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Messaggio del Sindaco 25 aprile 2017

Il Presidente Mattarella pochi giorni fa ha ricordato come il 25 aprile 1945 rappresenti l’inizio di un percorso europeo “di pace, di solidarietà, di collaborazione, di sviluppo in comune, che ha sostituito secoli, particolarmente quello passato, di guerre, contrasti, violenze, diffidenze”.

E’ un 25 aprile particolare quello che viviamo oggi.

La nostra Italia sta attraversando un momento di passaggio, di transizione, molto complesso.

Siamo davanti a nuove sfide, a un nuovo modello di società da costruire a livello economico, sociale e politico, e ne è la testimonianza quanto successo pochi giorni fa nelle elezioni francesi a pochi chilometri da noi, dove i due più grandi partiti del dopo guerra nemmeno sono arrivati al ballottaggio del 7 maggio.

 

Ci sentiamo oggi nella stessa situazione dei nostri nonni che il giorno dopo il 25 aprile erano sì felici per la fine dell’incubo, ma consci anche che il più era da fare: c’era da ricostruire l’Italia.

Per questa ragione siamo davanti a sfide nuove alle quali dobbiamo dare un nome e delle risposte certi, oggi più che mai, che il populismo non si vince inseguendolo, ma si vince sfidandolo.

Sfidandolo sui contenuti, su proposte che dicano che esiste un modello diverso e vincente che non è quello di chiudersi a riccio, di restare ancorati a schemi ormai fuori dal tempo e dalla storia.

Europeismo è aprirsi al mondo e alle nuove sfide con coraggio e baldanza, affrontare le nuove regole del mercato del lavoro, rispondere ai veri bisogni sociali tagliando i cordoni ombelicali da chi pensa che attraverso la politica o il politicante di turno può assumere una rendita di posizione. 

Europeismo significa accogliere l’altro nel nome di uno spirito europeo che ha sempre incluso e valorizzato le diversità e dire anche chiaramente, senza troppe timidezze, che l’alternativa c’è ed è una sola: lasciare affondare i barconi e con essi le persone che scappano dalle terre di guerra. 

 

Non è il tempo delle mezze verità.

E’ il tempo delle verità, questo.

E allora occorre anche una politica nuova, uno sguardo nuovo sulla società e nella società ripartendo dai valori del 25 aprile. 

 

Il primo, la libertà, che non significa un mondo senza regole ma che implica un mondo dentro al quale attraverso delle regole ogni uomo possa esprimersi al meglio, valorizzando i suoi talenti, progredendo umanamente e socialmente, costruendo un posto dove possa vivere, amare, fare figli.

Il secondo, i valori cristiani, che hanno ispirato e guidato la ricostruzione del nostro Paese e che sono l’unica vera radice comune dentro la quale tutta l’Europa può riconoscersi. I valori cristiani non sono solo religiosi ma sono i valori di rispetto per la vita umana dal suo concepimento fino alla sua fine naturale, la volontà che nessuno resti indietro, l’occuparsi dei più deboli e dei più fragili, l’arricchirsi dentro alle diversità, il dare spazio al talento. E non solo: la cristianità sono le opere d’arte, le meraviglie dei nostri artisti, la natura con le impervie montagne dove si è combattuta la guerra per la libertà e dove i nostri Alpini non hanno mai fatto mancare una croce a ricordo di chi non ce l’ha fatta a tornare a casa.

Il terzo, la pace, che non è una bandiera arcobaleno da sventolare ma che è un investimento vero e impegnativo nel preservare uno spazio nel mondo dove, grazie all’Europa, da 72 anni non ci sono più guerre. 

 

Solo così avremo onorato pienamente tutti coloro che per questi valori hanno sacrificato la loro vita per noi.

E che Dio benedica sempre l’Italia e l’Europa.

Viva l’Italia.

Viva l’Europa.

Lorenzo 

Urban Park e un sogno a cinque cerchi

Il bilancio approvato quest'anno ha già la caratteristica di gettare le basi per chi verrà dopo di noi.
Dicevo in Consiglio Comunale che la politica non deve occuparsi solo di buche, asfalti e cose così, ma anche dire dove vuole andare il paese, dare una direzione, indicare la strada.
Per questa ragione nel nostro bilancio di previsione abbiamo messo l'alienazione della Minicava, un'area enorme a ridosso del Parco Intercomunale dei Mughetti, dove già nel nostro PGT abbiamo messo nel 2014 la destinazione ad area ricreativa.
Lo abbiamo sempre detto e ribadito: noi su quell'area vogliamo un progetto di insieme, che recuperi tutta la Minicava.
Questo eviterebbe spiacevoli utilizzi della Cava imposti dagli Enti Superiori, anche se ci siamo sempre resi conto che una cosa così sarebbe potuta succedere solo in collaborazione tra pubblico e privato.

Bene, la storia recente dice che una società abbia iniziato ad avviare l'idea di un Urban Bike Park, ovvero un parco a misura di famiglie e bambini con una particolare attenzione per il mondo della bicicletta
Un'idea green, bella, che andrebbe a recuperare in maniera perfetta quell'area che oggi è una ferita sul nostro territorio.
L'iter e il procedimento sarà ancora lungo (ci vorrà un bando e bla bla bla...) ma qualcosa si sta muovendo.

Ma cosa c'entra Milano 2028?
Molto semplice.
Nella Minicava oggi ci sono 3 associazioni che si occupano di "tiro" sotto diverse forme e dinamiche (tiro dinamico, softair, tiro western). 
A ridosso dell'altra Cava (Cava Fusi) abbiamo un centro di eccellenza di Tiro a Volo (una delle più belle eredità della Giunta Greco...) che già periodicamente ospita atleti olimpici per gli allenamenti e le gare e che con un ampliamento potrebbe diventare anche Fossa Olimpica. 
A questo punto la deduzione è questa: se le 3 associazioni, che dovranno lasciare la Minicava entro fine anno riusciranno a unirsi al Tiro a Volo "Belvedere" e fare un'operazione di insieme potremmo diventare un centro di eccellenza di queste discipline sportive.
Conseguentemente a questo, il fare una cosa così creerebbe la possibilità di pensare a un recupero globale di Cava Fusi.
Infine, se il 13 settembre 2017 a Lima assegneranno i Giochi 2024 a Los Angeles, Maroni e Sala hanno già detto che candideranno Milano nel 2028. 
A questo punto noi avremmo molte chance di diventare "sede olimpica" al posto di Lonato (BS) che è l'altro centro di eccellenza in Lombardia.

 

Sono sogni?
Certo.
Io so che tutto questo non lo vivrò se non da "spettatore", da cittadino. Ma sarò lo stesso felice se Uboldo anche solo per una piccola cosa potesse vivere il sogno di essere "a cinque cerchi".
E magari, nel 2028, chi mi succederà potrà comunque dire: "beh, quello là era anche antipatico ma ci aveva visto giusto."
La politica deve fare questo.
Noi siamo qui anche per questo.
Prendere in mano i sogni dei nostri cittadini e realizzarli.
E poi, per Milano 2028, noi siamo Milano e Milano (che non è governata dalla Raggi) non dice mai di no.
Avanti! 
Lorenzo

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Ancora sul "fine vita"

Mi scuso fin da ora per il post lungo. 
Ma vi chiedo di avere la pazienza di leggerlo fino la fine.
Chiudiamo questa due giorni intensa nella quale abbiamo discusso tanto (e ne sono certo, non finisce qui) di un argomento così decisivo e importante come il "fine vita" lasciando qualche appunto di ciò che è stato per me il dialogo con voi.

1) innanzitutto grazie a tutti coloro che hanno accettato il confronto. Grazie perchè vi assicuro che anche per me è stato importante e determinante ascoltare le diverse opinioni di tutti e di ciascuno e i diversi punti di vista. In qualche modo avete reso ancora più importante il mio stesso impegno politico e gli avete dato più ragion d'essere. Ero un po' in depressione perchè sembrava determinante la sorte di Renzi e delle correnti di quattro sfigati del PD, scopro invece che c'è un'Italia ancora viva e forte che vuole discutere di temi reali e importanti.

2) non ringrazio chi invece ha voluto trattare da hooligans un tema così delicato e importante come il "fine vita". Soprattutto chi si è posto in maniera pregiudiziale sulla questione pensando di avere a che fare con uno sciocco credulone medievale oscurantista. Su questo mi sento di parafrasare una frase sentita qualche giorno fa su un altro tema: "ti consento di battermi e di confrontarmi, non ti consento di eliminarmi".

3) mi auguro che Marco Cappato subisca tutta la trafila che subiscono coloro che commettono reati contro la legge italiana. Sarebbe un pericolo pensare che esiste qualcuno "più uguale di altri" perchè il circo dei media è dalla sua parte. Non capisco perchè io possa essere immediatamente indagato e giudicato da un tribunale per un abuso d'ufficio mentre uno che conduce al suicidio un'altra persona (reato perseguibile per legge) no. Saremmo al circo barnum della giurisprudenza.

4) osservo con non poca tristezza che, ad oggi, esiste un partito extra parlamentare (che non siede in Parlamento perchè non ha ottenuto i voti per entrarci, quindi rappresenta una minoranza tra le minoranze...) che attraverso la sua azione mediatica vorrebbe imporre alla maggioranza una sua volontà o una sua legge. Una distorsione, anche questa, molto pericolosa del concetto di democrazia. Su ciò che penso de Le Iene e di Giulio Golia penso che tutti i preti che mi leggono non riuscirebbero ad assolvermi per ciò che penso e che non intendo pentirmi affatto di pensarlo.
Ovviamente, quando questo partito politico e i suoi aderenti trovano uno come me che dice "guarda non la penso come te" automaticamente diventa un fascista o un cattofascista. Poi saremmo noi quelli che vogliono imporre...

5) e a questa stregua ho visto, come me, molti credenti e molti media credenti in questi giorni trattare questo tema con una delicatezza incredibile, a differenza di chi invece mi è sembrato fare del concetto di libertà un assunto astratto che prevede la destrutturazione della società non più in un insieme di persone, uomini e donne, ma in un insieme di individui dove homo homini lupus. Concetto pericoloso anche questo che conduce al darwinismo sociale e può sfociare, ancora più pericolosamente, in una deriva che un tedesco coi baffetti circa 70 anni fa ha anche messo in pratica. Poi è inutile fare le "Giornate della Memoria"...

6) vorrei altrettanta attenzione dei media quando parliamo di ricerca scientifica e non solo quando parliamo di come uccidere le persone. Se un'associazione deve pagare i topi per il laboratorio che sta studiando una terapia innovativa a livello oncologico e non lo sa nessuno e siamo qua a dibattere da due giorni di eutanasia fomentati da media come Le Iene (che portano poi il caso Stamina dal Papa...sti dementi...) vuol dire che qualcosa in Italia non funziona davvero.

7) pochissimi, quasi nessuno degli hooligans, è andato a vedere da quale punto di vista partivo io. Lo riassumo. 
No all'eutanasia.
No all'accanimento terapeutico o a cure che siano sproporzionate rispetto al risultato (questa cosa esiste già in Italia).
Sì a incentivare persone che si trovano in disabilità gravissime come quella del caso presentato in questi giorni a diventare aiuto per la ricerca scientifica. (anche questa cosa esiste già in Italia)
Sì al fatto che un malato decida di non farsi curare più con metodi straordinari ma ordinari e con cure palliative (anche questa cosa esiste già in Italia). 
Le cose che sostengo io le sostiene anche la Chiesa.
Le sostiene dal 1980. Basta leggere.
Prendo atto che siamo indietro noi di 37 anni rispetto all'oscurantismo cattolico.

8) Vi lascio con un ultimo pensiero tratto da un bellissimo articolo che ho trovato su "Il Sussidiario"
"Noi siamo impotenti davanti alla libertà dell'altro. [...]
Se il dolore dell'altro è accecante e noi siamo impotenti, l'unica strada che ci rimane per essere davvero amici e compagni è quella di trovare nuove forme di contatto, una nuova forma di incontro, con il suo cuore. 
Per farlo occorre vincere le due forme di riduzione a cui abbiamo assistito più volte in questi giorni, ossia la superiorità e l'inferiorità. La superiorità di chi spiega all'altro come dovrebbe morire e l'inferiorità di chi ha perfino paura, in nome del rispetto, di esprimere qualche perplessità dinnanzi alla scelta di farsi uccidere.
Noi non siamo nè superiori nè inferiori a persone come Fabiano Antoniani, la nostra libertà è come la loro.
Ecco perchè dinnanzi all'imponenza della libertà dell'altro urge trovare una nuova forma di contatto con quella vita e quell'esperienza che accetti di praticare una pausa rispetto a tutti gli schemi che già in cuor nostro abbiamo coltivato e costruito. 
E' necessaria una nuova apertura all'esistenza di chi ci sta accanto, di chi è diverso da noi, di chi sceglie altre strade rispetto a quelle "giuste". Altrimenti rimarranno sul campo di battaglia le nostre sconfitte, le sconfitte di chi non ha saputo incontrare l'altro, in una supponenza o in un pudore che, di fatto, non ci ha permesso di guardarlo negli occhi e di stargli di fronte fino in fondo."

Lorenzo

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Palestra e Dintorni...

Con l'apertura di ieri si è completata l'offerta commerciale di questo complesso che nel 2010 fece partire l'iter di costruzione della palestra.
I consiglieri Tavecchia e Pirotta del CSU (oggi Uboldo Civica) si astennero dalla nostra delibera ribadendo in dichiarazione di voto che loro erano CONTRARI a un PII in un'area impropria, come era stata infaustamente definita l'area Barzago dove sorgeva un capannone dismesso.
Oggi quest'area occupa al lavoro 40 persone, ha al suo interno imprenditori Uboldesi e ci ha consentito di avere una palestra fin dal 2011 nuova e a disposizione di scuola e associazioni. 
Ricordo quel periodo e ricordo il terrorismo psicologico diffuso per un "insediamento commerciale" che qualcuno temeva tanto.
Lo dicano ora a quelle persone che qui lavorano.
Lo dicano alla scuola e alle associazioni (le quali in questi anni si sono sempre dimenticate una parolina semplice...ma noi siamo signori...)
Salutatemi Uboldo Civica.
Lorenzo

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Vi sorprenderà...

Medievale. Cattofascista. Ciellini di merda. Nazicristiano. Oscurantista. Jihadista cattolico. Rompicoglioni. Moralista del cazzo. 

Queste e altre simpatiche parole ho letto oggi nei confronti di chi, con molta semplicità, provava a proporre un modo di pensare diverso rispetto al pensiero dominante.

 

Vi sorprenderà però sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che il proprio orizzonte non sia semplicemente questa vita, ma qualcosa di più grande.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che quando una ragazza rimane incinta non è "uno sbaglio" ma è un dono, e non dalla terza, quarta o sesta settimana, ma da subito. 

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che è morta deliberatamente per non uccidere chi aveva nel proprio grembo, donando e regalando una vita (o due) rinunciando alla propria.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che l'omologazione faccia schifo e che invece ognuno di noi porta un talento col quale rendere migliore il mondo di tutti.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che pensa che la disabilità non sia una sfiga, una cosa da reprimere o da "normalizzare", ma che anzi la disabilità ha saputo regalarci storie di attaccamento e amore per la vita pazzesche.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura dove c'è gente che quando va a fare le ecografie non guarda se il bambino è perfetto, ma è felice perchè comunque sia e comunque sarà quel bambino sarà il più amato al mondo.

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura che rifiuta, e la rifiuta categoricamente, la silenziosa strage di bambini uccisi nel grembo perchè down o diversamente abili. 

Vi sorprenderà sapere che esiste una cultura che pensa alla diversità come ricchezza e non come mancanza.

 

Quella stessa cultura che a Torino, nel cuore della bella e moderna Torino, da due secoli (DUE SECOLI) a questa parte grazie all'opera di un uomo che si chiamava Giuseppe Cottolengo accoglie gli ultimi, i deformi, quelli che nessuno vuole e quelli la cui vita sembrerebbe non valere la pena di essere vissuta.

Quella stessa cultura che non ha aspettato le lotte del XX secolo per garantire l'assistenza ai malati: nello Stato Pontificio il Papa già nell'oscuro medioevo aveva istituito gli Ospedali dove la gente veniva curata gratuitamente.

Quella stessa cultura che se oggi voi parlate di dermatologia lo deve particolarmente a un uomo: Luigi Monti, andate a leggere.

Quella stessa cultura che a Calcutta ci ha regalato la testimonianza di una donna albanese che si chiamava Anjezë Gonxhe Bojaxhiu che ha accolto gli appestati, i lebbrosi, i malati e li ha curati.

Quella stessa cultura che, sempre dalle parti di Torino, ha fatto in modo che un uomo di nome Giovanni Bosco raccogliesse i ragazzi di strada e li educasse ad essere "onesti cittadini" facendo nascere così una cosa che si chiama Oratorio e che ha lasciato lontani dalla strada milioni di ragazzi e ragazze educandoli e crescendoli allo sport, alla musica, al teatro, alla politica.

Quella stessa cultura che negli anni 50 del secolo scorso ci ha regalato giù in Toscana un altro uomo, Lorenzo Milani, che per la prima volta ha sperimentato il tempo pieno (ditelo alle mamme stalker o alle politichette che parlano di "conciliazione lavoro-famiglia"...) e lo ha fatto non per i ricchi ma per tutelare le classi popolari, i figli di coloro che andavano a lavorare, utilizzando solo un motto: "I care", mi interessa, ce l'ho a cuore.

Quella stessa cultura che da anni si interroga sulla dignità del "fine vita" e che non ha aspettato Pannella o la Bonino per mettere al centro questo tema. Già nel 1957 un Papa come Pio XII parlava e rispondeva di queste cose in un convegno proprio sulle cure palliative e che nel 1980 (Cappato adda venì...) rimetteva al centro questo tema facendone un documento in cui già allora veniva condannato l'accanimento terapeutico tutelando però la dignità umana. 

Quella stessa cultura che ci ha regalato l'eccezionale testimonianza contemporanea vivente della croce della malattia vissuta da un uomo straordinario che spesso sbandieriamo emotivamente ma che forse poco abbiamo letto: il Santo Giovanni Paolo II.

 

Una cultura di vita.

Una cultura che sostiene, incoraggia e ama la vita.

Una cultura di libertà piena e totale dove l'individuo è misurato e accolto solo su una cosa: l'amore.

Questa è la mia cultura da cui scaturisce, origina e si ispira il mio impegno politico che è "la più alta forma di carità". 

E vi sorprenderà sapere che la carità, per noi, è AMORE.

Provateci a pensare. 

Vi sorprenderà.

Lorenzo

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Un popolo che aspetta. Voltati, Matteo.

Sento utile condividere questo articolo per una ampia riflessione.
Cerco di riassumere anche io qualche punto:
1) credo quel 40% che ha votato al referendum per il SI esista e non gliene freghi assolutamente nulla di Renzi o non Renzi o delle beghe del PD, ma stia semplicemente aspettando una proposta politica diversa da destra e sinistra. Una proposta politica per l'Italia, per il Paese, non per la conta delle poltrone. 

2) arrivati a questo punto direi che a ben guardare se un errore è imputabile a Renzi è quello di non aver fatto il Renzi fino in fondo. Forse occorreva essere meno timidi su tante questioni: dal Senato (levarlo del tutto) all'ISEE (vi ricordate Delrio?), dalla riforma del lavoro (politiche attive a nastro e passive in soffitta) al rapporto con quel mondo di sinistra che ha giocato apertamente contro il suo stesso leader fino al 4 dicembre. 
Eppure, tanto per citare un esempio, abbiamo avuto D'Alema premier, gli eminentissimi colonnelli della sinistra ai ministeri, Vendola in maggioranza, eppure la legge sulle Unioni Civili l'ha dovuta fare un cattolico medievale scout paolotto come Renzi. 
I casi della vita...

