Mi scrive PAOLO

Sono un giovane ragazzo di uboldo

che ha molto sentito discutere sulla questione della chiusura del centro sportivo, mi sorgono spontanei due interrogativi: 1- vi hanno già condannati al pagamento di un importo così elevato per il volere (al quanto discutibile) di alcuni consiglieri o aspettate ancora una sentenza? 2- ma la scelta di chiudere il centro sportivo è relativa a questa sentenza o è dettata dalle numerose carenze nei confronti delle attuali normative e dunque ad oggi si sono utilizzate impropriamente le strutture?
felice dell’avere come primo cittadino una persona così giovane che si impegna e crede nei suoi ideali, finisco citando una frase che ho letto e mi è molto piaciuta: ‘nulla è più sublime indice di grandezza personale che il perdono, la libertà afferra nell’amore anche chi ci odia, anche il nemico più accanito non può sottrarsi al mio amore, e quindi la mia libertà lo prende e lo domina molto più di quanto esso mi violenti e vinca’. Ti invito dunque a cercare il meglio nell’interesse della nostra comunità.

Paolo

Caro Paolo,

innanzitutto grazie del commento. Insieme al tuo ce ne sono molti altri, anche in privato, che ho molto gradito da parte di tanti ragazzi uboldesi. Grazie davvero.

Colgo l’occasione della tua lettera per chiarire questi punti rispondendo alle tue domande.

1) La Giunta Comunale, per ora, non è condannata a nulla. Per ora siamo chiamati a controdedurre. Cioè la Corte dei Conti ci dice: a noi risulta così, prima di avviare tutto il procedimento mi dite se le cose stanno veramente così o avete qualcosa da dire? Ecco, noi avremo sicuramente qualcosa da dire. So che nella logica imperante in una certa parte politica un “avviso di garanzia” o un “invito a dedurre” equivalgono a sentenze scritte (è anche il metodo di Repubblica…). Ma non è così. Anche perchè, come poi succede quasi sempre, questi casi si risolvono. Quindi noi cercheremo di far valere le nostre ragioni che partono da due fattori fondamentali: le opere sono lì da vedere e la Giunta Comunale ha votato tranquillamente la delibera perchè i responsabili tecnici del Comune (che sono quelli che dicono alla Giunta cosa si può o non si può fare in base alla legge) hanno dato parere favorevole. Quindi la serenità nostra è assoluta.

2) Sul Centro Sportivo nessuno parla di chiusura. E chiariamo una cosa: non esistono situazioni di pericolo o di carenze sul fronte della sicurezza. Semplicemente siamo in Italia, le regole cambiano continuamente e un’Amminsitrazione Comunale (come del resto credo in tutta Italia succeda così) per star dietro a tutte queste cose dovrebbe impazzire. Semplicemente in alcune strutture comunali ci sono delle carenze che si protraggono da anni a cui nessuno (vuoi anche la scarsità di risorse economiche) ha messo mano. Le priorità sono sempre state date ad altre cose. Ma è una cosa normale in un paese normale dove i responsabili tecnici del Comune (che non sono i politici nè il Sindaco) hanno sempre fatto prevalere il buonsenso all’osservanza rigida delle regole. Questo a Uboldo come penso nella gran parte dei Comuni d’Italia. Ora però la “strategia della tensione” messa in atto da qualcuno è chiara e ha portato i tecnici del Comune a dire che se per colpire il Sindaco politicamente devono essere di riflesso colpiti anche loro, da adesso in poi ci sarà un’osservanza più rigida di tutte le regole. E quindi da ciò discende tutto. D’altronde non è il Sindaco che firma le agibilità ma i tecnici. Purtroppo ho letto delle idiozie tipo che sarei un “burocrate”. Io? Un burocrate? E’ che a volte prima di scrivere o di dire certe cose bisognerebbe leggere e informarsi sulle cose, poi esprimere opinioni.

Comunque queste cose le spiegherò tutte bene martedì sera alle 21.00 al Centro Sportivo. Spero che tu ci sia.

Riguardo alla tua ultima frase, che trovo molto bella, ti assicuro una cosa: nessuna sete di vendetta, nessun rancore verso nessuno. Mi permetto solo di dire che questo stile di fare politica non mi piace. Poi ognuno è libero di fare ciò che vuole. Come io sono libero di dire che se hanno pensato di agire così, pazienza. Io e la mia Giunta non abbiamo sbagliato, non abbiamo rubato, non abbiamo danneggiato. Alla fine, come già accaduto nel 2007 e poi nel 2009, la non rassegnazione alla sconfitta e il non accettare che la maggioranza la pensi diversamente da te è già indice di un non accettare le prime regole della democrazia.

Io e la mia Amminsitrazione crediamo di aver lavorato in questi tre anni in un solo senso: quello di ricostruire un senso di comunità che Uboldo aveva smarrito. E credo che ce l’abbiamo fatta. Certo, c’è chi pensa che politica si fa stando nel palazzo, dettando le regole, vigilando sulle norme e basta e c’è chi invece, come noi, pensa che fare politica sia uno strumento per il raggiungimento del bene comune, stare in mezzo alla gente, lavorare per essa e con essa. Sono due modi di fare molto diversi. Modi che la gente riconosce, sceglie e infatti i risultati si sono visti alle elezioni.

Permettimi una riflessione però: tra due anni, per le elezioni, avremo miriadi di candidati sindaci o consiglieri che arriveranno a parlarci di Uboldo, a dirci che loro sono interessati al bene del paese, che loro conoscono i problemi. Basterebbe rispondergli: “Sì, scusa, ma tu dove sei stato in tutti questi anni?”

Il nostro motto nel 2009 era: “la poltrona non è la nostra politica”. Lo abbiamo dimostrato. E continueremo a farlo, come ieri, oggi e domani.

Lorenzo

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