

2) l'ho capito ancora di più quando il consigliere Testi si è vantato di aver fatto parte per anni di questo "Comitato di Gestione" per poi lanciarsi in una sua personalissima analisi del privato sociale che, tra i tanti pericoli che presenta, si nutrirebbe anche di turnover continuo. 
Queste sono sparate di chi, appunto, senza competenza spara per sentito dire o leggende metropolitane. Vada il consigliere Testi a vedere il turnover nel privato sociale soprattutto su asili nidi o RSA: è quasi inesistente perché sono lavori che o ti piacciono o non reggi e quindi chi lavora in questi comparti del Terzo Settore o lo fa perchè spinto anche da altre motivazioni oppure lascia perdere.

3) gente che gioca (GIOCA) a fare il Gaudì de noantri nelle mitiche commissioni urbanistiche (che infatti a Uboldo ho abolito immediatamente appena eletto nel 2009...), i Bastianich nelle commissioni mense, gli pseudo-esperti di processi educativi nei comitati di gestione degli asili nido non servono a nulla se dietro al "posto" occupato non hanno competenze, sostanza, tecnica.

4) quando vi dicono che questa è democrazia e quindi "rappresentatività" vi prendono per il culo perchè la democrazia e la rappresentatività si manifestano con gente competente che faccia le cose che devono fare facendole bene. Che sappiano ciò di cui parlano. Che abbiano contezza e coscienza delle loro azioni. 
Questo vale anche per il mito dei "costi della politica". Guardate che con la scusa di "tagliare i costi" vi stanno anche restringendo sempre di più gli spazi partecipativi veri di democrazia sostituendoli con questi surrogati che con la scusa di essere gratuiti nell'immaginario collettivo sono totem che funzionano.
Sono palle.
Sono cazzate.
I politici, i professionisti, la gente che se ne intende deve essere pagata e pagata bene per fare bene il suo lavoro.

Volete fare le commissioni mensa?
Bene, pagate dei professionisti del settore che si confrontino con i professionisti che danno da mangiare ai vostri figli.
Volete i "Comitati di Gestione del Nido"?
Bene, pagate dei professionisti del settore che si confrontino con i professionisti che curano i vostri figli. 
Non andateci voi se l'Università della Vita vi ha laureato dandovi un figlio o perchè vedete Masterchef spesso.

 

Occorre una bonifica generale di questi strumenti "partecipativi" che non hanno alcun valore se non quello di far incazzare i professionisti veri che, ve lo dico col cuore, staccano il jack del cervello e non vi ascoltano perchè sanno che state dicendo delle cazzate.
Vedo quotidianamente strutture, RSA, Asili, opere anche fatte a fin di bene mandate a puttane perchè gestite da gente completamente incompetente che "gioca" pensando "di fare bene" e invece entra come un elefante in cristalleria. 
E, appunto, rompe tutto.
Le competenze, cazzo, queste sconosciute.
Le competenze.
Torniamo a valorizzare le competenze.
Non è vero che se vi informate sapete le cose.
Non le sapete. Perchè dall'altra parte, spesso, c'è gente che ha studiato, si è fatta il culo, opera, lavora e conosce meglio di voi ciò di cui parla.
Davvero, non se ne può più.
Le competenze, santo Dio, le competenze!
Lorenzo

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Dentro lì ci siamo noi

Non avrei mai pensato di dover scrivere questo post, eppure a volte la miseria umana impone anche queste spiegazioni a chi suddivide il mondo in buoni e cattivi, in honesti (sic!) e disonesti.
Voglio chiarire il perchè questa Amministrazione ha deciso questa intitolazione, e lo voglio fare con chiarezza a margine anche di giorni che mi hanno visto fare alcune riflessioni proprio ai seggi elettorali.

Una cosa, tra le tante, su cui ho provato a lavorare in questi anni da sindaco è stato l'orgoglio di sentirsi uboldesi da una parte e dall'altra cercare di far capire ai cittadini che non sempre da fuori vengono esempi positivi, ma anche da dentro.
Facciamo fatica a celebrarci, a dirci che siamo bravi quando le cose sono belle, a rendere merito a chi fa e fa bene.
Questo se da una parte può sembrare umiltà operosa lombarda, dall'altra nasconde però un pericolo che è il rischio di perdere la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre persone.
Da qui vengono le intitolazioni alle vie o agli edifici a persone uboldesi che hanno fatto parte della storia di questa comunità e non solo.
Claudio Galli è una di queste persone.

"Ul Galet" ha fatto parte di questa comunità e l'ha costruita insieme a tanti suoi amici nell'imprenditoria, nell'associazionismo, nella politica. 
Ma soprattutto nello sport.
Claudio Galli è stato per anni "LO" sport a Uboldo. 
Da una sua idea, la Libertas, a Uboldo generazioni di ragazzi e ragazze hanno potuto sperimentare l'atletica leggera, il basket, la pallavolo, il karate, il tiro a volo, la pesca, il pattinaggio. 
Non da ultimo l'amore e la passione per la montagna con lo sci.
Ha dato vita ed è stato anima per anni del Palio delle Contrade, manifestazione che non ha bisogno di spiegazioni.
Ha partecipato attivamente alla vita politica del paese per anni militando orgogliosamente nelle fila della DC. 
Uboldo non può non essere grata a una persona così e chi non lo capisce posso perdonare la mancanza di sensibilità ma a chi ne monta sopra una polemica posso solo dire che è davvero un miserabile.
Un miserabile che lo fa per cercare sempre e solo la polemica, lo scontro, la cosiddetta zizzania. 
Ed è ancora più miserabile chi pensa che dietro questo ci sia una mossa politica (!!!!) o di riconoscenza perchè con Ercole ho messo in piedi questa esperienza politica e con Vito e la famiglia Galli ho un rapporto di amicizia. 
Capite che è miseria umana, questa?

Ho capito un po' di più di queste cose ai seggi domenica e lunedì.
E' 20 anni che seguo le elezioni, ed è 20 anni che alla fine quando anche c'è un minimo di impegno politico da metterci gratuitamente i volti e le persone sono le solite.
L'Emilio, il Luis, il Roberto, l'Antonio. 
Nessuno di questi quattro sopra mi ha mai votato ma io li rispetto profondamente perchè è gente che riesce ancora a dedicare del tempo per un impegno che non sia la misura del proprio io e che si appassiona per la propria comunità e per il proprio Paese.
I giovani dove sono? 
Dove sono i giovani che sono i primi leoni da tastiera?
Dove sono i giovani, i vostri figli, quando si chiede un impegno gratuito in Oratorio, nelle associazioni, nello sport, in politica?
Dove sono?
Guardate che quando gli attuali presidenti di molte associazioni uboldesi la pianteranno lì (scorro i volti di Max, Carlo, Guido, Angelo, Pier, Michele, Marco, Fabrizio, Sergio e molti altri...) vedrete che molte realtà sportive e associative spariranno perchè tutti son bravissimi a parlare e criticare ma poi questa gente è gente che da anni, gratuitamente, spende il suo tempo per Uboldo. 
E non lo fa per i propri figli o i propri bbbbbambini "perchè mio figlio ha la priorità su tutto".
Ecco, questa gente qua è gente che ha dato la priorità anche ai vostri figli e voi, noi, dovremmo esserne riconoscenti. 
Lo fa perchè crede nella comunità, nel fare comunità.
E si tira su le maniche e spende il suo tempo libero per gli altri.

 

Dietro a quell'intitolazione, quindi, sta tutto questo.
Claudio Galli è stato un esempio di gratuità e dono per gli altri incredibile. Con i suoi difetti e limiti umani che abbiamo tutti ma che non possono oscurare un impegno civico e civile, un'opera che è stata e perdura ancora come un bene per tutti.
Un seme che ha dato frutto, un frutto che ancora oggi ci nutre.
Dentro a quella targa ci sono i miei e i vostri ricordi, altri amici che non ci sono più, storie da raccontare, una Uboldo che non è null'altro che la nostra Uboldo.
Dentro lì ci siamo noi, tutti noi.
Lorenzo

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Elezioni 2018 - Accettare la sfida che la realtà ci lancia

"Accettare la sfida che la realtà ci lancia"

Vi ringrazio delle riflessioni condivise insieme in questo mese e cercherò con questo scritto di rispondere ai tanti commenti e messaggi privati che alla fine avevano sempre un tema: "quindi Lorenzo cosa si vota?"

Vi ringrazio di questo credito immeritato. 

Con molta semplicità e schiettezza cercherò di condividere con voi qualche pensiero che parte dalla frase che vi ho messo sopra e che mi ha guidato nella riflessione. Non è un post breve, quindi se non vi va di leggerlo fermatevi qui. 

 

1) innanzitutto occorre andare a votare. Sembra banale ma è giusto rimarcarlo. E non vi faccio il pippone della storia e blablabla. Bisogna votare perchè è l'unico strumento che abbiamo per dire la nostra, per incidere nella realtà, per non lasciare che altri decidano per noi. Quindi, andiamo a votare! 

 

2) le elezioni sono innanzitutto un giudizio su un determinato periodo di tempo dentro al quale si valuta e si giudica chi ha governato. Nulla di altro: simpatia, educazione, bellezza non sono requisiti necessari per la valutazione. Fatti. Risultati. Proposte. Punto.

 

3) Cerchiamo quindi di depurare il giudizio e sintetizziamo: gli assi del voto sostanzialmente sono due: il giudizio su chi ci ha governato a Roma e a Milano tra il 2013 e il 2018 e l'idea di Paese e Regione che ci vengono proposti dal 2018 al 2023. 

 

4) per la Regione i temi su cui si vota sono tre sostanzialmente: welfare e sanità (17 miliardi su 21 del bilancio regionale), infrastrutture, formazione e lavoro. Per tutto il resto c'è Roma. 

 

5) Per la Regione la domanda è una e una sola: dei tre temi di cui sopra cosa penso della Lombardia attuale? Sanità, welfare, infrastrutture, formazione e lavoro: funzionano o non funzionano?  Bon, fatevi la domanda e datevi lealmente una risposta. 

Io me la sono fatta e me la sono data: per me sì.

Il mio invito è quello di esprimere anche un voto di preferenza perchè è importante portare i nostri rappresentanti in Consiglio Regionale. Noi a Uboldo, per esempio, sappiamo quanto sia stato importante.

 

6) Veniamo ora a Roma. Ve la dico da sindaco che ha visto e vissuto in prima persona tra il 2009 e il 2011 il disastro che ci ha portati a un passo dal baratro economico. 

Io ricordo bene i bilanci di previsione approvati a fine anno, i dispacci del Ministero dell'Economia una volta a settimana per chiedere sempre più sacrifici agli italiani perchè non tornavano i numeri. Abbiamo fatto una guerra senza carriarmati e soldatini. Ma l'abbiamo fatta. Con Mario Monti. Partivamo da lì.

 

7) Da lì ho visto poi, dal 2013, un'Italia ripartire. Faticosamente, con tanta strada ancora da fare, ma è un Paese che è ripartito. Lo dicono gli indicatori economici, i numeri, le riforme concrete fatte. Enrico Letta ha dato il primo impulso e quindi poi è toccato a Renzi proseguire per tre anni in riforme vere che hanno e stanno cambiando il paese. L'ultimo anno di Gentiloni è stato quieto, è vero, ma la strada intrapresa è quella giusta.

 

Ora guardiamo avanti. 

Chi abbiamo in campo? Parliamo dei "grossi". 

 

8) C'è un Movimento, mollato dal suo fondatore, che è completamente analfabeta istituzionalmente e ha dimostrato, dove ha governato, di essere completamente incapace e di votarsi all'immobilismo in nome di principi anche nobili ma non esaustivi ed esaurienti ai fini del governo di un paese. Con "honestà honestà", tutta da dimostrare, non pagate la spesa all'Esselunga. 

 

9) C'è il centrodestra che titillando la pancia della gente propone però un programma unitario che sembra più quello buono per una telepromozione che per un governo del Paese. 

Meno tasse, tagli di qui, tagli di là, aumento pensioni minime, soldi alle casalinghe, rimpatri dei migranti, doppia moneta, flat tax. Va bene, ok, tutte cose belle, ma irrealizzabili. Cose che non sono vere a meno di non tornare rapidamente nella stessa situazione del 2011. E guardate che a me pesa un sacco dirvi queste cose, ma il centrodestra è stato incapace dal 1994 a oggi di rinnovare e rinnovarsi. 

In Italia serve un nuovo centrodestra, europeo ed europeista, moderato, capace di non farsi prevaricare dagli -ismi di qualsiasi genere e forma. Questa responsabilità è ascrivibile a chi ha guidato quest'area per quasi trent'anni e invece di circondarsi di persone solide e competenti ha preferito degli yesman o dei cortigiani. 

