Che Vento!

Era il 14 febbraio 2011 quando pubblicai un articolo che parlava di una “Pazza Domenica”. La domenica del milione di donne in piazza, delle “giovani profetesse anni 70 del “diritto di darla” che sono diventate ora le decrepite sacerdotesse del “dovere di tenerla”.”  La domenica del “se non ora quando”, il giorno della rivolta contro la strumentalizzazione della donna, il momento della predica e dell’omelia per tutte coloro che sono contro l’immagine della donna “tette e culo”, la ribalta per i vari Gad Lerner, Santoro, Travaglio e per le Bindi, Finocchiaro. Erano lì in piazza a manifestare e a consacrare il modello della fantozziana Pina messo contro il bunga bunga e la donna-oggetto. Il trionfo della moralizzazione “un tanto al chilo” e dei sacerdoti della sinistra sempre pronti a bacchettare le manine…agli altri. Oggi cosa mi succede? Apro il Corriere e, voilà, ecco il manifesto della Festa dell’Unità 2011: due belle gambe femminili che cercano di frenare un vento impetuoso che alza una minigonna. D’altronde il vento sta cambiando…

Ma dove sono finiti ora i moralizzatori? E la Repubblica non fa dei titoloni su questo scandalo? E Santa Concita de Gregorio non ci deve fare il predicozzo? Vuoi mica dire che quando “il vento sta cambiando” si dimenticano di quello che hanno detto fino a cinque minuti fa?

Questione annosa quella della coerenza. Sono tutti pronti a guardare e criticare quello che fanno gli altri, mai a osservare se stessi. Che povertà. Non che io abbia qualcosa contro questo tipo di pubblicità (anzi!), ma un minimo di amor proprio imporrebbe ben altro stile per una campagna pubblicitaria. Il tanto amato (da quelli di sinistra) politically correct che trasforma il Natale in un albero (per non scontentare nessuno) o la Pasqua in un pulcino (perchè vien fuori dall’uovo!) dove finisce quando si tratta di metterlo in pratica?

A una cosa è servita questa vicenda: a darci la risposta alla fatidica domanda “Se non ora quando?”. Mai. Non cambieranno mai.

Infine ci è chiarito anche il perchè del popolo viola: è viola sì, di vergogna!

Lorenzo

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