Sarò Greve...(come Mourinho)/2

Sono profondamente rammaricato per quanto accaduto in Consiglio Comunale l’altra sera soprattutto riguardo al conferimento della cittadinanza onoraria al vice-prefetto vicario Dott. Annunziato Vardè.

Mi è dispiaciuto il voto di astensione dei gruppi di minoranza e opposizione. Lo dico non come appartenente al gruppo politico Uboldo al Centro (che ha votato compatto a favore…), ma come Sindaco di tutti e rappresentante istituzionale della comunità uboldese.

Assegnare una cittadinanza onoraria significa riconoscere il lavoro svolto da una persona all’interno di una comunità come la nostra, senza esserne cittadino o residente. Nel momento in cui ho deciso di assegnare la cittadinanza onoraria al Dottor Vardè non l’ho fatto nè per piaggeria (e chi mi conosce bene sa che proprio certi numeri non sono nel mio repertorio…) nè per riconoscenza a qualcuno. Ho chiesto e sostenuto questa cittadinanza onoraria perchè ritenevo e ritengo tuttora onorare il lavoro svolto da una persona che per un anno e mezzo, piacenti o no, ci ha rappresentato in qualità di sindaco del nostro paese, addirittura riassumendo in sè i ruoli della Giunta e del Consiglio Comunale. Non poco direi.

Inoltre, ho avuto modo di constatare personalmente quanto il dottor Vardè ci tenesse alla nostra comunità. Non di rado, infatti, quando c’è occasione di una telefonata per altre questioni lo sento vivamente e sinceramente interessato alla nostra comunità, al nostro Comune, ai “nostri” dipendenti comunali. E’ veramente legato emotivamente a Uboldo. Un vero signore.

Sentire certe affermazioni in Consiglio Comunale è stato tremendo dal punto di vista della forma e dello stile istituzionale. Oltre che riprovevole dal punto di vista dell’educazione civica. Questa è l’Italia, però, dove ci sono persone che vanno a rovesciare letame sulle strade in cui passa il nostro premier. Che tristezza.

Senza contare poi che, da sindaco, posso quotidianamente apprezzare l’enorme mole di lavoro svolta dal Commissario durante il suo mandato. Un lavoro amministrativo preziosissimo. Certo, il lavoro sulle carte e sull’azienda Comune non è visivamente comparabile a mettere paletti sparsi per il paese o a fare sottopassaggi. Ma, vi assicuro, è un lavoro molto prezioso ed indispensabile per poter far sì che voi, tutte le mattine, abbiate tutti i servizi garantiti. Senza per questo voler dimenticare chi ha fatto tanto per il nostro paese come sacerdoti, suore, imprenditori, gente di cultura che è passata da Uboldo. Ma la cittadinanza onoraria a una persona che ci ha rappresentati tutti per un anno e mezzo nella carica istituzionale più alta del nostro Comune mi sembrava proprio il minimo sindacale. Se sarà necessario ed utile lo faremo anche per altre persone.

Questo è il mio pensiero. Greve, ma sincero. Se a Uboldo certe cose non si sono mai viste (benemerenze civiche, cittadinanze onorarie) si sappia che queste cose sono normalità in molti altri paesi. Usciamo un po’ dal localismo che spesso ci soffoca per tentare di diventare un po’ più maturi anche attraverso questi momenti istituzionali che vanno un po’ oltre aridi debiti fuori bilancio e oneri di urbanizzazione. E che dovrebbero farci sentire un po’ più comunità di persone.

Il grosso problema, del quale discutevo con un amico qualche tempo fa, è che spesso chi siede in Consiglio Comunale si dimentica che non è lì a rappresentare sè stesso, ma i suoi elettori. Quindi un numero ben più alto della singola testa che siede lì. Tutti insieme non siamo 17 liberi pensatori che dicono quello che vogliono o che interpretano il loro pensiero, ma rappresentiamo il nostro paese. Dal primo all’ultimo dei cittadini. Questo è, sinceramente, ciò che tutte le mattine mi fa sedere sulla poltrona di sindaco: sapere che sto servendo il mio paese, tutto il mio paese, nessuno escluso.

Servirebbe che nelle scuole di tornasse a dare un ruolo preminente all’educazione civica. Sinceramente, con l’andazzo che c’è in giro, servirebbero ne sentiamo l’esigenza. E per i rimandati, qualche corso di recupero.

Lorenzo

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