I risultati, alla fine, sono quelli che abbiamo sotto gli occhi: Salvini e la Meloni. 

 

10) C'è infine un partito che ha governato l'Italia in questi cinque anni. Anche il più feroce detrattore non può dire che la strada delle riforme non sia stata intrapresa. 

Esiste un programma che racconta cose fattibili, vere, concrete, reali. Difficili, forse, non spendibili e mirabolanti come la "pensione alle casalinghe", ma è un programma che ci racconta un'Italia che è quella di oggi e quella che si può costruire insieme. 

Poi c'è anche Renzi che vi sta sui coglioni, la Boschi e le banche, il referendum, e blablabla. Guardate, ve ne aggiungo una: visto da vicino, Renzi, vi assicuro che sono più bello io. 

Però lo dobbiamo giudicare come politico. 

A oggi mi pare che Renzi sia l'unico politico in Italia che ha un'idea chiara di quali siano le sfide che la realtà ci offre e la giusta dose di coraggio per affrontarle. 

Poi vi assicuro che tanto ci sarebbe da criticare e da ridire (cfr. Lombardia, diritti civili, PSE o PPE...) ma queste cose, magari, vediamole da lunedì.

 

"Accettare la sfida che la realtà ci lancia"

Con queste parole ho iniziato. 

Con queste parole concludo.

Come vedete non vi dico per chi votare o chi voto io. 

Spero, da uomo impegnato quotidianamente dentro a questo mondo ormai da tanti anni, di avervi dato qualche spunto affinchè il vostro voto parta da questa provocazione.

Votiamo pensando anche che uno dei più grandi problemi per chi ci governa, a volte, sono gli italiani stessi.

 

Guardiamo quello che era, che è e quello che sarà.

Votiamo con il cervello, non con la pancia.

"Accettare la sfida che la realtà ci lancia"

Io, personalmente, ho deciso di accettare la sfida.

Buon voto!

 

Lorenzo 

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Voltare pagina per l'Italia

I fatti di Macerata, i commenti e le reazioni di questi giorni mi hanno dato modo di riflettere e rafforzare delle convinzioni che ho condiviso anche con alcuni amici nelle settimane scorse riguardante la situazione del centrodestra.

 

Non posso e non voglio pensare che il centrodestra italiano oggi sia ridotto a ciò che vediamo e leggiamo sui social e sui giornali.

Non parlo solo di Traini, parlo di quell'area politica che ha fatto bandiera delle "ruspe", della "razza", della flat tax sparata lì senza coperture, di un'area dove si parla di sforare allegramente il limite del 3% europeo, di uscire dall'euro, di immettere nel mercato un'altra moneta o altre cose irrealistiche e finanche pericolose, delle ammuine a un consociativismo insopportabile.

 

Il centrodestra italiano ha rinunciato a proporre un modello di società, di gestione della finanza pubblica, del welfare, che tragga le sue radici dal Partito Popolare Europeo e che sia alternativo al modello del PSE.

Un modello realista, concreto, liberale, thatcheriano.

Un modello dove il rigore dei conti pubblici si apra a modelli nuovi, più leggeri, meno statalisti, dove si possa rimettere al centro la libera impresa e la libera iniziativa a partire dal welfare.

Un modello dove si abbia il coraggio di fare proposte serie, dove si dica chiaramente che "meno Stato" è meglio per tutti, perchè lo Stato se fa lo Stato e basta lavora meglio e non lascia indietro nessuno.

Un modello dove si pensi non alle "famiglie tradizionali" nel senso meloniano dello slogan, ma dove venga affermato che ripartiamo dalla famiglia con uno sguardo però moderno sulla società. E' forse ora di dirlo e di dirlo con vigore e coraggio che il tema dei diritti civili esiste anche nel centrodestra, non è appannaggio di una sola parte politica.

Un modello dove la "sicurezza" non è armare la gente o mettergli in mano la pistola perchè poi spara (appunto...) ma dove la "sicurezza" è avere il coraggio di cambiare le leggi che non funzionano e difendere gli uomini e le donne delle forze armate non solo con le parole ma coi fatti.

Un modello dove il tema dei migranti viene affrontato con forza e coraggio sapendo che la soluzione non è "sparare ai barconi" ma capire come affrontare e risolvere il problema.

Un modello dove con la giustizia e la magistratura non sia una guerra tra bande continua ma dove esista uno spazio di incontro necessario per lenire le ferite lasciate da Tangentopoli e dove la politica riprenda il suo spazio d'azione nel rispetto delle regole.

Un modello dove l'Europa non è il nemico da abbattere, ma anzi è l'amico da sostenere e da provare a cambiare con questi modelli di società popolari e solidali dall'interno.

 

A Berlusconi il centrodestra deve molto. Moltissimo.

Gli ultimi 25 anni forse un giorno riusciremo a giudicarli con maggiore serenità e sapremo anche guardare quello che di buono è stato fatto con onestà intellettuale.

Però il centrodestra deve avere il coraggio di voltare pagina, di andare oltre, tornando ad essere un forza politica vera, seria, che sappia proporre un modello di società agli elettori e al popolo.

Il centrodestra non è e non può essere la tana di folli nostalgici populisti, ma deve riscoprire la sua base liberale, popolare e sussidiaria.

 

Ne va del nostro futuro.

Ne va della nostra Italia.

Lorenzo

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Macerata è un'occasione

Macerata è una grande occasione.
Una grande occasione per la politica al primo giorno di campagna elettorale.
Fossi uno dei protagonisti chiamerei gli altri e gli direi di trovarci domani insieme a darci la mano e fare una foto insieme perché se la politica non esce da tifoserie, schieramenti, lotte alla distruzione, la nostra società non crescerà mai. Mai.
Renzi, Salvini, Berlusconi, Meloni, Di Maio dovrebbero fare domani una foto insieme dicendo che si può avere delle idee diverse ma si deve crescere insieme dentro a un confronto non dentro a una guerra dove l’altro va distrutto.
Sarebbe il segno che siamo una società sana.
Sarebbe un segnale dato contro qualsiasi violenza che non ha cittadinanza nè colore politico ma che è sempre e solo violenza.
Sarebbe il segno che direbbe a tutti, ma proprio a tutti, che l’altro è sempre un bene per me.
Se i nostri politici volessero salvare la politica stessa e la nostra società dovrebbero partire proprio da questa prima affermazione: che tu sei un bene per me.
Lorenzo

 

“Il "tu" infatti è il pronome che suggerisce un "uscire", un venir fuori dal proprio recinto per mettersi in rapporto con l'altro. È un pronome dinamico, che implica un muoversi, o meglio ancora uno sporgersi. Se l'"io" congela le relazioni sociali, il "tu" le rimette in circolo. Per questo il "tu" spalanca la dimensione del "noi", che è la dimensione costitutiva di una società sana, dove la relazione si traduce anche in dinamismo di amicizia e di solidarietà. Il "noi" è il pronome proprio della compagnia degli uomini.”

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Noi...non ci saremo :-)

Sono scaduti i termini per le candidature alle elezioni regionali e ci metto la faccia per dirvi che non sarò tra i candidati del 4 marzo. Ringrazio chi me lo ha proposto, chi mi ha cercato, ma soprattutto voglio ringraziare i miei amici che mi hanno aiutato e supportato in questa scelta con un confronto leale così come tutte le persone che per strada e sui social hanno speso delle belle parole per me. Grazie, davvero!

Ci ho pensato molto e sarei bugiardo a infarcirvi di retorica.
Sì, mi sarebbe piaciuto.
Tuttavia ho una faccia e questa faccia voglio spenderla bene sostenendo dei progetti e dei programmi seri che siano concilianti con i miei valori.
Per me la politica è uno spazio, spazio dove vorrei portare le mie esperienze amministrative e professionali nel campo del welfare supportate dai risultati.
Il mio metro per le scelte che ho fatto anche stavolta è stato pensare che la mattina dopo che ti candidi agli elettori puoi raccontare tante palle ma alla tua famiglia, ai tuoi affetti, ai tuoi amici e a coloro che ti conoscono davvero mica tanto.
Potrei essere tacciato forse di supponenza, ma visti certi nomi in campo sinceramente penso di non dover dimostrare nulla a nessuno.

Oltre al mio nome ne mancheranno tanti di colleghi, ex colleghi o amici che fanno politica attiva e che non solo stima ma che sono molto più bravi di me e che avrebbero meritato una possibilità. 
Il problema, appunto, è il merito che ancora una volta non è stato premiato dalla politica nonostante qualcuno da qualche anno dica il contrario. 
Se poi il metro di giudizio è "eh Lorenzo, te poi magari non sei gestibile..." rispondo serenamente che io non sarò gestibile, ma ho un'idea della politica ancora nobile dove il mio cervello deve funzionare bene e non essere venduto al capetto di turno. 
Perchè un vero leader ama la libertà e la lealtà, non cerca yesman o opachi comprimari che per uno strapuntino venderebbero anche la zia domani mattina al mercato. 

Per queste ragioni ho scelto di restare ancora sul mio territorio, nella mia Uboldo, con tanti progetti e risultati che nei prossimi mesi dovremo raggiungere insieme alla mia splendida squadra di Uboldo al Centro: penso alla ex Lazzaroni, al Bike Park, al nuovo PGT, al Centro Sportivo e molto altro.
La Provvidenza ha pensato diversamente rispetto a quello che molti pensavano: mi fido di Lei, alla fine non mi ha mai fatto cascare male.
Resto un innamorato della politica e quindi non vengo meno a un dovere civico che sento proprio anche del mio essere sindaco e che è quello di preparare i cittadini al voto e profondere in loro consapevolezza in maniera libera e realista.
Questo spazio e la mia pagina personale resteranno aperti al confronto così come ho ricevuto già qualche invito che onorerò per delle chiacchierate con gruppi di giovani o meno giovani con i quali mi piacerà confrontarmi attorno a un tavolo.

Resto libero. Ingestibile, ma libero. E questo, non ha prezzo.
"La mia libertà equivale alla mia vita."
Namastè!
Lorenzo

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Al 2018!

"Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur" 

Con le parole del Te Deum mi piace sempre chiudere l'anno che passa, un 2017 che per me è stato bello e importante sotto tanti punti di vista.
Un anno di grazia, un anno che mi ha dato molto sia in termini personali che professionali, un anno che mi ha dato modo di conoscere tante persone, tante esperienze, tante vite.
Potrei fare l'elenco puntato dei successi e dei risultati del 2017: ci sarà tempo da domani di raccontare cosa è stato questo anno che ci lasciamo alle spalle.

Dalla neve, che mi ha stravolto un po' la vita, al temporaneo impegno preso a Brescia che mi ha allontanato un po' dal mio ambiente ma che mi è servito per mettere a fuoco meglio tante cose, passando poi per le tante emozioni belle e brutte che ogni anno porta nel bene e nel male.
Il mio Palio, che è vita, la visita del Ministro Poletti a Uboldo (chi lo avrebbe mai detto...), il viaggio nel Cilento, il mio amico Francesco Messori che viene a trovarci nei giorni di festa della Pro Juve, Novara, Roseto, Venaria Reale, la grande riforma dei Servizi Sociali a Uboldo che sento come una battaglia culturale prima ancora che amministrativa e che ora inizia a dare i primi frutti e dice chiaramente che un'altra Italia è davvero possibile. 

Io ho da dire grazie per questo 2017 e guardo con rinnovata fiducia il 2018 che si apre tra poche ore, anno che per me so già sarà importante anche da un punto di vista personale.

E poi il 2018 sarà l'ultimo anno che passerò interamente da Sindaco e per l'amore che nutro nei confronti della mia comunità e dei miei cittadini un po' mi emoziono. Chiedo fin da ora al buon Dio la grazia di mantenere un sereno distacco, ricordandomi sempre che queste sono le cose del mondo ma il nostro orizzonte deve sempre essere altro.

La Provvidenza sono certo che riserva a me e a voi grandi cose anche per questo 2018 che arriva.
E ve lo auguro di cuore.

Vi abbraccio tutti, uno ad uno.

"Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
In te, Domine, speravi: non confundar in aeternum"
Lorenzo

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Natale 2017

"Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia." (Lc 2, 16)

 

Cari tutti, arriva il Natale e utilizzo questo mezzo per arrivare a voi tutti, uboldesi e non, per portarvi i miei più cari auguri.

Quest'anno mi sono soffermato sulle parole di Luca, "andarono dunque senz'indugio", per tornare ancora una volta al ruolo determinante dei pastori che quella notte vegliavano, come tutte le notti, ma che vennero travolti da un inatteso e inaspettato annuncio.
E con fede e fiducia "andarono dunque senz'indugio".

