"Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio"

A poche ore del Natale ed in mezzo alla frenesia degli appuntamenti che si accavallano l’uno dopo l’altro, ripenso alle parole sentite l’altra sera durante la festa della nostra scuola media.

Il presidente del Comitato Ulisse che ha promosso il premio letterario “Chiara Mazzuccato” ha detto che ciò che l’ha colpito particolarmente è che nessuno dei ragazzi ha trattato il Natale nonostante il tema dato fosse “il silenzio dell’attesa”. Il particolare rilevato l’altra sera mi ha fatto pensare che probabilmente molto dipende da noi “adulti” se i ragazzi non hanno nemmeno considerato il Natale come possibilità di “silenzio dell’attesa”. Nei componimenti dei nostri ragazzi troviamo riferimenti alla peste batteriologica, alla guerra in Cecenia ma non del più bello e straordinario “silenzio dell’attesa” vissuto da una ragazza più di duemila anni fa a Betlemme, terra di Giuda.

Lo smarrire il vero senso del Natale, il non far dire più nemmeno nelle nostre rappresentazioni o nei nostri incontri il perchè si festeggia Natale, il fatto che ci siano Consigli d’Istituto che in paesi della nostra provincia (sì, proprio nella nostra provincia) non vogliono che il prete passi a benedire la scuola ci fanno pensare davvero che il Santo Padre qualche giorno fa non abbia sbagliato a paragonare la nostra società attuale a quella del “tramonto” dell’Impero Romano. Annullare la Presenza di Gesù nel Natale significa non tanto negare un fatto di fede quanto un fatto storico, un avvenimento davvero e realmente accaduto. Questo è inconcepibile perchè nega l’evidenza della nascita di un bambino che ha cambiato, piaccia o no, tutta la storia del mondo.

Ecco che allora faccio i miei più cari auguri alla mia comunità sotto il segno di Gesù Bambino. Auguro a questa comunità di poter maturare un sentimento di pace a partire dalle sue radici cristiane che l’hanno segnata particolarmente in sessant’anni di storia.

Auguri ai miei affetti più cari che sono ciò che ho di più prezioso, ai miei amici e alla mia straordinaria compagnia di Uboldo al Centro perchè il loro aiuto e la loro sincera amicizia è eccezionale. Auguri ai nostri dipendenti comunali che ogni giorno, come noi, sono chiamati a servire Uboldo e gli uboldesi e auguri anche a coloro che nel nostro paese fanno politica con l’augurio di aiutarci insieme a tendere verso il bene comune e di stimarci un po’ di più a vicenda.

Auguri alle nostre famiglie, perchè siamo certi oggi più che mai che lì si trovi il primo nocciolo dell’educazione civica e civile di un paese. Auguri alle imprese, agli artigiani, ai commercianti e agli agricoltori, perchè il 2011 possa davvero essere il momento di una ripresa solida e concreta per le loro opere.

Auguri ai nostri sacerdoti e alle nostre suore, quelli mandati a noi e quelli che noi abbiamo mandato in giro per il mondo (e sono tanti!); siano essi pastori capaci di guidare il nostro popolo attraverso l’insegnamento luminoso del magistero della Chiesa e aderente all’insegnamento di quella grande roccia che è il nostro Santo Padre.

Auguri alle nostre associazioni siano esse di volontariato sociale, sportivo, culturale. Un pensiero particolare non posso che rivolgerlo agli amici della SOS, primi vincitori della benemerenza civica istituita quest’anno, che anche la notte di Natale veglieranno su di noi. Pensiamoci, non è cosa da poco.

Auguri a tutti gli ammalati, in particolar modo ai bimbi costretti in casa o in ospedale dalla malattia. Il pensiero forte va al nostro Ciccio (sempre Daje Ciccio!) e un bacio va al cielo per ricordare la cara Melissa che proprio in questi giorni, come un anno fa, compiva il suo percorso terreno e affidavamo al tenero abbraccio di Gesù Bambino.

Infine, ma non ultimi, il mio consueto grande abbraccio a tutti quei bambini che per il primo anno si ritroveranno senza la carezza di mamma o papà la notte di Natale; la speranza e la certezza di saperli proprio con il bambino Gesù ci farà sentire la loro mano dolce proprio nella notte più tenera dell’anno.

Auguri al popolo uboldese. Un dono chiedo al Bambino di Betlemme per Uboldo: di volerci tutti un po’ più bene.

“Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”. A questo bambino affidiamo la nostra comunità, a Lui chiediamo di rimanere uniti confidando sempre nel Suo aiuto.

Lorenzo

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