Sarò Greve (...come Mourinho)/10

Devo dire che all’inizio diedi molto credito a Monti e ai suoi amici. Nonostante qualche amico avesse idee diverse dalle mie. Nonostante la ferrea volontà di non accodarsi al “codazzo di benpensanti”, riconoscendo che l’impresa di Monti e la sua squadra non era semplice, ma che anzi avrebbe incontrato parecchi ostacoli sulla sua strada. Ostacoli che però sarebbero stati superati sapendo che era tutto fatto per il bene dell’Italia. Ed è quello che scrivevo nel secondo articolo, sapendo che quella maggioranza quasi bulgara in Parlamento accreditava sì Monti agli occhi degli italiani, ma contemporaneamente diceva alla politica stessa che essa non era stata in grado di far fronte alla situazione.

 

Ora il problema è un altro: che a questo punto, dopo 6 mesi, vorremmo iniziare a vedere “la ciccia” delle azioni per rimettere in piedi davvero l’Italia. Finora la pesantissima manovra “SalvaItalia” è l’unica cosa riuscita applicando una teoria economica con la quale la mia cara nonna (e la zia di Ago) avrebbero potuto forse ambire al Nobel all’Economia: “Se t’ha ghè i danè ti spendat. Sensa, te fè nient” (traduzione: “Se hai i soldi li spendi. Senza, fai nulla.”). Per alzare le tasse, la benzina e tutto il resto posso dire che forse non servivano i professori. Bastava mia nonna. Avrebbe avuto 97 anni e il suo grembiule da casa. Due guerre mondiali, il fascismo e la guerra fredda. Gente con le palle, altro che Monti con il loden.

 

Del “CrescItalia” di gennaio praticamente non si vede nessun effetto immediato. Della tanto sbandierata “Spending Rewiew” che doveva mettere a posto tutti gli “sprechi” dei ministeri nemmeno se ne parla più. Si sono tolti (i parlamentari) qualcosina come emolumento, ma è stata tutta demagogia perchè, come andiamo ripetendo da tempo, non sono quelli i veri costi e i veri sprechi da tagliare. L’IMU noi nei Comuni non abbiamo capito in quante tranche verrà pagata, quanto rimarrà ai Comuni ma, soprattutto, quando ci diranno i tagli.

Come si fa a dire ai Comuni: voi iniziate a mettere l’imposta poi a settembre o a dicembre (D-I-C-E-M-B-R-E) vi diremo cosa vi tagliamo. Ma questi qua lo sanno che noi dobbiamo approvare i bilanci preventivi o hanno voglia di giocare? Ma lo sanno che poi, alla fin fine, l’IMU non sarà tanto un problema per le famiglie con unica casa ma sarà pesante per chi ha la seconda casa e devastante (leggasi: DEVASTANTE) per chi ha imprese o attività commerciali? Leggevo qualche giorno fa che in alcuni Comuni limitrofi ai nostri ci sono attività che passeranno da 15.000 euro di ICI a 25.000 euro di IMU. Capisco che magari per loro sono numeri da far tornare, ma ehi professori però quando mi hanno eletto io volevo fare il sindaco non il vostro gabelliere, nè il vostro esattore!

 

Nei nostri uffici servizi sociali arrivano sempre più richieste, sempre più persone, sempre più famiglie.

 

Dove sono le riforme strutturali? Dov’è l’equità per tutti? Dov’è l’ammissione che lo Stato non può più permettersi certe cose e affidarle quindi al misto pubblico-privato o totalmente al privato? Dov’è la sussidiarietà? Ma davvero credono che siamo così stupidi da rimanere soddisfatti con il giro a Cortina della Finanza? Ma per cortesia…che almeno inizino a portare a casa i nostri marò che nemmeno quello sono riusciti a fare!

 

No. Così non va. Occorre cambiare rotta, e in fretta. Quelli di prima almeno avevano anche il vizio di farci ridere, adesso ci hanno pure tolto il bunga bunga!

 

Prima che sia troppo tardi, prima che qualcuno la paghi per tutti. Prima che qualcuno si faccia male davvero. 

Lorenzo

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