In un tempo dentro al quale non sembra più esserci posto per il vero senso del Natale, questa frenesia dell'andare senza indugio, quella voglia di tornare ad adorare questo Bambino che cambia il mondo, mi auguro riesca almeno stanotte a pervaderci. 
Altrimenti è tutto uguale, è un momento che si alterna a un altro e a un altro ancora: oggi Natale, domani Carnevale, poi Pasqua e le vacanze, il tutto dentro a un ritmo serrato e asfittico che lascia poco spazio al senso ultimo delle cose che viviamo.

Invece no.
Questo Bambino viene davvero a cambiarci e a cambiare la storia dell'uomo, di ogni uomo. 
Anche la mia. La vostra.

Saranno giorni operosi anche i prossimi perchè mercoledì sera approveremo il bilancio di previsione 2018 e, ancora una volta, centreremo un obiettivo che fino a qualche anno fa era impensabile. Ma avremo tempo per parlarne fin da mercoledì.

Per oggi vi lascio con questo semplice pensiero di Natale.
Auguri a tutti quindi, in particolar modo a chi passerà Natale vicino a qualche caro in ospedale e ancor di più un abbraccio forte e intenso a chi andrà a festeggiare domani per la prima volta senza papà, mamma o un figlio.

Questo Bambino che viene stanotte viene per portare la pace e la gioia nei nostri cuori.

Ma soprattutto la carità che è la forma più alta dell'amore.

Buon Natale, di cuore, a tutti voi.
Un forte abbraccio.
Lorenzo

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Due nuove intitolazioni

Sono un po' emozionato.

Lo ammetto.

Perchè quello che sto per dirvi non è una decisione che cambia la vita delle persone, ma racconta la storia di una comunità.

Anche questo rientra nei compiti di un'Amministrazione Comunale. 

 

Da sempre la nostra Amministrazione, fin dall'inizio, ha puntato e voluto sempre onorare e ricordare le figure che hanno contribuito fattivamente a rendere Uboldo una comunità migliore, più bella, più vivibile. Questo anche perchè siamo convinti che la storia di un popolo passi anche dai simboli, dai segni che vengono lasciati a chi viene dopo come in una splendida staffetta, che è la vita poi.

Inoltre, ed è una mia personale convinzione, credo che dare degli esempi ai più giovani sia un monito e uno sprone anche per loro perchè se non sappiamo la nostra storia, se non conosciamo le nostre radici, se non siamo informati da dove veniamo non sappiamo dove andare. E' la grande confusione che anche oggi vive la nostra società, la nostra Europa. 

 

Oggi, nel nostro piccolo, pensiamo di aver completato anche questo percorso di ricostruzione della nostra storia e delle nostre radici.

 

Nel pomeriggio di oggi abbiamo informato le famiglie che domani in Giunta approveremo l'intitolazione e la posa delle targhe di due edifici pubblici che avranno così un nome uboldese che ne racconterà una storia, un'eccellenza, delle radici salde attraverso le quali ispirarsi.

 

Dal 2018 il Centro Sportivo Comunale sarà intitolato a CLAUDIO GALLI, un uomo che ha speso la sua vita per lo sport a Uboldo. 

Claudio Galli ha dato vita a tantissime associazioni sportive che ancora oggi resistono e vivono nella nostra comunità, oltre ad essere stato un uomo, un papà, che si è speso per la sua comunità sia nella politica che nell'artigianato. 

Claudio Galli ha rappresentato lo sport a Uboldo e ha certamente dimostrato un amore sconfinato per la sua Uboldo e molti semi gettati da lui ancora oggi sono piante rigogliose che offrono ai nostri ragazzi la possibilità di crescere attraverso i valori e i principi dello sport. 

 

Dal 2018 la Casa dei Talenti sarà intitolata a GIANCARLO RADRIZZANI, imprenditore uboldese scomparso nel 2001 che insieme al fratello Flavio ha raccolto la sfida del papà Giovanni e ha trasformato l'ADR in una multinazionale a livello mondiale che rappresenta l'eccellenza uboldese nel campo dell'imprenditoria nel mondo. Perchè questa decisione? Perchè Giancarlo rappresenta davvero un monito per chi frequenterà quel luogo: cosa può fare il talento se speso bene. 

Giancarlo è stato papà, imprenditore, appassionato di sport, di musica, della sua Uboldo. Un grande uomo. 

E noi vogliamo che quell'edificio diventi la casa non solo dell'hobby o del tempo libero, ma del talento speso bene che può far diventare una passione come l'arte il proprio lavoro e che se ben investito può portare ai risultati che Giancarlo ha raggiunto attraverso il suo "fare".

 

Sono emozionato perchè sia Claudio che Giancarlo ho avuto modo di conoscerli da vicino e poter imparare tantissimo da loro, apprezzandone lo spessore umano oltre che l'amore e la passione per questa nostra comunità.

Due uboldesi orgogliosi di essere uboldesi.

Due uboldesi che Uboldo non può e non deve dimenticare.

Lorenzo 

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GRAZIE A TUTTI!

Facebook mi ha bloccato ancora.

Stavolta 3 giorni.

Continua la campagna dei #novax contro un sindaco di periferia, reso di aver sostenuto semplicemente delle tesi scientifiche. 

Trovo assolutamente vergognoso questo sistema del social Facebook che tutela gli stupidi che segnalano me, anche per commenti scherzosi fatti con miei amici personali, e non tutela me o miei amici che in queste ore sono state attaccate con messaggi in privato violenti e minacciosi.

Credo che anche su questo occorra una riflessione.

 

Tuttavia non restiamo in silenzio.

L'ultima volta che nel XX secolo qualcuno ha messo a tacere la "libertà di espressione" non mi pare sia finita bene e i libri di storia, che sicuramente i novax non leggono, sono lì da guardare.

Certo è che questo obbligo all'omologazione del pensiero unico e che un social blocchi me e non blocchi chi sostiene teorie scientifiche che potenzialmente danneggiano o uccidono dei bambini è abbastanza singolare.

 

Ho scritto questo post però non tanto per guardare il bicchiere mezzo vuoto ma quello mezzo pieno. Ieri, complice un pranzo in famiglia, anche i miei più stretti congiunti mi hanno chiesto "Perché lo fai? Perché rischi?".

 

La risposta l'ho trovata in una mail di una signora di 60 anni di Firenze che ha avuto la polio ed è rimasta offesa proprio perché non è stata vaccinata.

L'ho trovata in un mio amico che ha una figlia disabile e che mi ha ringraziato perché "la mia bambina questi coglioni non capiscono che è più esposta".

L'ho trovata in persone comuni che mi hanno scritto (e a cui non posso rispondere per il blocco ma a cui prometto presto di rispondere...tra 2 giorni e qualche ora...non preoccupatevi che vi raggiungo tutti!) per sostenermi, per tanti, tantissimi medici che mi hanno scritto, per avvocati che si sono offerti di patrocinarmi gratuitamente (il mio amico Max credo non veda l'ora di cimentarsi...), per il tanto affetto sincero che mi avete dimostrato.

Grazie davvero a tutti voi.

 

Mi permetto anche un piccolo appunto "politico", posto che oggi a un giornalista dicevo proprio "non capisco come si possa farne una cosa politica questa cosa: è di buon senso, c'è in ballo la vita umana!"

Rispondevo alla domanda "qualche politico si è fatto vivo per sostenerla?"

La risposta è no.

Nessun politico di nessun livello.

E questo è preoccupante.

Perché significa che davvero per un pugno di voti in più si guarda e si fanno i distinguo anche su temi come questi che dovrebbero farci trovare tutti d'accordo eccetto, appunto, chi vuole smantellare il principio base del vivere comune, le normali regole di convivenza civile, il principio di rappresentatività assurgendo a totem quasi religioso l'individualismo, l'io come misura del mondo. 

Una tristezza e una pericolosità incredibili.

 

 

Questo anche a Uboldo. Anche nella mia comunità dove tantissimi cittadini comuni mi hanno voluto esprimere la loro solidarietà e la loro forza mentre nessuno dei "politichetti" che abbiamo qui si è degnato di farsi vivo.

Una tristezza ancor peggiore alla quale noi rispondiamo con un bel sorriso.

Vi abbraccio...torno presto!
Lorenzo 

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Volontariato e (non) volontariato

Ieri sera si è chiusa la Festa del Volontario a Uboldo organizzata dalla nostra SOS.

Una festa quest'anno resa speciale dalla visita bellissima del Ministro del Lavoro, onorevole Giuliano Poletti, nella serata di sabato.

Ieri mattina al momento della cerimonia di consegna riconoscimenti insieme a tutti i volontari ho espresso un proposito per questi due anni che mi restano come Sindaco di Uboldo.

Mi darò da fare con tutte le mie forze perché la lotta culturale tra volontariato e NON volontariato sia resa evidente.

Esiste un VERO volontariato, come quello della SOS. Ed esiste un falso volontariato, un volontariato fatto di mance, rimborsini, e altre mezze cose che non ci piacciono. 

Questa cosa deve finire.

Impariamo a distinguere chi fa DONANDO del suo e chi fa per un tornaconto.

Credo che su questa cosa mi sentirete tornare molto spesso.

Grazie nel frattempo alla nostra SOS per la splendida festa che ci ha regalato anche quest'anno.

Un abbraccio a tutti questi nostri veri volontari che sono la perla della nostra comunità.

Lorenzo

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Vaccinate i bambini!

Gentile Signora, 

ho letto con parecchia preoccupazione le sue riflessioni che terminano chiedendomi di emettere “un’ordinanza urgente e contingibile per ottemperare al dovere di prevenire e scongiurare la drammatica emergenza sanitaria e sociale suddetta, sospendendo immediatamente l’applicazione del c.d. Lorenzin 73/2017, convertito in Legge 119/2017, che renderebbe l’Italia un enorme campo sperimentale sulla pelle dei bambini e dei giovani adolescenti!”.

 

Ho letto con preoccupazione le sue riflessioni perché credo che Lei non sia solo l’emblema del fallimento totale della nostra società, ma anche ritengo che lei rappresenti pienamente il baratro culturale e sociale dentro al quale stiamo sprofondando sempre di più.

 

Lei nella lettera utilizza affermazioni astruse come “regime da ventennio”, bolla la legge come “incostituzionale” (fino a prova contraria, cioè della Corte Costituzionale, se il Presidente della Repubblica firma la legge quella è legge, e Le rammento en passant che il nostro presidente è un ex giudice di quella Corte…), cita la “Convenzione di Oviedo” tirando fuori frasi degne di una bella ricerca su Google, addirittura arriva a essere Lei stessa giudice della Corte Costituzionale citando l’art.32 della nostra Carta…

 

Lei fa paura, cara Signora.

“I genitori obiettori sono stanchi di essere considerati come degli scellerati che non hanno a cuore la salute dei propri figli.”

Voi non siete considerati scellerati, voi SIETE SCELLERATI.

Perché LA SCIENZA NON E’ DEMOCRATICA.

Di quello che pensa LEI e quattro imbecilli che si divertono a fare gli scienziati e i medici patentati con Google, la scienza non sa che farsene.

Guardi che se cerca bene troverà anche qualche cretino che sostiene che 2+2 non fa 4 ma 5.

E lei probabilmente tra un anno mi scriverà dicendo che è incostituzionale insegnare a scuola che 2+2 fa 4 perché può anche fare 5.

O forse, tra un anno, Lei scoprirà che esistono dei guru su internet che sostengono che il genere sessuale non dipende dai cromosomi che fino a prova contraria dicono che un feto può nascere o femmina o maschio, ma che ogni bambino/a può scegliere durante la crescita a quale sesso aderire.

E lei, allora, mi scriverà chiedendo un’ordinanza contingibile e urgente per far sì che nelle scuole vengano rimosse, in nome della “libertà di scelta”, quelle odiose targhette sui bagni della scuola con scritto MASCHI e FEMMINE. 

 

Mi scusi signora se io mi fido molto più di DOTTORI, MEDICI o PROFESSORI UNIVERSITARI che mi dicono “LORENZO, SEI UN PERSONAGGIO PUBBLICO E UN’ISTITUZIONE. DIFFONDI PER FAVORE IL MESSAGGIO DI VACCINARE PERCHE’ ARRIVANO IN OSPEDALE BAMBINI CHE MUOIONO O RESTANO GRAVEMENTE DISABILI PERCHE’ I GENITORI NON LI HANNO VACCINATI.”

Mi scusi se io mi fido della scienza e di commissioni mediche che hanno determinato questa scelta perché un branco di idioti, sventolando il vessillo della “libertà di scelta”, ha deciso dopo essersi informata da delle Vanna Marchi della medicina o da Google che il proprio figlio non doveva essere vaccinato.

 

Le racconto un episodio accaduto a me.

L’anno scorso in una farmacia di Rimini mi capitò di trovarmi in coda dietro a una mamma che arrivò davanti alla farmacista dicendo: “mio figlio si è tagliato e non ha mai fatto l’antitetanica. Ho letto su internet che basta l’acqua ossigenata, mi può dare un flacone?”