3) un problema che Renzi deve risolvere piuttosto sono i troppi "renzini" che ha attorno. Forza Italia e Berlusconi sono la rappresentazione plastica che un movimento che si appiattisce sugli "yesman" del leader non produce una classe dirigente capace di proseguire un disegno politico, bensì una corte di miracolati.

4) esiste un'Italia che ha voglia di cambiare e che non si riconosce nei populismi e nelle lotte astruse della sinistra che bloccano il paese. Se D'Alema e compagni vari non hanno compreso che la sfida di Renzi era quella di evolvere il messaggio della sinistra condannandolo invece a "un'apertura a destra", ci auguriamo tutti che la scissione avvenga.
Che avvenga la scissione, che stiano lì ancora a parlare dei "divitti dei lavovatovi" mentre noi Partita IVA siamo gli schiavi senza diritti, lasciamoli a crogiolarsi nelle loro minchiate senza senso, lasciamoli in mezzo al "Campo" del Pisapia e ricominciamo a parlare dell'Italia, dei veri problemi, e attuiamo le riforme che servono mettendo le palle sul tavolo davvero. 
Servono i CONTENUTI.

E' ora di fare.
E per fare non servono le seghe mentali di D'Alema o i rutti di Salvini contro gli immigrati. 
Serve non parlare in "palazzese", serve piantarla di fare i congressi, ma serve lavorare.
Serve capire che alla gente gli devi parlare e non devi dire sì a tutti per tenerli buoni, perchè se c'è una cosa che ho imparato con la politica è che accontentare tutti è impossibile semplicemente perchè devi GOVERNARE e se scegli di GOVERNARE devi fare delle SCELTE. 
E se qualcuno non capisce subito, amen, capirà. 

Se Renzi capisse che gli basterebbe voltarsi per trovare un popolo che lo segue, da lunedì l'Italia riparte davvero. 
E quel popolo si chiama "moderati". 
Lorenzo

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Insieme, più forti!

Ieri pomeriggio ci siamo ritrovati con i Sindaci di Caronno, Origgio e Gerenzano per iniziare a discutere di un possibile progetto di rete per la questione migranti.
Ringrazio di cuore questi Amministratori che hanno accettato il mio invito che voleva aprire un tavolo su un tema che toccherà, presto o tardi, i nostri paesi.


Tutti abbiamo condiviso due capisaldi da cui partiamo: 
1) stare insieme, fare rete, ci rende più forti e ci fa lavorare meglio 
2) vogliamo provare a "prendere il toro per le corna", ovvero preferiamo non subire quello che verrà calato dall'alto ma provare a gestirlo. 
Gestire significa anche avere il controllo della situazione e magari decidere anche su cosa indirizzare il nostro impegno.
Il "fare rete" ora ci porterà a un percorso sul quale vi terremo aggiornati.

Quanto a Saronno e Fagioli.
Avrei glissato volentieri e avrei coperto il sindaco di Saronno con un banale "non è venuto". Ho letto invece sui giornali che Fagioli si è dato da fare per far sapere la sua opinione.
Bene, allora dirò anche io la mia.
Alessandro ha prima confermato poi disdetto la sua presenza addossando la colpa a una mia frase vista come un atto di lesa maestà nei confronti della Lega.

Dunque, posto che non faccio politica da 6 mesi e credo che anche i muri sappiano cosa penso io della Lega e di Salvini (rammento che a Uboldo, Provincia di Varese, la Lega non entra in Consiglio da 15 anni e che è stata ripetutamente asfaltata dal sottoscritto e il suo gruppo politico) mi sono permesso di ricordare a Fagioli che il mio invito era rivolto non al militante, ma al Sindaco.
Le due cose sono profondamente diverse.
Semplicemente, a differenza sua, chi c'era seduto al tavolo ieri ha compreso che si può essere leghisti, fascisti, grillini, comunisti, civici, ma il bisogno è bisogno. Qui, in prima linea, ci siamo noi non Salvini, Grillo, Renzi, Berlusconi e via discorrendo.

Si sarà capito benissimo che il nostro progetto, appunto, non è quello di "alzare bandiera bianca" ma, al contrario, la nostra volontà è quella di gestire e controllare il fenomeno.
In parole povere: noi facciamo gli Amministratori.

Accetto comunque il punto di vista di Fagioli: in Giappone esiste ancora qualche reduce che non si è ancora arreso.
Il 14 luglio 1789, mentre i francesi prendevano la Bastiglia, Luigi XVI scriveva sul suo diario personale "rien", non è successo nulla.
Sappiamo tutti com'è andata a finire.
Gli auguro buona fortuna.
Lorenzo

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La "Casa dei Talenti" e l'Associazionismo

Guardando per qualche secondo in casa nostra, ho letto sui settimanali le strampalate esternazioni di Uboldo Civica riguardo la mia risposta alla loro interrogazione sull'Aula Polifunzionale.
Puntualizzo alcune cose:
 
1) Uboldo Civica, che non riporta nulla della mia risposta forse perchè non l'ha nemmeno capita (poveretti...), non scrive che ho spiegato il nostro progetto di creare un POLO FORMATIVO che abbia come vocazione ARTE, MUSICA, SPETTACOLO e ARTIGIANATO laddove fino a 25 anni fa c'era una scuola, avvalendoci delle moderne e innovative normative promosse da Regione Lombardia inerenti alla formazione professionale e all'alternanza scuola/lavoro.
Avevo già intuito in sede di Consiglio che non stessero capendo cosa dicevo dato che mi guardavano come se stessi parlando ostrogoto. Casomai volessero una lezione integrativa, gliela darò gratuitamente.
 
2) per fare questo, che è un progetto nuovo, ambizioso e completamente originale per il nostro territorio, vorremmo partire "dal basso", ovvero sfruttando i talenti che già abbiamo nella nostra comunità. Uboldo Arte del Maestro Fabrizio Vendramin ha subito risposto positivamente mentre il Corpo Musicale Santa Cecilia ha rifiutato la proposta.
 
3) ultimo punto il tema dell'associazionismo. Su questo è proprio diverso lo sguardo d'affronto delle cose.
Utilizzare in maniera "grillina" il termine "associazioni private" come se ci fosse qualcosa di losco sotto fa ridere: qualsiasi associazione è privata. Informate i ragazzi di Uboldo Civica che il Muro è caduto il 9 novembre del 1989...
 
Ma voglio venire al punto: non è vero che il Comune deve pensare a una sede per le associazioni. Non è così.
Il Comune favorisce l'associazionismo, collabora e lo sostiene.
Il Comune può anche (e lo farà) trovare uno spazio con un tavolo da destinare a delle riunioni (ove necessario).
Ma il Comune fa il Comune e le associazioni devono fare le associazioni.
Una grande scuola l'hanno iniziata a fare due realtà associative che si occupano di sociale proprio a Uboldo che una sede se la sono fatta.
Dire questo non significa essere contro l'associazionismo (a me poi fanno la morale...che li avessi visti una volta con una transenna in mano...) ma significa far prendere coscienza a tutti che se io voglio fare un associazione la mia associazione deve funzionare a prescindere dal pubblico.
E' greve dirlo, è vero, ma è così.
Cercare sempre la scusa nel Comune è semplicemente un bellissimo alibi per nascondere delle verità scomode.
Ci sarà sicuramente chi dirà "no, non è vero!" oppure "se ci fossi io farei diversamente", ma lascio volentieri ad altri la politica circense, quella degli illusionisti, che non si rendono conto ancora di essere fuori dal tempo e dalla realtà e, mentendo sapendo di mentire, non fanno altro che il male loro, della comunità (perchè come al solito usano soldi pubblici per fini elettorali...) e delle associazioni stesse.
Ma un politico vero indica la strada, la direzione.
Anche se scomoda.
Come scrivevo ieri: "Nell’educazione cristiana scuotere o essere critici significa tenerci, avere a cuore qualcosa."
E io ho profondamente a cuore le mie associazioni ma so perfettamente che se voglio il loro bene devo parlar loro chiaro non per il 2019 ma per il 2050.
Noi, sì, in questo siamo diversi.
Orgogliosamente diversi.
Lorenzo
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I migranti oggi e domani

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto dalla KB Srl una lettera che indica la volontà di quest'ultima società ad ottemperare le ordinanze prodotte dal Comune di Uboldo lo scorso settembre, impugnate davanti al TAR che ha rigettato entrambi i ricorsi poco prima di Natale.


Subito dopo il pronunciamento del TAR e in gennaio abbiamo incontrato il Prefetto di Varese e, insieme a Sua Eccellenza abbiamo condiviso che trattandosi di persone non è possibile provvedere a spostamenti immediati ma occorreva una tempistica ragionata che coincidesse anche con le nuove procedure dei bandi per i Centri di Accoglienza che la Prefettura espleterà nei primi mesi del 2017.
Entro il 30 aprile 2017, comunque, tutti gli spostamenti dovrebbero essere conclusi e l'azienda ha contestualmente esplicitato la volontà di non proporre più Uboldo nel prossimo bando.
E questa è la prima parte.

La seconda parte viene invece da una serata altamente formativa che ho potuto vivere questa sera proprio sul tema migranti con uno dei massimi esperti del settore, in prima linea ormai da diversi anni.
L'emergenza profughi è ormai un fenomeno strutturale che si è innescato ed è irreversibile.
Salvini e compagni populisti vari si mettano l'anima in pace.
Ora c'è da riflettere insieme su come agire nell'immediato futuro e come affrontare le prossime sfide.
Credo che nei prossimi giorni chiederò un tavolo di confronto con tutti i sindaci del saronnese per poter ragionare insieme su questo fenomeno e cercare insieme una soluzione alla luce anche delle politiche che si vedono all'orizzonte e che, pare, chiameranno i territori ad essere protagonisti in prima linea. 
Vado a letto stasera con le domande che porterò al tavolo dei miei colleghi: subire o provare a dominare questo fenomeno? Cercare di prendere il toro per le corna o rischiare di essere infilzati? Favorire dei progetti seri e strutturati o correre il pericolo di vedere nei nostri territori una gestione di questo fenomeno dilettantistica?
A non gestire il fenomeno l'alto rischio è quello di lasciar spazio a speculatori e/o dilettanti allo sbaraglio del terzo settore che, lo vediamo quasi quotidianamente, fanno più danni che bene.
Ovviamente serve rifletterci bene.
Insieme. Insieme a tutti coloro che, come me, hanno la responsabilità delle nostre comunità innanzitutto in un territorio di 100.000 abitanti.
Vi terrò aggiornati.
Un abbraccio
Lorenzo

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Progetto Ricibo: alcuni chiarimenti

Lin Jarvis, ad della Yamaha, quando Valentino tornò in Yamaha nel 2013 spiegò in maniera chiara che se in passato c'era stato un'eccessiva confusione di ruoli quello che giustificava il ritorno di Vale era stato un riordino di mentalità anche in Yamaha.
Il pilota era il pilota.
La Yamaha era la Yamaha.
Ognuno con i suoi ruoli. 
Ognuno con le sue competenze.
Ognuno con le sue responsabilità.

Uso questa metafora motociclistica per spiegare la risposta che abbiamo dato ieri sera all'interrogazione riguardante il "Progetto Ricibo" contro lo spreco alimentare in risposta al bisogno di "fame" delle famiglie povere o svantaggiate, avviato sperimentalmente da questa Amministrazione nel 2014 all'interno del Progetto Solidarietà finanziato dall'ente pubblico.
Alla fine del 2015 la decisione dell'Amministrazione fu semplice: il progetto poteva funzionare, ma non era nei compiti dell'Amministrazione fare questo progetto, quindi l'Assessore Mazzuccato spiegò a tutti i soggetti coinvolti che l'Amministrazione avrebbe potuto continuare ad avvalersi di questo strumento, ma non lo avrebbe più fatto come "capofila" in quanto l'opera doveva essere proseguita da chi è deputato a fare questo tipo di progetti, ovvero soggetti del terzo settore.

L'anno 2016 è stato un periodo in cui sappiamo che diversi tavoli sono stati attivati e sembra che ora questo progetto ripartirà con diversi soggetti coinvolti: Banco Alimentare, Caritas e due aziende del territorio saronnese per ora coinvolte e che hanno dato la disponibilità a collaborare tramite le loro mense interne.
L'Amministrazione Comunale di Uboldo guarda con interesse a questo riavvio del progetto su tutto il territorio saronnese e non esclude in futuro di potersi avvalere ancora del "Ricibo", in forza anche di una convenzione già attiva con il Banco Alimentare per la consegna di pacchi alimentari alle famiglie bisognose. 

Nel frattempo a Uboldo abbiamo sperimentato il nuovo metodo di erogazione dei servizi sociali e solo 5 famiglie hanno dimostrato di avere questo reale bisogno di "fame", bisogno corrisposto dal Comune con i pacchi del Banco.

L'orizzonte dei Servizi Sociali di un Comune non può e non deve essere quello di assecondare il bisogno, ma deve essere quello di RISOLVERLO definitivamente cercando di portare le famiglie in difficoltà sulla strada di una vera e propria risoluzione dei problemi. 
Questa è sussidiarietà vera.
Qualsiasi altra cosa è assistenzialismo di cui facciamo a meno.

Non è "cattivismo" (come qualcuno può erroneamente pensare...) il chiedere documentazione per attestare che il bisogno sia REALE, ma è responsabilità nell'uso di denaro che è pubblico anche in questo settore così delicato di risposta al bisogno delle persone.

Per spiegarla con la metafora iniziale: il Comune deve fare il Comune, il terzo settore deve fare il terzo settore. La confusione di ruoli può diventare letale e questo è ciò che vogliamo evitare. 
Lorenzo

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PGT 2018-2023: le linee strategiche

Sono davvero felice di potervi presentare la nuova sfida dentro la quale ci lanciamo in questo anno 2017: la revisione del Piano di Governo del Territorio. 

 

Abbiamo deciso di mettere mano al nostro stesso PGT, quello vigente, in maniera coraggiosa e virtuosa per la nostra comunità.

Vogliamo pensare di iniziare a tratteggiare quello che sarà l'Uboldo del domani, l'Uboldo che porterà i nostri cittadini nel futuro.

Nulla è più avvincente in un'amministrazione comunale che "fare" un PGT.

In quella sera di marzo 2014 lo definii un momento storico.

Come lo è ora, il definire le linee strategiche di questo nuovo PGT. 

 

Ciò che ci guida, anche stavolta, è il bene comune da una parte e, dall'altra, quella di essere ancora una volta innovativi. 

 

Introduciamo dei concetti nuovi per un PGT: attrattività, evoluzione sociale ed economica da monitorare costantemente, piano dei servizi pensato guardando alla sostenibilità economica degli stessi, valorizzazione del Parco dei Mughetti, sguardo comprensoriale e, soprattutto, l'esplicita richiesta di revisione del PGT a chi verrà dopo di noi.

Ci siamo accorti nelle prime riunioni preliminari che le stesse persone, allo stesso tavolo, con i medesimi valori, hanno parlato di una società che in soli 3 anni è completamente diversa.

Quanta differenza rispetto a un PRG del 1984 durato 30 anni.

Capite cosa voglio dire?

Che noi stessi per primi chiediamo a chi verrà dopo di noi di adeguare lo strumento urbanistico perchè tra 2 anni noi finiremo il nostro mandato e la nostra società oggi viaggia a una velocità supersonica.

Andrà rivisto, andrà riletto, andranno riconsiderate le priorità.

 

Ma la cosa più importante, per me che amo il mio paese, è lo scrivere, nero su bianco, che quello che vogliamo disegnare è un paese BELLO dove vivere, lavorare, investire, impegnarsi nel sociale e fare una famiglia.

Famiglia che, ancora una volta, è la base e il fondamento su cui facciamo il nuovo PGT.

Infine, ma non da ultimo, l'esplicita volontà di un PGT che realizzi le sue previsioni.

Un PGT che non realizza le sue previsioni è lettera morta ed è segno di una comunità ferma.

Un PGT che realizza le sue previsioni consente invece di dare un giudizio positivo alla politica, a chi ha guidato il paese, a chi ha GOVERNATO la città.

E questo è ciò che vorrei rimanesse di tutti questi anni di mandato: con tanti errori e difetti, con tante manchevolezze anche caratteriali, ma essere ricordati tutti, noi di Uboldo al Centro, come gente che la città l'ha GOVERNATA prendendo per mano i cittadini e indicando la strada verso il futuro.

A voi, la lettura.

Lorenzo

 

LINEE STRATEGICHE

1. Il PGT 2014-2019 ha dimostrato, in questi primi tre anni dalla sua entrata in vigore, di essere uno strumento molto buono, che ha dato risultati ottimi sia riguardo agli obiettivi strategici da cui esso traeva l’origine, sia in termini di ripresa edilizia, sia in flessibilità e comprensione tecnica da parte degli operatori del settore. La presente revisione è quindi una continuità confermativa di quanto già fatto nel 2013 e vuole perfezionare e rendere più attuale lo strumento urbanistico allineandolo alle esigenze di una società e di una economia in costante mutamento, mentre si persegue l’obiettivo principale di adeguamento normativo (L.R.31/2014). Quindi l’attenzione e la salvaguardia dell’ambiente rendono migliore la vita di chi decide a Uboldo di creare una famiglia, lavorare, investire, impegnarsi nel sociale.

 

2. L’obiettivo di un PGT è che le sue previsioni si realizzino. Per questa ragione, contestualmente alla prima analisi, occorre anche sottolineare che questa revisione produrrà il terzo PGT in dieci anni dal 2005/2007, e il quarto strumento urbanistico in 30 anni. Sarà dunque necessario analizzare tutte le previsioni non realizzate dei precedenti piani e confermate nel 2014, per avviare la indispensabile riflessione sulla possibile revisione di tali previsioni sia in termini di necessità del territorio sia in termini di raggiungimento dell’obiettivo. 

 

3. Si ribadisce che la famiglia è fondamento della società civile, primo luogo di educazione ed elemento base del sistema di welfare locale. Per questo motivo l’obiettivo primario, vista anche la perdurante situazione di stagnazione del puro investimento immobiliare, sarà offrire l’opportunità di costruire ampliamenti di case e/o nuove costruzioni su terreni già urbanizzati per lo sviluppo naturale della famiglia e/o il recupero dell’esistente soprattutto in centro storico. 

 

4. Confermato il raggiungimento del massimo di 12.500 abitanti, dentro ad uno sviluppo urbanistico armonico che garantisca la possibilità di creare zone abitative che non siano solo funzionali ma anche belle dove vivere. Di primaria importanza sarà l’impulso alla socialità, al vivere insieme, alla costruzione di una comunità. 

 

5. Necessario anche il perfezionamento del Piano delle Regole, mediante correzione di imprecisioni e, laddove possibile, ulteriore snellimento per una più semplice applicazione. A tale scopo si richiede il coinvolgimento dei professionisti organizzati nei rispettivi Ordini/Albi per raccogliere tutte le indicazioni utili a perfezionare l’impianto normativo del Piano.

 

6. Dovrà essere garantita un’espansione residenziale equilibrata e, il Piano dei Servizi, verrà rivisto secondo i seguenti criteri: garantire la necessaria essenzialità di servizi alla società civile, dimostrare la sostenibilità economica da parte dell’Ente. 

 

7. L’espansione industriale, artigianale, commerciale e logistica dovrà essere privilegiata rispetto a quella residenziale e dovrà essere favorita con tutti gli strumenti possibili per offrire più opportunità lavorative agli uboldesi. In tal senso occorrerà anche un lavoro sinergico col Comune di Origgio per rendere armoniche urbanisticamente le due zone industriali contermini (c.d. APEA prescritta dalla Provincia di Varese). Ulteriore elemento di attenzione la profonda analisi e verifica delle previsioni sugli ambiti strategici delle aree di cava. Individuazione di possibili zone commerciai. Gli Insediamenti esistenti devono aver diritto a un’espansione congrua ma devono essere scoraggiati se in zona mista residenziale – produttiva. 

