E' Santo!

Ricordo con un pizzico di nostalgia quella sera del 2 aprile 2005 quando, immediatamente fuori da Chiesa dopo la veglia di preghiera, ci venne comunicato che Giovanni Paolo II era tornato alla casa del Padre. E’ ancora vivo in me il ricordo dei tanti giovani che arrivarono per una preghiera, un ricordo, un momento di silenzio. Come è impossibile dimenticare quella Piazza San Pietro gremita di gente e l’alba di martedì 5 aprile vista con davanti il Cupolone in attesa di entrare a salutare per l’ultima volta il Papa. Giorni indimenticabili, giorni belli. E tra poche ore ormai, quel Papa che tanto abbiamo amato sarà elevato agli onori degli altari, beatificato dal suo grande successore Benedetto XVI.  

Scorrono nella mia mente le immagini del viaggio in Polonia nel 2001 con i ragazzi dell’Oratorio: la semplicità e l’umiltà di quella gente intrisa però da una grande fede e un grande amore e affetto nei confronti del loro fratello Karol, partito da Cracovia l’indomani della prematura scomparsa di Albino Luciani e tornato con la talare bianca. Quante emozioni, quanti ricordi.

Ma nulla servirebbero se non comprendessimo appieno che la beatificazione di Giovanni Paolo II non è solo il riconoscimento di quel “Santo Subito” richiesto a gran voce dai 2 milioni di fedeli accorsi per i funerali. Elevare agli altari Giovanni Paolo II significa in qualche modo rilanciare una speranza dell’uomo, un grido che non si estingue nonostante siano passati ormai 33 anni da quel “Aprite, spalancate le porte a Cristo” dell’ottobre 1978. Viene elevato agli onori degli altari un uomo che ha attraversato un epoca, che ha solcato, con forza e vigore prima e sopportando la croce della malattia poi, due secoli e due millenni. La sua beatificazione è sicuramente una sfida all’uomo che ancora oggi è chiamato a interrogarsi su tanti quesiti che quotidianamente la nostra società ci pone. Giovanni Paolo II è stato testimone concreto di una vita spesa senza condizionamenti: un uomo che ci ha insegnato come essere cristiani nel terzo millennio.

Davanti al rischio che l’uomo perdesse se stesso a causa dei propri progetti e delle proprie ideologie, Giovanni Paolo II ha continuato a indicare nell’incontro con Cristo l’unica vera risposta per l’uomo. Nulla hanno potuto le ideologie, i sistemi politici, gli attentati, la malattia: la croce di Cristo, manifestata in modo così palese in questo Santo Padre, è diventato “segno di contraddizione per molti” e “sale della terra”.

Al nuovo beato Giovanni Paolo II affidiamo quindi la nostra comunità che tanti polacchi ha accolto in passato e accoglie ancora oggi, e che mai dimentica quel “paese lontano” martoriato a più riprese nel XX secolo dalla guerra e dalla dittatura e che ha regalato poi Giovanni Paolo II a tutto il mondo. A lui ci sentiamo di affidare in particolar modo in questo momento tutti coloro che stanno portando la croce della malattia, in particolar modo i bambini e i giovani, che Giovanni Paolo II ha sempre amato tanto.

Evviva, è Santo!

Lorenzo

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