La farmacista, con gli occhi iniettati di sangue, ha guardato quella demente (perché tale era) e Le ha detto: “guardi signora, vada immediatamente in Ospedale e porti il bambino altrimenti io consegnerò alle Forze dell’Ordine il filmato a circuito chiuso della Farmacia e la farò rintracciare entro le prossime 12 ore.”

Al che la signora si è girata, mi ha guardato e io laconicamente ho risposto: “io sono un pubblico ufficiale che non ha competenza in questa città, ma a Lei conviene fare quello che ha detto la Dottoressa subito perché io lascio i miei estremi alla Dottoressa e Le assicuro che la troveremo.”

 

Leggendo e rileggendo la sua lettera mi sono sempre più convinto che la teoria che sostengo da anni sia oggi, con genitori come Lei, più vera che mai.

Per essere genitore non basta la capacità fisica di mettere in pratica un buon rapporto sessuale completo (sulla qual cosa, immodestamente, sento di poter concorrere in futuro al premio di “Padre dell’Anno”…) o un certificato dell’Ufficio Anagrafe che attesta che una persona è genitore di un’altra.

Per fare il genitore bisogna ESSERE GENITORI dentro.

Bisogna avere una maturità intellettuale, sociale, culturale per poterlo essere.

E oggi, ahinoi, scopriamo che forse siamo arrivati al punto che dobbiamo chiederci davvero se la nostra società abbia ancora spazio per ospitare gente folle come Lei o è meglio intervenire prima perché VOI METTETE A RISCHIO DI MORTE O DI SERIE COMPLICAZIONI NON SOLO I VOSTRI BAMBINI MA I BAMBINI DI TUTTI. 

 

Per questo motivo io credo che la Legge Lorenzin sia una legge sbagliata.

E’ una legge sbagliatissima su una cosa che il Ministro ha colpevolmente omesso.

Non solo bisogna VIETARE a questi bambini di accedere nelle scuole di ogni ordine e grado.

Nella Legge bisognava IMPORRE (I-M-P-O-R-R-E) AI SINDACI DI TOGLIERE D’UFFICIO LA PATRIA POTESTA’ a genitori scellerati come Lei.

 

Non le porgo i miei più cordiali saluti perché anche io applico la “libertà di scelta” e la faccio applicare anche a Lei: scelga Lei liberamente il luogo dove vorrei mandarla in questo momento e che, Le assicuro, potrà individuare liberamente in una sola e incisiva parola.

Lorenzo

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Un contributo alla nostra Casa

Mi sembra bello annunciarvelo oggi che è la nostra festa patronale. La Giunta Comunale giovedì scorso ha deliberato l'istituzione di un capitolo di 50.000 euro che applica una parte dell'avanzo di amministrazione del bilancio consuntivo 2016 e che destineremo come contributo straordinario alla Parrocchia Santi Pietro e Paolo per il rifacimento del tetto della nostra Chiesa (costo totale 320.000 euro).
La scelta, che andrà ratificata dal Consiglio Comunale nella prossima seduta, sono certo che verrà accolta e approvata all'unanimità da parte di tutti i gruppi del Consiglio in quanto la nostra Chiesa è parte della nostra storia, dentro lì ci sono il sudore, le fatiche, le speranze di tanti uomini e donne che ci hanno preceduto. Senza dimenticare che a livello monumentale e artistico contiene dei veri e propri capolavori come gli affreschi del Bogani.

La Chiesa è la casa di tutti, a prescindere dal proprio credo o dal proprio orientamento religioso, a prescindere anche dai sacerdoti che passano e vanno, come i sindaci. Per una comunità come Uboldo è un punto di riferimento perché da lì sono passati tutti, bambini, adolescenti, adulti.
La Chiesa che vediamo oggi è Don Livio e i suoi 42 anni vissuti tra noi, una vita intera, con la ricostruzione del dopo guerra.
E' Don Luigi con i suoi 31 anni di pastorale, di gigini e gigette che ha battezzato, comunicato, sposato e battezzato un figlio conoscendoci tutti per nome.
E' Don Giancarlo e gli anni del primo grande importante intervento sul pavimento della Chiesa.
E' ora Don Armando, da due anni con noi e che piano piano si sta inserendo nella nostra storia, nella nostra comunità.
Quella Chiesa sono anche i nostri coadiutori, da Don Gianni, Don Alessandro e Don Silvio ieri a Don Angelo oggi, passando per Don Agostino, Don Rino, Don Paolo, Don Giorgio e il don che ha cresciuto molti dei ragazzi che oggi sono con me in quest'avventura, don Carlo. I coadiutori a cui tutti leghiamo forse gli anni più belli della nostra vita.
Ma quella Chiesa sono anche tanti uomini e donne che hanno cresciuto lì, dentro quelle mura, la loro scelta di vita, donandosi al mondo: da Don Italo, Don Franco e Don Olimpio fino ad arrivare a Don Vinicio, ultimo uboldese ordinato sacerdote. In mezzo tante persone, tanti uboldesi che nel mondo hanno sempre avuto nel cuore noi.

Come vedete, facendo scorrere solo quei nomi, tutti voi che avete letto un ricordo, un incontro, un abbraccio lo avrete almeno con una di queste persone.
Perché quella è davvero la Casa di tutti e tutti ne siamo in qualche modo legati.

Mi è sembrato bello dirvelo poco prima della Messa delle 21.00 che ci farà ritrovare anche i sacerdoti che da Uboldo sono partiti per il loro ministero o che a Uboldo hanno svolto il loro ministero. 

Insomma, lo vivo come Sindaco dicendolo chiaramente che non è questa una decisione di una parte politica, ma penso che sia proprio una scelta comunitaria, espressione di un paese che in quella Casa lì affonda le sue radici storiche, culturali, sociali. 
Tutti insieme, come comunità, decidiamo di fare questo gesto.
Perché solo insieme siamo comunità.

 

Evviva la nostra Uboldo!
Buona serata di festa a tutti! 
Lorenzo

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Messaggio del Sindaco 25 aprile 2017

Il Presidente Mattarella pochi giorni fa ha ricordato come il 25 aprile 1945 rappresenti l’inizio di un percorso europeo “di pace, di solidarietà, di collaborazione, di sviluppo in comune, che ha sostituito secoli, particolarmente quello passato, di guerre, contrasti, violenze, diffidenze”.

E’ un 25 aprile particolare quello che viviamo oggi.

La nostra Italia sta attraversando un momento di passaggio, di transizione, molto complesso.

Siamo davanti a nuove sfide, a un nuovo modello di società da costruire a livello economico, sociale e politico, e ne è la testimonianza quanto successo pochi giorni fa nelle elezioni francesi a pochi chilometri da noi, dove i due più grandi partiti del dopo guerra nemmeno sono arrivati al ballottaggio del 7 maggio.

 

Ci sentiamo oggi nella stessa situazione dei nostri nonni che il giorno dopo il 25 aprile erano sì felici per la fine dell’incubo, ma consci anche che il più era da fare: c’era da ricostruire l’Italia.

Per questa ragione siamo davanti a sfide nuove alle quali dobbiamo dare un nome e delle risposte certi, oggi più che mai, che il populismo non si vince inseguendolo, ma si vince sfidandolo.

Sfidandolo sui contenuti, su proposte che dicano che esiste un modello diverso e vincente che non è quello di chiudersi a riccio, di restare ancorati a schemi ormai fuori dal tempo e dalla storia.

Europeismo è aprirsi al mondo e alle nuove sfide con coraggio e baldanza, affrontare le nuove regole del mercato del lavoro, rispondere ai veri bisogni sociali tagliando i cordoni ombelicali da chi pensa che attraverso la politica o il politicante di turno può assumere una rendita di posizione. 

Europeismo significa accogliere l’altro nel nome di uno spirito europeo che ha sempre incluso e valorizzato le diversità e dire anche chiaramente, senza troppe timidezze, che l’alternativa c’è ed è una sola: lasciare affondare i barconi e con essi le persone che scappano dalle terre di guerra. 

 

Non è il tempo delle mezze verità.

E’ il tempo delle verità, questo.

E allora occorre anche una politica nuova, uno sguardo nuovo sulla società e nella società ripartendo dai valori del 25 aprile. 

 

Il primo, la libertà, che non significa un mondo senza regole ma che implica un mondo dentro al quale attraverso delle regole ogni uomo possa esprimersi al meglio, valorizzando i suoi talenti, progredendo umanamente e socialmente, costruendo un posto dove possa vivere, amare, fare figli.

Il secondo, i valori cristiani, che hanno ispirato e guidato la ricostruzione del nostro Paese e che sono l’unica vera radice comune dentro la quale tutta l’Europa può riconoscersi. I valori cristiani non sono solo religiosi ma sono i valori di rispetto per la vita umana dal suo concepimento fino alla sua fine naturale, la volontà che nessuno resti indietro, l’occuparsi dei più deboli e dei più fragili, l’arricchirsi dentro alle diversità, il dare spazio al talento. E non solo: la cristianità sono le opere d’arte, le meraviglie dei nostri artisti, la natura con le impervie montagne dove si è combattuta la guerra per la libertà e dove i nostri Alpini non hanno mai fatto mancare una croce a ricordo di chi non ce l’ha fatta a tornare a casa.

Il terzo, la pace, che non è una bandiera arcobaleno da sventolare ma che è un investimento vero e impegnativo nel preservare uno spazio nel mondo dove, grazie all’Europa, da 72 anni non ci sono più guerre. 

 

Solo così avremo onorato pienamente tutti coloro che per questi valori hanno sacrificato la loro vita per noi.

E che Dio benedica sempre l’Italia e l’Europa.

Viva l’Italia.

Viva l’Europa.

Lorenzo 

Urban Park e un sogno a cinque cerchi

Il bilancio approvato quest'anno ha già la caratteristica di gettare le basi per chi verrà dopo di noi.
Dicevo in Consiglio Comunale che la politica non deve occuparsi solo di buche, asfalti e cose così, ma anche dire dove vuole andare il paese, dare una direzione, indicare la strada.
Per questa ragione nel nostro bilancio di previsione abbiamo messo l'alienazione della Minicava, un'area enorme a ridosso del Parco Intercomunale dei Mughetti, dove già nel nostro PGT abbiamo messo nel 2014 la destinazione ad area ricreativa.
Lo abbiamo sempre detto e ribadito: noi su quell'area vogliamo un progetto di insieme, che recuperi tutta la Minicava.
Questo eviterebbe spiacevoli utilizzi della Cava imposti dagli Enti Superiori, anche se ci siamo sempre resi conto che una cosa così sarebbe potuta succedere solo in collaborazione tra pubblico e privato.

Bene, la storia recente dice che una società abbia iniziato ad avviare l'idea di un Urban Bike Park, ovvero un parco a misura di famiglie e bambini con una particolare attenzione per il mondo della bicicletta
Un'idea green, bella, che andrebbe a recuperare in maniera perfetta quell'area che oggi è una ferita sul nostro territorio.
L'iter e il procedimento sarà ancora lungo (ci vorrà un bando e bla bla bla...) ma qualcosa si sta muovendo.

Ma cosa c'entra Milano 2028?
Molto semplice.
Nella Minicava oggi ci sono 3 associazioni che si occupano di "tiro" sotto diverse forme e dinamiche (tiro dinamico, softair, tiro western). 
A ridosso dell'altra Cava (Cava Fusi) abbiamo un centro di eccellenza di Tiro a Volo (una delle più belle eredità della Giunta Greco...) che già periodicamente ospita atleti olimpici per gli allenamenti e le gare e che con un ampliamento potrebbe diventare anche Fossa Olimpica. 
A questo punto la deduzione è questa: se le 3 associazioni, che dovranno lasciare la Minicava entro fine anno riusciranno a unirsi al Tiro a Volo "Belvedere" e fare un'operazione di insieme potremmo diventare un centro di eccellenza di queste discipline sportive.
Conseguentemente a questo, il fare una cosa così creerebbe la possibilità di pensare a un recupero globale di Cava Fusi.
Infine, se il 13 settembre 2017 a Lima assegneranno i Giochi 2024 a Los Angeles, Maroni e Sala hanno già detto che candideranno Milano nel 2028. 
A questo punto noi avremmo molte chance di diventare "sede olimpica" al posto di Lonato (BS) che è l'altro centro di eccellenza in Lombardia.

