Un anno fa...

…come oggi inauguravamo il rinnovato “Parco del Lazzaretto – Luca Ciccioni”. Merito della Contrada Lazzarett e del suo capitano, Mauro Ceccaroni, merito di tanti sponsor che hanno creduto nella possibilità di realizzare una cosa così bella, merito dell’assessore Matteo Pizzi che ci ha dedicato tanto tempo nel coordinamento, merito della allora neonata associazione “Quelli che…con Luca”che ebbe una sorta di battesimo proprio in quell’occasione.

 

Rivolgere lo sguardo indietro ora offre grande soddisfazione, certo, soprattutto perchè quello fu il primo esempio concreto di un’opera realmente e totalmente sussidiaria sul nostro territorio. Opera che è stata la “grande prova” per una nuova sfida che ci accingiamo a iniziare e che presto vi sveleremo. Questo anniversario però mi offre l’opportunità di spiegare oggi la dedica di quel parco, troppo spesso oggetto di cattiverie gratuite di ogni genere. A un anno di distanza forse ora si può dire con semplicità.

 

Quando l’anno scorso decidemmo di accogliere la richiesta di Mauro e della sua Contrada molti pensarono che quella dedica veniva fatta sull’onda dell’emotività o, più specificatamente, per amicizia e “preferenza” nei confronti di qualcuno che era particolarmente vicino alla mia persona. Dimenticando che forse proprio il sottoscritto potrebbe vantare nel suo curriculum qualcuno di più vicino del figlio di un amico a cui dedicare tutta questa attenzione.

 

Ma proprio oggi mi piace spiegare il perchè di quella scelta. L’esperienza di Luca, che sicuramente ho vissuto molto più intensamente di altre vicende simili, ha segnato una comunità, è stata ciò che ha fatto parlare di leucemia in una comunità come Uboldo, che ha fatto interrogare tante persone sul senso della vita e il valore della ricerca, è stato segno di amicizia e di conoscenza. E tutto questo prescinde da chi è sindaco o dal colore politico. Questa cosa è un puntino nella storia che allora, un anno fa, non era possibile unire guardando avanti perchè quel puntino, come altri “potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.”

 

Ecco il senso di quella scelta. Quando passo da quel parco penso che un giorno tra 20 anni io non sarò più sindaco ma ci sarà chi porterà suo figlio dentro quel parchetto e che si interrogherà su chi è stato Luca Ciccioni. E se vorrà trovare le risposte dovrà parlare di tematiche importanti come la lotta alla leucemia e la ricerca scientifica ma anche di una storia di amicizia e di comunità unica nella storia. E allora sotto il nome di Luca Ciccioni saranno automaticamente ricordati e compresi anche tutti gli altri, bambini e adulti, che hanno reso testimonianza attraverso la croce della malattia e sono stati segni importanti per la nostra comunità. E di una cosa sono sicuro fin da oggi: ci si ricorderà di Luca, si parlerà di quelli che come Luca hanno lottato contro questa malattia e non ce l’hanno fatta, ma difficilmente verrà ricordato chi era il sindaco. E sarà giusto così. E’ in questo che si compie il senso pieno della politica: essere al servizio del proprio popolo e della storia che è qualcosa che travalica e va oltre i nostri limiti umani. E che, ne sono convinto, è in mano alla Provvidenza.

Lorenzo

Scrivi commento

Commenti: 0