Addio Don Balbiani

Ci sono momenti nella storia di una comunità come la nostra in cui occorre fermarsi e rendere merito a quelle grandi persone che hanno fatto la storia della nostra Uboldo.

 Sarebbe un male far finta di niente o cercare di sminuirne la portata, perché è giusto che un paese renda il giusto onore a chi ha speso gran parte della sua vita a servizio degli altri e sacrificando tempo, energie e lavoro per il prossimo.
Oggi è morto Don Giovanni Balbiani, e per molti forse che leggono questo blog questa cosa può non dire nulla, invece ne scriviamo appunto perché non può essere così. Don Balbiani è stato innanzitutto compagno di messa dell’indimenticato e indimenticabile Don Livio Tamborini, entrambi ordinati dal Beato Cardinal Schuster nel lontano 9 giugno 1933. Storie che si intrecciano, strade che si uniscono. Don Balbiani e Don Livio, entrambi figure immense per Uboldo. Don Giovanni Balbiani si è dedicato per anni alla nostra chiesetta della Girola, Don Livio è stato prima coadiutore (di un altro grande sacerdote, Don Giuseppe Coppi) e poi parroco di Uboldo, dedicando alla nostra gente 42 anni di vita, dal 1933 al 1975. Che a scriverlo poi sembra poco, ma pensate voi cosa sono 42 anni! Mentre Don Livio ha speso la sua vita nella pastorale parrocchiale, Don Balbiani è stato educatore e professore del Collegio Arcivescovile Castelli di Saronno ed aveva perfezionato i suoi studi di matematica, scienze, fisica, disegno tecnico e astronomia dopo la sua ordinazione. La sua passione e i risultati che aveva conseguito in quei campi gli valsero l’accesso alle Cattedre scientifiche del Collegio. Si è poi sempre dedicato alla nostra Girola, dove ha sempre risieduto e dove ha celebrato tutte le domeniche la messa finchè la salute lo ha confortato.

 

L’ho conosciuto poco Don Balbiani, solo quando ero piccolo e facevo il chierichetto, ma l’ho conosciuto quel che basta per percepirne la freschezza di mente e l’intelligenza viva, costellata da un grandissimo rispetto e amore per la sua scelta vocazionale. Non ha mai mollato la sua veste talare, e lo ricordo con quale passione discuteva con il nostro caro Don Luigi delle persone della "sua" Girola che lui conosceva personalmente, famiglia per famiglia, nome per nome. E questo non è uno sguardo nostalgico e patetico di un remoto passato, ma di un ieri che non è nemmeno troppo lontano. Quando i preti conoscevano le famiglie, le seguivano, e le amavano perché affidate a loro non dalla mano degli uomini, ma da Dio. Magari con semplicità, con quel modo nostrano di voler bene a volte un po’ ruvido. Ma con il cuore. Preti che non spendevano tanto tempo nelle parole, ma nel rapporto con le persone. Con noi.
Se ne va un altro pezzo della nostra storia. In un anno che si è già portato via, a maggio, un’altra grandissima figura della nostra comunità: il Cavalier Tito Zaffaroni, primo sindaco di Uboldo. L’augurio e la speranza è che il loro esempio e le loro figure vengano ricordate sempre anche nelle scuole, ai nostri ragazzi, che rischiano di crescere infarciti di multiculturalismo, ma ignari della propria storia. E chi non conosce la propria storia non sa da dove viene. E purtroppo, alla fine, non sa nemmeno dove va.
Grazie Don Balbiani, in un mondo dove la riconoscenza sembra essere sempre di più merce rara, dove qualcuno cerca di eliminare o di infangare il passato perché scomodo e ingombrante dal tanto bene fatto a confronto di un presente spesso avaro e inconsistente, noi ci sentiamo ancora in dovere di ringraziare. Perché c’è riconoscenza. Perché c’è fede. Perché è la nostra storia. Perché lì, non nelle parole, ci siamo noi.
Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    Francesco Bianchi (mercoledì, 03 gennaio 2018 12:30)

    Facendo alcune ricerche sono incappato in questo articolo su Don Balbiani, al quale sono molto interessato, infatti fù compagno di studi di un mio parente e furono ordinati insieme...ho letto che l'ha conosciuto poco ma sarei corioso di sapere se l'ha mai sentito nominare don Dante Colombo.
    Mi scuso per la domanda che può risultare strana.
    mi può contattare a: francesco_2000.6@libero.it
    Francesco Bianchi