 

8. Revisione dei meccanismi premiali nel Centro Storico e particolare attenzione: all’ambito compreso tra la Via San Martino - Piazza San Pietro e Vicolo Crivelli e all’ambito Cortile di Palazzo Crivelli - Asilo Colombo Morandi. Si dovranno individuare i criteri di incentivazione degli interventi di riqualificazione delle facciate e creazione degli spazi di socializzazione su tutto l’asse Municipio – Chiesa Parrocchiale. 

 

9. Incentivazione al recupero aree dismesse e aree improprie prevedendo, come per esempio per l’area ex-Mercantile, anche da parte del Comune l’acquisizione di aree per l’assolvimento di servizi pubblici. 

 

10. Uboldo ha nel suo patrimonio verde e boschivo la vera risorsa da proteggere e valorizzare per un rilancio in termini attrattivi del territorio. Diventa quindi fondamentale l’ente Parco dei Mughetti al quale servirà dare degli indirizzi chiari in termini di politiche e risorse per fare in modo che la fruizione di queste aree sia sempre più privilegiata. Oltre che a iniziare a pensare a percorsi di collegamento dal Centro al Parco dei Mughetti, intendiamo proporre anche la creazione di un percorso di “strade bianche” all’interno del Parco che possa rendere vivo il nostro ambiente, oltre che sostenere e incentivare chi vorrà investire sull’esistente, senza consumo di suolo, per rendere più attrattivo il nostro Parco.

 

11. Il PGT “rivisto” dovrà perseguire due obiettivi strategici importanti. Il primo è che dentro a un mondo in costante evoluzione sia sociale che economica questo strumento oltre a una necessaria flessibilità crei anche, a chi verrà dopo di noi, il bisogno di rivedere il Piano cercando di allinearlo ai tempi che saranno. E’ auspicabile in tal senso pensare a ulteriori revisioni intermedie di questo piano. Il secondo, questo Piano vuole amplificare l’apertura e il dialogo concreto con i Comuni contermini. E’ inevitabile, leggendo anche le nuove normative e gli indirizzi futuribili della Pubblica Amministrazione proposti dai vari Governi, pensare che in un non lontano futuro si parlerà di “comprensorio Saronnese”, più che di singole realtà territoriali, e quindi il nostro Piano vuole essere un inizio di riflessione e lettura di come potrà essere in futuro un Piano integrato d’insieme con gli altri Comuni del Saronnese. 

 

12. Da ultimo, non meno importante, particolare attenzione dovrà essere dedicata all’analisi dei “contributi e proposte” pervenuti a seguito della pubblicazione dell’apposito avviso, cui l’Amministrazione intende aderire qualora in linea con le disposizioni in materia e con gli obiettivi di Piano.

Lorenzo

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Chi vince GOVERNA!

Ringrazio, come sempre, della bella discussione emersa ieri dopo il post su D'Alema. Ci sono alcuni punti che mi hanno fatto riflettere, insieme ad altre chiacchierate fatte in questi giorni, e che metto qui come appunto.
1) mi sembra che ci siamo ormai disabituati a un concetto semplice: chi vince GOVERNA. E governare porta inevitabilmente a delle decisioni, talvolta anche dolorose. Noi italiani non ci siamo più abituati, e la colpa non è certo dei cittadini.

2) ho letto anche tante "lamentele" sui valori di sinistra traditi. 
Forse è più facile spiegarmi semplicemente perchè essendo una classe 1982 sono già figlio del post 1992. 
Noi non abbiamo vissuto gli anni 70, le lotte operaie e blablabla. 
 Siamo però figli di quell'epoca e quello che vediamo è che ne paghiamo le conseguenze ora. 
Facendo il Sindaco l'ho visto e capito bene, e su questo invece i politici non hanno grande colpa perchè quando gli italiani si renderanno conto del vero stato in cui versa il nostro paese? 
Perchè NESSUNO vuole rinunciare a quelli che io chiamo "diritti distorti"? 
Lo Stato, è come una famiglia: se tu mangi più di me a me rimane meno. E la coperta è corta. Quindi se copre te rischia di non coprire me. Sappi che io resto al freddo.

3) molti si stupiscono che provo a rispondere a tutti. Per me è del tutto normale. Magari rispondo sinteticamente e velocemente, magari (dato che lavoro anche io...) rispondo a tutti in una botta sola e non seguo in tempo reale quello che scrivete, ma a mio modesto avviso se una volta noi che facciamo politica avevamo la piazza, la strada, le sezioni, oggi il modo per parlare con il popolo è anche il social. 
Quindi è inutile fare i fenomeni e fare solo i proclami e fottersene poi delle critiche. 
Bisogna ascoltare la gente. 
E cercare di rispondere. 
Perchè se voi perdete tempo a leggere quello che penso io, io lo sento come un dovere il fatto di almeno leggervi e, dove possibile, cercare di dare delle risposte.

Poco prima del 4 dicembre a qualche autorevole membro del PD dissi: "vincerà il NO perchè continuate a fare serate con i costituzionalisti con gente già convinta, mentre la gente non la andate a cercare." 
Mi risero in faccia.
Infatti poi hanno pianto.
Forse a essere meno "yesman" e meno "renzini" e ad avere più i coglioni di parlare con la gente il risultato sarebbe stato diverso. 
A Renzi non servono i servi (come ci aveva abituati l'amico di Arcore), ma gente con le palle. Questo è il mio modesto parere.
La politica non parla più con la gente, cioè non "lavora" più.
Chiaro che dentro a uno scenario così il "grillismo" vince facile.

Io qua vi rispondo perchè "faccio politica" (nel mio piccolo) e mi sembra naturale che io vi legga e almeno provi a rispondere. 
Se no facevo altro nella vita.

Grazie comunque a tutti.
Lorenzo

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Abbattete D'Alema

Lo dico con il massimo rispetto per la storia, i valori, le tradizioni e blablablabla.
Ma alcune cose sono da dire.
1) la situazione generale non è buona, i dati non sono confortanti e l'UE, come da previsione, ci ricorda i patti presi per i nostri conti...
2) stiamo andando verso elezioni anticipate con un movimento di stampo dittatoriale costituito da inetti e incapaci che è al 30%
3) il centrodestra rischia di arrotarsi ancora attorno a un 81enne (ottantuno!!!!)
Esiste in questo momento una sola alternativa e ce l'ha il centrosinistra. 
Si chiama Matteo Renzi che, piaccia o no, è l'unico vero leader capace di attrarre nel 2014 il 40% dei consensi ed è l'unico ad avere dimostrato che sì, un'altra Italia si può pensare.
E' l'unico che dopo 20 anni ha smesso di parlare dell'avversario cercando di delegittimarlo in una sorta di ping pong mortale e asfittico e ha iniziato a parlare delle "cose da fare" per l'Italia (non sempre facendo giusto, ma almeno per 3 anni abbiamo parlato di COSE e non di Berlusconi e del suo lettone di Putin).
Per avere un leader così credo che il centrodestra, Berlusconi compreso, darebbero un braccio e almeno 3 dita dell'altra mano.
E mentre succede tutto questo siamo qui a parlare ancora di Massimo D'Alema che vuole fare un partitino del 10% per fargliela a Renzi? 
Ma davvero stiamo dando retta ancora a questo qua?
Massimo D'Alema?????
Ancora?????
Per fare un partitino che "porti via" voti alla sua stessa area politica?
Ma davvero?????
Ma davvero si sta dando retta a uno così????
Non ci posso credere.
Invece di pensare a come arginare il populismo grullino del +++FATE GIRARE+++ e del "gombloddo" attraverso la buona politica, ora che c'è la buona occasione per tornare a fare un po' di politica vera, qua in Italia parliamo di D'Alema.
Invece di cercare in tutti i modi di non consegnare l'Italia nelle mani di un folle e della sua banda di inetti, qua abbiamo ancora D'Alema che con la sua faccia e la sua politica ci ha fermato per 20 anni (20 ANNI!!!!!).
Ma ci rendiamo conto?
Io ci butto via davvero la testa...
Ma basta, cazzo!
Lorenzo

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"DI CHILO IN CHILO, DI METRO IN METRO, SISTEMIAMO L'ITALIA"

Seduto stasera a un bar di Monza con un amico per lavoro (perchè i sindaci di paesi come il mio lavorano per vivere...altro che poltrona!), riflettevo dell'ondata di popolarità inaspettata ed eccessiva avuta in questi giorni per il mio post sulla neve.
Innanzitutto grazie delle tante belle parole spese per me
Assicuro tutti che Uboldo per me è il paese più bello del mondo e che ci sono ben altre storie da raccontare. 
Penso per esempio al mio amico Andrea e alla sua associazione (www.quellicheconluca.org) che raccoglie fondi e lotta da 5 anni contro la leucemia infantile.
Certo che però con i paesi che mi avete offerto dove fare il sindaco un pensierino lo farei. Roma, Torino, Genova, o altri piccoli paesi, meraviglie della nostra Bella Italia. Grazie!

Diventare "famoso" per un post sulla neve che dice cose assolutamente normali è però un dato significativo.
Sorridevo con Stefano dicendogli: abbiamo estinto 7 milioni di debiti nel mio Comune, abbiamo fatto milioni di euro di opere pubbliche, siamo forse uno dei primi Comuni in Italia a essere completamente a LED e divento famoso per la neve...

Mi ha fatto piacere l'amicizia e lo scambio avuto con tanti, tantissimi colleghi che hanno i miei stessi problemi e che il mio post semplicemente li ha scaricati dal dover dire le stesse cose ai loro cittadini. 
Siamo così assuefatti dal politically correct che quando uno dice una cosa normale e banale, ma la dice chiara, fa notizia.

E' sette anni che faccio il sindaco e sette anni che batto su un concetto: siamo una COMUNITA'.
Uboldo, l'Italia, siamo una COMUNITA'.
La neve è un pretesto.
Vorrei fosse un pretesto per dire che se non capiamo che siamo una COMUNITA' ci rovineremo con le nostre mani.
Il maltempo succede.
Il sale non lo si sparge in quantità industriali perchè rovina le strade e dopo quando c'è da asfaltare i soldi che dobbiamo usare sono sempre i nostri (NOSTRI non MIEI, perchè ANCHE IO pago le TASSE).
Gli operai entrano in servizio, come tutti i lavoratori, quando è il loro momento e in situazioni estreme due operai su una superficie enorme possono fare quello che possono fare.
Ma questa cosa è uguale per le cose di tutti i giorni.
Se non butto la carta per terra, gli altri troveranno pulito.
Se il mio cane non caga sul marciapiede, gli altri non dovranno fare gli slalom sui marciapiedi.
Se invece di parcheggiare "un minuto" davanti al prestinaio li faccio sti maledetti 50 metri a piedi gli altri non intralcio la circolazione degli altri. Anche perchè poi magari vado in palestra a fare 30 minuti di tapis roulant. 
Si chiama vivere insieme.
Si chiama COMUNITA'.

Nella società dei "diritti distorti" ormai queste piccole, semplici cose non le ascoltiamo più. 
Tutti abbiamo diritti, ma non abbiamo doveri.
E' il Comune che ci deve pensare.
E' il Sindaco che non fa il suo lavoro per il quale è pagato (nel mio caso 2 euro all'anno a cittadino...un caffè, praticamente...).
E' sempre un altro che deve fare.

Siamo una COMUNITA'.
Come ha ben scritto qualcuno oggi: quando capiremo che se c'è la neve e tutti spaliamo 1 metro, se c'è il ghiaccio e tutti buttiamo un chilo di sale, di metro in metro, di chilo in chilo, avremo strade più pulite e marciapiedi più comodi?
Pensatela sulle altre cose del vivere quotidiano.
Serve che vado al pronto soccorso (e poi mi lamento per il codice bianco o verde e le ore di attesa) per magari una cosa da niente?
Serve che per pagare meno tasse (per poi lamentarmi comunque che sono sempre troppe) faccio lavorare in nero la gente?
Serve che per avere il contributo dal Comune (per poi lamentarmi che comunque è sempre troppo basso) faccio i numeri dal commercialista per avere l'ISEE più basso possibile?
Quello che non pago io oggi, lo pagheranno altri domani.
La regola è semplice, perchè lo STATO siamo noi.
Il COMUNE sono io.
Io singolo cittadino che faccio qualcosa per cambiare nel mio piccolo le cose partendo innanzitutto da me stesso.

 

Siamo una COMUNITA'.
A mio modesto avviso, di chilo in chilo, di metro in metro, INSIEME, forse riusciamo a salvare non solo Uboldo e i nostri paesi dalla neve o dal gelicidio, ma anche l'Italia dal fallimento. 
Un abbraccio. 
Lorenzo

Raccomandazioni Neve

Le previsioni nelle prossime ore e nei prossimi giorni danno qualche fiocco di neve anche nella nostra zona che, per nostra fortuna, non dovrebbe essere colpita dagli stessi fenomeni dei nostri amici del centro-sud.
Alcune raccomandazioni.
1) E' inverno. La neve accade. Prendetelo come dato di fatto.
2) La neve è acqua. L'acqua si scioglie. 
3) Se dovesse essere necessario spargere il sale lo spargeremo. Voi non lo vedrete il sale. Il perchè lo scoprite cuocendo un piatto di pasta.
4) A Sydney, dove stanno giocando un ATP di tennis è estate. 
5) Danno 2 cm di neve al massimo. I mezzi non escono se non ci sono almeno 5 cm. Rassegnatevi. O pulite voi oppure attenderemo il disgelo come a San Pietroburgo attendono il 10 maggio.
6) Siete tanti "rappresentanti di classe". Se calcolate 2 rappresentanti di classe per classe significa che la domanda "ma domani chiudete le scuole?" me la potrebbero fare 80 persone. Capite che la strada per il vaffanculo è aperta. 
7) E' inutile che per non fare la domanda a me la fate a: Mazzu, Paola, Sonia, Marco o ai loro mariti/mogli. Non è aggirando l'ostacolo che si ottengono le risposte. Si ottiene però lo stesso risultato del punto di cui sopra (cfr. punto 6).
8) E' inutile che scrivete anche a mia cognata. Lei è adeguatamente preparata e sa che certi messaggi non me li deve nemmeno mandare quando "lo zio lavora" . 
9) Per 2 cm di neve non serve che col SUV praticamente entriate in aula. I bambini avranno freddo comunque (cfr. punto 1). I bambini si bagneranno i piedini (cfr. punto 2). 
10) Abolite fino al 21 marzo p.v. i gruppi whatsapp genitori. 
11) Se non avete le gomme da neve state a casa. 
12) Se non avete le gomme da neve e siete un pericolo pubblico anche al 10 agosto state a casa fino al 31 luglio. Nevica fino allora.
13) Se non avete le gomme da neve e non usate mai la macchina non è un buon motivo per tirarla fuori per andare all'Auchan o all'Esselunga a far scorta di cibo. E' neve, non è la guerra nucleare. 
14) Se avete in casa un anziano/a non serve che faccia l'equilibrista in bicicletta per raggiungere il cimitero. Gli abitanti del posto non si muovono e possono attendere
15) Non telefonate in Comune in maniera compulsiva come due anni fa fino a tarda serata.. Il rapporto è sempre 10.800 a 1. Immaginatevi di essere quell'1 prima di dire/fare qualsiasi cosa.
16) Dovesse nevicare di più non preoccupatevi, non serve che ci scrivete la vostra opinione su come fareste voi. Non ci interessa. 
17) Guardate che qualsiasi cosa accadrà, dal nulla alla tormenta di neve, Sandrino e/o le forze di opposizione riunite diranno che potevamo fare meglio e di più. Hanno ragione. Hanno sempre ragione. Ma me ne strafotto. Lo dico in maniera preventiva .
18) Il mio meteorologo di fiducia non sbaglia al Palio. Quando mi scrive "piove" puntualmente "piove". Mi ha scritto "2 cm". Saranno 2 cm. Mica farà giusto solo al Palio!
19) Vale sempre la frase dell'Alfonso: "incazas no, tant la nef la sa daslengua".

Lorenzo

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Natale 2016

"...segno di contraddizione, perchè siano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2, 24-35)

Iniziano i primi vespri del Santo Natale e ci introduciamo quindi in questa notte santa con la trepidazione per il Bambino che viene.

Un Natale strano, questo.
Ho volutamente scelto le parole dell'evangelista Luca perchè questo Natale, superate queste ore di frenesia e di ultimi preparativi, ci riporti un po' di silenzio e di calma, riscoprendo davvero la gioia del Natale che è e deve essere quel Bimbo che nasce cambiando tutta la storia.
L'Avvenimento che ha cambiato tutta la nostra storia.

Siamo ormai alla bulimia del Natale (parlavo ieri a un amico ricordandoci che il 20 ottobre già c'erano le luci natalizie...), una bulimia soffocante e ansiogena.
Occorre forse davvero tornare alla base di ciò che è il Natale.

Egli è "segno di contraddizione". 
Colui che viene questa notte non è venuto per "accomodare" le situazioni, ma per cambiarle.
Colui che viene non viene per dirci che "va tutto bene", ma per mettere in discussione la nostra stessa vita. 
Perchè questo "segno di contraddizione" svela in realtà i pensieri di molti cuori.
Questa inquietudine, questa scossa che troviamo in questa frase, ci trasmetta il vero senso del Natale.

Un pensiero grande e affettuoso va ai nostri fratelli terremotati che passeranno il Natale nelle casette e nelle tende.
Un pensiero speciale va anche a quelle famiglie colpite dal lutto, dalla malattia, e che passeranno Natale in una camera di ospedale.

Ai miei uboldesi, ma anche a tutti i miei amici che leggono questa pagina e che mi seguono dalle più disparate parti d'Italia e del mondo, giunga il mio più caro augurio di Buon Santo Natale perchè il Bambino che viene possa davvero essere anche per voi regalo e dono di pace, gioia e serenità.

Vi abbraccio uno a uno.
Buon Santo Natale.
Lorenzo

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Una nuova grande sfida per il 2017

In Giunta abbiamo deliberato il triennale delle opere pubbliche che intendiamo fare e ovviamente abbiamo tenuto conto dell'operazione nell'area ex-Lazzaroni che ha iniziato il suo iter qualche settimana fa e che dovrebbe concludersi verso metà 2017.
Questa operazione porterà nelle casse dell'Amministrazione circa 5 milioni di euro (10 miliardi di vecchie lire) più 150-200 posti di lavoro.

Una parte di questi 5 milioni di euro abbiamo deciso di destinarla a un'opportunità che negli ultimi mesi si è presentata, ovvero l'acquisto dell'area Mercantile, quella di fianco al cimitero, dove l'azienda che lì era ubicata ha di fatto smesso l'attività.
Ci abbiamo pensato a lungo, abbiamo fatto diverse visite e sopralluoghi, e poi abbiamo deciso di indirizzare parte di quei soldi nell'acquisto di quell'area per diverse ragioni.

In primis per il valore dell'area.
Un'area centralissima e molto comoda per il Comune e per i diversi scopi per i quali potrà essere utilizzata.
A domino, l'acquisto di quest'area risolverà non poche cosa a Uboldo.

Innanzitutto dare una sede nuova, dignitosa, più grande e spaziosa a un'associazione storica del nostro paese che ha sempre trovato grandissimo affetto, amore e gratitudine in tutti gli uboldesi: la nostra SOS.
In quell'area infatti e nei grandissimi spazi destinati agli uffici la SOS potrà avere ciò che necessita per i suoi volontari.
In più questo trasferimento porterà in quell'area anche tutti i mezzi di soccorso e per i trasporti sociali che quindi non saranno più nel parcheggio di Via Ceriani, liberando tanti spazi in un parcheggio che appunto ARIES rifarà negli accordi dell'operazione ex-Lazzaroni.

