Ragassi, l'Italia non cambia. Purtroppo. #Adesso

L’Italia non cambia. Grazie alla macchina del “partitone” messa in moto per il compagno Pierluigi, tra pochi mesi a Palazzo Chigi siederà un altro uomo formato nelle fila del PCI. Grazie a delle regole assurde che rasentano la discriminazione, Pierluigi Bersani ha vinto le primarie. Solo in Lombardia per questo ballottaggio sono pervenute 25.091 richieste e solo 832 hanno avuto la possibilità di votare. Se questa non è discriminazione…

Non ho mai nascosto che la proposta di Renzi mi piaceva nonostante in Consiglio Comunale un kompagno del CSU mi abbia rimproverato la “stima che Lei ha per Renzi” e che lui non ha. Ho subito pensato che forse la mancata stima del kompagno per Renzi sia dovuta all’immagine non da sfigato che offre. Anche perchè fatico ancora a capire quei giovani che si eccitavano per Bersani. Ma si sa, il mondo è bello perchè è vario.

Renzi è stato capace di avvicinare tanti giovani a “parlare di politica”. E questo è un merito. In questi giorni, in cui volutamente mi sono astenuto da qualsiasi commento sulle primarie (nonostante le sollecitazioni del mio amico Marco…), ho visto che la proposta di Renzi tra i giovani spopolava. Perchè sì, #adesso! si può cambiare l’Italia.

Non nascondo che facevo il tifo per lui: un po’ perchè è un ”collega”, perchè sa non prendersi troppo sul serio, un po’ perchè come me ama parlare di “comunità”, ma soprattutto perchè il modello che ha proposto all’Italia era effettivamente più vicina all’Italia reale, all’Italia che non legge i giornali cartacei ma naviga su internet, quella dei social network, che si informa attraverso i blog. Quella che incontriamo tutti i giorni noi sindaci, l’Italia che va dal pensionato del bar al mio amico che cerca sempre di provocarmi su Facebook.

Tuttavia con queste primarie speriamo che inizi lo svecchiamento. La prova è a Uboldo: metti un 24enne candidato sindaco nel 2007, e nel 2009 tutte le cariatidi della politica sono sparite. Un po’ orgogliosamente e un po’ ironicamente, voglio dire che Uboldo è meglio del PD: gli uboldesi si sono dati la possibilità del rinnovamento. E i fatti e i risultati stanno dimostrando che anche se si è giovani si può fare bene.

Bersani è stato bravo e furbo, non andando sul terreno della comunicazione dove sarebbe stato surclassato. Nel “confronto finale” di mercoledì sera si è cucito addosso l’immagine del perfetto vicino di casa arrivando all’eccesso nel dire: ”il nuovo secondo me è governare mettendosi all’altezza della vita comune dei cittadini. Questo sarebbe il nuovo. Poi vediamo i contenuti.” Poi vediamo i contenuti? E su cosa dovremmo votarti? Forse sulle solite parole vuote e qualunquistiche (verità, semplicità, solidarietà, equità) che il popolo di sinistra (non l’Italia) si vuole sentir dire?

Ha ragione Renzi quando dice “non sono riuscito a scrollarmi di dosso l’immagine del ragazzetto ambizioso, non facendo capire che il mio era solo desiderio”. Se sei giovane, in Italia, non puoi cercare di cambiare le cose. Devi aspettare il tuo turno che arriva verso i 65 anni. Quando te la insegnano te la spiegano in modo che le cose scomode non le devi mai dire. E’ l’arroganza di chi crede che la gente sia ingenua. Ma guardate che non è così. E da oggi parte semplicemente un’altra sfida. Come sono altresì convinto che con Renzi la politica avrebbe riavvicinato tanti appartenenti al partito degli astenuti, ridimensionando e non di poco il fenomeno Grillo che è solo la “scopa” per spazzar via i Bersani di oggi. Ma il PD non l’ha capito. Perchè no, ragassi, l’Italia (e la sinistra) non cambia.

Lorenzo

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