La nostra firma sul paese

Scorrono lenti i giorni ma tra poco saremo esattamente a metà mandato. Giorno più, giorno meno, sarà intorno all’Immacolata che questa Amministrazione scollinerà la metà dei suoi giorni in carica. Mi sto accorgendo che pian piano, nonostante le tante fatiche del quotidiano e la crisi economica che sembra accompagnare il nostro mandato, si inizia a scorgere la nostra firma su questo paese.

 

Innanzitutto al mio gruppo di Uboldo al Centro lo devo dire prima o poi che, caspita, quante cose abbiamo fatto in questi anni! A partire dai due parcheggi fatti in fretta e furia nel 2007 (futura Piazza Beato Giovanni Paolo II e Via XX Settembre) passando per il PL14 (18 famiglie giovani in edilizia convenzionata), guardando la nuova palestra o il Parco del Lazzaretto “Luca Ciccioni” appena inaugurato. Per non parlare dei più di 200 alberi piantati all’interno del Centro Sportivo, un’illuminazione completamente nuova sulla Piazza della Chiesa, l’organizzazione delle nostre “Settimane” che ormai i cittadini chiedono quando organizziamo di nuovo, oppure pensando al PAES, al Patto dei Sindaci.

 

Certo forse qualche facile profeta che ci aveva definito “cementificatori” (e che ancora lo sostiene in Consiglio Comunale) si dovrà rimangiare tutto pensando che dal giorno della nostra elezioni non un solo metro quadrato è stato consumato di suolo!

E’ anche per questo motivo che vi rinnovo l’invito all’incontro di venerdì sera alle 21.00 in Aula Polifunzionale quando insieme alla mia Amministrazione presenteremo ai cittadini quanto abbiamo fatto in questo 2011 senza dimenticare l’anno e mezzo precedente. E questo non sarà un momento autocelebrativo o di trionfo, ma sarà nulla di più di ciò che mi hanno sempre insegnato quelli che mi hanno cresciuto: arrivare a rendere conto.

 

Certo, arrivare a rendere conto di quanto si fa, di quanto si sta facendo, di dove vogliamo arrivare. Senza nascondere le difficoltà, i rallentamenti, le magagne, quello che semplicemente pensavamo fosse più facile ed invece diventa sempre più difficile o quello che non pensavamo di trovare. Non siamo supereroi o gli Harry Potter del varesotto, siamo persone che continuano ostinatamente a cercare di dimostrare ai propri cittadini quanto promisi a nome di tutti nel primo discorso di insediamento: “Costruiamo questo paese cercando di dimostrare che per una volta, al centro delle istituzioni, ci sono persone che vivono la politica come vivono la famiglia, il desiderio, la vita sociale e la fede.”

 

Sì, si inizia a intravedere la nostra firma su questo paese, su questa comunità, per questi uomini e donne che pervicacemente mi ostino a pensare ci sono stati affidati e ai quali noi, ed io per primo, dobbiamo e vogliamo rendere conto nella convinzione che questi uomini passeranno ma il nostro paese resterà nelle mani dei nostri figli a cui vogliamo consegnare un’eredità più leggera di quella che abbiamo ereditato. Detto, davvero, senza polemiche ma semplicemente analizzando la realtà.

 

Due ultimi pensieri. Mi piacerebbe essere ricordato insieme ai miei compagni di avventura semplicemente come gente che ha servito il suo paese e che non ha puntato solo alle successive elezioni, ma alle successive generazioni. Facendo anche scelte difficili o impopolari, ma per il futuro, non per un tornaconto immediato.

 

E l’ultimo pensiero lo mando a una persona davvero speciale a cui mi piace pensare di continuare a far dire: “Però! Il Guzzetti si dà da fare…”

Lorenzo

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