L'area ex Mercantile darà modo anche al Comune di centralizzare un magazzino che oggi è sparpagliato in tutto il paese (Comune, Via San Martino, Scuole di Via XX Settembre, Centro Sportivo, ecc. ecc. ecc.) e questa cosa, di conseguenza, libererà anche il parcheggio coperto di Via San Martino che verrà quindi lasciato a uso dei cittadini.

In più nell'area ex Mercantile anche le associazioni uboldesi potranno trovare uno spazio per il ricovero delle diverse attrezzature.

Infine, questa operazione porterà ad ulteriori novità che cammin facendo nel 2017 vi racconteremo.

Nella nostra testa e nei nostri cuori questa è un'operazione che prescinde il colore politico dell'Amministrazione perchè quest'opera è "un bene per tutti", anche e soprattutto per chi verrà dopo di noi.

Nel mio cuore ci sono due sentimenti contrastanti: da una parte l'eccitazione e il fascino per questa nuova sfida, dall'altra mi spiace un po' pensare che non avrò più gli eroi della SOS a due passi da casa, che per me è sempre stata una sorta di coperta di Linus: passare a qualsiasi ora della notte e vedere le luci accese mi ha educato al pensiero che qualcuno che veglia su di noi c'è sempre.

Grazie, infine, a tutti i miei collaboratori, assessori e consiglieri, di Uboldo al Centro come anche a tutti i dipendenti comunali: è grazie a loro se anche io trovo nuovo entusiasmo nel buttarmi in questa nuova ed avvincente sfida.

Lorenzo

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I Sindaci non sono albergatori

Chiarisco alcuni aspetti, a margine delle due ordinanze del TAR di oggi, come detto in Consiglio Comunale.

Le ordinanze di oggi sono figlie della situazione venutasi a creare dopo il 13 maggio u.s. quando il Ministero dell'Interno ha emanato delle "Linee Guida" che prevedevano l'automatica residenza nei Comuni ai profughi dove essi erano e sono alloggiati.
Profughi che, nella maggior parte dei casi, sono ancora in attesa di sapere se possono o no restare in Italia come "rifugiati" o devono tornarsene al loro paese.

Uboldo, non per sua scelta ma per una scelta della società privata che ha preso in carico questi profughi, ospitava 130 persone alla Regusella.
E' impensabile per un Comune come il nostro poter prendere anche solo in considerazione l'ipotesi di una presa in carico di 130 persone che, una volta residenti, acquisirebbero lo status sociale che hanno tutti i cittadini uboldesi.
Eppure, nonostante le molte perplessità, mi sono rimesso alla volontà del Ministero non transigendo, però, su una cosa: la residenza l'avremmo data con le medesime regole con cui la diamo ai cittadini italiani. 
Quindi urbanisticamente le persone devono risiedere in un posto che non abbia problemi.

Per questa ragione il nostro Ufficio Tecnico ha fatto dei sopralluoghi da cui sono scaturite due ordinanze: la prima, del Geom. Iraga, per abusi edilizi e la seconda, la mia, che ordina l'interdizione all'utilizzo delle strutture abusive.
La società si è appellata al TAR chiedendo la sospensiva di queste ordinanze, il TAR ha rigettato i ricorsi.
Questi i fatti.

I commenti sono tre:
1) Ancora oggi continuo a insistere nella mia battaglia sostenendo che è impensabile demandare ai Comuni questo problema enorme.
Abbiamo Istituzioni superiori: ci pensino loro, creino una strategia intelligente, e allora aderiremo. 130 persone disoccupate, nullatenenti e nullafacenti, che di botto diventano cittadini di un paese come Uboldo rappresentano un potenziale problema sociale abnorme, che manda a catafascio tutto un bilancio comunale.

2) questo Comune non aderirà ad alcun progetto SPRAR, il progetto del Ministero dell'Interno che paga il 95% delle spese lasciando il 5% ai Comuni. Non abbiamo spazi, non abbiamo luoghi, non possiamo permetterci comunque questa cosa. I Comuni e i Sindaci non sono gli albergatori e/o gli animatori turistici del Governo.

3) il Comune di Uboldo aderirà ai progetti comuni quando TUTTI i Comuni aderiranno insieme. Non ha senso che un Sindaco più ragionevole di un altro o perchè l'altro politicamente non li vuole si debba sobbarcare l'onere. Non esiste.

Come ho ribadito in Consiglio Comunale non è, come avrete capito, una questione di razza, pelle, etnia, lingua e religione.
Per me possono essere gialli, neri, verdi, azzurri, bianchi.
Il problema lo devono risolvere prima gli onorevoli strapagati che siedono a Bruxelles. Invece di dire cose astruse sulle questioni locali o passare il tempo su Rete 4 a dire stronzate, pensino alle cose che competono a loro. 
Poi ci sono i Governi nazionali, le Regioni (che tacciono...), le Province (sopravvissute grazie al referendum!) e quindi i Comuni.
Quando avranno le risposte, mi vengano pure a cercare.

Io resto comunque disponibile ad aiutare e il mio atteggiamento sarà sempre il più collaborativo possibile con le altre Istituzioni, a partire dal Prefetto.
Con Sua Eccellenza il rapporto è ottimo e franco, il Dott. Zanzi è una persona di spessore e capace e lui sa che comunque qui non c'è un Sindaco che vuole creare problemi, ma che vuole aiutare a trovare le soluzioni.
Ma non possiamo remare solo noi due in questa barca.
Sarebbe da matti pensarlo.
Servono anche gli altri che, lassù, fingono di non vedere o di non ascoltare. E se l'unico modo per farsi sentire è quello di alzare la voce, ecco, questo è il risultato.

Lorenzo

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Servizi Sociali: insieme verso il futuro!

Dopo un anno di sperimentazione di un metodo di lavoro diverso rispetto al passato, metodo che diventerà sistema in tutto il saronnese nel prossimo futuro, questi sono i primi risultati che abbiamo sotto gli occhi.
Il Servizio Sociale deve e vuole puntare in futuro sempre di più nel portare le persone verso un percorso di autonomia.


Questo lo si può fare solo in due modi:
1) creare dei progetti personalizzati con degli indicatori che fungano da monitoraggio vero e proprio sia per la persona che per il Comune;
2) conoscere gli strumenti messi a disposizione da tutta la rete di enti pubblici e del privato sociale

E' finita l'epoca del servizio sociale inteso come sostentamento sine die e i risultati sono abbastanza evidenti nella tabella.
I risultati e i numeri, a oggi, ci danno ragione.

Un'ultima precisazione: questo è stato solo l'inizio.
Nel 2017 il nostro Comune, insieme anche agli altri che hanno approvato in questi mesi il regolamento distrettuale, punterà invece sulla realizzazione di misure standard per le diverse richieste di bisogno. 
Sarà un lavoro importante che ci apprestiamo a fare consci sempre che il bene va fatto bene e che questa Amministrazione non vuole mai lasciare indietro nessuno.
Lorenzo

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Da qui inizia un'altra storia

Cari amici, 
complice il referendum abbiamo trascurato un po' alcune cose accadute nella nostra comunità negli ultimi giorni, in particolar modo nell'ultimo Consiglio Comunale.
Colgo anche l'occasione qui per fare i miei più sinceri complimenti ai nostri Commercianti per la bellissima festa di domenica e per come hanno regalato al nostro paese un'atmosfera magica che ci accompagna al Natale.

Ci avviciniamo a fine anno e, finito questo ponte, dedicherò il tempo da qui a Natale per un rendiconto del 2016 ma non solo.
Da qualche giorno, infatti, sono passati 2 anni 6 mesi e 1 giorno dalle elezioni 2014 e quindi siamo a metà mandato.
Per me e il mio gruppo di Uboldo al Centro la politica è sempre stata anche un "rendere conto" ai cittadini di ciò che si fa e quindi è giusto arrivati a questo punto raccontare cosa si è fatto e cosa si intende fare dentro alla metà mandato che resta.

I risultati ottenuti in questi due anni e mezzo sono tanti e strepitosi: illuminazione pubblica completamente nuova, Via per Origgio in fase di completamento, la nuova Aula Consiliare, il completamento del Cimitero, la riqualificazione energetica delle nostre Scuole e anche molto altro, meno "evidente", ma più incisivo nelle vite di tutti.
Per la prima volta abbiamo utilizzato un bando pubblico per finanziare le nostre attività commerciali (attraverso il DAT), abbiamo ridotto ancora il debito del nostro Comune arrivando ormai quasi a estinguere tutti quei 7,5 milioni di euro che ci eravamo ritrovati nel 2009. 
Le sfide poi che abbiamo davanti da qui al prossimo futuro sono ancora più interessanti, ma ci sarà tempo per raccontarle.
A metà del primo mandato scrissi che si iniziava a vedere la nostra firma sul paese. Ora posso dire con un pizzico di orgoglio che è evidente.

Ovviamente questo giungere a metà mandato ha un sapore diverso anche per me poichè inizia l'ultima parte del mio mandato da Sindaco di questa comunità che ho onorato e servito per tutti questi anni.
Questo momento mi fa pensare che anche per me, da adesso, inizia un'altra storia, un altro percorso, un'altra strada che continuerò certo a raccontarvi e per la quale spero di sapervi vicino e di poter contare su di voi.
Con Uboldo, sempre, nel cuore.

Vi abbraccio
Lorenzo

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#bastaunSI

In queste settimane ne abbiamo sentite di tutti i colori e, ancora oggi, io non credo di aver sentito una valida motivazione per non dire SI a questa riforma.
Si è parlato di Renzi, di banche, della Boschi, di cose che non c'entrano nulla con il quesito referendario che domenica andremo a votare.
Credo, molto semplicemente, che per la prima volta i cittadini abbiano la grande opportunità di RIFORMARE, CAMBIARE, DARE UNA SCOSSA a un sistema che non funziona più e che ha necessario bisogno di una forte revisione.

Non è opinabile. C'è questo sul tavolo.
Oppure il nulla. 
Il nulla significa lasciare tutto com'è.
Non c'è il "piano B", non c'è possibilità di "magari la fanno diversa".
C'è questa riforma o niente.

Un ultimo accenno permettetemelo di farlo anche a livello locale.
Trovo molto triste che un paese che esprime 5 (cinque!) liste elettorali non abbia trovato il modo di fare confronti, creare dibattito, provare a crescere insieme su piani diversi magari ma costruttivi.
Io forse posso essere rimproverato perchè da Sindaco ho deciso di schierarmi in maniera convinta e di dirlo, ma l'ho fatto perchè credo in questa riforma, credo che davvero serva un cambiamento vivendo la Pubblica Amministrazione da dentro da quasi 10 anni e perchè credo, innanzitutto, che chi fa politica la debba fare anche per aiutare il cittadino a maturare delle scelte, ad essere più consapevole.
Se fossi qua per le buche nelle strade, i sensi unici e "ul mè teren" forse sarebbe meglio cambiar mestiere.

Io credo che la politica, invece, sia una vocazione, un qualcosa che può cambiare la realtà in cui vivo, cresco, lavoro e amo qualcuna così tanto da farci una famiglia insieme e fare dei figli a cui dare un futuro.
Credo che la politica, anche quella locale, avrebbe potuto e dovuto sentire il dovere di mettere la Costituzione al centro del dibattito cittadino negli ultimi due mesi. 
Per crescere tutti.
Per essere consapevoli.
Invece ho visto solo chiacchiere, i soliti slogan, e nulla più.
Non si risolve questa cosa dicendo "dai la Costituzione ai 18enni" se poi la Costituzione la lasciamo sullo scaffale e quando è ora di tirarla fuori e leggerla coi cittadini noi non ci siamo.

Credo che Uboldo, la Lombardia, l'Italia, meritino di più.
Credo che sia giunto il momento di cambiare il passo.
Credo che sia giusto invitare i nostri cittadini, il nostro popolo, a votare un SI convinto al referendum di domenica.
Forza, amici, adesso #bastaunsì
Lorenzo

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Messaggio del Sindaco nella Giornata della Festa delle Forze Armate e dell'Unità d'Italia - 6 novembre 2016

Nella Giornata in cui festeggiamo e onoriamo l’Unità Nazionale e le nostre Forze Armate il nostro pensiero grato si rivolge innanzitutto a tutti coloro che ogni giorno mettono in gioco la propria stessa vita per garantire a noi cittadini sicurezza, pace e libertà.

Queste tre parole garantiscono a tutti l’esperienza e l’espressione democratica nella nostra Italia e la possibilità di un confronto civile e costruttivo per un vivere armonioso.

Preparando questo discorso riflettevo proprio su questa parola: unità.

Festeggiamo l’unità d’Italia e quindi la possibilità per tutti noi italiani di convivere insieme in una terra meravigliosa. Essere Uniti significa darsi delle regole e proprio su queste regole saremo chiamati a esprimerci tra un mese nel referendum costituzionale ormai alle porte.

Mi sembra la giornata giusta per fare 3 richiami e inviti a tutti per prepararci a questo appuntamento.

 

Innanzitutto andiamo a votare.

La massima espressione democratica di libertà è proprio il voto e la nostra Unità Nazionale è stata pagata col prezzo del sangue di molti valorosi caduti nelle guerre che hanno segnato tragicamente la nostra storia. Per il rispetto che dobbiamo portare e mostrare a queste persone che si sono sacrificate per noi, l’andare a votare deve tornare ad essere un obbligo morale, un dovere civico, un sentimento comune.

E’ vero, la politica in molte sue espressioni non ha dato buona prova di se stessa, ma noi non dobbiamo scoraggiarci e dobbiamo continuare a perseguire il bene comune esercitando le prerogative che sono appunto state conquistate col sangue dei Caduti di tutte le guerre.

 

Il secondo richiamo e invito che vi rivolgo è quello di informarsi bene e di riflettere ancor meglio sulla scelta che siamo chiamati a fare.

Non lasciamoci trascinare nella lotta tra fazioni e personalismi e non presentiamoci alle urne pensando, bambinescamente, “di farla a qualcuno”. Il referendum costituzionale ci chiede innanzitutto di riflettere e rileggerci (o leggere per la prima volta…) la nostra Costituzione che è null’altro che la base delle regole del nostro vivere insieme.

Il voto, oltre che secondo coscienza, sia anche l’espressione di una consapevolezza.

Non possiamo far diventare questo voto il “Sì” o il “No” nei confronti di una persona.

Ne perderemmo noi e tutta l’Italia.

 

Infine, e questo invito vale per il referendum ma anche per tutto il nostro vivere civile, dopo 20 anni in cui siamo stati costretti ad assistere a una costante delegittimazione l’uno dell’altro torniamo a pensare che la politica è la più alta forma di carità e che l’altro, anche se la pensa diversamente da me, è un bene per me.

E’ proprio perché esiste un’altra possibilità, un altro punto di vista, un’altra visione delle cose che si può crescere. Siamo in una fase in cui la politica non può più vivere di appartenenze o schieramenti estremi che si fronteggiano, ma occorre tornare a lavorare sul campo del confronto.

Lo scopo del “far politica” non può essere l’annientamento dell’altro ma deve essere la tensione al bene comune per dare al nostro popolo un Paese più bello dove vivere, lavorare e realizzare se stessi e la propria famiglia.

 

Infine ma non da ultimo, un pensiero commosso di fratellanza lo voglio inviare anche a tutti i nostri connazionali che vivono ormai dallo scorso 24 agosto dentro all’incubo costante del terremoto che squarcia e distrugge tante comunità e, purtroppo, anche molte meraviglie del nostro immenso patrimonio artistico.

Questi fratelli e sorelle, aiutati e supportati dalle nostre Forze Armate che stanno lavorando ormai senza sosta da due mesi in quelle zone, siano tutti compresi in un grande abbraccio di solidarietà, quella solidarietà che anche la nostra comunità tutta unita e compatta ha voluto dimostrare e che ci ha resi orgogliosi di essere uboldesi e italiani.

Che Dio possa sempre benedire noi, la nostra comunità e l’Italia.

Viva le nostre Forze Armate!

 

Viva l’Italia!

Le storie di Alex, Bebe e delle Paralimpiadi.

Le storie di Alex Zanardi e Bebe Vio, come tutte le storie di tutti gli atleti impegnati nelle Paralimpiadi devono farci riflettere.
Oltre all'ovvia commozione che generano, devono stimolare la riflessione su un fatto importante: queste persone non "nascondono" la loro disabilità, non provano a vestirla di perbenismo, ma anzi la mostrano e la esaltano.
Per questa ragione la superano e la vincono.
Perchè innanzitutto di base c'è un'accettazione di ciò che si è: persone diversamente abili, disabili, persone che hanno degli handicap.

In una società che troppo spesso è alla ricerca spasmodica della "disabilità" certificata anche quando di disabilità non si tratta, in una società dove vediamo spesso (forse troppo...) voler fare i "buonisti" tout court negando o fingendo che non esistano disabilità cercando di "normalizzare" delle situazioni di handicap o di disabilità, c'è da pensare.

C'è da pensare agli enormi passi avanti che la scienza, la tecnologia e la medicina hanno consentito di fare in questi anni, come c'è da pensare anche all'enorme lavoro fatto negli ultimi dieci anni a livello professionale: vi assicuro, vivendoci dentro ogni giorno, che in 10 anni è come se fosse passata un'era geologica dentro a questo mondo.
Un mondo che sì necessita ancora di tanti volontari di buona volontà che aiutano, collaborano, sostengono. Ma un mondo che oggi, anche grazie alle università, agli studi, alle esperienze, alle leggi fatte dai nostri Governi o dalle nostre Regioni, ha costretto a vivere questo mondo in maniera molto più professionale con ricadute positive e virtuose solo ed esclusivamente per i diversamente abili. 

Superare le disabilità esaltandone il senso, accettandole, non nascondendole o pretendendo cose insensate come molti "buonisti" pensano di poter fare. 
E' mancanza di senso di realismo che genera solo ricadute negative. 
Questo è il futuro di questo mondo che vive di progetti istituzionali, un rapporto forte e sempre più stretto tra il mondo del terzo settore e le Istituzioni, uomini e donne (come il mio amico Luca e i suoi colleghi...) che dedicano completamente la loro vita allo studio e alla ricerca, alle pratiche positive, ai progetti personalizzati per fare in modo che sempre più la disabilità diventi abilità.
Alex, Bebe e tutti gli altri disabili non vanno alle Olimpiadi dei normodotati semplicemente perchè questo sarebbe l'ennesimo sberleffo a chi già tutti i giorni deve affrontare la disabilità.
Alex e Bebe sono invece grandi esempi di come davvero la disabilità si può lottare e superare. 
Evviva loro, evviva tutti gli atleti paralimpici. 
Lorenzo

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La scuola di Amatrice e la lezione da imparare

Sarò greve ma ce l'ho sulla punta della lingua e devo dirlo.
La scuola di Amatrice distrutta credo ponga a tutti gli addetti ai lavori, ai giornalisti e a chi fa le leggi una questione davvero importante su cui riflettere da qui in avanti.
Se ci lasciamo sopraffare dal "grillismo" senza limiti la Pubblica Amministrazione DEVE costare poco o nulla, DEVE spendere poco, DEVE essere un costo minimo per le tasche dei cittadini.
Sull'onda di queste idiozie assurte a sistema lo Stato negli ultimi anni ha badato più alle "ruberie" di pochi malandrini che alla sostanza, ovvero che gli appalti vengano fatti bene, che le opere siano realizzate bene.
Invece siamo in un Paese dove, per risparmiare, gli appalti vengono fatti al ribasso e i risultati poi sono che le cose non funzionano o funzionano male.
E' giusto?
E' giusto che determinate opere pubbliche o penso anche alle gare dei servizi educativi vengano fatte non badando alla qualità ma al soldo?
Cioè, un SERVIZIO EDUCATIVO destinato ai più deboli può essere impostato sul massimo ribasso o con appalti dove la qualità ha un punteggio minimo mentre il ribasso del soldo assegna un punteggio migliore?
Non ci dovrebbero essere delle nicchie specifiche dove lo Stato deve spendere quello che deve spendere?
Abbiamo la forza di mandare letteralmente a quel paese in questi casi il cittadino frustrato che si scatena sui social il "grillino" politicante o il giornalista di Report che ti vuole sputtanare a tutti i costi perchè "in questo caso ha lavorato l'amico dell'amico dell'amico pagato con questa fattura da x mila euro"?
Le cose assurde della nostra Italia sono lì da vedere oggi.
Parlare di PREVENZIONE ha senso e condivido anche io, ma il solito nodo sul quale dobbiamo interrogarci non è tanto il DIRE di fare prevenzione quanto COME FARLA. 
Anche questi sono interrogativi che ci lascia il terremoto come, di converso, dovremmo essere orgogliosi nel vedere e nel leggere che dopo 1 ora dal sisma la macchina dei soccorsi era già attiva.
Questo vuol dire che l'Italia e lo Stato non sono proprio tutta quella merda su cui molti sputano ogni giorno dalle tribune del proprio divano di casa e dietro allo schermo del proprio PC e che quando vogliamo sappiamo imparare dalle lezioni del passato e migliorare sempre al servizio dei cittadini e del popolo che ci è affidato. 
Lorenzo

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Buone Vacanze!

