"Il meglio deve ancora venire"

In questa lunga, lunghissima notte mi sono riletto tutti i post di questo lungo anno e mezzo dell’avventura del nostro Ciccio che ieri sera è volato in cielo tra gli angioletti. Sembra ieri, eppure di emozioni forti, dolorose, radicali ed estreme ne abbiamo vissute e convissute tantissime. Ora, davanti a quegli occhioni chiusi, che sembra quasi dormire sereno il nostro Ciccio, viene da non credere pensare che sia tutto finito.

La tentazione distruttiva sarebbe in questi momenti quella di cancellare tutto, chiudere la pagina Forza Ciccio dove ancora adesso, ironia della sorte, vi è proprio all’inizio un sorriso, battere i pugni nel sentire questo freddo pavimento della realtà che ci vede a terra, inermi davanti a un doloro troppo grande. Eppure, la serenità e quel sorriso, ci dicono altro.

Ci dicono che innanzitutto per chi crede, come io credo davvero, ieri sera Cristo, l’Uomo che ha sconfitto la morte, abbia spalancato le porte dell’eternità davanti a Ciccio. Per lui è iniziata una vita nuova, una vita in cui la malattia non c’è più e anzi, ora è nell’eterna festa dei santi.

Ci dicono che il tanto bene generato in questo anno e mezzo è come il seme buono da cui può germogliare una pianta forte, viva, grintosa come era Ciccio. Questa catena di solidarietà che è partita da un sms e che pian piano si è allargata a macchia d’olio da Uboldo a Saronno, a Monza, a Tavullia, a Bruxelles ci dicono che in qualche modo un disegno buono c’è. Dobbiamo essere sicuri che c’è. Quello che è stato fatto non può finire qui: lo dobbiamo a Ciccio.

Questo dramma, questa nostalgia che sentiamo non finisce solo nelle lacrime. Non finisce tutto qui. Non può finire tutto qui. E lo si capisce negli occhi di mamma e nella forza incredibile di papao, capace di trascinarci tutti, in questi 17 mesi, in questa avventura.

Lo si capisce da Viero e Gigi, grandi e immensi nel loro accompagnare con ironia, sobrietà e attenzione il loro Luca…a proposito, mica vorrete far finire qui le cene!

Lo si capisce in Marco e tutta la “banda” del San Gerardo, uomini e donne eccezionali che da martedì riprenderanno il loro lavoro con una fiamma dentro ancora più viva, ancora più forte, nel tentativo di salvare altri bimbi come Ciccio.

Lo si capisce negli occhi di tutte quelle persone che oggi sfilano davanti a un grande bambino, innamorato di Uboldo, del Palio, del Lazzarett, della Pro Juve e degli uboldesi. E, guarda caso, ci ha lasciato nella sera del sabato che anticipa la Pasqua domenicale…e il giorno della Festa del Paese.

Per tutte queste ragioni io credo che non sia finito tutto qui. La certezza che Cristo ha spalancato le porte dell’eternità davanti a Luca è ciò che ci fa rialzare la testa da questo maledetto pavimento. Piegati, piagati, addolorati, lividi ma non spezzati.

Per queste ragioni Forza Ciccio non chiude: ora dovremo riempirlo di tante cose belle che saremo capaci di fare per rendere questa esperienza un’opera. E sono sicuro che Papao saprà ricominciare a trascinarci con il suo “free style”…

Questa certezza ci fa dire, ancora una volta, quello che ci siamo detti tante volte in questo anno: “il meglio deve ancora venire”. Non possiamo fare altro: tradiremmo tutto quanto Ciccio ci ha insegnato, tradiremmo la sua bontà, il suo altruismo, il suo essere così tanto speciale!

Ad Dio, piccolo grande Ciccio. E daje, sempre!

Lorenzo

P.S. Andre, ce l’ho fatta!

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