La Provincia che verrà

Questo pomeriggio mi sono incontrato insieme agli altri sindaci del distretto saronnese (Saronno, Origgio, Gerenzano, Cislago, Caronno Pertusella) e a tema c’era, appunto, se chiedere o meno a Regione e quindi al Governo di entrare e confluire dal 2013 nella futura e costituenda Città Metropolitana di Milano che, in qualche modo, sostituirà la Provincia di Milano. E’ stato un bel confronto, un momento di vera crescita per ciascuno. Importante, e lo ringrazio, è stato anche il contributo del sindaco di Solaro, presente per pochi minuti, che ha esordito dicendo: “il rapporto con la Provincia di Milano è sempre stato pessimo”.

 

Ma al di là di questo, è stato importante il momento di scambio reciproco. Innanzitutto, e per chiarezza, è giusto che i cittadini sappiano che a decidere non saremo noi ma il Governo. In questa fase ogni Comune può semplicemente elencare i suoi desiderata oppure tacere e quindi, in buona sostanza, rimandare l’idea che si sta bene dove si è. Noi, per chiarezza e trasparenza nei confronti dei cittadini, con molta probabilità faremo una delibera di disinteresse a entrare nella Città Metropolitana di Milano. Saronno invece delibererà di continuare il percorso intrapreso con Caronno Pertusella per l’adesione alla costituenda Città Metropolitana. I sindaci di Uboldo, Gerenzano, Origgio e Cislago si sono ritrovati su posizioni comuni, ognuno con contributi diversi ma migliorativi.

 

Mi è piaciuto molto che, oltre a quanto ho già espresso in maniera diffusa in un mio precedente articolo, altri Comuni abbiano aggiunto la necessità che questo sia l’anno zero anche della rappresentatività provinciale. Come da anni si va richiedendo, al tavolo della Provincia dovrebbero sedere i sindaci rappresentanti di un comune territorio piuttosto che altri consiglieri eletti con altre elezioni. Faccio un esempio: Varese si sarebbe potuto dividere ai tempi con Saronnese, Gallaratese, Bustese, Alto Varesotto e Varese Città. In 5 persone rappresentanti di questi territori si sarebbero condensati i bisogni di tutti i cittadini di questo territorio che va da noi fino ai confini con la Svizzera.

 

Stare “ai confini dell’impero” ma magari con un sistema di rappresentatività diversa potrebbe magari in un futuro nemmeno troppo prossimo vederci protagonisti delle nostre scelte future se, come sembra ma è tutto davvero molto nebuloso, si formerà una provincia di Varese-Como-Lecco. Vedremo e vi darò aggiornamenti costanti. Qualsiasi cosa deciderà il Governo noi dovremo per forza di cose accettarlo. Di sicuro, in un modo o nell’altro, non potremo dire che la nostra non l’abbiamo detta.

 

La scelta sarà dunque orientata così: diremo al Governo che noi non siamo interessati ad andare con Milano. Di entrare in una realtà che con molta probabilità sfiorerà le 3 milioni di persone ed essere ancora ai confini o ai margini non cambia nulla. In attesa che ci dicano, a noi e ai cittadini, quale sarà il futuro del nostro territorio.

Aggiungeremo nel caso alla nostra delibera che noi, proprio a dirla tutta, vorremmo l’abolizione delle Province, più risorse e deleghe ai Comuni (soprattutto a quelli che faranno politiche sinergiche e di insieme. Ed ora con Gerenzano, Origgio e Cislago occorrerà iniziare a pensarci seriamente…) e che piuttosto che questo sistema avremmo preferito un azzeramento totale dell’assetto provinciale con una redistribuzione che partisse dal basso di divisione del territorio. Ma si sa, a Roma preferiscono comandare che ascoltare.

Lorenzo

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