350 mila euro di motivi per aprire il sottopasso

Stamattina apro qualche giornale e leggo: apre la pista ciclabile.

Mi sorprendo perchè giusto il mese scorso (http://uboldochevorrei.blog.tiscali.it//Il_mistero_della_pista_ciclabile_1933479.shtml ) venne alla luce dopo averlo detto per tanto tempo che la Via Tolmezzo era privata. Vado a informarmi e scopro, infatti, alcune cose simpatiche.
1) Apre il sottopasso. Ed era ora, dato che è un’opera pagata centinaia di migliaia di euro da noi ed ancora inutilizzata.
2) Il sottopasso non sarà pista ciclabile: cioè gli abitanti di Via Tolmezzo hanno visto riconosciuto il fatto che la loro via non è comunale, è ancora di proprietà degli abitanti del luogo e quindi è salvaguardato il diritto alla proprietà privata. Mi dico con soddisfazione che il Muro di Berlino è caduto anche qui allora…
3) Addirittura si legge in delibera: "procedere alla cancellazione della segnaletica orizzontale indicante la pista ciclabile in Via Tolmezzo".
4) I conti ci dicono che questa opera voluta dall’amministrazione del CentroSinistra ci è costata (prendo i numeri della delibera):

 

€ 293.074,10 IVA esclusa +
€ 47.132,47 +
€ 17.927,03
TOTALE: 340 mila euro e rotti!!!

Oltre, non dimentichiamolo mai, la lungaggine dovuta al fatto che il tentativo di passare sopra a un terreno di un privato cittadino era stato provato senza esito positivo tanto che il percorso venne cambiato.

Quindi possiamo dirci soddisfatti. Sì, soddisfatti nel vedere che con tante opere da fare in paese sono stati spesi quei soldi per fare un sottopasso certamente utile ma non prioritario per la nostra comunità.
Non è una pista ciclabile: è un sottopasso. Il sottopasso che non sarà pista ciclabile rimarrà a testimoniare in maniera imperitura l’incapacità di chi ci ha governato per cinque lunghi anni e che ha fermato un paese per due anni. Come in paese, per esempio, dove è stato messo un nastro di vernice rossa per delimitare non si capisce bene se una pista ciclabile o un percorso pedonale, dove non si capisce il senso di marcia, dove non c’è un inizio e una fine. Come la palestra, con la partenza lavori firmata a dieci giorni dalla fine del mandato senza possibilità di essere rieletti. Come i PhotoRed, che il "pitbull" Guzzetti tolse e chissà quanti incidenti sarebbero capitati, anche se non mi spiego ancora oggi come mai a centinaia di infrazioni comminate a 151 euro a botta (più i punti della patente) non sia mai corrisposto un incidente. E nemmeno dopo aver tolto i Photo Red sono capitati incidenti…O come le fioriere, di cui ancora oggi nessuno ci ha detto quanto siano costate quell’opera geniale fatta senza consultare un solo tecnico del traffico per capire se servivano ed erano regolari (appoggiavano tutte su una base in marmo con spigolo vivo).
E poi, ahimè, dopo tutte queste cose mi tocca leggere che c’è soddisfazione per l’apertura del sottopasso.

Sono sempre più convinto che il potere, mai come in questa occasione, starà nella matita dei cittadini quando avranno tra le mani la scheda elettorale.
Enzo Biagi, grande e indimenticato maestro, una volta disse: "Si può stare a sinistra di tutto. Non del buon senso". Mi sembra che qualcuno sia già andato ben oltre.
Lorenzo

Mi sorprendo perchè giusto il mese scorso (http://uboldochevorrei.blog.tiscali.it//Il_mistero_della_pista_ciclabile_1933479.shtml ) venne alla luce dopo averlo detto per tanto tempo che la Via Tolmezzo era privata. Vado a informarmi e scopro, infatti, alcune cose simpatiche.
1) Apre il sottopasso. Ed era ora, dato che è un’opera pagata centinaia di migliaia di euro da noi ed ancora inutilizzata.
2) Il sottopasso non sarà pista ciclabile: cioè gli abitanti di Via Tolmezzo hanno visto riconosciuto il fatto che la loro via non è comunale, è ancora di proprietà degli abitanti del luogo e quindi è salvaguardato il diritto alla proprietà privata. Mi dico con soddisfazione che il Muro di Berlino è caduto anche qui allora…
3) Addirittura si legge in delibera: "procedere alla cancellazione della segnaletica orizzontale indicante la pista ciclabile in Via Tolmezzo".
4) I conti ci dicono che questa opera voluta dall’amministrazione del CentroSinistra ci è costata (prendo i numeri della delibera):

 

€ 293.074,10 IVA esclusa +
€ 47.132,47 +
€ 17.927,03
TOTALE: 340 mila euro e rotti!!!

Oltre, non dimentichiamolo mai, la lungaggine dovuta al fatto che il tentativo di passare sopra a un terreno di un privato cittadino era stato provato senza esito positivo tanto che il percorso venne cambiato.

Quindi possiamo dirci soddisfatti. Sì, soddisfatti nel vedere che con tante opere da fare in paese sono stati spesi quei soldi per fare un sottopasso certamente utile ma non prioritario per la nostra comunità.
Non è una pista ciclabile: è un sottopasso. Il sottopasso che non sarà pista ciclabile rimarrà a testimoniare in maniera imperitura l’incapacità di chi ci ha governato per cinque lunghi anni e che ha fermato un paese per due anni. Come in paese, per esempio, dove è stato messo un nastro di vernice rossa per delimitare non si capisce bene se una pista ciclabile o un percorso pedonale, dove non si capisce il senso di marcia, dove non c’è un inizio e una fine. Come la palestra, con la partenza lavori firmata a dieci giorni dalla fine del mandato senza possibilità di essere rieletti. Come i PhotoRed, che il "pitbull" Guzzetti tolse e chissà quanti incidenti sarebbero capitati, anche se non mi spiego ancora oggi come mai a centinaia di infrazioni comminate a 151 euro a botta (più i punti della patente) non sia mai corrisposto un incidente. E nemmeno dopo aver tolto i Photo Red sono capitati incidenti…O come le fioriere, di cui ancora oggi nessuno ci ha detto quanto siano costate quell’opera geniale fatta senza consultare un solo tecnico del traffico per capire se servivano ed erano regolari (appoggiavano tutte su una base in marmo con spigolo vivo).
E poi, ahimè, dopo tutte queste cose mi tocca leggere che c’è soddisfazione per l’apertura del sottopasso.

Sono sempre più convinto che il potere, mai come in questa occasione, starà nella matita dei cittadini quando avranno tra le mani la scheda elettorale.
Enzo Biagi, grande e indimenticato maestro, una volta disse: "Si può stare a sinistra di tutto. Non del buon senso". Mi sembra che qualcuno sia già andato ben oltre.
Lorenzo

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