Si conclude in queste ore l'anno sociale 2015/2016. Anche per noi saranno giorni di riposo quelli davanti, eccetto qualche breve parentesi per qualche giunta come quella che faremo lunedì che delibererà il rifacimento e/o la realizzazione dei marciapiedi in Via Galileo Galilei, Via I Maggio e Via Monte Grappa. Lavori che poi partiranno in autunno. E' stato un anno intenso fin dal suo principio, i primi giorni di settembre, e sfogliando le foto di quest'anno sociale mi sono reso conto che l'obiettivo che ci eravamo prefissi proprio un anno fa è stato raggiunto. Doveva e voleva essere l'anno del "cambio di passo" e lo è stato. In tutti i settori.
Dai lavori pubblici ai servizi sociali, dall'ambiente all'associazionismo, avevo chiesto a fine luglio 2015 ai miei collaboratori un deciso "cambio di passo" e così è stato. Ma non basta ancora. Il primo scossone lo abbiamo dato, ora dovremo dare il secondo colpo a un impianto ormai consunto, che richiede chiarezza e coraggio per essere revisionato. Molti obiettivi per l'annata 2016/2017 sono già sul tavolo, ma avremo poi tempo per parlarne.
I risultati è inutile che ve li presento: si commentano da soli, sono visibili a tutti e personalmente preferisco sempre tirare la somma delle "cose fatte" a dicembre. Mi piace pensare però che questo "cambio di passo" abbia inciso in bene sulla nostra comunità.
Il momento sicuramente più significativo per noi è stata l'accoglienza al nostro nuovo Parroco, Don Armando Colombo, ma se dovessi scegliere un'opera fatta in questo anno sociale sicuramente sceglierei questa foto che rappresenta non solo un anno sociale, ma l'ispirazione completa di un mandato amministrativo. L'aver regalato alla mia comunità un'Aula Consiliare, averla intitolata al Cav. Tito Zaffaroni e, soprattutto, l'omaggio a Lorenzetti realizzato dal Maestro Fabrizio Vendramin sono e saranno la firma di questi anni passati insieme. La rappresentazione del "Buono e del Cattivo Governo" è lì e sarà sempre lì a ispirare noi e chi verrà dopo di noi affinchè a Uboldo e ai suoi cittadini sia sempre garantito il meglio.
Auguro a tutti voi, a chi andrà via e a chi resterà qui, dei giorni di riposo e di tranquillità. Un forte abbraccio Lorenzo
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10 domande sui Servizi Sociali

La serata di Stati Generali sui Servizi Sociali mi lascia qualche domanda aperta che spero susciti un dibattito importante a livello politico dentro la nostra comunità.

Abbiamo presentato il lavoro del nuovo Regolamento dei Servizi Sociali Distrettuale, un lavoro iniziato due anni fa e che termina ora con il passaggio nei rispettivi Consigli Comunali. 
Il nuovo regolamento introduce il nuovo ISEE e va a ritoccare la questione "compartecipazione".
Di per sè sembrerebbe una cosa molto tecnica e burocratica, in realtà va a toccare la vita di tutti noi nel quotidiano, perchè per la prima volta nella storia la SPESA PUBBLICA va a colpire i Servizi Sociali, argomento che sembrava intoccabile fino a poco tempo fa.
Dicevo stasera ai partecipanti di venire martedì prossimo all'incontro dell'urbanistica perchè la "Legge del Consumo del Suolo" toccherà inevitabilmente Uboldo e di conseguenza i nostri terreni e di conseguenza l'IMU e di conseguenza il gettito e di conseguenza chi amministrerà sarà davanti a una scelta: aumentare le tasse o razionalizzare le spese.

Ed è allora qui che apro la discussione e la riflessione ai contributi di tutti su alcune domande che mi sono fatto stasera:

1) secondo me è giusto che finalmente un diversamente abile, una famiglia in difficoltà, un anziano in casa di riposo costi uguale a Saronno come a Uboldo come a Gerenzano. Che differenze ci devono essere? Sono diversi tra loro o concorriamo tutti insieme al bene comune e quindi a non lasciare indietro nessuno?

2) è giusto in una società civile parlare di ISEE "più o meno favorevole" da presentare per accedere alle prestazioni agevolate?

3)Ma è giusto che la famiglia di Paperon de' Paperoni compartecipi quanto quella di un operaio che prende 1.000 euro al mese? Facendo così non si discrimina proprio quest'ultimo per il quale, se Paperone partecipasse di più, verrebbero a liberarsi risorse per aiutare di più chi può compartecipare meno?

4) è giusto in una società che si dice civile che una famiglia con una persona diversamente abile che magari percepisce indennità di accompagnamento e pensione di invalidità compartecipi solo per il 3% annuo di una retta da circa 10.000 euro?

5) non sarebbe più giusto e più equo che questi calcoli vengano fatti guardano la situazione a tutto tondo?

6) è giusto in una società civile che un Comune a fronte di spese per più di 400.000 euro di rette abbia una compartecipazione complessiva da parte delle famiglie pari al 12,1%?

7) non sarebbe più equo cercare di redistribuire anche su altre categorie penalizzate e/o svantaggiate queste cifre che sono frutto del gettito fiscale generale?

8) non è forse un grande passo avanti rispetto al passato che finalmente i Comuni propongano alle persone dei progetti personalizzati piuttosto che "tamponare" le situazioni?

9) mi è piaciuta anche la provocazione di Patrizia. E' vero, ci sono delle "cronicità" nelle disabilità, ma anche per queste cronicità non è il caso di pensare a una strutturazione seria e matura del futuro delle persone a cui teniamo piuttosto che cercare sempre soluzioni temporanee, provvisorie e che non costruiscono granchè nel lungo periodo?

10) la politica in tutto questo ha il coraggio di dire e fare le scelte necessarie? la rilevanza del III settore non deve essere un "plus" qualificato e certificato per sostenere questo cammino da fare INSIEME?

Rimangono aperte altre domande: e chi non si aggancia? Vale meno? E chi non si coinvolge? Non ha diritti? E le "nuove povertà", le disabilità e/o le difficoltà che vengono fuori nel corso della vita non hanno "la stessa cittadinanza" davanti allo Stato?

 

Tanti dubbi, tante domande.
Aiutateci a dare delle risposte.
Lorenzo

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Ma quando il PD si sveglia?

Ho letto che Luca Saibene mi avrebbe denunciato per "diffamazione aggravata" (oooooh, addirittura!!!!) per la mia letterina di Natale riguardante il suo esposto all'ANAC (letterina che potete ritrovare qui:http://www.ilorenzo.it/…/caro-luca-la-tua-ambizione-ha-sup…/)

L'incapacità politica conclamata nei risultati elettorali si traduce in un eccesso di iracondia che si tramuta nell'unico modo possibile per lui di dialogare: attraverso esposti, denunce, procure, avvocati.
Se è vero che l'Italia è il paese con più avvocati in Europa, Luca alimenta il sistema domanda-offerta. 
D'altronde, e lui lo sa bene, la pagnotta bisogna pur portarla a casa.
Mi spiegherà un giorno dove ravvisa la diffamazione...mah...
Confermo comunque la diagnosi: "la sua ambizione supera di gran lunga il suo talento." Un giorno se ne farà una ragione.

La mia riflessione, lasciato il povero Saibene alle sue faccende penombrose, si spinge però verso chi dirige i partiti a livello locale e, soprattutto, provinciale.
Se esiste qualcuno che batta un colpo.
Il PD che è il primo partito italiano e il primo partito a Uboldo (alle Europee ha superato di gran lunga il 30%) è rappresentato a livello locale da una dirigenza che ha perso sistematicamente tutte le ultime elezioni e che evidentemente non riesce neanche a controllare il suo rappresentante perdente in Consiglio Comunale.
Se esiste qualcuno che conta qualcosa dica se è normale che nel 2016 un rappresentante politico utilizzi sistematicamente l'arma della magistratura per il confronto politico e che minacci querele per chiunque osi criticarlo. Oltretutto su fatti fondati. 
Fategli sapere ai vostri amici che il Muro è caduto nel 1989 e noi, comunque, eravamo dalla parte giusta...quella della libertà di espressione.

Ma l'immagine che vuole dare il PD è questa?
Il PD regionale, quello che vuole scalzare Maroni, è questo?
Il PD provinciale è questo?
Il PD saronnese è questo?
Non è l'immagina fresca, vincente, nuova, innovativa di Renzi?
E' l'immagine stantia, vecchia, triste, perdente che abbiamo davanti agli occhi? 
E' questo il PD? 
Spero che non usino la "foglia di fico" del fatto che il candidato sindaco era di SEL perchè alle Europee (lo stesso giorno delle elezioni locali) l'area di estrema sinistra "cubò" neanche il 4% a confronto del 32,8% del PD. E quindi quella coalizione passò dal 36% potenziale al misero 13,37%. Un risultato ridicolo.

Mi spaventa assai questo "vuoto" che conferma una bellissima notizia: i partiti sono morti. Morti e sepolti. 
Che anche il PD, come fu il PDL e come è ora Forza Italia, sia una scatola vuota?
Lorenzo

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La coerenza...questa sconosciuta

Ho appena firmato le delibere dell'ultimo Consiglio Comunale dove sono state confermate tutte le tariffe del 2015 come da disposizione del Governo. 
Tutte tranne una, la TARI, che con la contemporanea soppressione della TASI abbiamo pensato di riequilibrare a favore delle utenze produttive che strapagano un servizio che spesso e volentieri nemmeno utilizzano o utilizzano in parte con un piccolo aggravio sulle utenze domestiche (tra 10 e 30 euro a fronte di un beneficio attraverso la TASI di più di 100 euro...)

Il gruppo di Uboldo al Centro ha deciso di fare questo per dare un segnale di attenzione a commercianti, artigiani e industriali che comporta per queste categorie un risparmio di 100.000 euro che, tradotto, significa un ALLEGGERIMENTO DEL CARICO FISCALE.

Volevo sottolineare solo che chi si erge spesso a paladino di queste categorie, più specificatamente il Consigliere Colombo, ha votato ASTENUTO a questa delibera.
Sarà forse perchè la claque del Senso Unico quella sera non era presente...

Coerenza questa sconosciuta...
Lorenzo

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“Giuseppe, figlio di Davide, non temere.” (Mt 1,20)

Carissimi, vi scrivo direttamente dalla Casa Comunale il mio messaggio di auguri per questo Santo Natale che ci apprestiamo a vivere ancora una volta insieme, per me il settimo da Sindaco di questa splendida comunità.

 

Questo 2015 è stato l’inizio di un grande cambiamento.

Mio, personale, che è ricaduto anche dentro alla mia professione, con tante soddisfazioni e tante nuove esperienze, dentro al mio amministrare con un gruppo eccezionale quale è quello di Uboldo al Centro, e dentro alla mia vita personale.

 

Una figura che mi ha sempre appassionato dentro al presepe natalizio è quella di Giuseppe. 

Chissà quali idee e quale futuro si immaginava per se stesso e Maria.

Chissà quali grandi disegni aveva per la sua bottega di falegname a Nazaret.

Chissà cosa ne avrà sentite Giuseppe.

Chissà cosa gliene avranno dette.

Eppure lui era lì, quella notte, davanti al Cambiamento più grande della storia che nasceva sotto i suoi occhi. 

 

Partendo dalla figura di Giuseppe intendo inviarvi il migliore augurio per questo Natale.

Di avere il cuore grande per non aver paura dei cambiamenti che, inevitabilmente, accadono.

Di fidarsi e affidarsi a Colui che nasce nella notte più dolce e silenziosa dell’anno.

La notte di Natale.

 

Auguri innanzitutto ai miei compagni di viaggio in questa grande avventura amministrativa.

Siamo chiamati a servire i nostri cittadini con l’impegno e la dedizione quotidiana, siamo chiamati non a soddisfare le pretese ma a fare delle scelte per il bene comune. Anche se questo costa fatica, costa dei “no”, costa “le parole”, costa a volte le incomprensioni. Costa. Ma è necessario. La nascita di Gesù ci riconduca sempre alle parole di Paolo VI: “la politica è la forma di carità più alta”. La Carità è Amore, e “Deus Caritas Est”.

 

Auguri a chi come me ha un desiderio che “sta nella luna..”. Un desiderio grande. Che trascende la carriera, la politica, le sciocchezze del quotidiano. Chiedo al Bambino di Betlemme la grazia e il coraggio di guardare questo desiderio con lo stesso cuore e gli stessi occhi di Giuseppe, affidandomi nella certezza che se i nostri piani vengono stravolti è solo per un bene più grande. 

 

Auguri ai miei concittadini, a questo popolo che ci è affidato.

Auguri alle famiglie, in particolar modo penso a quelle famiglie che “tirano la cinghia” e che nonostante tutto regaleranno ai loro bambini un Natale comunque magico, magari frutto di sacrifici e di rinunce, ma carico di amore.

Auguri a chi vivrà questo Natale con una persona malata da assistere e curare.

Auguri a chi passerà questo Natale da solo.

Auguri a mia cugina Sabri, alla mia zia Lucia, a quelle persone, genitori o figli, che in questo Natale troveranno un regalo in meno da scartare, una carezza in meno da fare. 

 

Sia davvero per tutti un Natale di Amore, Pace e Serenità nella gioia del canto degli angeli che ci invitano da Gesù Bambino. 

 

Lorenzo

 

(nella foto: Natività, Lorenzo Lotto, 1532, National Gallery of Art, Washington)

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Caro Luca, la tua ambizione ha superato il tuo talento...

Caro Luca, 
l'anno scorso toccò a Desirèe ricevere una mia lettera poco prima di Natale. Oggi tocca a te.

Pensi di aver avuto un successo "politico" per quello che ci ha scritto l'ANAC, Autorità Nazionale AntiCorruzione. In realtà HAI PERSO, ancora una volta. Come sempre, direi.

L'ANAC contesta delle mancanze amministrative, roba di uffici.
DI POLITICO NON C'E' NULLA.
Anzi qualcosa c'è: 
1) manca il CV di Giulio Nicola Orlandi (un pericoloso esponente dell'ISIS), 
2) manca il CV di Agostino Fiore (noto alla cronaca nera per conclamati casi di corruzione ai danni dello Stato) 
3) mancano i nostri rimborsi spesa. MANCANO PERCHE' SONO ZERO DA SETTE ANNI, CARO LUCA!
Cellulari, automobili, trasferte: TUTTO A SPESE NOSTRE.

CHI HAI DANNEGGIATO?
I CITTADINI visto che molti uffici si stanno bloccando per dar seguito a quella lettera, portando via tempo, risorse, impegno che potremmo dedicare proprio ai cittadini.
I DIPENDENTI, che nel caso arrivi una multa dovranno pagare fior di quattrini per delle sciocchezze. MA NON ERI DI SINISTRA?

Ho pensato alle MOTIVAZIONI che ti possono aver spinto a questa cosa.
Ne ho trovate due e te le dico. Anzi tre.

1) La prima motivazione si riassume in una celebre battuta di Bonolis: mi ricordi "Er Penombra". Abituato a vivere nella penombra, fai fatica a comprendere la luce.
Ma di cosa stiamo parlando? Di CV non pubblicati? Del Giulio? Di Agostino? Gente che conoscono tutti, da anni nelle associazioni, nel sociale? Sei tu forse che hai bisogno dei loro CV, forse perchè da dietro alla scrivania non hai mai provato a portarti fuori alla luce del sole, tra le persone, in mezzo alle associazioni. 
Mani sporche, sudore, magliette zozze. 
Sì, Luca, questa è la luce.

2) La seconda motivazione l'ho dedotta guardando il tuo curriculum politico.
Ho riguardato quello che tu hai lasciato nei 5 anni del tuo mandato da Assessore alla Cultura. 
E' rimasto il NULLA. Non un'opera, non un qualcosa che ancora oggi possa ascriversi al tuo nome. Il nulla. Sono arcisicuro che da assessore sarai stato efficiente su tutti questi fronti burocratici. Ma per i cittadini è rimasto il nulla.

3) E per questo nulla arriviamo alla terza motivazione: "Your ambition outweighs your talent".
LA TUA AMBIZIONE SUPERA IL TUO TALENTO.
L'aver generato nulla nei tuoi 5 anni ti ha portato prima ad essere bocciato come candidato nel 2009 e poi ALLA TUA WATERLOO POLITICA del 2014: nello stesso giorno che Renzi stravinse con il 41% dei consensi, tu, candidato PD, hai preso il 13,36% dei voti. 
Una disfatta così tremenda che se non fossimo in Italia avrebbe avuto una sola conseguenza: le dimissioni immediate.
Ricordo bene come gongolavi la notte dello scrutinio delle europee...
La tua ambizione ha superato il tuo talento.

Alla fine di questa analisi mi sono chiesto chi sei tu, e allora ho trovato la forza di sorriderci sopra.

MA COSA MAI POSSO ASPETTARE DA TE?

Te che sei quello che mentre un paese intero pregava per un bimbo che stava morendo di leucemia, mandasti ai giornali la foto della mia macchina in divieto di sosta davanti alla casa di quel bimbo.

Te che sei quello che in un giorno di festa per tutti, come quello di un giuramento del nuovo sindaco, hai camminato sul dolore delle persone tirando fuori una storia dolorosa e penosa che aveva coinvolto la famiglia di Ercole.

Te che ora hai fatto questo esposto che sta danneggiando solo cittadini e funzionari, dipendenti pubblici, gente che si fa il culo dal mattino alla sera e si guadagna il pane facendo fatica per stipendi bassissimi. 
Non certo parcelle da "Azzeccagarbugli"...

Io penso a te Luca, guardo questo esposto, e PROVO UNA PROFONDA PIETA' UMANA NEI TUOI CONFRONTI.
Perchè io mi guardo attorno e penso ai milioni di euro di opere che rimarranno dopo di me, dopo di noi, ai rapporti che si sono generati in questi anni con tante persone e penso che quello è ciò che rimarrà dopo il 2019. 
Non rimarrà la trasparenza, gli atti imperfetti,i nostri CV.
Rimarranno le opere, le persone, gli abbracci, gli scazzi, cose che tu nella penombra dentro la quale vivi difficilmente puoi comprendere.

