Nata per Unire - Il discorso del Sindaco

Cari concittadini, siamo riuniti in questa giornata per la celebrazione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, in via straordinaria quest’anno celebrato su volontà del Presidente della Repubblica e del Parlamento con un giorno di festa nazionale.

Intendo innanzitutto ringraziare tutti coloro che si sono adoperati alla realizzazione di questa festa nel nostro paese, a partire dai miei assessori fino alle associazioni che hanno collaborato fin da subito alla realizzazione fattiva e concreta di questa cerimonia. Le associazioni si dimostrano ancora patrimonio unico e inestimabile per tutta Uboldo, grazie alla loro generosità e al loro grandissimo spirito di servizio. Vorrei soffermarmi su tre aspetti per una riflessione comune.

Innanzitutto la bandiera. Nella giornata di mercoledì abbiamo regalato a tutti i bambini delle scuole un tricolore insieme all’Assessore alla Cultura e Vice Sindaco, Marco Mazzuccato, ai nostri straordinari alpini che storicamente hanno contribuito alla realizzazione dell’unità d’Italia. La nostra bandiera è ciò che ci rappresenta ed è ciò che di più bello ci unisce. Dentro a quei tre colori ritroviamo tutta la nostra Italia: il verde delle nostro immense pianure e del nostro patrimonio ambientale che tutto il mondo ci invidia. Il bianco che richiama la purezza delle nostre montagne, delle nostre splendide Alpi e dei nostri Appenini che come una spina dorsale solcano tutto il nostro Belpaese. Il rosso che ci fa pensare al sangue dei tanti martiri morti per la nostra patria. In 150 anni tante persone hanno sacrificato la loro vita per la nostra bandiera e per l’Italia. Ancora oggi, purtroppo, siamo spesso chiamati a mettere le nostre bandiere a mezz’asta in segno di lutto. Sia questa festa motivo per ritrovarci tutti uniti insieme nel tricolore.

Un secondo aspetto che mi interessa approfondire è l’essere qui, questa mattina, presso la Casa Comunale. Il Municipio è la casa di tutti i cittadini e dentro a queste mura tutti devono sentirsi accolti. La nostra Amministrazione , in questo primo anno e mezzo, ha voluto abbellire la Casa Comunale proprio perché essa è patrimonio di tutti i cittadini uboldesi. Non troverò mai le parole giuste per ringraziare Fabrizio Vendramin, artista uboldese, per questo lavoro che oggi possiamo rimirare in tutto il suo splendore. Dentro a questa Casa Comunale, da oggi e per sempre, potremo rivedere la nostra storia con le foto d’epoca di Uboldo dove potremo insegnare anche ai nostri bambini che persone come il Cavalier Tito Zaffaroni e Don Livio Tamborini hanno fatto la storia della nostra comunità. E’ anche questo segno e simbolo dell’unità d’Italia e di un paese e una comunità che con gli anni è cresciuta e si è cementificata sotto la guida di persone che non hanno mai rinunciato alla propria identità e alle proprie radici.

L’Uboldo che vediamo nelle fotografie siamo noi.

Siamo noi nel nostro Comune con le nostre istituzioni che ci hanno guidato nel corso degli anni.

Siamo noi nella nostra Chiesa con i nostri preti e le nostre radici orgogliosamente cristiane.

Siamo noi nella tradizione dei “patatè” uboldesi e del cotonificio Poss che ricorda la nostra operosità.

Siamo noi nei colori del Palio che ci unisce tutti in una splendida festa annuale che caratterizza la nostra comunità.

Il terzo e ultimo aspetto che voglio approfondire insieme a voi è il motto con il quale il Quirinale ha voluto segnare questa festa: “Nata per unire”. Sì, cari amici, ricordiamoci sempre che l’Italia è nata per unire e non per dividere. Il processo federalista appena iniziato diventi uno strumento che metta in evidenza le virtù e le eccellenze di ogni singolo Comune, Provincia o Regione. Nonostante ci sia chi denigra o si disinteressa dell’Inno di Mameli e del nostro Tricolore noi non rinunciamo a continuare a proporre questi segni dentro i quali tutti ci ritroviamo. La nostra comunità uboldese è fiera di aver accolto negli anni e di accogliere ancora oggi tante persone di regioni e nazionalità diverse perché esse hanno arricchito il patrimonio culturale di tutta la nostra comunità. Questi cittadini si sentano sempre ricordati nel cuore e nella mente delle Istituzioni che li rappresentano.

Mi permetto un ultimo pensiero. L’Italia è una nazione e come tale deve molto agli uomini che hanno fatto questa unità d’Italia. Anche Uboldo è una comunità di persone che, oltre ai segni, deve molto a tanti cuori e a tante mani che hanno contribuito concretamente a “fare” Uboldo. Di queste persone, nessuno me ne voglia, ho citato poc’anzi il primo sindaco e un grande ed indimenticato parroco. Ora non posso dimenticarmi di chi ci ha da pochi giorni lasciato e che ha dato tanto a questo paese. Sto parlando di Luciano Testi, per ventisei anni presidente dell’Asilo Colombo Morandi, co-fondatore del Gruppo Alpini e sempre presente a tutte le cerimonie istituzionali come voce dell’Associazione Combattenti e Reduci. A lui, oggi, va il nostro commosso e grato ricordo insieme a tutte quelle altre persone che hanno servito Uboldo e gli uboldesi e che oggi portiamo nel cuore. E, vi assicuro, sono davvero tante.

Viva il Tricolore.

Viva Uboldo.

Viva l’Italia unita.

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