 

Sono sogni?
Certo.
Io so che tutto questo non lo vivrò se non da "spettatore", da cittadino. Ma sarò lo stesso felice se Uboldo anche solo per una piccola cosa potesse vivere il sogno di essere "a cinque cerchi".
E magari, nel 2028, chi mi succederà potrà comunque dire: "beh, quello là era anche antipatico ma ci aveva visto giusto."
La politica deve fare questo.
Noi siamo qui anche per questo.
Prendere in mano i sogni dei nostri cittadini e realizzarli.
E poi, per Milano 2028, noi siamo Milano e Milano (che non è governata dalla Raggi) non dice mai di no.
Avanti! 
Lorenzo

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Ancora sul "fine vita"

Mi scuso fin da ora per il post lungo. 
Ma vi chiedo di avere la pazienza di leggerlo fino la fine.
Chiudiamo questa due giorni intensa nella quale abbiamo discusso tanto (e ne sono certo, non finisce qui) di un argomento così decisivo e importante come il "fine vita" lasciando qualche appunto di ciò che è stato per me il dialogo con voi.

1) innanzitutto grazie a tutti coloro che hanno accettato il confronto. Grazie perchè vi assicuro che anche per me è stato importante e determinante ascoltare le diverse opinioni di tutti e di ciascuno e i diversi punti di vista. In qualche modo avete reso ancora più importante il mio stesso impegno politico e gli avete dato più ragion d'essere. Ero un po' in depressione perchè sembrava determinante la sorte di Renzi e delle correnti di quattro sfigati del PD, scopro invece che c'è un'Italia ancora viva e forte che vuole discutere di temi reali e importanti.

2) non ringrazio chi invece ha voluto trattare da hooligans un tema così delicato e importante come il "fine vita". Soprattutto chi si è posto in maniera pregiudiziale sulla questione pensando di avere a che fare con uno sciocco credulone medievale oscurantista. Su questo mi sento di parafrasare una frase sentita qualche giorno fa su un altro tema: "ti consento di battermi e di confrontarmi, non ti consento di eliminarmi".

3) mi auguro che Marco Cappato subisca tutta la trafila che subiscono coloro che commettono reati contro la legge italiana. Sarebbe un pericolo pensare che esiste qualcuno "più uguale di altri" perchè il circo dei media è dalla sua parte. Non capisco perchè io possa essere immediatamente indagato e giudicato da un tribunale per un abuso d'ufficio mentre uno che conduce al suicidio un'altra persona (reato perseguibile per legge) no. Saremmo al circo barnum della giurisprudenza.

4) osservo con non poca tristezza che, ad oggi, esiste un partito extra parlamentare (che non siede in Parlamento perchè non ha ottenuto i voti per entrarci, quindi rappresenta una minoranza tra le minoranze...) che attraverso la sua azione mediatica vorrebbe imporre alla maggioranza una sua volontà o una sua legge. Una distorsione, anche questa, molto pericolosa del concetto di democrazia. Su ciò che penso de Le Iene e di Giulio Golia penso che tutti i preti che mi leggono non riuscirebbero ad assolvermi per ciò che penso e che non intendo pentirmi affatto di pensarlo.
Ovviamente, quando questo partito politico e i suoi aderenti trovano uno come me che dice "guarda non la penso come te" automaticamente diventa un fascista o un cattofascista. Poi saremmo noi quelli che vogliono imporre...

5) e a questa stregua ho visto, come me, molti credenti e molti media credenti in questi giorni trattare questo tema con una delicatezza incredibile, a differenza di chi invece mi è sembrato fare del concetto di libertà un assunto astratto che prevede la destrutturazione della società non più in un insieme di persone, uomini e donne, ma in un insieme di individui dove homo homini lupus. Concetto pericoloso anche questo che conduce al darwinismo sociale e può sfociare, ancora più pericolosamente, in una deriva che un tedesco coi baffetti circa 70 anni fa ha anche messo in pratica. Poi è inutile fare le "Giornate della Memoria"...

6) vorrei altrettanta attenzione dei media quando parliamo di ricerca scientifica e non solo quando parliamo di come uccidere le persone. Se un'associazione deve pagare i topi per il laboratorio che sta studiando una terapia innovativa a livello oncologico e non lo sa nessuno e siamo qua a dibattere da due giorni di eutanasia fomentati da media come Le Iene (che portano poi il caso Stamina dal Papa...sti dementi...) vuol dire che qualcosa in Italia non funziona davvero.

7) pochissimi, quasi nessuno degli hooligans, è andato a vedere da quale punto di vista partivo io. Lo riassumo. 
No all'eutanasia.
No all'accanimento terapeutico o a cure che siano sproporzionate rispetto al risultato (questa cosa esiste già in Italia).
Sì a incentivare persone che si trovano in disabilità gravissime come quella del caso presentato in questi giorni a diventare aiuto per la ricerca scientifica. (anche questa cosa esiste già in Italia)
Sì al fatto che un malato decida di non farsi curare più con metodi straordinari ma ordinari e con cure palliative (anche questa cosa esiste già in Italia). 
Le cose che sostengo io le sostiene anche la Chiesa.
Le sostiene dal 1980. Basta leggere.
Prendo atto che siamo indietro noi di 37 anni rispetto all'oscurantismo cattolico.

8) Vi lascio con un ultimo pensiero tratto da un bellissimo articolo che ho trovato su "Il Sussidiario"
"Noi siamo impotenti davanti alla libertà dell'altro. [...]
Se il dolore dell'altro è accecante e noi siamo impotenti, l'unica strada che ci rimane per essere davvero amici e compagni è quella di trovare nuove forme di contatto, una nuova forma di incontro, con il suo cuore. 
Per farlo occorre vincere le due forme di riduzione a cui abbiamo assistito più volte in questi giorni, ossia la superiorità e l'inferiorità. La superiorità di chi spiega all'altro come dovrebbe morire e l'inferiorità di chi ha perfino paura, in nome del rispetto, di esprimere qualche perplessità dinnanzi alla scelta di farsi uccidere.
Noi non siamo nè superiori nè inferiori a persone come Fabiano Antoniani, la nostra libertà è come la loro.
Ecco perchè dinnanzi all'imponenza della libertà dell'altro urge trovare una nuova forma di contatto con quella vita e quell'esperienza che accetti di praticare una pausa rispetto a tutti gli schemi che già in cuor nostro abbiamo coltivato e costruito. 
E' necessaria una nuova apertura all'esistenza di chi ci sta accanto, di chi è diverso da noi, di chi sceglie altre strade rispetto a quelle "giuste". Altrimenti rimarranno sul campo di battaglia le nostre sconfitte, le sconfitte di chi non ha saputo incontrare l'altro, in una supponenza o in un pudore che, di fatto, non ci ha permesso di guardarlo negli occhi e di stargli di fronte fino in fondo."

Lorenzo

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Palestra e Dintorni...

Con l'apertura di ieri si è completata l'offerta commerciale di questo complesso che nel 2010 fece partire l'iter di costruzione della palestra.
I consiglieri Tavecchia e Pirotta del CSU (oggi Uboldo Civica) si astennero dalla nostra delibera ribadendo in dichiarazione di voto che loro erano CONTRARI a un PII in un'area impropria, come era stata infaustamente definita l'area Barzago dove sorgeva un capannone dismesso.
Oggi quest'area occupa al lavoro 40 persone, ha al suo interno imprenditori Uboldesi e ci ha consentito di avere una palestra fin dal 2011 nuova e a disposizione di scuola e associazioni. 
Ricordo quel periodo e ricordo il terrorismo psicologico diffuso per un "insediamento commerciale" che qualcuno temeva tanto.
Lo dicano ora a quelle persone che qui lavorano.
Lo dicano alla scuola e alle associazioni (le quali in questi anni si sono sempre dimenticate una parolina semplice...ma noi siamo signori...)
Salutatemi Uboldo Civica.
Lorenzo

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Vi sorprenderà...

Medievale. Cattofascista. Ciellini di merda. Nazicristiano. Oscurantista. Jihadista cattolico. Rompicoglioni. Moralista del cazzo. 

Queste e altre simpatiche parole ho letto oggi nei confronti di chi, con molta semplicità, provava a proporre un modo di pensare diverso rispetto al pensiero dominante.

 

Vi sorprenderà però sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che il proprio orizzonte non sia semplicemente questa vita, ma qualcosa di più grande.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che quando una ragazza rimane incinta non è "uno sbaglio" ma è un dono, e non dalla terza, quarta o sesta settimana, ma da subito. 

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che è morta deliberatamente per non uccidere chi aveva nel proprio grembo, donando e regalando una vita (o due) rinunciando alla propria.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che l'omologazione faccia schifo e che invece ognuno di noi porta un talento col quale rendere migliore il mondo di tutti.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che la disabilità non sia una sfiga, una cosa da reprimere o da "normalizzare", ma che anzi la disabilità ha saputo regalarci storie di attaccamento e amore per la vita pazzesche.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che quando va a fare le ecografie non guarda se il bambino è perfetto, ma è felice perchè comunque sia e comunque sarà quel bambino sarà il più amato al mondo.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura che rifiuta, e la rifiuta categoricamente, la silenziosa strage di bambini uccisi nel grembo perchè down o diversamente abili. 

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura che pensa alla diversità come ricchezza e non come mancanza.

 

Quella stessa cultura che a Torino, nel cuore della bella e moderna Torino, da due secoli (DUE SECOLI) a questa parte grazie all'opera di un uomo che si chiamava Giuseppe Cottolengo accoglie gli ultimi, i deformi, quelli che nessuno vuole e quelli la cui vita sembrerebbe non valere la pena di essere vissuta.

Quella stessa cultura che non ha aspettato le lotte del XX secolo per garantire l'assistenza ai malati: nello Stato Pontificio il Papa già nell'oscuro medioevo aveva istituito gli Ospedali dove la gente veniva curata gratuitamente.

Quella stessa cultura che se oggi voi parlate di dermatologia lo deve particolarmente a un uomo: Luigi Monti, andate a leggere.

Quella stessa cultura che a Calcutta ci ha regalato la testimonianza di una donna albanese che si chiamava Anjezë Gonxhe Bojaxhiu che ha accolto gli appestati, i lebbrosi, i malati e li ha curati.

Quella stessa cultura che, sempre dalle parti di Torino, ha fatto in modo che un uomo di nome Giovanni Bosco raccogliesse i ragazzi di strada e li educasse ad essere "onesti cittadini" facendo nascere così una cosa che si chiama Oratorio e che ha lasciato lontani dalla strada milioni di ragazzi e ragazze educandoli e crescendoli allo sport, alla musica, al teatro, alla politica.

Quella stessa cultura che negli anni 50 del secolo scorso ci ha regalato giù in Toscana un altro uomo, Lorenzo Milani, che per la prima volta ha sperimentato il tempo pieno (ditelo alle mamme stalker o alle politichette che parlano di "conciliazione lavoro-famiglia"...) e lo ha fatto non per i ricchi ma per tutelare le classi popolari, i figli di coloro che andavano a lavorare, utilizzando solo un motto: "I care", mi interessa, ce l'ho a cuore.

Quella stessa cultura che da anni si interroga sulla dignità del "fine vita" e che non ha aspettato Pannella o la Bonino per mettere al centro questo tema. Già nel 1957 un Papa come Pio XII parlava e rispondeva di queste cose in un convegno proprio sulle cure palliative e che nel 1980 (Cappato adda venì...) rimetteva al centro questo tema facendone un documento in cui già allora veniva condannato l'accanimento terapeutico tutelando però la dignità umana. 

Quella stessa cultura che ci ha regalato l'eccezionale testimonianza contemporanea vivente della croce della malattia vissuta da un uomo straordinario che spesso sbandieriamo emotivamente ma che forse poco abbiamo letto: il Santo Giovanni Paolo II.

 

Una cultura di vita.

Una cultura che sostiene, incoraggia e ama la vita.

Una cultura di libertà piena e totale dove l'individuo è misurato e accolto solo su una cosa: l'amore.

Questa è la mia cultura da cui scaturisce, origina e si ispira il mio impegno politico che è "la più alta forma di carità". 

E vi sorprenderà sapere che la carità, per noi, è AMORE.

Provateci a pensare. 

Vi sorprenderà.

Lorenzo

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Un popolo che aspetta. Voltati, Matteo.

Sento utile condividere questo articolo per una ampia riflessione.
Cerco di riassumere anche io qualche punto:
1) credo quel 40% che ha votato al referendum per il SI esista e non gliene freghi assolutamente nulla di Renzi o non Renzi o delle beghe del PD, ma stia semplicemente aspettando una proposta politica diversa da destra e sinistra. Una proposta politica per l'Italia, per il Paese, non per la conta delle poltrone. 

2) arrivati a questo punto direi che a ben guardare se un errore è imputabile a Renzi è quello di non aver fatto il Renzi fino in fondo. Forse occorreva essere meno timidi su tante questioni: dal Senato (levarlo del tutto) all'ISEE (vi ricordate Delrio?), dalla riforma del lavoro (politiche attive a nastro e passive in soffitta) al rapporto con quel mondo di sinistra che ha giocato apertamente contro il suo stesso leader fino al 4 dicembre. 
Eppure, tanto per citare un esempio, abbiamo avuto D'Alema premier, gli eminentissimi colonnelli della sinistra ai ministeri, Vendola in maggioranza, eppure la legge sulle Unioni Civili l'ha dovuta fare un cattolico medievale scout paolotto come Renzi. 
I casi della vita...