Il mio augurio per te, ma te lo dico col cuore, è che tu possa uscire dalla penombra.
Il mio augurio per te, per questo Natale, è che tu possa prendere coscienza che i talenti sono un dono del Padre Eterno. Ognuno ha i suoi. Non tutti li hanno uguali. 
Il mio augurio per te è che tu possa fartene una ragione e che tu possa venire in Consiglio Comunale con qualche proposta, qualche confronto, qualche idea. Questa per me è la politica: PENSARE AL BENE COMUNE. 
Se poi vuoi fare il dipendente pubblico allora ti informo che hai sbagliato strada e modalità: invece che alle elezioni (dove ti è riuscito male), la prossima volta partecipa a un concorso. 
Quello son certo che lo vincerai, anche perchè non partecipo io...

Ti auguro, di cuore, un Buon Natale.
Lorenzo

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Opere 2015-2016

Più di 2 milioni di euro di opere pubbliche tra il 2015 e il 2016.
Inizio con il 2015, domani il 2016.
Nel 2015: 845.963,15 euro di OPERE PUBBLICHE.

A oggi sono state asfaltate:
- Via Asiago
- Cavalcavia Via dell'Acqua 
- Via Garibaldi 
- Via Papa Giovanni 
- Via Cerro
- Via dell'Acqua (dossi)
- Rotonda Via Cerro
- Via Tronconi
- Via Risorgimento
- Rotatoria Via IV Novembre
- Via Galilei
- Via Monte Grappa
- Via Padania

E' in corso la progettazione del rifacimento di Via per Origgio che verrà rifatta nel 2016.
Stiamo sistemando il Municipio al secondo piano dove arriverà a breve la Sala del Consiglio Comunale liberando così l'Aula Polifunzionale per la futura Casa dei Talenti
E' in corso il rifacimento totale della Pubblica Illuminazione.

In più:
- Impianto fotovoltaico scuole medie
- Centrali Termiche e Impianti di Riscaldamento immobili comunali
- Manutenzione straordinaria all'impianto idrico e sanitario dell'Asilo Nido Comunale
- Scuole Medie/Via XX Settembre: manutenzione straordinaria centrale termica
- Manutenzione straordinaria e rifacimento giochi aree pubbliche per bambini.

Infine:
- Ripristino percorso Fontanile di San Giacomo (finanziato dalla Provincia)


Se non bastano 845.963,15 euro nel 2015 passiamo a 1.721.237,00 euro che spenderemo nel 2016 sempre in opere. Opere. Risultati. Fatti. Non aria fritta.

Nel 2016 rifaremo completamente la Via per Origgio (importo 700.000 euro). 
Verrà dato il via anche alla riqualificazione energetica degli stabili comunali (305.000 euro Comune e 236.000 privati), verrà sistemata l'illuminazione della Piazza S.G. Bosco (del Comune), verrà illuminata una traversa di Via XX Settembre che da anni ha diritto alla luce e non ce l'ha e gli attraversamenti pedonali della Via IV Novembre. 
Faremo dei marciapiedi nuovi, per esempio in Via I Maggio dove mancano da anni e dove quest'anno non siamo intervenuti proprio per quello. Asfalteremo ancora strade per un importo di 210.000 euro, quali saranno ve lo diremo cammin facendo.

Infine torneremo ad investire anche sul nostro Centro Sportivo.
La manutenzione straordinaria è e rimane in carico al Comune e per questa ragione verrà realizzato un campo in sintetico dove oggi c'è il Campo 2 (i più tapini non capiscono che il campo in sintetico è l'equivalenza di spendere soldi per opere che durino...) e rifaremo i "palloni" del tennis che ormai sono segnati da 20 anni di usura. In più verrà rifatta la centrale termica sempre al Centro Sportivo.
Questi interventi ovviamente sono fatti su un patrimonio che a scadenza di convenzione torneranno nelle mani dell'Amministrazione Comunale e che quindi potrà decidere, con un valore decisamente più alto del 2013, di rimettere a bando con altri parametri e altre richieste.

Più di 2 milioni di opere quindi in un anno.
Raggiungiamo ormai quota 12/13 milioni di euro di investimenti sul nostro territorio in 6 anni di amministrazione. 
Restituiremo ai nostri cittadini un paese davvero più bello e più moderno dove vivere.

Lorenzo

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Messaggio del Sindaco per l'ingresso del Nuovo Parroco, Don Armando Colombo

"il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto."

                                                                                                                                                                  (Benedetto XVI)

 

Carissimo Don Armando,

                è con il cuore pieno di sincera emozione che Le rivolgo a nome di tutta la comunità uboldese il più caloroso e sincero benvenuto in questo giorno di festa e di gioia che segna il suo ingresso ufficiale come Parroco e Pastore del nostro paese.


Il sentimento di gratitudine che intendo esprimere nei confronti della Chiesa oggi è grande, perchè ancora una volta essa ci regala un sacerdote e quindi un padre, un fratello con cui condividere un pezzo di strada insieme.


Grazie anche a Lei, Don Armando, per aver accettato di venire a Uboldo e tra gli uboldesi.

Mi sono permesso di far nostre le parole del Santo Padre Emerito, Benedetto XVI, per tratteggiare quello che è il sentimento col quale la accogliamo oggi. In esse c'è un po' il riassunto del passato e lo slancio verso il futuro che oggi, qui e ora, inizia attraverso il suo ministero tra noi.


Con queste parole voglio dirle che non solo Lei si deve sentire accolto, ma anche atteso da un popolo che ha nella sua Parrocchia e nei suoi Oratori una storia unica e inscindibile da raccontare.


Gli uboldesi di oggi sono nipoti o figli dei nostri stessi concittadini che i sabati e le domeniche dell'immediato dopoguerra non riposavano dal lavoro per fare la Chiesa nuova con il grande e indimenticato Don Livio Tamborini.

Gli uboldesi di oggi sono quelli che hanno poi sostenuto Don Luigi Meda prima e Don Giancarlo Cogliati poi, nelle loro opere di abbellimento, sistemazione e rifacimento della nostra Chiesa e degli ambienti parrocchiali.

La nostra storia è il nostro campanile che ci emoziona sempre, ogni anno, quando una sera di fine maggio d'improvviso si illumina e ci ricorda che è tempo di colorare il nostro paese di Palio.

La nostra storia, e questo è ciò che conta di più, è un racconto intenso e radicale di uomini e donne cresciuti da preti e suore che custodiamo gelosamente nei nostri cuori e che hanno mese le basi e le fondamenta della nostra educazione. Non si spiegherebbe altrimenti e diversamente l'abbondanza di volontari e associazioni presenti sul nostro territorio: abbiamo imparato lì, all'ombra del campanile, che "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".


Abbiamo atteso tanto il nostro nuovo Parroco.

La certezza che ci ha sempre guidato e sostenuto in questo tempo è sempre stata quella che la "barca" non sarebbe affondata ma, attraverso gli uomini scelti non da noi, sarebbe riuscita a continuare nel suo percorso.

Camminando tra noi oggi vedrà la festa:  verrebbe da dire che questo è un giorno di sole e di brezza leggera.

Sappiamo già fin da ora che arriveranno anche acque agitate e vento contrario, ma siamo coscienti fin da adesso che se sapremo essere uniti riusciremo ad affrontare qualsiasi sfida o difficoltà ci sarà sottoposta.

La grande sfida del domani è riuscire a combattere l'individualismo che sta distruggendo ogni radice della nostra cultura, della nostra tradizione, dei nostri simboli e che ci sta facendo perdere il senso delle cose, che tende a creare divisioni dentro una comunità. Abbattiamo questi muri, lavoriamo insieme al fine ultimo e più alto al quale siamo chiamati, ognuno nei suoi ruoli e nei suoi posti: il bene comune, l'unità del nostro popolo e del nostro paese.


Siamo qui per servire e camminare accanto e insieme alla nostra gente, a coloro che ci sono stati affidati.


Siamo qui per essere segni di unità e di comunità.


Robert Schuman, padre fondatore della Comunità Europea e caso raro di politico sottoposto al processo di beatificazione scrisse: "Siamo tutti strumenti imperfetti della Provvidenza, la quale si serve di noi per realizzare grandi progetti. Tale convinzione ci obbliga ad una estrema modestia, ma ci infonde anche la dose di fiducia necessaria per portare a termine il compito affidatoci"

La Provvidenza l'ha scelta, Don Armando, questa è la nostra certezza che cela quindi dei grandi progetti che con le nostre imperfezioni cercheremo insieme di intuire e mettere in pratica.

Alla Provvidenza osiamo affidare oggi questa comunità e questo popolo che con immensa gratitudine e gioia accoglie il suo nuovo Parroco.

Benvenuto, Don Armando!

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La Staffetta: primo cambio!

Vi abbiamo abituato in questi dieci anni a scelte controcorrente noi di Uboldo al Centro. Vi abbiamo abituato a scelte controcorrente quando in tutte le elezioni: 2007, 2009, 2014. Tutte scommesse vinte. Vi abbiamo abituato a scelte controcorrente quando nel 2007 il gruppo politico di Uboldo al Centro decise di candidare un ragazzino di 24 anni alla carica di sindaco. "Troppo giovane". "Ma dove vuole andare..." Vi abbiamo abituato a scelte controcorrente quando abbiamo governato questo paese per cinque anni con la nostra faccia, le nostre mani e i nostri cuori. Abbiamo fatto 10 milioni di euro di opere e ridotto il debito pubblico da 7 a 2 milioni. Non male per essere dei ragazzini... Continuiamo ora nelle nostre scelte controcorrente e sono onorato di dirlo, ancora una volta, prendendo lezione da un maestro vero di vita e di politica, oltre che da un amico fraterno, quale è Ercole Galli. Da mercoledì sera a Uboldo è stata varata una nuova Giunta Comunale iniziando le "staffette" con le quali, nei prossimi anni, vorremmo far crescere e imparare chi poi rimarrà sul campo per provare ad amministrare questa comunità. Ercole così è il primo che fa staffetta confermando due capisaldi di Uboldo al Centro: la poltrona non è la nostra politica e noi, davvero, investiamo sui talenti. La nuova Giunta Comunale dal giorno 8 settembre è quindi la seguente: Marco Mazzuccato – Vicesindaco, Assessore alle Politiche Sociali e Culturali Paola Rosa Ceriani – Assessore al Bilancio e ai Tributi Loredana Formaggio – Assessore Famiglia, Sport, Anziani, Tempo Libero Matteo Pizzi – Assessore – Ambiente, Ecologia, Lavori Pubblici Luca Azzarà – Assessore – Polizia Locale, Sicurezza Ercole Galli – Consigliere Delegato – Protezione Civile, Gestione Azienda Servizi Uboldo Srl e Società Partecipate, Territorio. Sonia Petracca – Consigliere Delegato – Scuola, Istruzione, Commercio Giulio Orlandi – Consigliere Delegato – Industria e Artigianato Enrico Chieregato – Manutenzioni, Innovazione Tecnologica Come vedete i cambi più sensibili sono Luca Azzarà, 23 anni, che entra in Giunta con un ruolo importante e delicato, oltre a Sonia Petracca che riduce il suo impegno al Commercio per estendere il suo impegno a Scuola e Istruzione, due fondamenta su cui si regge il nostro futuro, i nostri ragazzi. Ercole che resta capogruppo di Uboldo al Centro prende invece le deleghe a tematiche importantissime: la ProCiv, la nostra Farmacia che è l'Ages Uboldo (cioè l'azienda dei Servizi Sociali...), le Società Partecipate e il Territorio. Un ruolo estremamente strategico perchè da queste tematiche passa gran parte delle scelte politiche e amministrative del futuro. Non sarà l'unica volta che "faremo staffetta". Vedrete che in futuro accadrà di nuovo. Fino all'ultima staffetta, quella che dipenderà dagli elettori, che farò io con il mio successore che spero fin da oggi sia ancora di questo straordinario gruppo, ribadendo ancora una volta la mia prima promessa: nel 2019 io non sarò candidato a nulla e non sarò disponibile ad alcun assessorato o altro. C'è un tempo per tutto. Allora avrò dato abbastanza per dedicarmi ad altro. Questo perchè Uboldo al Centro non mette in piedi liste a 3 mesi dalle elezioni, non mette insieme "i soliti noti", non è mossa da nessun altro interesse che non sia il bene comune. Uboldo al Centro è una squadra vera. Cambiare si può. Cambiare si deve. Grazie a Ercole per questo straordinario esempio e andiamo avanti ancora con coraggio, passione e dedizione a servire il nostro popolo. Lorenzo
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Dieci anni di NOI

Abbiamo festeggiato ieri sera, come avete visto dal selfie sottostante, i dieci anni di Uboldo al Centro. Sembra incredibile, ma sono passati dieci anni.
In questi giorni abbiamo fatto i conti di quante persone sono entrate a far parte di questa compagnia in dieci anni: praticamente quasi 150 persone hanno partecipato, detto la loro, vissuto, volantinato, dato una mano per questo movimento civico.
E' stata ed è una bella esperienza. 
Voglio davvero ringraziare tutte queste persone.
Tutte, nessuna esclusa.
Perchè l'uomo che sono oggi lo devo anche a loro.
Il mio pensiero stasera correva anche agli amici che negli anni sono andati in cielo, e sono purtroppo tanti. Amici che ci sostenevano anche con il sorriso, una pacca sulla spalla, un consiglio, una battuta.
Ne voglio citare però due in particolare: il nonno Claudio, il papà di Ercole, il nostro primo vero e grande sostenitore, il signore che nel 2005 alla terza o quarta riunione da Ercole disse a me e Mazzu: "cun quel rop chi a va mitiì?" ("con questo qua vi mettete?") e che fu lo stesso che nel 2007, il 30 aprile, il giorno che in parte mi ha cambiato la vita con l'esclusione di due liste lasciando noi contro l'Ulde, davanti a un amico comune che faceva tante strategie politiche disse: "a vengium!" (vinciamo!).
E l'altra persona è il Simo, il mio amico Simone e il nostro amico Simone che tante sere ha passato insieme a noi e che ancora oggi non riesco a capacitarmi del fatto che non sia ancora qui con noi.
Ecco, il mio pensiero era per loro ma anche per tutti gli amici veri che ho avuto la fortuna di avere attorno a me in questi anni. La nostra forza è stata sempre quella: partire da un'amicizia di fondo, da un rispetto comune e reciproco, da una lealtà.
Non ci siamo messi tre mesi prima a inventare un partito.
Abbiamo iniziato un anno e mezzo prima.
Non ci siamo mossi per interessi di uno o dell'altro.
Abbiamo lavorato per il bene comune.
E infatti resistiamo.
Grazie anche a tutte le nostre famiglie che ci hanno concesso in questi anni il lusso, perchè è un lusso, di mancare da casa tante ore, di non esserci tante volte, di assentarci innumerevoli ore "perchè ho da fare". Grazie davvero di cuore.
E infine ho messo questa foto per quello che ha detto Ercole stasera: noi, appunto, non ci troviamo 3 mesi prima e partiamo dalla spartizione delle poltrone per fare la lista. Noi ci siamo e siamo qua. E costruiamo il domani giorno dopo giorno.
Le elezioni 2019 sono ancora lontane, ma il futuro si costruisce oggi.
Perchè gli uomini passano, le idee restano. 
Sarò sempre grato a quell'amico che, appena eletto nel 2009, mi mandò un messaggio nel bel mezzo della festa ricordandomi solo una cosa: "sic transit gloria mundi". Così passa la gloria del mondo.
Siamo qui per altro. Siamo qui per qualcosa di più grande.

La nostra grande forza è sempre stata pensare che il nostro destino non è nella politica. 

Mi piace pensare che da oggi inizio io a mettere quella piantina che vedete nelle mani di chi mi succederà, tra le mani di chi oggi deve ancora formarsi e camminare per diventare, domani, colui o colei che saprà guidare un'altra squadra a guidare questa comunità. Auguro solo di avere la stessa passione, determinazione e amore che abbiamo dimostrato in questi dieci, lunghissimi, bellissimi, anni.
GRAZIE DI CUORE A TUTTI!
Lorenzo

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La nuova illuminazione pubblica

I lavori partiranno a luglio e termineranno a marzo 2016.

Soprattutto per gli abitanti delle vie che si vedranno scollegati gli impianti invito a prendere BENE visione delle procedure necessarie per accordarsi con il gestore al fine di mantenere gli impianti.
Sarà possibile anche richiedere l'installazione su vie private non servite da illuminazione. E' tutto scritto. Basta leggere.
Siamo davanti all'inizio di un lavoro importante per il quale devo ringraziare in particolar modo Enrico Chieregato e Matteo Pizzi per l'impegno e la dedizione che ci hanno messo per finalizzare l'ennesima grande opera pubblica per la nostra comunità. 
In questo modo si comprendono anche i disagi che alcune vie hanno avuto negli ultimi mesi, disagi per i quali ci corre l'obbligo scusarci ma l'imminente dismissione degli impianti ha reso inutile lavori onerosi di manutenzione. 
Rispondiamo con le opere, ancora una volta. 
Chiedo infine pazienza a tutti: saranno mesi di lavori e di trambusto, ovviamente.
Ma per fare bisogna anche sopportare un po'.
Avanti così.
Lorenzo

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GRAZIE!

E’ il giorno del Grazie quello che stiamo vivendo.
Grazie è una parola sempre meno usata dalle persone, dagli adulti come anche dai bambini.

E invece è bello “rendere Grazie” soprattutto dei doni, dei regali che ci sono fatti. Ed è la Provvidenza che sicuramente ci ha donato in questi anni Don Giancarlo e Mons. Angelo Centemeri.
Entrambi hanno risposto alla chiamata e, obbedendo, hanno accettato di venire nella nostra comunità a servire profondendo tutto il loro impegno e la loro dedizione per Uboldo e gli uboldesi.
Dobbiamo “rendere Grazie” perché nei nostri sacerdoti, nel dono prezioso di avere dei pastori di questo gregge che è la comunità, noi scoviamo in maniera determinante il tesoro che ci dona la Provvidenza che ci ha regalato due pastori chiamati a servire tutti. 
Il servizio è sacrificio, è dono.
E’ per questo che noi dobbiamo rendere Grazie.

Dobbiamo rendere Grazie oggi ai volontari di questi ambienti, dobbiamo rendere grazie del dono prezioso di mamme e papà, ragazzi e ragazze, animatori e animatrici che ancora oggi regalano alla nostra comunità un luogo prezioso come l’Oratorio dove crescere, essere educati, seminare e sviluppare i propri talenti. 
Dobbiamo rendere Grazie, e dico grazie di cuore, a tutti i gruppi parrocchiali che dal sociale alla cultura, dallo sport all’arte rendono vivo questo ambiente. 

Anche io dico Grazie all’Oratorio perché ci sono cresciuto dentro fin da quando avevo quattro anni e al suo interno in tutti questi anni ho trovato tante persone che hanno saputo educarmi e crescermi. Penso ai sacerdoti che mi hanno accompagnato e mi accompagnano anche oggi nella crescita, ma penso anche agli uomini e alle donne che per me sono stati educatori, amici, compagni di viaggio. 

Mi rivolgo in special modo ai ragazzi presenti oggi: siate orgogliosi del vostro Oratorio, siate onorati del privilegio di poter crescere accanto a un sacerdote o a una suora che vi educa, perché l’esperienza di Oratorio forma uomini e donne, cittadini consapevoli e strutturati che poi “nel campo che è il mondo” fanno fruttare e crescere i talenti che la Provvidenza gli ha dato. Siate fieri di far parte di questa grande storia perché attraverso di essa voi diventate “sale della terra” dando gusto e sapore anche alle cose che affronterete con gli occhi e lo sguardo che vi avrà insegnato proprio l’Oratorio. 

