Il dibattito sulla Provincia

Alcuni cittadini mi chiedono in questi giorni lumi su cosa penso riguardo al dibattito intavolato nei giorni scorsi dal Presidente Galli riguardo la Provincia di Varese che con le prossime elezioni 2013 dovrebbe essere accorpata a Como e Lecco. Qualcuno ha già risposto, come il Comune di Saronno, dichiarando che intende avviare un dialogo con i Comuni limitrofi (tra cui il nostro) per avviare il percorso “per chiedere di far parte della città metropolitana di Milano”. Personalmente ho già ampiamente scritto e detto cosa penso delle Province, faccio quindi alcune considerazioni molto libere sullo stato di fatto e ciò che verrà.

 

E’ vero che la comunicazione viabilistica con Milano è molto più semplice rispetto a Varese (anche se nel 2012 questa cosa è ridicola dirla) ma faccio i conti con la realtà e la mia esperienza. Noi con Varese e con l’ente Provincia possiamo dire tutto fuorchè di essere stati poco considerati, nonostante gli amici tecnici e politici dell’Ente mi prendano in giro dicendo che “arrivo dai confini dell’impero”. Il dialogo e il colloquio con assessori e tecnici è sempre stato molto proficuo e immediato e questo perchè la Provincia di Varese conta 141 Comuni contro quelli che già gravitano attorno alla Provincia di Milano o Città Metropolitana che dir si voglia e ai quali vorremo aggiungerci pure noi.

 

Nella mia esperienza, e ne cito solo alcuni, posso solo dire che i vari assessori Baroni, Galparoli, Simeoni, Specchiarelli, Bonfanti, Campiotti o Fagioli (che è proprio saronnese doc) non mi hanno mai negato un incontro, un dialogo, un chiarimento sulle varie questioni e a domanda di appuntamento non hanno mai fatto tardare più di 7 giorni il momento del confronto. Come, d’altronde, i tecnici si sono sempre dimostrati attenti e preparati alle varie dinamiche e, perchè no, pronti anche ad avviare un confronto serio e franco quando le situazioni si facevano spinose.

 

Tutto questo per dire che al confronto che vorrà avviare Saronno noi siamo disponibili ad ascoltare, a dialogare, ma quello che non capiamo in questo momento è perchè non unirci invece tutti insieme a cercare di salvare invece la nostra Provincia che è virtuosa, che ci conosce e che rischia di essere tagliata per il solito modo di far politica da Roma: non guardare chi fa e fa bene, ma salvare equilibri politici favorendo addirittura quelle realtà dove è provato dall’esperienza quanti soldi siano stati bruciati.

 

Per questo motivo, conoscendo gli amici di Saronno e la loro sensibilità nei confronti del territorio, li invito fin d’ora ad avviare questo dialogo tenendo in considerazione tutte queste cose perchè se è vero che oggi siamo “ai confini dell’impero” non vorrei ritrovarmi tra qualche tempo ad essere un comune di serie B o C.

 

Inoltre consideriamo anche quanto ci costerebbe e quanto invece risparmieremmo a rimanere così come siamo, anche perchè tutti i Comuni (tra cui noi) hanno molte pratiche avviate già con la Provincia che significherebbe chiudere, riaprire e ripartire da capo. Un consumo di tempo, risorse, fatica che non si spiega in ottica della tanto sbandierata “ottimizzazione delle risorse” o “spending review” che dir si voglia. Non vorrei quindi che, a livello pratico, questa scelta che vuole proporre Saronno si riveli un boomerang per i nostri cittadini e per le nostre casse comunali già dissanguate.

 

Prima leggiamo i numeri, i conti e i soldi da spendere (che sono dei cittadini). Poi faremo i proclami politici.

Per ora, io rimango a Varese.

Lorenzo

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