3) un problema che Renzi deve risolvere piuttosto sono i troppi "renzini" che ha attorno. Forza Italia e Berlusconi sono la rappresentazione plastica che un movimento che si appiattisce sugli "yesman" del leader non produce una classe dirigente capace di proseguire un disegno politico, bensì una corte di miracolati.

4) esiste un'Italia che ha voglia di cambiare e che non si riconosce nei populismi e nelle lotte astruse della sinistra che bloccano il paese. Se D'Alema e compagni vari non hanno compreso che la sfida di Renzi era quella di evolvere il messaggio della sinistra condannandolo invece a "un'apertura a destra", ci auguriamo tutti che la scissione avvenga.
Che avvenga la scissione, che stiano lì ancora a parlare dei "divitti dei lavovatovi" mentre noi Partita IVA siamo gli schiavi senza diritti, lasciamoli a crogiolarsi nelle loro minchiate senza senso, lasciamoli in mezzo al "Campo" del Pisapia e ricominciamo a parlare dell'Italia, dei veri problemi, e attuiamo le riforme che servono mettendo le palle sul tavolo davvero. 
Servono i CONTENUTI.

E' ora di fare.
E per fare non servono le seghe mentali di D'Alema o i rutti di Salvini contro gli immigrati. 
Serve non parlare in "palazzese", serve piantarla di fare i congressi, ma serve lavorare.
Serve capire che alla gente gli devi parlare e non devi dire sì a tutti per tenerli buoni, perchè se c'è una cosa che ho imparato con la politica è che accontentare tutti è impossibile semplicemente perchè devi GOVERNARE e se scegli di GOVERNARE devi fare delle SCELTE. 
E se qualcuno non capisce subito, amen, capirà. 

Se Renzi capisse che gli basterebbe voltarsi per trovare un popolo che lo segue, da lunedì l'Italia riparte davvero. 
E quel popolo si chiama "moderati". 
Lorenzo

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Insieme, più forti!

Ieri pomeriggio ci siamo ritrovati con i Sindaci di Caronno, Origgio e Gerenzano per iniziare a discutere di un possibile progetto di rete per la questione migranti.
Ringrazio di cuore questi Amministratori che hanno accettato il mio invito che voleva aprire un tavolo su un tema che toccherà, presto o tardi, i nostri paesi.


Tutti abbiamo condiviso due capisaldi da cui partiamo: 
1) stare insieme, fare rete, ci rende più forti e ci fa lavorare meglio 
2) vogliamo provare a "prendere il toro per le corna", ovvero preferiamo non subire quello che verrà calato dall'alto ma provare a gestirlo. 
Gestire significa anche avere il controllo della situazione e magari decidere anche su cosa indirizzare il nostro impegno.
Il "fare rete" ora ci porterà a un percorso sul quale vi terremo aggiornati.

Quanto a Saronno e Fagioli.
Avrei glissato volentieri e avrei coperto il sindaco di Saronno con un banale "non è venuto". Ho letto invece sui giornali che Fagioli si è dato da fare per far sapere la sua opinione.
Bene, allora dirò anche io la mia.
Alessandro ha prima confermato poi disdetto la sua presenza addossando la colpa a una mia frase vista come un atto di lesa maestà nei confronti della Lega.

Dunque, posto che non faccio politica da 6 mesi e credo che anche i muri sappiano cosa penso io della Lega e di Salvini (rammento che a Uboldo, Provincia di Varese, la Lega non entra in Consiglio da 15 anni e che è stata ripetutamente asfaltata dal sottoscritto e il suo gruppo politico) mi sono permesso di ricordare a Fagioli che il mio invito era rivolto non al militante, ma al Sindaco.
Le due cose sono profondamente diverse.
Semplicemente, a differenza sua, chi c'era seduto al tavolo ieri ha compreso che si può essere leghisti, fascisti, grillini, comunisti, civici, ma il bisogno è bisogno. Qui, in prima linea, ci siamo noi non Salvini, Grillo, Renzi, Berlusconi e via discorrendo.

Si sarà capito benissimo che il nostro progetto, appunto, non è quello di "alzare bandiera bianca" ma, al contrario, la nostra volontà è quella di gestire e controllare il fenomeno.
In parole povere: noi facciamo gli Amministratori.

Accetto comunque il punto di vista di Fagioli: in Giappone esiste ancora qualche reduce che non si è ancora arreso.
Il 14 luglio 1789, mentre i francesi prendevano la Bastiglia, Luigi XVI scriveva sul suo diario personale "rien", non è successo nulla.
Sappiamo tutti com'è andata a finire.
Gli auguro buona fortuna.
Lorenzo

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La "Casa dei Talenti" e l'Associazionismo

Guardando per qualche secondo in casa nostra, ho letto sui settimanali le strampalate esternazioni di Uboldo Civica riguardo la mia risposta alla loro interrogazione sull'Aula Polifunzionale.
Puntualizzo alcune cose:
 
1) Uboldo Civica, che non riporta nulla della mia risposta forse perchè non l'ha nemmeno capita (poveretti...), non scrive che ho spiegato il nostro progetto di creare un POLO FORMATIVO che abbia come vocazione ARTE, MUSICA, SPETTACOLO e ARTIGIANATO laddove fino a 25 anni fa c'era una scuola, avvalendoci delle moderne e innovative normative promosse da Regione Lombardia inerenti alla formazione professionale e all'alternanza scuola/lavoro.
Avevo già intuito in sede di Consiglio che non stessero capendo cosa dicevo dato che mi guardavano come se stessi parlando ostrogoto. Casomai volessero una lezione integrativa, gliela darò gratuitamente.
 
2) per fare questo, che è un progetto nuovo, ambizioso e completamente originale per il nostro territorio, vorremmo partire "dal basso", ovvero sfruttando i talenti che già abbiamo nella nostra comunità. Uboldo Arte del Maestro Fabrizio Vendramin ha subito risposto positivamente mentre il Corpo Musicale Santa Cecilia ha rifiutato la proposta.
 
3) ultimo punto il tema dell'associazionismo. Su questo è proprio diverso lo sguardo d'affronto delle cose.
Utilizzare in maniera "grillina" il termine "associazioni private" come se ci fosse qualcosa di losco sotto fa ridere: qualsiasi associazione è privata. Informate i ragazzi di Uboldo Civica che il Muro è caduto il 9 novembre del 1989...
 
Ma voglio venire al punto: non è vero che il Comune deve pensare a una sede per le associazioni. Non è così.
Il Comune favorisce l'associazionismo, collabora e lo sostiene.
Il Comune può anche (e lo farà) trovare uno spazio con un tavolo da destinare a delle riunioni (ove necessario).
Ma il Comune fa il Comune e le associazioni devono fare le associazioni.
Una grande scuola l'hanno iniziata a fare due realtà associative che si occupano di sociale proprio a Uboldo che una sede se la sono fatta.
Dire questo non significa essere contro l'associazionismo (a me poi fanno la morale...che li avessi visti una volta con una transenna in mano...) ma significa far prendere coscienza a tutti che se io voglio fare un associazione la mia associazione deve funzionare a prescindere dal pubblico.
E' greve dirlo, è vero, ma è così.
Cercare sempre la scusa nel Comune è semplicemente un bellissimo alibi per nascondere delle verità scomode.
Ci sarà sicuramente chi dirà "no, non è vero!" oppure "se ci fossi io farei diversamente", ma lascio volentieri ad altri la politica circense, quella degli illusionisti, che non si rendono conto ancora di essere fuori dal tempo e dalla realtà e, mentendo sapendo di mentire, non fanno altro che il male loro, della comunità (perchè come al solito usano soldi pubblici per fini elettorali...) e delle associazioni stesse.
Ma un politico vero indica la strada, la direzione.
Anche se scomoda.
Come scrivevo ieri: "Nell’educazione cristiana scuotere o essere critici significa tenerci, avere a cuore qualcosa."
E io ho profondamente a cuore le mie associazioni ma so perfettamente che se voglio il loro bene devo parlar loro chiaro non per il 2019 ma per il 2050.
Noi, sì, in questo siamo diversi.
Orgogliosamente diversi.
Lorenzo
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I migranti oggi e domani

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto dalla KB Srl una lettera che indica la volontà di quest'ultima società ad ottemperare le ordinanze prodotte dal Comune di Uboldo lo scorso settembre, impugnate davanti al TAR che ha rigettato entrambi i ricorsi poco prima di Natale.


Subito dopo il pronunciamento del TAR e in gennaio abbiamo incontrato il Prefetto di Varese e, insieme a Sua Eccellenza abbiamo condiviso che trattandosi di persone non è possibile provvedere a spostamenti immediati ma occorreva una tempistica ragionata che coincidesse anche con le nuove procedure dei bandi per i Centri di Accoglienza che la Prefettura espleterà nei primi mesi del 2017.
Entro il 30 aprile 2017, comunque, tutti gli spostamenti dovrebbero essere conclusi e l'azienda ha contestualmente esplicitato la volontà di non proporre più Uboldo nel prossimo bando.
E questa è la prima parte.

La seconda parte viene invece da una serata altamente formativa che ho potuto vivere questa sera proprio sul tema migranti con uno dei massimi esperti del settore, in prima linea ormai da diversi anni.
L'emergenza profughi è ormai un fenomeno strutturale che si è innescato ed è irreversibile.
Salvini e compagni populisti vari si mettano l'anima in pace.
Ora c'è da riflettere insieme su come agire nell'immediato futuro e come affrontare le prossime sfide.
Credo che nei prossimi giorni chiederò un tavolo di confronto con tutti i sindaci del saronnese per poter ragionare insieme su questo fenomeno e cercare insieme una soluzione alla luce anche delle politiche che si vedono all'orizzonte e che, pare, chiameranno i territori ad essere protagonisti in prima linea. 
Vado a letto stasera con le domande che porterò al tavolo dei miei colleghi: subire o provare a dominare questo fenomeno? Cercare di prendere il toro per le corna o rischiare di essere infilzati? Favorire dei progetti seri e strutturati o correre il pericolo di vedere nei nostri territori una gestione di questo fenomeno dilettantistica?
A non gestire il fenomeno l'alto rischio è quello di lasciar spazio a speculatori e/o dilettanti allo sbaraglio del terzo settore che, lo vediamo quasi quotidianamente, fanno più danni che bene.
Ovviamente serve rifletterci bene.
Insieme. Insieme a tutti coloro che, come me, hanno la responsabilità delle nostre comunità innanzitutto in un territorio di 100.000 abitanti.
Vi terrò aggiornati.
Un abbraccio
Lorenzo

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Progetto Ricibo: alcuni chiarimenti

Lin Jarvis, ad della Yamaha, quando Valentino tornò in Yamaha nel 2013 spiegò in maniera chiara che se in passato c'era stato un'eccessiva confusione di ruoli quello che giustificava il ritorno di Vale era stato un riordino di mentalità anche in Yamaha.
Il pilota era il pilota.
La Yamaha era la Yamaha.
Ognuno con i suoi ruoli. 
Ognuno con le sue competenze.
Ognuno con le sue responsabilità.

Uso questa metafora motociclistica per spiegare la risposta che abbiamo dato ieri sera all'interrogazione riguardante il "Progetto Ricibo" contro lo spreco alimentare in risposta al bisogno di "fame" delle famiglie povere o svantaggiate, avviato sperimentalmente da questa Amministrazione nel 2014 all'interno del Progetto Solidarietà finanziato dall'ente pubblico.
Alla fine del 2015 la decisione dell'Amministrazione fu semplice: il progetto poteva funzionare, ma non era nei compiti dell'Amministrazione fare questo progetto, quindi l'Assessore Mazzuccato spiegò a tutti i soggetti coinvolti che l'Amministrazione avrebbe potuto continuare ad avvalersi di questo strumento, ma non lo avrebbe più fatto come "capofila" in quanto l'opera doveva essere proseguita da chi è deputato a fare questo tipo di progetti, ovvero soggetti del terzo settore.

L'anno 2016 è stato un periodo in cui sappiamo che diversi tavoli sono stati attivati e sembra che ora questo progetto ripartirà con diversi soggetti coinvolti: Banco Alimentare, Caritas e due aziende del territorio saronnese per ora coinvolte e che hanno dato la disponibilità a collaborare tramite le loro mense interne.
L'Amministrazione Comunale di Uboldo guarda con interesse a questo riavvio del progetto su tutto il territorio saronnese e non esclude in futuro di potersi avvalere ancora del "Ricibo", in forza anche di una convenzione già attiva con il Banco Alimentare per la consegna di pacchi alimentari alle famiglie bisognose. 

