Eppure io vedo la carezza del Nazareno

…eppure, la "carezza del nazareno" invocata dall’ateo Jannacci si vede.

Maledettamente si vede. La sua splendida intervista sul Corsera di venerdì ha aperto in me molte riflessioni. E io alla fine dico che quella "carezza" forse c’è, ma ancora una volta, come duemila anni fa su altre strade e in altri luoghi, la storia si ripete.

 La "carezza del nazareno" la si vede in questa morte a cui sta andando incontro Eluana che fa parlare ancora di più, ogni giorno di più, le persone, la gente comune. Più muore, più Eluana si fa viva in mezzo alla gente. Non è forse la Sua carezza il fatto che più quell’ospedale si permei attorno a un silenzio che sa di morte, più la gente sia ne parli? Non è forse la sua carezza l’incontro di Eluana con il medico che l’ha accompagnata per cinque ore nel viaggio verso Udine facendolo uscire "devastato"? Non è forse la Sua carezza, come duemila anni fa, il fatto che una morte non ha fatto cessare il clamore, non ha fatto tacere tutti? Non è forse la Sua carezza, come duemila anni fa, che una legge, una sentenza, non riesce a far tacere per sempre la vita? La morte perde ancora una volta, ancora come duemila anni fa. E, ancora una volta, il nazareno imprevedibile ci stupisce, parlando con gli occhi, il cuore, il viso di una persona che da 17 anni non può parlare, che da 17 anni è immobile in un letto. "Che fai porti la croce?"…"Eluana perchè non parli?"

Non è forse la Sua carezza, come duemila anni fa, a far salire quest’ultimo calvario a Eluana? E forse sì, anche questa volta umanamente, troppo umanamente, la carezza che ci aspetteremmo sarebbe quella della salvezza improvvisa, del miracolo. Non risentite parallelamente quelle parole: "scenda dalla croce! Dimostri di essere il Figlio di Dio"? Non è forse parallelo il fatto che sono qui a cercare testimoni per dire che sì, Eluana voleva morire? La fuga notturna verso Udine non ricorda un’altra notte? E quella lettera del nostro presidente non sa tanto di un verdetto già scritto, di un qualcosa che deve andare così perchè la "legge", l’uomo, ha deciso così? E le parole del padre Beppino, "venite a vederla", non sanno tanto di quelle parole dette da un uomo indeciso che mostrò alla folla un corpo dilaniato dalle frustate dicendo "è questo il vostro re"?

Forse Eluana morirà. Ma in questi giorni in Italia sono morte tante altre cose.

E’ morta la solidarietà e l’attenzione nei confronti dei più deboli, degli indifesi, dei malati. Quanti disabili nella nostra società vivono una vita "inutile" come quella di Eluana? Anche loro faranno morire di fame e di sete? Quanti anziani ormai "inutili" vivono tra di noi? Non sarebbe più comodo non dar più loro da mangiare e da bere?

E’ morta la figura di garanzia e di alta responsabilità del nostro presidente della Repubblica, che come Ponzio Pilato si nasconde dietro a una sentenza sperando (sperando!) che il sangue di questa ragazza non ricada su di lui. Ma Pilato poi non fece una grandissima fine…la storia presidente, legga la storia…

E’ morta quell’ala cattolica "che guarda a sinistra" che per molti anni è stata attiva, viva e costruttiva nel nostro stato. Dove sono le ACLI? Dov’è la Caritas in questo momento? Hanno da fare nel dire che i medici non devono denunciare i clandestini forse…Il silenzio assordante dei cattolici del PD è inumano. Sia alle alte sfere che alle più basse. Ci sarebbe da vergognarsi. I medici dovranno curare i clandestini. Non Eluana. Per loro. Non è neanche eutanasia, perchè queste marionette del potere stanno uscendo dalla scena in modo tutt’altro che dolce.

Finisce qui anche la "Walterloo" di Veltroni. Chi ha la responsabilità di certi omicidi e soprattutto dei morti non si parla e di lui e della triste accozzaglia che rappresenta e che gli sta intorno d’ora in poi sarà inutile parlare. Almeno in questo blog. Il suo continuo dire che è "inaccettabile" quanto fatto dal governo per salvare Eluana è l’evidenza che ormai la politica di sinistra e la magistratura vanno a braccetto e hanno l’arroganza di comandare su tutto. Anche sulla vita. E’ la dimostrazione che queste persone, macchiatesi di crimini orrendi al di là della cortina per mezzo secolo, perdono il pelo ma non il vizio. Si possono mascherare come "democratici" ma rimangono sempre quello che erano.

Ma di Eluana, della sua vita che ci sta parlando si parla eccome. Di quella carezza del Nazareno che da una settimana sta scuotendo l’Italia e le nostre coscienze non possiamo tacere. Di questo fatto che da duemila anni ci sorprende non possiamo prescindere. Perchè ha vinto la morte. E vive. Ancora. Per sempre.

Lorenzo

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