Davanti al Bambino di Betlemme

Carissimi, vi raggiungo con non poca emozione a pochi giorni dal Natale, il primo per me da Sindaco di Uboldo. Andiamo a chiudere un anno bello, emozionante, ricco di gioie e soddisfazioni.

E’ con questa dote che mi presento al Bambino di Betlemme che nasce ancora nonostante tutto e tutti, che torna ancora a farsi Presenza tra noi, che dall’umile mangiatoia vince quella cultura ormai sempre più dominante (ahimè) di belle parole, di alberi pieni di aggettivi "buoni" ma che hanno radici nel nulla.  

Davanti al Bambino di Betlemme quest’anno porto con non poco imbarazzo tanti grazie, un carico di ringraziamento per quello che mi è stato dato, forse fin troppo abbondantemente.

Ho da ringraziare la mia Uboldo, i miei uboldesi che mi hanno voluto bene. E non lo dico solo per le elezioni che hanno dato un risultato di gran lunga oltre le più rosee previsioni, ma anche per quella bella sensibilità dimostratami con un’ondata di affetto eccezionale nei giorni tristi per la perdita della mia cara nonna lo scorso novembre. Grazie, grazie davvero a tutti.

Ho da ringraziare la mia squadra di Uboldo al Centro, i miei assessori che sopportano me e il mio non proprio facile carattere nel lavoro quotidiano, i consiglieri comunali che svolgono in maniera davvero dedita e impegnata il loro ruolo, i ragazzi della "squadra" che hanno creduto nel nostro progetto e che lavorano insieme a noi tutti i santi martedì sera nonostante non abbiano deleghe, non prendano soldi, ma lo fanno solo ed esclusivamente per una smisurata passione per l’uomo e per il servizio verso la comunità. E’ un grande insegnamento di testimonianza anche per me.

Ho da ringraziare la mia famiglia. La mia compagna Silvia, il mio papà che mi testimonia il suo affetto con la costante presenza a tutti gli incontri pubblici (nonostante non si sia mai occupato di politica!), l’interessamento costante e le raccomandazioni paterne e a tratti severe riguardo alla mia attività amministrativa, mio fratello Gabriele e Chiara che mi faranno a breve diventare ancora zio questa volta di Giacomo, la dolcissima Rebecca che ogni volta mi fa ritrovare la giusta dimensione delle cose, i miei zii Maria Carla e Enzo insieme ai miei cugini con delega di fratellanza e amicizia Cristiano, Antonella e Andrea e i loro due piccoli Yuri e Gioele.

Ho da ringraziare i miei amici, tutti e indistantamente. Citarli tutti è praticamente impossibile. Chi sa di esserlo si ritenga nel mio cuore e nella mia mente e stretto in un fraterno abbraccio.

Ho da ringraziare i miei colleghi di lavoro perchè ogni giorno mi fanno ritrovare il sorriso e la giusta armonia attraverso quell’ironia e quella sincera amicizia dimostrata in più occasioni, oltre alla straordinaria familiarità e all’affetto del quale sanno sempre circondarmi dentro a una compagnia straordinaria.

Ho da ringraziare i miei educatori. Non posso dimenticare Don Carlo, per me guida sicura nella mia adolescenza e nella mia giovinezza, come non posso dimenticare chi oggi invece mi ha preso la mano per continuare quel percorso educativo quanto mai necessario soprattutto ora che mi ritrovo alla guida di una città. Loro sono per me dei grandi testimoni della Presenza che nel Natale si manifesta a Betlemme. Grazie quindi a Simone, Dario, Ercole e Stefano.

Ho da ringraziare le associazioni uboldesi e tutti coloro che lavorano in esse, a partire dai presidenti e dai consigli direttivi fino ai tesserati. Il loro esempio di gratuità è testimonianza di un lavoro bello ed educativo nei confronti di tutta la comunità che purtroppo spesso poco conosce o ignora completamente il lavoro che sta dietro a un’associazione. In particolar modo il mio pensiero va anche, e nessuno me ne voglia, alla SOS, agli Alpini, all’AVIS e a tutte quelle associazioni di solidarietà vera e concreta. Grazie!

Ho da ringraziare le istituzioni uboldesi e chi le rappresenta. I nostri sacerdoti, il Presidente dell’Asilo Colombo-Morandi, l’amico Marco Francescut, e il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, Alessio Pennacchia, chiamati a rappresentare nei loro rispettivi campi d’azione istituzioni preziose per tutta la nostra amata Uboldo.

Ho da ringraziare i dipendenti comunali, i Responsabili di settore e tutti i loro collaboratori, perchè nel loro lavoro quotidiano e nel loro impegno generoso, onesto e davvero svolto con molta dedizione, permettono al nostro paese di crescere, di svilupparsi, di funzionare. Senza di loro tutto quello che un’Amministrazione pensa non potrebbe essere realizzato.

Ho da ringraziare il Dottor Giuseppe Lipiani per l’impegno profuso nel nostro Comune e il servizio svolto per oltre 20 anni, così come ringrazio di cuore il Dottor Francesco Paolo Alamia che, tra pochi giorni, diventerà a tutti gli effetti il nuovo Segretario Comunale del nostro Comune. Un grazie a lui per aver raccolto una nuova sfida buttandosi a capofitto con una particolare passione e dedizione nel nuovo lavoro insieme a un’Amministrazione giovane come la nostra. La sua presenza preziosa serve spesso a riportare alla realtà i nostri desideri che a volte fanno a pugni con la dura concretezza del quotidiano.

Ho da ringraziare i consiglieri comunali di minoranza perchè la loro preziosa presenza e il loro lavoro rende merito e giustizia a tutto il Paese, nonostante le divergenze di pensiero che si possono incontrare nel terreno della politica. Che possa essere un Natale di gioia e felicità anche per loro.

Ho da ringraziare i miei "colleghi" che condividono la passione per la politica e che ne hanno fatto un lavoro anche nella vita. A tutti i sindaci dei Comuni limitrofi, in particolar modo a Luca la cui sincera amicizia è un caso raro in politica e agli amici (quelli veri, che c’erano anche quando non ero sindaco) che lavorano in Provincia e in Regione il mio più caro abbraccio augurale.

Ho da ringraziare Magdi Allam, la sua famiglia, il suo assistente Melindu e tutta la sua scorta per il bellissimo incontro del 26 novembre scorso e la bella amicizia che lì è nata.

Rileggendo questa lettera mi rendo conto di quanti grazie ho detto. E quanti ne mancano forse ancora! Mi rendo conto però che tutti questi grazie hanno una linea li unisce: la gratuità. E’ forse questo che rende possibile il miracolo dell’amicizia, della stima, della passione. E’ forse questo che mi fa dire grazie: perchè tutto questo mi è stato donato, regalato in maniera sicuramente non abbastanza meritata da quel Bambino di Betlemme.

Il mio pensiero di sincera vicinanza va alle famiglie in difficoltà in questo momento di crisi, ai malati e alle loro famiglie che trascorreranno il Natale in ospedale e a quei bambini che quest’anno, per la prima volta nella loro vita, non troveranno sotto l’albero la carezza della mamma o del papà.

A loro, a questi bambini, adolescenti, giovani o adulti che siano, va il mio pensiero di vicinanza e l’abbraccio più grande.

Auguri a tutti.

Lorenzo

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