E se l’Oratorio e la Parrocchia ancora oggi godono intatti del loro messaggio importante lo devono ai sacerdoti, a tutti i sacerdoti che si sono alternati nella storia all’interno della nostra comunità. Non c’è altra istituzione educativa che forma all’universalità, alla gratuità come l’Oratorio. Perché dentro qui “gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente diamo”. 

E’ per questa gratuità dettata null’altro dall’amore che oggi il Grazie si fa più grande dentro alla meraviglia della storia: le persone possono passare, ma il messaggio, il loro esempio, il loro sacrificio resta per sempre. E Uboldo oggi dice Grazie per questi sacerdoti che hanno regalato una parte della loro vita anche a noi.

Grazie Don Giancarlo per aver guidato questa Parrocchia nove anni e per aver contribuito a rendere ancora più accogliente la nostra Chiesa. Il caro Don Italo l’ha definita più volte “il nostro monumento” nel senso di simbolo, segno, cuore pulsante di tutta la nostra comunità. Anch’essa è dono di un sacrificio incredibile, quello di Don Livio Tamborini del quale quest’anno abbiamo celebrato i 40 anni dalla scomparsa e che ha dedicato tutta la sua vita a Uboldo. 

Grazie Mons. Centemeri per aver accettato, in un momento normalmente destinato al riposo dopo il tanto lavoro fatto nella vicina Saronno, di cingersi ancora la veste ai fianchi e ricominciare a lavorare, ricominciare a servire un popolo che le è stato affidato in questo anno pastorale. Un servizio svolto con sguardo paterno e di amore per questa comunità. 

E infine, l’altra sera poi gliel’ho detto da Lorenzo, oggi voglio dirglielo da Sindaco. 
Grazie anche a te, Don Angelo, per aver guidato la nostra Parrocchia in questo momento complesso, in questo passaggio storico importante per tutta la comunità. Il tuo grande esempio di umiltà e di servizio per i fratelli e i figli che ti sono affidati vale tanto, tantissimo. 

Don Giancarlo, Monsignor Centemeri: questo non è mica un addio, ma anzi un arrivederci!
Uboldo è casa vostra, Uboldo è la vostra Parrocchia. 
Tornate a trovarci, venite a Uboldo quando potrete e, più importante, non fateci mai mancare il vostro affetto e il vostro ricordo nella preghiera. Continuate a benedirci con amore e affetto paterno.
Grazie!

Lorenzo

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Padre Angelo Tironi (1942 - 2015)

Sono stato purtroppo raggiunto nel pomeriggio dalla triste notizia della scomparsa di Padre Angelo Tironi, sacerdote uboldese ma operante come frate francescano nelle diocesi di Venezia, Belluno, Padova e che ha intrapreso così la via del cielo. 
A nome di tutta la comunità uboldese intendo esprimere le più fraterne e sentite condoglianze alla famiglia e voglio anche aggiungere qualche parola per questo grande uomo e un grande sacerdote.
Da bambino ogni volta che tornava a casa dopo Natale o dopo Pasqua potergli fare da chierichetto era sempre molto bello perchè ti conquistava con la sua simpatia e il suo sorriso. 


Abituato ai nostri classici don, da bimbo faticavo a comprendere cosa facesse "il Padre Angelo". Da grandicello capii che la sua vocazione lo aveva portato a essere "prete operaio", prete di frontiera a Portomarghera e a Mestre. 
Quando tornava a casa, appunto nelle festività, durante i miei anni di studi liceali o universitari non mancava mai un passaggio da casa per un caffè. 
Fu in quelle occasioni che capii meglio cosa faceva il caro Padre Angelo, che ci raccontava la sua vita tra gli operai, tra le persone del porto, dove la sua missione era proprio quella di dare un segno, dare una testimonianza cristiana anche lì.
E dall'altra parte la sua grande vocazione per gli ammalati come assistente spirituale dell'UNITALSI e questo mi fa affiorare alla mente la grande tenerezza con cui alla mia famiglia seppe stare vicino nei dolorosi giorni della scomparsa di mamma, nonostante la distanza geografica che ci separava.
Il tutto unito a una simpatia e a una carica umana eccezionale.
Gli ho voluto bene e mi mancherà. 
Lo immagino già in Paradiso a raccontare barzellette a San Pietro e a provare anche col Padre Eterno il giochino per darsi la mano che mi incantava da bambino e che mi ha fatto fin quando ci siamo visti l'ultima volta, qualche anno fa.
Ciao, caro Padre Angelo, guarda giù ogni tanto, il tuo sorriso contagioso mi mancherà davvero tanto.
Arrivederci in Dio.
Lorenzo

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Profughi (?!)

Ho atteso comunicazioni ufficiali prima di parlare per nulla, perchè sono abituato così e credo che a livello di metodo questa cosa in quasi dieci anni da Sindaco abbia solo prodotto risultati che tutti possono vedere. 

Credo che in un rapporto franco e schietto come l'ho sempre avuto con i miei cittadini sia giusto aggiornarvi circa le notizie che stanno uscendo in questi giorni su alcuni giornali locali.

A oggi, data in cui scrivo, NON SONO previsti arrivi di profughi sul territorio uboldese.

E' vero che c'è stata una gara promossa dallo Stato a cui hanno partecipato delle cooperative e la vincitrice di questo bando pubblico ha indicato, tra le altre possibilità, un luogo in Uboldo messo a disposizione da privati, che di pubblico non ha nulla. Questa cosa non è nè voluta, nè cercata, nè richiesta da chi amministra la nostra comunità. E' un dato di fatto. E' una gara. 

Se (e ripeto, SE) accadrà qualcosa nel prossimo futuro che richiederà l'impiego anche di questa struttura ci verrà comunicato e io non mi farò alcun problema a comunicarlo a voi. Questi sono i fatti. E se accadrà l'Amministrazione Comunale farà i suoi passi che oggi non mi sembra il caso di stare a enucleare.

Passo alle considerazioni.

In questi due giorni, da quando è uscito l'articolo su un giornale locale, ho letto e sentito di tutto. Sembra che dietro alla parola "profugo" ci siano dei marziani che arrivano da un'altra galassia, che hanno quattro teste, tre occhi, cinque mani e sette bocche. 

Invece non è così.

Sono pur sempre delle persone, normali, che tendenzialmente fuggono da zone di guerra o di persecuzione. Per lo più sono cristiani che scappano dove l'Islam e i suoi estremisti stanno massacrando senza pietà intere popolazioni solo perchè questa gente non si converte o non accetta di vivere soggiogata a regole che limitano, ledono e imprigionano la libertà dell'uomo.

Sono altresì certo che lo Stato fa sempre in modo di tutelare le comunità dove queste persone arrivano e vengono ospitate, ripeto, in strutture rese disponibili da privati e non da enti locali come il Comune. E per la mia esperienza di alcuni Comuni dove lavoro o dove ho colleghi che mi hanno raccontato, devo dire che è così. Certo, anche io ho un pensiero a riguardo e chi mi conosce un po' sa che non sono certo io il principe dell'intercultura, delle porte aperte o l'alfiere del perbenismo.

Se capiterà non mi farò certo problema a esprimere il mio pensiero a chi di dovere, soprattutto a livello di risorse che questo Comune non ha e non può mettere a disposizione. Ma non è argomento di oggi. 

Vorrei rammentare a tutti, però, che queste persone sono pur sempre esseri umani che sono scappati dalla loro terra per cercare di continuare a vivere. 

Non sono marziani. Non sono mostri a sette teste. 

Sono esseri umani e questo impone, e ribadisco il verbo, IMPONE a tutti uno sguardo comunque di compassione, di carità, di pietas cristiana verso tutte queste persone. Uomini, donne, bambini, anziani, neri, bianchi, gialli che siano. 

Il resto, in questo momento, sta a zero.

Lorenzo

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Messaggio del Sindaco nell'Anniversario della Fine della II Guerra Mondiale - 25 aprile 2015

La grande festa del 25 aprile quest’anno festeggia il suo settantesimo compleanno. Verrebbe da dire che oggi, l’Italia riunita e riappacificata, compie gli anni e lo fa in un momento storico particolarmente complesso per tutti noi che ne siamo suoi figli.


Festeggiano oggi settant’anni gli uomini e le donne del 26 aprile 1945, quelli che dal giorno dopo iniziarono a ricostruire il nostro Paese dopo gli anni della guerra mondiale e della guerra fratricida. 


Festeggiano settant’anni tutti coloro che seppero aggregarsi, mettersi insieme, ripartire, ricominciare, per dare ai propri figli e a noi che oggi ne siamo i nipoti, un mondo più bello e più libero dove vivere, dove crescere, dove formare una famiglia e mettere al mondo dei bambini.

Festeggiano settant’anni oggi i cattolici e i comunisti che, nonostante due giudizi diversi sulla società, seppero regalare una Costituzione tra le più belle al mondo perché capaci, da ambedue le parti, di ricordarsi che ciò che contava era lo sguardo di tenerezza con cui guardare quegli uomini e quelle donne che tanto avevano sofferto e a cui serviva la speranza di un futuro migliore.


E festeggia settant’anni oggi anche la nostra Uboldo che ripartì da due figure imponenti per la nostra comunità: da una parte il Cavalier Tito Zaffaroni, nostro primo predecessore di buona memoria, e Don Livio Tamborini, sacerdote di cui quest’anno abbiamo appena ricordato i quarant’anni dalla sua scomparsa. 


Cosa resta oggi di quel 25 aprile?

Guardando in quanti siamo qui oggi, osservando attentamente come i figli di quella generazione si ricordino di tributare il giusto omaggio a questa giornata, verrebbe da pensare che è rimasto poco. 

Ma non è così che l’Italia potrà rialzarsi.

Occorre ritrovare quello spirito di unità, di fratellanza che fece ricostruire l’Italia e la nostra comunità. Usciamo dalla continua auto frustrazione, dai continui distinguo, e iniziamo ragionare come popolo unito che quando si mette insieme sa essere capace di cose eccezionali nell’industria, nell’artigianato, nel commercio, nelle infrastrutture, nell’arte, nella cultura, nello sport.

Mancano pochi giorni a Expo, la manifestazione mondiale più importante del 2015, che farà diventare capitale del mondo Milano per i prossimi sei mesi. Cerchiamo di vedere questa occasione come un’opportunità per poter mostrare al mondo quanto gli italiani siano un popolo eccezionale.


Il nostro pensiero, infine ma non da ultimo, va a tutte quelle persone che tutelano la nostra sicurezza, la nostra pace, il nostro vivere serenamente insieme. Penso a tutti coloro che indossano una divisa, uomini e donne che quotidianamente mettono la loro vita a nostro servizio. 

Il 25 aprile, settant’anni dopo, cessi definitivamente di essere solo una bandiera sbiadita da sventolare in maniera nostalgica ma diventi uno spirito vivo, entusiasta, concreto che ci fa vivere insieme felici e orgogliosi di essere innanzitutto italiani.

Solo così il sacrificio di allora avrà un senso compiuto e davvero questa giornata diventerà un bellissimo compleanno della nostra Patria finalmente riunito e riappacificato. 

Che Dio benedica sempre la nostra comunità.

Viva l’Italia!

"Ut unum sint"

Con la Messa di questa mattina abbiamo chiuso la settimana di celebrazioni in ricordo di Don Livio Tamborini nel quarantesimo anniversario dalla sua scomparsa.

L'eredità che ci lascia Don Livio è viva ancora oggi e stimola ancora a una riflessione sulla nostra comunità. Due sono gli aspetti che più mi hanno colpito.
Innanzitutto la logica del servizio, della dedizione totale che Don Livio ha dimostrato in 42 anni di servizio per "il mio paese", come scriveva lui.

Quello che dobbiamo chiedere anche oggi è di avere questa forza, questa capacità, questa passione nel servire con dedizione totale le persone che ci sono affidate.

La seconda cosa che più mi ha toccato è la bella riflessione di questa mattina di Don Angelo durante l'omelia che ha richiamato all'unità all'interno del nostro paese, richiamo che anche Don Livio fece suo il 4 aprile del 1948, giorno della sua presa di possesso come Parroco di Uboldo. 
In questi mesi durante i quali abbiamo preparato questa settimana confesso di aver purtroppo dovuto prendere atto di distinguo incomprensibili all'interno di una comunità come la nostra, dove tutti ci conosciamo, dove la gran parte delle persone arriva dalla stessa "casa" che è appunto la Parrocchia o l'Oratorio e dove tutti dovremmo apprezzare i talenti messi a frutto da ciascuno per l'edificazione della comunità. Come diceva oggi il don, "il bene non ha colore". 
Siamo anche noi convinti che sia così e siamo convinti che Don Angelo abbia pienamente ragione tanto che viene da aggiungere che insieme dobbiamo e possiamo cercare di estirpare quella "zizzania" che spesso si introduce dentro al tanto bene e alle cose belle che si possono fare, appunto, con spirito di unione dentro a questa bella comunità ricca di talenti e capacità.

Su questo e su tante altre cose il nostro futuro Parroco avrà non poco da lavorare e per questo occorre affidarci e affidare la nostra gente al caro Don Livio che, di sicuro, non smette dal cielo di voler bene alla sua Uboldo e ai suoi uboldesi.
Lorenzo

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Ieri e Oggi

La giornata convulsa di ieri e le notizie di cronaca che ci hanno visti protagonisti hanno dato poco spazio alla menzione di un anniversario particolare. Rimediamo oggi aggregandolo a un altro colmo di significati.


Ieri, 1 aprile, ricorrevano i 40 anni dalla scomparsa di Don Livio Tamborini, sacerdote nella nostra comunità dal 1933 al 1975. Lo abbiamo ricordato anche nel Consiglio Comunale di martedì sera. Una vita intera spesa per la nostra comunità e i nostri cittadini. Una missione. Un cuore dedicato interamente agli uboldesi. Dobbiamo essere grati ancora oggi a Don Livio perchè gran parte di ciò che vediamo sotto gli occhi è anche opera sua. La figura di Don Livio è particolarmente legata alla ricostruzione del dopoguerra insieme al primo sindaco di Uboldo e mio stimato predecessore, il Cav. Tito Zaffaroni. Insieme queste due persone hanno proprio ricostruito il nostro paese sulle macerie della guerra, tenendo unite le persone, evitando di disperdere il gregge, cercando di far marciare tutti i nostri nonni e i nostri genitori verso un'unica direzione. Altri tempi, altri preti. 
Gente che ha saputo unire, farsi amare, gente che è passata alla storia perchè non è stata "fuori" ma "dentro" il popolo e ha avuto il coraggio di camminare insieme ad esso. Gente che ha saputo condividere con i suoi uomini e le sue donne le fatiche del quotidiano. 
Affidiamo particolarmente a Don Livio questi mesi così tribolati che ci vedono in attesa di una nuova guida pastorale.

Il secondo anniversario ricorre oggi, ed è quello dei 10 anni dalla morte del Beato Giovanni Paolo II che per molti, come me, è stato il primo Papa della vita. 
Ricordo molto bene quei giorni, compreso il viaggio a Roma nella notte tra il lunedì e il martedì successivo. Ricordo quanti giovani erano accorsi, tra cui noi, a raccogliere la sua ultima omelia fatta davanti a quel popolo che andava a vedere il Papa morto. La fotografia più forte che ho nella mente ancora oggi di quel giorno è ancora questo piccolo aneddoto. Quando arrivammo davanti alle spoglie di Giovanni Paolo II proprio lì, a due passi, c'erano le famiglie Bush e Clinton arrivate per rendere omaggio al Papa. In quel momento quegli uomini, i potenti della terra, i più potenti del mondo, sembravano infinitamente piccoli davanti alla grandezza di quell'uomo che invece stava lì, composto e silenzioso nella solennità della morte.

Nel giorno del Giovedì Santo che apre oggi il Triduo di Pasqua, facendo gli auguri a tutti i nostri sacerdoti perchè oggi è il loro giorno, speriamo che il Beato Giovanni Paolo II continui a operare dentro la Chiesa e dentro all'umanità dal cielo.
Sempre forti di quel richiamo, forte e viscerale, che ancora oggi ci tocca: "Aprite, Spalancate le porte a Cristo!"
Lorenzo

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Non arretriamo

Questa sera abbiamo forse toccato uno dei punti più bassi della storia di questa comunità. Intorno alle 22, durante il Consiglio Comunale, è stata data fuoco alla macchina del Segretario Comunale, il Dott. Francesco Paolo Alamia. 


Una tanica di benzina e dei sassi sono appunto stati ritrovati vicino alla macchina.
Un gesto ignobile, meschino, vergognoso. 
Un gesto mafioso.

Il Dott. Alamia in questi anni da Segretario Comunale mi ha insegnato una cosa che tengo sempre nel cuore e nella mente: "Sindaco, si ricordi bene, lo Stato non si piega. Mai." Questa sera sono le prime parole che ci siamo detti io e lui.
E sono le parole che sento più che mai nostre: non arretriamo, non ci pieghiamo di fronte a questa barbarie, a questa merda.
Certo è che l'escalation delle cose è davvero stucchevole.


Prima i volantini anonimi durante la campagna elettorale, con l'autore colto sul fatto dalle telecamere comunali.
Poi le prime righe sulle macchine.
Poi un imbecille, un grande cuordileone, che lascia sulla mia macchina gli scontrini di un locale dove è stato. L'imbecille è imbecille dal momento in cui quegli scontrini corrispondono esattamente alla sua registrazione su Facebook in quel locale insieme a qualche suo amichetto. Uno così è da candidare al Premio Nobel all'Ignoranza. 
E ora la macchina del Segretario bruciata.
Oltre a un escalation di situazioni e di cose che mi hanno fatto porre molte volte degli interrogativi e che ho già provveduto a trasmettere alle autorità competenti.

In questo momento non ho paura. Affatto.
Conosco il mio lavoro e conosco perfettamente i rischi a cui vado incontro ogni giorno che metto il mio culo su quella sedia. Lo so dal primo giorno. 
Lo Stato non si piega e lo dimostreremo ancora una volta.
IO NON MI PIEGO.

Cari cittadini, cari uboldesi, ma soprattutto cari giovani, ragazzi e ragazze: ricordate sempre che possono anche farci tacere, possono provare a calpestarci, a chiuderci la bocca, ma lo Stato non arretra e non si piega. Mai.
Si vergognino coloro che hanno avuto a che fare con questa gente qui e che lerciano quotidianamente il nostro Stato, la nostra Bandiera, la nostra Italia. 
Gente ignobile che non merita rispetto.

Chiedo solo a chi deve metterci nelle condizioni di lavorare, e quindi al Prefetto e a tutti i suoi collaboratori, di metterci nelle condizioni migliori di sicurezza davanti a invasati come questa gente qua. 
Due anni fa, a pochi chilometri da qui, in una situazione simile, una mia collega ci ha rimesso la vita. Sarebbe meglio agire prima che sia troppo tardi.
Lorenzo

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Integrazione e intercultura?

Ora posso dirlo: sono orgoglioso di far parte, ma soprattutto di rappresentare, uno Stato dove le Istituzioni, collaborando tra di esse, sono arrivate a questo risultato. 
Un grazie enorme mi sento di mandarlo proprio oggi, Festa della Donna, alla nostra Preside, la Dott.ssa Clara Mondin, che oltre ad essere una efficiente dirigente statale è una persona che non dimentica la sua prima missione: educare e prendersi cura dei nostri ragazzi. In questo caso due caratteri non sempre accomodanti come i nostri sono serviti.
E' curioso che in questa vicenda siano tutte donne quelle che anche da Busto Arsizio hanno deciso di intervenire in maniera così incisiva, come anche tutto femminile è il nostro ufficio Servizi Sociali che ha attivato insieme alla Scuola tutti gli Enti legati alla Giustizia che hanno competenza su questo caso.
Gli unici maschietti eravamo io ed Ercole, assessore ai Servizi Sociali, che è davvero indispensabile in casi come questo per poter condividere il peso delle responsabilità.

