Pazza Domenica

Che domenica bestiale! Soprattutto per chi, come me, non è un filo-berlusconiano e si gode da spettatore tutto questo casino.

I fatti da isolare sono quattro: le donne, Fini, il tragicomico teatrino messo in scena (anche a Uboldo) dal PD con la raccolta firme e la giornata della solidarietà.

Un milione di donne! Lo dicono loro. Unica nota positiva: ci hanno risparmiato l’ennesima omelia del trio delle meraviglie: Saviano-Santoro-Travaglio. Sarà che la domenica non predicano. Prima fila occupata dalle giovani profetesse anni 70 del “diritto di darla” che sono diventate ora le decrepite sacerdotesse del “dovere di tenerla”. Rimango interdetto dalle giovani che erano lì in piazza perchè, come ho sentito da qualche intervista, “ci sono donne migliori” oppure “le donne meritano di più”. Che noia e che barba, come avrebbe detto quella gran signora di Sandra Mondaini, icona di uno stile femminile che non aveva bisogno di sfilare in piazza. Bastava il cervello. Io, nel dubbio, mi schiero con Platinette!

Apertura del telegiornale delle 12.30: “Congresso FLI. Fini verso l’elezione alla presidenza, ma si autosospenderà subito dopo. Già liti tra Bocchino e Urso per la segreteria.” Quando si dice unità d’intenti e chiarezza d’idee. Un partito di destra che però sta fuori dalla destra, vicino al centro, con ampie convergenze e simpatie con il PD. Un partito che toglie dal simbolo il nome del presidente della Camera ma “lo rimettiamo se andiamo a elezioni”. Un partito che al suo primo congresso non invita gli altri partiti perchè non hanno ancora deciso se questo fantomatico “Terzo Polo” s’ha da fare o no. Un minestrone più che un partito. L’ennesima scatola vuota.

Il PD. Fa quasi tenerezza parlarne. Devono aver scambiato l’Italia per un condominio dove si raccolgono le firme per dire alla Signora Rossi del terzo piano scala B “che i tappeti si battono tra le 10 e le 12.30 e che dalle 14 alle 16 è vietato qualsiasi rumore.” Hanno raccolto le firme! E io che non ci volevo credere!! L’hanno fatto davvero!!! Qualcuno doveva dir loro che in Italia non si fa così ma ci sono le elezioni. E bisognava anche dir loro che un governo si manda a casa se cade, non per le firme che da dieci milioni dichiarate da Bersani un giorno diventano un milione il giorno dopo (forse gli hanno detto che aveva detto una castroneria…). Ma questi strenui paladini della Costituzione, dei PM, della Magistratura e della compagnia cantante queste cose le sanno? Ministra Gelmini, rimetta l’educazione civica fino al liceo, la prego!!!

Infine la “Giornata della Solidarietà”. Dopo aver sentito discorsi deliranti, è giusto rinfrescare la memoria: l’Italia E’ uno Stato di diritto e quindi le regole ci sono e vanno rispettate. Criticare o demonizzare delle leggi che regolano il normale vivere comune è molto preoccupante. Inoltre si squalifica così il lavoro di tante persone che lavorano e rischiano la vita ogni giorno sulla strada per garantire la nostra sicurezza. In Italia il problema non è il diverso (o l’altro, come più prosaicamente definito) ma una cultura della solidarietà e dell’integrazione dove “l’altro” deve stare a delle regole e deve cercare di integrarsi nella mia società con le mie regole. Altrimenti è solidarietà pelosa e ”un tanto al chilo” che non serve a niente. Come molte altre cose, del resto. E i risultati si vedono.

Mi sa che la cosa più intelligente sentita oggi è di mio nipote, un anno, che mi guarda con la sua faccia rotonda e mi fa un trillo: “Trrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr”.

Lui sì che ha capito tutto dalla vita. Ci provo anche io: trrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!

Lorenzo

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