Nel frattempo a Uboldo abbiamo sperimentato il nuovo metodo di erogazione dei servizi sociali e solo 5 famiglie hanno dimostrato di avere questo reale bisogno di "fame", bisogno corrisposto dal Comune con i pacchi del Banco.

L'orizzonte dei Servizi Sociali di un Comune non può e non deve essere quello di assecondare il bisogno, ma deve essere quello di RISOLVERLO definitivamente cercando di portare le famiglie in difficoltà sulla strada di una vera e propria risoluzione dei problemi. 
Questa è sussidiarietà vera.
Qualsiasi altra cosa è assistenzialismo di cui facciamo a meno.

Non è "cattivismo" (come qualcuno può erroneamente pensare...) il chiedere documentazione per attestare che il bisogno sia REALE, ma è responsabilità nell'uso di denaro che è pubblico anche in questo settore così delicato di risposta al bisogno delle persone.

Per spiegarla con la metafora iniziale: il Comune deve fare il Comune, il terzo settore deve fare il terzo settore. La confusione di ruoli può diventare letale e questo è ciò che vogliamo evitare. 
Lorenzo

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PGT 2018-2023: le linee strategiche

Sono davvero felice di potervi presentare la nuova sfida dentro la quale ci lanciamo in questo anno 2017: la revisione del Piano di Governo del Territorio. 

 

Abbiamo deciso di mettere mano al nostro stesso PGT, quello vigente, in maniera coraggiosa e virtuosa per la nostra comunità.

Vogliamo pensare di iniziare a tratteggiare quello che sarà l'Uboldo del domani, l'Uboldo che porterà i nostri cittadini nel futuro.

Nulla è più avvincente in un'amministrazione comunale che "fare" un PGT.

In quella sera di marzo 2014 lo definii un momento storico.

Come lo è ora, il definire le linee strategiche di questo nuovo PGT. 

 

Ciò che ci guida, anche stavolta, è il bene comune da una parte e, dall'altra, quella di essere ancora una volta innovativi. 

 

Introduciamo dei concetti nuovi per un PGT: attrattività, evoluzione sociale ed economica da monitorare costantemente, piano dei servizi pensato guardando alla sostenibilità economica degli stessi, valorizzazione del Parco dei Mughetti, sguardo comprensoriale e, soprattutto, l'esplicita richiesta di revisione del PGT a chi verrà dopo di noi.

Ci siamo accorti nelle prime riunioni preliminari che le stesse persone, allo stesso tavolo, con i medesimi valori, hanno parlato di una società che in soli 3 anni è completamente diversa.

Quanta differenza rispetto a un PRG del 1984 durato 30 anni.

Capite cosa voglio dire?

Che noi stessi per primi chiediamo a chi verrà dopo di noi di adeguare lo strumento urbanistico perchè tra 2 anni noi finiremo il nostro mandato e la nostra società oggi viaggia a una velocità supersonica.

Andrà rivisto, andrà riletto, andranno riconsiderate le priorità.

 

Ma la cosa più importante, per me che amo il mio paese, è lo scrivere, nero su bianco, che quello che vogliamo disegnare è un paese BELLO dove vivere, lavorare, investire, impegnarsi nel sociale e fare una famiglia.

Famiglia che, ancora una volta, è la base e il fondamento su cui facciamo il nuovo PGT.

Infine, ma non da ultimo, l'esplicita volontà di un PGT che realizzi le sue previsioni.

Un PGT che non realizza le sue previsioni è lettera morta ed è segno di una comunità ferma.

Un PGT che realizza le sue previsioni consente invece di dare un giudizio positivo alla politica, a chi ha guidato il paese, a chi ha GOVERNATO la città.

E questo è ciò che vorrei rimanesse di tutti questi anni di mandato: con tanti errori e difetti, con tante manchevolezze anche caratteriali, ma essere ricordati tutti, noi di Uboldo al Centro, come gente che la città l'ha GOVERNATA prendendo per mano i cittadini e indicando la strada verso il futuro.

A voi, la lettura.

Lorenzo

 

LINEE STRATEGICHE

1. Il PGT 2014-2019 ha dimostrato, in questi primi tre anni dalla sua entrata in vigore, di essere uno strumento molto buono, che ha dato risultati ottimi sia riguardo agli obiettivi strategici da cui esso traeva l’origine, sia in termini di ripresa edilizia, sia in flessibilità e comprensione tecnica da parte degli operatori del settore. La presente revisione è quindi una continuità confermativa di quanto già fatto nel 2013 e vuole perfezionare e rendere più attuale lo strumento urbanistico allineandolo alle esigenze di una società e di una economia in costante mutamento, mentre si persegue l’obiettivo principale di adeguamento normativo (L.R.31/2014). Quindi l’attenzione e la salvaguardia dell’ambiente rendono migliore la vita di chi decide a Uboldo di creare una famiglia, lavorare, investire, impegnarsi nel sociale.

 

2. L’obiettivo di un PGT è che le sue previsioni si realizzino. Per questa ragione, contestualmente alla prima analisi, occorre anche sottolineare che questa revisione produrrà il terzo PGT in dieci anni dal 2005/2007, e il quarto strumento urbanistico in 30 anni. Sarà dunque necessario analizzare tutte le previsioni non realizzate dei precedenti piani e confermate nel 2014, per avviare la indispensabile riflessione sulla possibile revisione di tali previsioni sia in termini di necessità del territorio sia in termini di raggiungimento dell’obiettivo. 

 

3. Si ribadisce che la famiglia è fondamento della società civile, primo luogo di educazione ed elemento base del sistema di welfare locale. Per questo motivo l’obiettivo primario, vista anche la perdurante situazione di stagnazione del puro investimento immobiliare, sarà offrire l’opportunità di costruire ampliamenti di case e/o nuove costruzioni su terreni già urbanizzati per lo sviluppo naturale della famiglia e/o il recupero dell’esistente soprattutto in centro storico. 

 

4. Confermato il raggiungimento del massimo di 12.500 abitanti, dentro ad uno sviluppo urbanistico armonico che garantisca la possibilità di creare zone abitative che non siano solo funzionali ma anche belle dove vivere. Di primaria importanza sarà l’impulso alla socialità, al vivere insieme, alla costruzione di una comunità. 

 

5. Necessario anche il perfezionamento del Piano delle Regole, mediante correzione di imprecisioni e, laddove possibile, ulteriore snellimento per una più semplice applicazione. A tale scopo si richiede il coinvolgimento dei professionisti organizzati nei rispettivi Ordini/Albi per raccogliere tutte le indicazioni utili a perfezionare l’impianto normativo del Piano.

 

6. Dovrà essere garantita un’espansione residenziale equilibrata e, il Piano dei Servizi, verrà rivisto secondo i seguenti criteri: garantire la necessaria essenzialità di servizi alla società civile, dimostrare la sostenibilità economica da parte dell’Ente. 

 

7. L’espansione industriale, artigianale, commerciale e logistica dovrà essere privilegiata rispetto a quella residenziale e dovrà essere favorita con tutti gli strumenti possibili per offrire più opportunità lavorative agli uboldesi. In tal senso occorrerà anche un lavoro sinergico col Comune di Origgio per rendere armoniche urbanisticamente le due zone industriali contermini (c.d. APEA prescritta dalla Provincia di Varese). Ulteriore elemento di attenzione la profonda analisi e verifica delle previsioni sugli ambiti strategici delle aree di cava. Individuazione di possibili zone commerciai. Gli Insediamenti esistenti devono aver diritto a un’espansione congrua ma devono essere scoraggiati se in zona mista residenziale – produttiva. 

 

8. Revisione dei meccanismi premiali nel Centro Storico e particolare attenzione: all’ambito compreso tra la Via San Martino - Piazza San Pietro e Vicolo Crivelli e all’ambito Cortile di Palazzo Crivelli - Asilo Colombo Morandi. Si dovranno individuare i criteri di incentivazione degli interventi di riqualificazione delle facciate e creazione degli spazi di socializzazione su tutto l’asse Municipio – Chiesa Parrocchiale. 

 

9. Incentivazione al recupero aree dismesse e aree improprie prevedendo, come per esempio per l’area ex-Mercantile, anche da parte del Comune l’acquisizione di aree per l’assolvimento di servizi pubblici. 

 

10. Uboldo ha nel suo patrimonio verde e boschivo la vera risorsa da proteggere e valorizzare per un rilancio in termini attrattivi del territorio. Diventa quindi fondamentale l’ente Parco dei Mughetti al quale servirà dare degli indirizzi chiari in termini di politiche e risorse per fare in modo che la fruizione di queste aree sia sempre più privilegiata. Oltre che a iniziare a pensare a percorsi di collegamento dal Centro al Parco dei Mughetti, intendiamo proporre anche la creazione di un percorso di “strade bianche” all’interno del Parco che possa rendere vivo il nostro ambiente, oltre che sostenere e incentivare chi vorrà investire sull’esistente, senza consumo di suolo, per rendere più attrattivo il nostro Parco.

 

11. Il PGT “rivisto” dovrà perseguire due obiettivi strategici importanti. Il primo è che dentro a un mondo in costante evoluzione sia sociale che economica questo strumento oltre a una necessaria flessibilità crei anche, a chi verrà dopo di noi, il bisogno di rivedere il Piano cercando di allinearlo ai tempi che saranno. E’ auspicabile in tal senso pensare a ulteriori revisioni intermedie di questo piano. Il secondo, questo Piano vuole amplificare l’apertura e il dialogo concreto con i Comuni contermini. E’ inevitabile, leggendo anche le nuove normative e gli indirizzi futuribili della Pubblica Amministrazione proposti dai vari Governi, pensare che in un non lontano futuro si parlerà di “comprensorio Saronnese”, più che di singole realtà territoriali, e quindi il nostro Piano vuole essere un inizio di riflessione e lettura di come potrà essere in futuro un Piano integrato d’insieme con gli altri Comuni del Saronnese. 

 

12. Da ultimo, non meno importante, particolare attenzione dovrà essere dedicata all’analisi dei “contributi e proposte” pervenuti a seguito della pubblicazione dell’apposito avviso, cui l’Amministrazione intende aderire qualora in linea con le disposizioni in materia e con gli obiettivi di Piano.

Lorenzo

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Chi vince GOVERNA!

Ringrazio, come sempre, della bella discussione emersa ieri dopo il post su D'Alema. Ci sono alcuni punti che mi hanno fatto riflettere, insieme ad altre chiacchierate fatte in questi giorni, e che metto qui come appunto.
1) mi sembra che ci siamo ormai disabituati a un concetto semplice: chi vince GOVERNA. E governare porta inevitabilmente a delle decisioni, talvolta anche dolorose. Noi italiani non ci siamo più abituati, e la colpa non è certo dei cittadini.

2) ho letto anche tante "lamentele" sui valori di sinistra traditi. 
Forse è più facile spiegarmi semplicemente perchè essendo una classe 1982 sono già figlio del post 1992. 
Noi non abbiamo vissuto gli anni 70, le lotte operaie e blablabla. 
 Siamo però figli di quell'epoca e quello che vediamo è che ne paghiamo le conseguenze ora. 
Facendo il Sindaco l'ho visto e capito bene, e su questo invece i politici non hanno grande colpa perchè quando gli italiani si renderanno conto del vero stato in cui versa il nostro paese? 
Perchè NESSUNO vuole rinunciare a quelli che io chiamo "diritti distorti"? 
Lo Stato, è come una famiglia: se tu mangi più di me a me rimane meno. E la coperta è corta. Quindi se copre te rischia di non coprire me. Sappi che io resto al freddo.

3) molti si stupiscono che provo a rispondere a tutti. Per me è del tutto normale. Magari rispondo sinteticamente e velocemente, magari (dato che lavoro anche io...) rispondo a tutti in una botta sola e non seguo in tempo reale quello che scrivete, ma a mio modesto avviso se una volta noi che facciamo politica avevamo la piazza, la strada, le sezioni, oggi il modo per parlare con il popolo è anche il social. 
Quindi è inutile fare i fenomeni e fare solo i proclami e fottersene poi delle critiche. 
Bisogna ascoltare la gente. 
E cercare di rispondere. 
Perchè se voi perdete tempo a leggere quello che penso io, io lo sento come un dovere il fatto di almeno leggervi e, dove possibile, cercare di dare delle risposte.

Poco prima del 4 dicembre a qualche autorevole membro del PD dissi: "vincerà il NO perchè continuate a fare serate con i costituzionalisti con gente già convinta, mentre la gente non la andate a cercare." 
Mi risero in faccia.
Infatti poi hanno pianto.
Forse a essere meno "yesman" e meno "renzini" e ad avere più i coglioni di parlare con la gente il risultato sarebbe stato diverso. 
A Renzi non servono i servi (come ci aveva abituati l'amico di Arcore), ma gente con le palle. Questo è il mio modesto parere.
La politica non parla più con la gente, cioè non "lavora" più.
Chiaro che dentro a uno scenario così il "grillismo" vince facile.

