Risposta a Tavecchia e Pirotta

Cortesi Consiglieri Tavecchia e Pirotta,

 

ho letto con attenzione la Vostra lettera. Vi ringrazio anche dell’invito che mi rivolgete ma credo che a malincuore dovrò rinunciare per due motivazioni: una concettuale e una pratica.

Quella concettuale è che ritengo una perdita di tempo dialogare con chi, nelle premesse, mi descrive come un despota antidemocratico quando la realtà dice esattamente l’opposto e tutti gli incontri pubblici fatti dal 2006 ad oggi sono lì a testimoniarlo.

Anche qui, come sempre, Vi rispondo con i fatti: ho due caselle mail a cui rispondo io (a differenza del passato dove nel XXI secolo il sindaco scriveva a mano le risposte che poi una segreteria gli ribatteva!), un profilo Facebook sul quale spesso cittadini che non hanno le mie idee avviano dei confronti a cui rispondo senza problemi, un blog che nell’anno sociale 2011-2012 ha collezionato 165.000 visite (media di 452 visite/giorno), ricevo i cittadini con costanza, ogni 6 mesi organizziamo incontri pubblici per “rendere conto” ai nostri cittadini di ciò che facciamo senza precludere a nessuno la possibilità di intervenire.

La seconda ragione è pratica. Mentre voi parlerete del passato, a settembre contiamo di aver già risolto tutti i problemi di cui volete parlare. So che la cosa vi potrà sorprendere, ma questa Amministrazione a differenza di altre che l’hanno preceduta preferisce rispondere con i fatti.

E’ il caso, per esempio, della Palestra dove tanto avete detto, scritto e dichiarato mentre noi nel silenzio e nell’operosità, grazie al contributo di tanti uboldesi, l’abbiamo fatta davvero. E’ il caso dell’ecologia e dell’ambiente dove mentre in passato tanto si diceva ma poco si faceva questa Amministrazione ha già risposto con 300 alberi piantati al Centro Sportivo, un’area completamente riqualificata al Lazzaretto e altri progetti di educazione ambientale avviati.

Verrebbe da dire che a voi piace parlare, a noi piace fare. Continuate pure; qui come dicono i nostri vecchi “gh’è da laurà”!

Inoltre, se mi permettete, credo che tra persone civili si possa dialogare con serenità e con tranquillità. Per questo motivo siete stati invitati, come tutti gli altri consiglieri, all’incontro del 17 luglio u.s. e di tutta risposta abbiamo ottenuto la Vostra presenza all’esterno distribuendo l’ennesimo volantino che ripeteva per l’ennesima volta le stesse cose. Eravamo tutti lì, avevate un invito, potevate accomodarVi e dire la vostra. Come hanno fatto tanti cittadini senza che nessuno gli togliesse la parola. Certo, quello che abbiamo proposto rientra nella dinamica del confronto, ma abbiamo già intuito in passato come alla Vostra scuola siate stati poco educati alla forma civile che si chiama dialogo. Voi preferite lo scontro, urlare, incazzarsi, non salutare la gente per strada, creare la “guerriglia” in città. Voi intendete così la politica. Per noi la politica, al contrario, è l’arte di costruire l’amicizia in città. Capirete, quindi, le differenze.

Tuttavia, come già detto appunto, non mi sorprendo: la storia ci ha insegnato chi siete.

Al primo Consiglio Comunale mentre il Sindaco vi chiamava “minoranza” voi avete preferito autodefinirvi “opposizione” (a chi poi?). Avete fatto degli esposti il Vostro sistema di fare politica. Le Vostre bacheche e i Vostri volantini trasudano di rancore verso le persone, non verso le idee. Qualche mese fa mentre parlavamo dello Svincolo in Consiglio Comunale avete preferito uscire e andarvene piuttosto che rimanere a confrontarvi. Nell’ultimo Consiglio Comunale avete definito il sottoscritto “omertoso”…ma non mi rammarico, d’altronde qualche minuto dopo avete detto che i cittadini per voi “valgono come il due di picche”. E adesso vorreste passare come i paladini del dialogo? Ma per cortesia, dai, un po’ di serietà!

Pertanto rinnovo il grazie per l’invito ma, come potete intuire, non parteciperò al Vostro incontro anche perché, da ultimo, lo spazio per il confronto è già garantito: si chiama Consiglio Comunale.

Quando il Vostro gruppo maturerà la convinzione che in democrazia esistono spazi per altre idee che non siano le Vostre e che le elezioni non sono il motivo principale della vita ci risentiremo.

La Vostra speranza è nella politica, la nostra no. La nostra è nel servire con passione e dedizione un paese che oggi a noi è affidato e che riconsegneremo ai nostri figli più bello, più vivibile e migliore. Perché noi passeremo, ma la nostra comunità no. Rendetevene conto. Coraggio!

Il Vostro Sindaco

Dott. Lorenzo Guzzetti

Sindaco di Uboldo

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