Questa settimana, proprio questa settimana, mi sono sentito fare spesso la predica dalle "anime belle", mi sono sentito dare del razzista (a me...), del filo-leghista (a me...capite?). In realtà io sono ben cosciente di quello che dico e di quello che penso. Questa, e ribadisco, QUESTA, è la cultura con cui dobbiamo confrontarci e con la quale non dobbiamo arretrare un centimetro. E se non ce ne rendiamo conto o se non lo ammettiamo a noi stessi siamo semplicemente miopi o stupidi.

Certo, sempre qualche "anima bella" mi dirà che queste cose accadono anche tra gli italiani, ma è la base da cui partono queste vicende ad essere diversa: qui parliamo di un'educazione basata su regole educative ideologiche ed estremiste. 
E' la radice dei fatti che è diversa. 
Spero che queste "anime belle" si risparmino la predichetta della domenica. 
Così come ai "signori e alle signore della sicurezza" voglio dire che questo intendevo in Consiglio Comunale quando dicevo che chi parla di sicurezza spesso e volentieri non sa nemmeno cosa dice. In questa indagine non è servito whatsapp o il gruppo di ronde. Questo è lavorare per la sicurezza, non le stronzate che leggo quotidianamente sui social da "cuor di leone" che credono di essere Rambo. 


Così come ai gruppi della "carità a tutti i costi" spero che questa vicenda serva di lezione. Quando io, Ercole o il Comune ci dimostriamo freddi o tiepidi su certe vicende non c'è volontà di discriminare, ma semplicemente di approfondire, capire meglio oppure perchè a volte noi sappiamo di più, molto di più. Invece, spesso e volentieri, questi grandi missili della "carità sì, ma non a casa mia", si permettono anche di esprimere giudizi su chi è lì per aiutare al meglio tutti.


A tutti quelli che invece capiscono intendo mandare un messaggio: DENUNCIATE.


Non state zitti, non chiudete gli occhi, non voltatevi dall'altra parte. 
Queste indagini sono partite appunto così. 
Il Comune, la Scuola, i Carabinieri, la Polizia spesso non possono arrivare a tutto. 
Serve la vostra collaborazione.
Non abbiate paura. Venite da me, dalla Preside, dai Carabinieri, dalla Polizia. 
Siamo qui per voi. Siamo qui anche e soprattutto per quello. 
Non tacete. Spesso e volentieri il reato e il peccato più grave è l'omertà, il silenzio, la pavidità nel dire anche solo "senti Lorenzo, non mi torna questa cosa..."
Non rimanete in silenzio. Meglio sbagliare in buona fede, che tacere.
Grazie davvero a tutti quelli che hanno collaborato a questa storia che ci ha impegnato, e non poco, nell'ultimo periodo. Come ho scritto l'altro giorno, sono orgoglioso di rappresentare e servire questo Paese. Oggi ancora di più. 
Lorenzo

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Ancora (e chiudiamola qua) sulla cittadinanza negata

Art. 476 del Codice Penale: "Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, e' punito con la reclusione da uno a sei anni."

L'altro ieri il giornalista Alessandro Madron de "Il Fatto Quotidiano" mi ha intervistato a margine di un colloquio che ha avuto con la presunta signora alla quale avrei negato la cittadinanza.
Di più di 30 minuti di colloquio video ripreso, Alessandro ha montato solo 2 minuti e spiccioli. Ma non è questo il problema, conosco bene le regole della comunicazione e del giornalismo.

Faccio alcune considerazioni:
1) Alessandro ha omesso quella che io ritenevo e ritengo ancora la cosa più importante di tutto: questa benedetta formula va letta o no per poter diventare cittadino italiano? E aggiungo: se io avessi dichiarato il falso (ovvero che la cittadina aveva prestato giuramento) avrei quindi infranto la legge che ho riportato all'inizio. Può un pubblico ufficiale, un sindaco, un uomo che dovrebbe essere l'esempio della legge infrangere la legge in modo così plateale?
2) Quello che è stato provato a farmi dire ripetutamente durante l'intervista è se io ne avessi fatto un problema di integrazione. No, e lo ribadisco, NO. Io sull'integrazione ho il mio pensiero, ma quando sono lì e faccio il Sindaco non devo opinare su questo. Devo far rispettare le regole. E le regole parlano chiaro. 
Per prendere la cittadinanza devi leggere una frase.
Se non la leggi io dovrei firmare un verbale falso.
Firmando un verbale falso commetterei il reato di falso in atto pubblico.
Il falso in atto pubblico è un reato. 
Punto. Anche uno gnu potrebbe capirlo. 
3) Il caso montato vedo che sono le mie risposte in una chat di Facebook. Bene, sappia il ragazzino figlio della signora che per parlare con me esistono canali istituzionali ai quali tutti (e ribadisco TUTTI) i cittadini possono rivolgersi. Anche lui. Anche lui quando al bar evita di salutare o gira lo sguardo altrove. Se vogliamo parlare di integrazione e educazione allora parliamone: il ragazzino ha introdotto la discussione SENZA salutare, SENZA chiedere se disturbava, DANDO immediatamente del tu (cosa che se l'avessi fatta io ai tempi mi arrivava uno scappellotto immediato) e introducendo con un "come ti permetti di dire". Lo ribadisco senza troppa emozione, ma glielo scrivo in grande e in grassetto: IO DICO QUEL CAZZO CHE MI PARE. Nonostante tutto col ragazzino ho comunque provato a intavolare una discussione. E se al mondo di oggi spaventa un "cazzo" dico ai soliti moralisti e perbenisti che davvero possono girare altrove. Una cosa la so benissimo: non mi faccio certo intimidire da un ragazzetto che scrive "ma come ti permetti"...

Infine, ma proprio infine, tre riflessioni-provocazioni:
1) noto che sia al mio collega Paolo Mazzucchelli di Cairate che a me siano capitate due signore che, mentre noi abbiamo cercato di tutelare il più possibile l'identità e la privacy, non si sono fatte alcun problema a comparire e raccontare la loro lacrimevole storia.
2) abbiamo anche nel nostro Comune centinaia di persone che provengono dai paesi più disparati del mondo: perchè questi casi succedono SEMPRE con persone che provengono da una determinata cultura? 
3) e quindi per queste e SOLO per QUESTE persone dovrebbe esistere una legge più uguale per loro per la quale è giusto infrangere le regole e il codice penale?

Nel frattempo dico ai soliti moralizzatori (e ad Alessandro Madron che ringrazio comunque per il tempo speso e l'onestà intellettuale dimostrata) che il sottoscritto, nella sua grande inesperienza e inadeguatezza, attende da 3 (TRE) giorni che qualcuno più illuminato di lui gli dica se allora questa caspiterina (così non tremano i bambini...) di formula va letta o no.
Da ciò capirò se un Sindaco è tenuto a infrangere la legge, facendo un FALSO IN ATTO PUBBLICO, per dare una cittadinanza e quindi deciderò come comportarmi di conseguenza.
Perchè se posso infrangere una volta la legge "a fin di bene", la posso infrangere molte altre volte?

Che mi girino alla larga...
Lorenzo

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Ma quale crisi...

Si fa presto a condividere post contro i politici "perchè non pensano alla gente". Si fa presto a fare i filosofi del nulla, rimanendo affascinati e plaudendo a chi parla di "reddito di cittadinanza".
Vi racconto la mia giornata lavorativa odierna.

Per un progetto vinto c'è la possibilità data ai disoccupati o inoccupati di usufruire di 9/10 corsi di formazione GRATUITAMENTE che formano addetti per la Grande Distribuzione (da cassiere a banco freschi, fino addetti alla vendita).

Tenete conto che per corsi del genere, a libero mercato, si spende tra le 400 e le 2000 euro. 

Tenete conto che il commercio Grande Distribuzione a oggi è uno dei pochissimi settori a saldo positivo per quanto riguarda le assunzioni. 

Grazie a un contributo regionale (quindi della tanto vituperata POLITICA) questi corsi possono essere erogati gratuitamente a 40 beneficiari.

Abbiamo cercato i beneficiari in un database di disoccupati composto da più di 100 persone.

Solo 8 (OTTO) hanno accettato. 

L'età è compresa dai 18 ai 65 anni.

Gli skill richiesti sono ridicoli in quanto è il corso che ti forma.

Ho chiesto di scrivere le motivazioni dei rifiuti pervenuti al telefono e ve ne scrivo un campione:

"Non vuole impegnarsi 8 ore al giorno per un corso"

"Non interessata al tipo di corso"

"Ha detto che ci doveva pensare, ma poi non ha più risposto"

"Sembrava interessato, ma poi non ha più risposto"

"Ha preso degli appuntamenti allo sportello e non si è presentato"

"Il pomeriggio e’ impegnato con lo sport"

Infine, sempre nel pomeriggio, un'azienda a cui abbiamo inviato dei curriculum per un altro progetto in un altro territorio ha incontrato un candidato.

Il candidato, un giovane ragazzo disoccupato, al termine del colloquio ha detto all'azienda (IL CANDIDATO ALL'AZIENDA!!!!): "ci penso e vi faccio sapere."

E poi dicono che c'è la crisi...

Lorenzo

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Cittadinanza e informatore

Voglio ringraziare i tanti amici e cittadini che mi hanno fatto presente che quanto accaduto a Cairate tra Sindaco e una cittadina che doveva giurare per la cittadinanza ha un precedente che è quello che vi ho raccontato qualche settimana fa attraverso i giornali.
Non mi interessa avere il primato.

Mi interessa che il messaggio sia passato.
Magari il collega manco lo sapeva o magari lo aveva letto da qualche parte eha trovato la forza e il coraggio di fare lo stesso gesto. Ma non è questo che mi interessa. Anzi, ieri sera ho avuto il piacere di chattare con lui e devo dire che è una persona davvero in gamba con la quale ci siamo subito trovati in sintonia. 
Non è razzismo, questo.
Non è voglia di esibizionismo.
E' semplicemente rispetto per lo Stato che rappresentiamo. 
E da questa cosa non retrocedo nemmeno un centimetro.
L'ho fatto una volta e non è detto che non lo rifarò una seconda, una terza e tutte le volte che il mio essere in quel momento rappresentante dello Stato non mi richiederà di intervenire in tal senso. Avvocati o no. Moralizzatori o no.

In questi giorni è diffuso nelle vostre case l'informatore di febbraio.
Come sempre trovate tante notizie. Chiedo di prestare particolare attenzione alla vicenda dei "30 mesi" per coloro che hanno i terreni sbloccati con l'ultimo PGT. 
Come già anticipato sulla stampa nelle prossime settimane inviterò anche i proprietari in Comune per un incontro di confronto tra le parti.
Non è detto che, a margine di questi incontri fatti tra politica e cittadino, faremo un incontro anche per i tecnici che operano sul nostro territorio.
Lorenzo

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50 mila euro per le misure forestali: grazie Provincia!

Grazie al Vicepresidente della Provincia di Varese, Giorgio Ginelli, che ha dimostrato di quanto sia importante la vicinanza tra enti e il dialogo tra istituzioni. Il finanziamento da 15 Mila euro diventa ora da 50 Mila e potremo lavorare ancor meglio per la sicurezza dei nostri cittadini. Grazie a Matteo Pizzi,nostro assessore alla partita, e a PIero Zucca che insieme ai ragazzi della Protezione Civile lavorano da tempo alla pulizia e alla manutenzione dell'alveo del Fontanile.

Se tante volte non siamo qui a contare i danni lo dobbiamo a loro! 

Lorenzo

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Ma chi vogliono prendere in giro? 

Ho letto la "supercazzola" diffusa da Progetto per Uboldo - il Centrosinistra (alias PD) riguardo il tema Varesina Bis. Se la prima parte è parzialmente condivisibile (anche se accusano di non firmare il Comitato per poi non firmare nemmeno loro...va beh, la coerenza!) ho trovato due passaggi dove è evidente la volontà di prendere per i fondelli i cittadini alterando completamente la realtà!

Il Centrosinistra scrive: "Di certo la “varesina bis” non servirà a togliere il traffico dalla Via IV Novembre di Uboldo poiché l’unica soluzione veramente utile è quella di realizzare la variante, cosiddetto “peduncolo”, che dal punto in cui arriverà ad Uboldo la “varesina bis” devii il traffico attuale della 527, nonché il nuovo traffico che arriverà con la “varesina bis” e che oggi non passa per Uboldo, verso il nuovo svincolo autostradale e da lì verso la Saronno-Monza". 
MA....MA.....MA.....MA....SOGNO O SON DESTO???? A parte l'italiano (non si capisce qual è la frase principale e le subordinate...roba da horror...) LA VARESINA BIS E' IL "PEDUNCOLO" che dicono loro!!! Ma il progetto lo hanno visto o scherziamo???

Il Centrosinistra poi fa peggio e aggiunge: "Su questo punto l’unico in ritardo di qualche anno è il sindaco Guzzetti che tanto si era vantato di aver ottenuto insieme allo svincolo autostradale la contestuale realizzazione del “peduncolo”."
MA....MA.....MA....io non mi sono vantato di nulla. Io e la mia Amministrazione 2007 abbiamo esattamente fatto questo (con tanto di verbale agli atti e delibera fatta il 6 settembre 2007). Il problema è che a questa delibera doveva poi seguire una Conferenza dei Servizi prevista per la metà di ottobre 2007 che non fu MAI svolta perchè a Uboldo un ricorso fece cadere la Giunta. E sapete chi erano quelli che fecero cadere la Giunta? Luca Saibene e quelli del Centrosinistra di Uboldo poi dispersi un po' in Uboldo Civica e un po' nel PD (sì, sono sempre loro, non sono cambiati...purtroppo)

Ma dico...ma stiamo scherzando o che cosa?
Ma davvero volete prendere in giro i cittadini?

Infine un'ultima nota che mi permetto di fare a Luca e al PD in quanto li considero lievemente diversi rispetto ad altri pseudo leader e pseudo movimenti presenti in Consiglio Comunale che hanno una corrispondenza alla politica quasi simile a quella che hanno i cavoli con la merenda.
Dire che un Sindaco non rappresenta la maggioranza degli uboldesi significa non rispettare la democrazia che ha delle regole che non faccio io. 
Che questa critica venga dal PD che è lo stesso partito che oggi sta approvando una legge elettorale che prevede un maxi premio di maggioranza per chi raggiunge il 40% del consenso (cioè la minoranza relativa!) è davvero stucchevole oppure significa, anche in questo caso, prendere in giro i cittadini.
Che queste regole servano a stabilizzare un'amministrazione lo sostiene anche Matteo Renzi che è uno che nel PD vince a differenza di quello uboldese che dal 32,81% delle europee è passato al 13,37% nelle locali. 
Matteo Renzi, rammento, propone questa legge elettorale forte del fatto che avendo fatto il sindaco sa che la stabilità politica è l'arma migliore per ottenere risultati (cosa che il candidato sindaco perdente del PD non potrà testimoniare...)
Che nel PD uboldese non ci sia uno che si sia assunto la responsabilità di questa clamorosa debacle dice tutto riguardo alla statura politica dei rappresentanti del PD locale.

Mentre pensano a queste cose, lascio agli amici di Progetto per Uboldo un po' da studiare in modo che la prossima volta che apriranno la bocca lo facciano a ragion veduta. (possono sempre andare qui e ripassare:http://www.ilorenzo.it/i-lorenzo-media/svincolo/)

Infine per le scuse presentate al Comitato: da un movimento che perde il 19% del consenso lo stesso giorno, nello stesso paese, nella stessa consultazione elettorale non penso di dover prendere lezioni.
Nè di stile, nè di morale, nè, soprattutto, di politica. 
Anzi, nel caso vi faccio ripetizioni che vedo ne avete bisogno.
Lorenzo

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Varesina Bis e dintorni

Uboldo, 10 febbraio 2015

OGGETTO: Risposta a Vs. Prot. n. 01903 con oggetto Varesina Bis

Gentili Anonimi.

            Dato che non vi firmate per me siete anonimi e così io mi rivolgerò a voi.

 

La vostra necessità di portare alla Nostra urgenza l’attivarsi per impedire la realizzazione dell’opera in progetto è una solenne presa per i fondelli nei confronti di chi amministra e nei confronti dei cittadini.

L’opera di cui parlate non è qualcosa “a sé stante” ma è inclusa nel progetto di Pedemontana, progetto per il quale TUTTE le Amministrazioni e TUTTI i cittadini potevano esprimersi con proprie osservazioni da far pervenire entro il luglio del 2009.

Dal 18 febbraio 2010, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’iter è stato concluso.

Pertanto, a livello amministrativo, siete solo in ritardo di 6 anni.

 

Passiamo all’utilità dell’opera.

Per me la Varesina Bis non è utile, è NECESSARIA.

Tralascio il denaro investito sul mio territorio, ma vi informo cari anonimi che con la Varesina Bis io potrò chiudere la Via IV Novembre al traffico pesante e altro che “non presenta alcun vantaggio sotto il profilo della riduzione dell’inquinamento” come scrivete voi.

 

Arrivo infine “alle aspettative e alle richieste dei cittadini dei comuni interessati rappresentanti anche dallo scrivente comitato”.

Posto che devo capire se i cittadini che vi scrivono sanno di essere rappresentati da degli anonimi, non capisco perché quegli stessi cittadini non scrivono prima a noi Amministratori che, fino a prova contraria, abbiamo più titolo di rappresentanza essendo, sempre fino a prova contraria, rappresentanti dello Stato in forza di un legittimo mandato democratico.

Come me, molte altre Amministrazioni e altri Colleghi hanno già speso ore, tempo, fatica, lavoro per questo progetto. Per tutte queste ragioni vi chiedo fin da ora di lasciarmi fuori da ogni vostra comunicazione a cui sono completamente disinteressato e vi rammento che il Comune non effettua il servizio di Posta conto terzi, per cui se volete mandare delle lettere potete altri mezzi per comunicare con tutti i Consiglieri Comunali, siano essi di maggioranza o di minoranza.

 

Cordiali saluti.

 

Dott. Lorenzo Guzzetti

Sindaco di Uboldo

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Lavori Pubblici - Il primo triennale 2015-2017

Venerdì abbiamo approvato il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Da qui scattano i 60 giorni che ci consentiranno, poi, di approvare il bilancio. 
Ecco dove finiranno i nostri soldi, ma soprattutto i soldi dei camion che vedete passare sulla Via IV Novembre e che (sempre che Renzi e il Governo non cambino le carte in corsa) ci daranno l'opportunità di avere liquidità per fare un po' di lavori. 
Enrico Chieregato e Matteo Pizzi si sono dati parecchio da fare insieme all'ufficio per arrivare a far sintesi sui punti salienti. 
Nel 2015 avvieremo una pesante riqualificazione degli stabili comunali sui quali tornerò in maniera più diffusa prossimamente. Questa riqualificazione però coinvolgerà le nostre scuole, in particolar modo la XX Settembre che è un colabrodo energetico, e altri edifici comunali ai quali mettere mano sta diventando necessario con priorità assoluta. 
Faremo anche interventi importanti sulle strade.
A livello di strade interverremo in
- Via Primo Primo Maggio 
- Via Asiago 
- Via Dell'Acqua (il tratto di cavalcavia)
- Via Garibaldi 
- Via Giovanni Paolo I 
- Via Cerro (II tratto)

A livello di marciapiedi:
- Via Italia (spiegheremo poi meglio...)
- Via I Maggio 
- Via Monte Grappa
- Via Galileo Galilei 
- Via XX Settembre (lato destro)

C'è ancora un progetto a cui stiamo lavorando per questo anno e poi...
E poi...e poi bolle in pentola qualcosa di davvero grande, bello e stimolante.
Un progetto, anzi, IL progetto.
Ancora qualche tempo e se sarà fattibile lo scoprirete.
Avanti così.
Lorenzo

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