Io qua vi rispondo perchè "faccio politica" (nel mio piccolo) e mi sembra naturale che io vi legga e almeno provi a rispondere. 
Se no facevo altro nella vita.

Grazie comunque a tutti.
Lorenzo

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Abbattete D'Alema

Lo dico con il massimo rispetto per la storia, i valori, le tradizioni e blablablabla.
Ma alcune cose sono da dire.
1) la situazione generale non è buona, i dati non sono confortanti e l'UE, come da previsione, ci ricorda i patti presi per i nostri conti...
2) stiamo andando verso elezioni anticipate con un movimento di stampo dittatoriale costituito da inetti e incapaci che è al 30%
3) il centrodestra rischia di arrotarsi ancora attorno a un 81enne (ottantuno!!!!)
Esiste in questo momento una sola alternativa e ce l'ha il centrosinistra. 
Si chiama Matteo Renzi che, piaccia o no, è l'unico vero leader capace di attrarre nel 2014 il 40% dei consensi ed è l'unico ad avere dimostrato che sì, un'altra Italia si può pensare.
E' l'unico che dopo 20 anni ha smesso di parlare dell'avversario cercando di delegittimarlo in una sorta di ping pong mortale e asfittico e ha iniziato a parlare delle "cose da fare" per l'Italia (non sempre facendo giusto, ma almeno per 3 anni abbiamo parlato di COSE e non di Berlusconi e del suo lettone di Putin).
Per avere un leader così credo che il centrodestra, Berlusconi compreso, darebbero un braccio e almeno 3 dita dell'altra mano.
E mentre succede tutto questo siamo qui a parlare ancora di Massimo D'Alema che vuole fare un partitino del 10% per fargliela a Renzi? 
Ma davvero stiamo dando retta ancora a questo qua?
Massimo D'Alema?????
Ancora?????
Per fare un partitino che "porti via" voti alla sua stessa area politica?
Ma davvero?????
Ma davvero si sta dando retta a uno così????
Non ci posso credere.
Invece di pensare a come arginare il populismo grullino del +++FATE GIRARE+++ e del "gombloddo" attraverso la buona politica, ora che c'è la buona occasione per tornare a fare un po' di politica vera, qua in Italia parliamo di D'Alema.
Invece di cercare in tutti i modi di non consegnare l'Italia nelle mani di un folle e della sua banda di inetti, qua abbiamo ancora D'Alema che con la sua faccia e la sua politica ci ha fermato per 20 anni (20 ANNI!!!!!).
Ma ci rendiamo conto?
Io ci butto via davvero la testa...
Ma basta, cazzo!
Lorenzo

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"DI CHILO IN CHILO, DI METRO IN METRO, SISTEMIAMO L'ITALIA"

Seduto stasera a un bar di Monza con un amico per lavoro (perchè i sindaci di paesi come il mio lavorano per vivere...altro che poltrona!), riflettevo dell'ondata di popolarità inaspettata ed eccessiva avuta in questi giorni per il mio post sulla neve.
Innanzitutto grazie delle tante belle parole spese per me
Assicuro tutti che Uboldo per me è il paese più bello del mondo e che ci sono ben altre storie da raccontare. 
Penso per esempio al mio amico Andrea e alla sua associazione (www.quellicheconluca.org) che raccoglie fondi e lotta da 5 anni contro la leucemia infantile.
Certo che però con i paesi che mi avete offerto dove fare il sindaco un pensierino lo farei. Roma, Torino, Genova, o altri piccoli paesi, meraviglie della nostra Bella Italia. Grazie!

Diventare "famoso" per un post sulla neve che dice cose assolutamente normali è però un dato significativo.
Sorridevo con Stefano dicendogli: abbiamo estinto 7 milioni di debiti nel mio Comune, abbiamo fatto milioni di euro di opere pubbliche, siamo forse uno dei primi Comuni in Italia a essere completamente a LED e divento famoso per la neve...

Mi ha fatto piacere l'amicizia e lo scambio avuto con tanti, tantissimi colleghi che hanno i miei stessi problemi e che il mio post semplicemente li ha scaricati dal dover dire le stesse cose ai loro cittadini. 
Siamo così assuefatti dal politically correct che quando uno dice una cosa normale e banale, ma la dice chiara, fa notizia.

E' sette anni che faccio il sindaco e sette anni che batto su un concetto: siamo una COMUNITA'.
Uboldo, l'Italia, siamo una COMUNITA'.
La neve è un pretesto.
Vorrei fosse un pretesto per dire che se non capiamo che siamo una COMUNITA' ci rovineremo con le nostre mani.
Il maltempo succede.
Il sale non lo si sparge in quantità industriali perchè rovina le strade e dopo quando c'è da asfaltare i soldi che dobbiamo usare sono sempre i nostri (NOSTRI non MIEI, perchè ANCHE IO pago le TASSE).
Gli operai entrano in servizio, come tutti i lavoratori, quando è il loro momento e in situazioni estreme due operai su una superficie enorme possono fare quello che possono fare.
Ma questa cosa è uguale per le cose di tutti i giorni.
Se non butto la carta per terra, gli altri troveranno pulito.
Se il mio cane non caga sul marciapiede, gli altri non dovranno fare gli slalom sui marciapiedi.
Se invece di parcheggiare "un minuto" davanti al prestinaio li faccio sti maledetti 50 metri a piedi gli altri non intralcio la circolazione degli altri. Anche perchè poi magari vado in palestra a fare 30 minuti di tapis roulant. 
Si chiama vivere insieme.
Si chiama COMUNITA'.

Nella società dei "diritti distorti" ormai queste piccole, semplici cose non le ascoltiamo più. 
Tutti abbiamo diritti, ma non abbiamo doveri.
E' il Comune che ci deve pensare.
E' il Sindaco che non fa il suo lavoro per il quale è pagato (nel mio caso 2 euro all'anno a cittadino...un caffè, praticamente...).
E' sempre un altro che deve fare.

Siamo una COMUNITA'.
Come ha ben scritto qualcuno oggi: quando capiremo che se c'è la neve e tutti spaliamo 1 metro, se c'è il ghiaccio e tutti buttiamo un chilo di sale, di metro in metro, di chilo in chilo, avremo strade più pulite e marciapiedi più comodi?
Pensatela sulle altre cose del vivere quotidiano.
Serve che vado al pronto soccorso (e poi mi lamento per il codice bianco o verde e le ore di attesa) per magari una cosa da niente?
Serve che per pagare meno tasse (per poi lamentarmi comunque che sono sempre troppe) faccio lavorare in nero la gente?
Serve che per avere il contributo dal Comune (per poi lamentarmi che comunque è sempre troppo basso) faccio i numeri dal commercialista per avere l'ISEE più basso possibile?
Quello che non pago io oggi, lo pagheranno altri domani.
La regola è semplice, perchè lo STATO siamo noi.
Il COMUNE sono io.
Io singolo cittadino che faccio qualcosa per cambiare nel mio piccolo le cose partendo innanzitutto da me stesso.

 

Siamo una COMUNITA'.
A mio modesto avviso, di chilo in chilo, di metro in metro, INSIEME, forse riusciamo a salvare non solo Uboldo e i nostri paesi dalla neve o dal gelicidio, ma anche l'Italia dal fallimento. 
Un abbraccio. 
Lorenzo

Raccomandazioni Neve

Le previsioni nelle prossime ore e nei prossimi giorni danno qualche fiocco di neve anche nella nostra zona che, per nostra fortuna, non dovrebbe essere colpita dagli stessi fenomeni dei nostri amici del centro-sud.
Alcune raccomandazioni.
1) E' inverno. La neve accade. Prendetelo come dato di fatto.
2) La neve è acqua. L'acqua si scioglie. 
3) Se dovesse essere necessario spargere il sale lo spargeremo. Voi non lo vedrete il sale. Il perchè lo scoprite cuocendo un piatto di pasta.
4) A Sydney, dove stanno giocando un ATP di tennis è estate. 
5) Danno 2 cm di neve al massimo. I mezzi non escono se non ci sono almeno 5 cm. Rassegnatevi. O pulite voi oppure attenderemo il disgelo come a San Pietroburgo attendono il 10 maggio.
6) Siete tanti "rappresentanti di classe". Se calcolate 2 rappresentanti di classe per classe significa che la domanda "ma domani chiudete le scuole?" me la potrebbero fare 80 persone. Capite che la strada per il vaffanculo è aperta. 
7) E' inutile che per non fare la domanda a me la fate a: Mazzu, Paola, Sonia, Marco o ai loro mariti/mogli. Non è aggirando l'ostacolo che si ottengono le risposte. Si ottiene però lo stesso risultato del punto di cui sopra (cfr. punto 6).
8) E' inutile che scrivete anche a mia cognata. Lei è adeguatamente preparata e sa che certi messaggi non me li deve nemmeno mandare quando "lo zio lavora" . 
9) Per 2 cm di neve non serve che col SUV praticamente entriate in aula. I bambini avranno freddo comunque (cfr. punto 1). I bambini si bagneranno i piedini (cfr. punto 2). 
10) Abolite fino al 21 marzo p.v. i gruppi whatsapp genitori. 
11) Se non avete le gomme da neve state a casa. 
12) Se non avete le gomme da neve e siete un pericolo pubblico anche al 10 agosto state a casa fino al 31 luglio. Nevica fino allora.
13) Se non avete le gomme da neve e non usate mai la macchina non è un buon motivo per tirarla fuori per andare all'Auchan o all'Esselunga a far scorta di cibo. E' neve, non è la guerra nucleare. 
14) Se avete in casa un anziano/a non serve che faccia l'equilibrista in bicicletta per raggiungere il cimitero. Gli abitanti del posto non si muovono e possono attendere
15) Non telefonate in Comune in maniera compulsiva come due anni fa fino a tarda serata.. Il rapporto è sempre 10.800 a 1. Immaginatevi di essere quell'1 prima di dire/fare qualsiasi cosa.
16) Dovesse nevicare di più non preoccupatevi, non serve che ci scrivete la vostra opinione su come fareste voi. Non ci interessa. 
17) Guardate che qualsiasi cosa accadrà, dal nulla alla tormenta di neve, Sandrino e/o le forze di opposizione riunite diranno che potevamo fare meglio e di più. Hanno ragione. Hanno sempre ragione. Ma me ne strafotto. Lo dico in maniera preventiva .
18) Il mio meteorologo di fiducia non sbaglia al Palio. Quando mi scrive "piove" puntualmente "piove". Mi ha scritto "2 cm". Saranno 2 cm. Mica farà giusto solo al Palio!
19) Vale sempre la frase dell'Alfonso: "incazas no, tant la nef la sa daslengua".

Lorenzo

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Natale 2016

"...segno di contraddizione, perchè siano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2, 24-35)

Iniziano i primi vespri del Santo Natale e ci introduciamo quindi in questa notte santa con la trepidazione per il Bambino che viene.

Un Natale strano, questo.
Ho volutamente scelto le parole dell'evangelista Luca perchè questo Natale, superate queste ore di frenesia e di ultimi preparativi, ci riporti un po' di silenzio e di calma, riscoprendo davvero la gioia del Natale che è e deve essere quel Bimbo che nasce cambiando tutta la storia.
L'Avvenimento che ha cambiato tutta la nostra storia.

Siamo ormai alla bulimia del Natale (parlavo ieri a un amico ricordandoci che il 20 ottobre già c'erano le luci natalizie...), una bulimia soffocante e ansiogena.
Occorre forse davvero tornare alla base di ciò che è il Natale.

Egli è "segno di contraddizione". 
Colui che viene questa notte non è venuto per "accomodare" le situazioni, ma per cambiarle.
Colui che viene non viene per dirci che "va tutto bene", ma per mettere in discussione la nostra stessa vita. 
Perchè questo "segno di contraddizione" svela in realtà i pensieri di molti cuori.
Questa inquietudine, questa scossa che troviamo in questa frase, ci trasmetta il vero senso del Natale.

Un pensiero grande e affettuoso va ai nostri fratelli terremotati che passeranno il Natale nelle casette e nelle tende.
Un pensiero speciale va anche a quelle famiglie colpite dal lutto, dalla malattia, e che passeranno Natale in una camera di ospedale.

Ai miei uboldesi, ma anche a tutti i miei amici che leggono questa pagina e che mi seguono dalle più disparate parti d'Italia e del mondo, giunga il mio più caro augurio di Buon Santo Natale perchè il Bambino che viene possa davvero essere anche per voi regalo e dono di pace, gioia e serenità.

Vi abbraccio uno a uno.
Buon Santo Natale.
Lorenzo

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