Non restiamo più a guardare

Cari amici, ieri sono stati aperti i cantieri per l’allargamento della Como – Lainate.

All’interno di questo progetto rientra anche lo svincolo che sorgerà sul nostro territorio. La mattinata di ieri è stato un momento importante per tutti gli attori coinvolti in questa delicata partita. E’ stato un po’ amaro sentir dire che per quest’opera così importante e così strategica a livello regionale (l’allargamento dell’autostrada) si sia dovuta attivare una procedura che viene utilizzata in casi rari, se non rarissimi, ovvero la decisione demandata al Consiglio dei Ministri.

 

Ovviamente è Uboldo il paese che ha creato questa situazione così particolare: Uboldo e i suoi no reiterati e testardi che hanno portato il nostro paese a uscirne con nulla in mano e con una situazione assurda che vede ora chi amministra a dover rincorrere per avere delle garanzie in un progetto già esecutivo. Praticamente una sorta di "mission impossible". La consapevolezza è quella che si poteva ottenere molto, molto di più. Si poteva ottenere molto di più se chi sedeva al tavolo al momento giusto avesse capito che il "no" ostinato non avrebbe portato da nessuna parte. Si poteva ottenere di più se nel 2007 si fossero lasciati lavorare quelli che si alzarono dall’ultimo tavolo tecnico del 3 ottobre con una situazione molto favorevole per il nostro paese (situazione avvallata troppo tardi da una delibera del Commissario datata 9 maggio 2009…). Il risultato di uno sguardo e di un metodo di fare politica vecchio e superato vede ora Uboldo senza praticamente nulla in mano.

La promessa con la quale ci siamo lasciati oggi è quella di cercare almeno una via del dialogo con chi realizzerà l’opera perchè, come abbiamo sostenuto al tavolo del 16 giugno scorso in Regione Lombardia, Uboldo, ma soprattutto gli uboldesi, non possono pagare la follia ideologica e l’assurda cocciutaggine che ha portato a questo stato delle cose. Il prezzo sarebbe troppo alto e i nostri concittadini non pensiamo meritino questo.

La giornata di ieri è stata una vittoria della sussidiarietà, quella vera però, non quella utilizzata o strumentalizzata per riempire quelle bocche già piene di "riformismi" o cose del genere. Questo è il vero riformismo: un metodo di lavoro e degli obiettivi da raggiungere. Questo è, come ha detto il presidente Formigoni, il vero federalismo infrastrutturale. Questi sono i fatti che, come ha detto l’Assessore Raffaele Cattaneo, "parlano da soli" lasciando a zero chi continua solo a parlare ma che poi non sa dialogare con nessuno.

E’ un metodo che piace pensare di poter utilizzare anche noi nel nostro paese: le istituzioni che non si sostituiscono più all’uomo, alle persone. Al contrario, le istituzioni si avvicinano alle persone, ci parlano, dialogano insieme per trovare le soluzioni giuste. E’ quello che è stato fatto anche per questo progetto, ed è appunto quello che qualcuno non ha mai compreso.

Abbiamo davanti tanti progetti noi per Uboldo: intendiamo portare avanti anche noi questo metodo di lavoro. Perchè tutti insieme si possa costruire un paese nuovo. Perchè nessuno sia lasciato solo. Perchè, finalmente, Uboldo non resti più in tribuna a guardare.

Lorenzo

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