"Volevano vincere e invece l'han presa..."

Mutuo una velenosa canzoncina che mi sono dovuto sorbire dai "cugini" interisti al termine dell'ultimo derby per descrivere il confronto di stasera tra Santoro e Berlusconi. Il "lupo" nella sua tana è diventato un simpatico cagnolino da compagnia.

Doveva essere l'Armageddon di Mr.B, è stata la disfatta totale di Travaglio, uscito massacrato dal confronto e attendiamo domani di vedere i sondaggi come si impenneranno dopo l'ultima performance di questo arzillo 76enne che, per l'ennesima volta in diciotto anni, si è divertito tantissimo nel giocare come il gatto fa col topo non nella tana del lupo, bensì sul sofà del gatto.

Ancora una volta l'istrione ha avuto ragione di malcapitati pennivendoli e delle "travagline" troppo preoccupate del jeans e del tacco, più vogliose di ascoltarsi che di ascoltare. Non devono mai aver letto Enzo Biagi, evidentemente.

Alcune cose giuste le ha dette Berlusconi: è vero, l'Italia di oggi è figlia di una Costituzione nata sulle ceneri del Fascismo, una Costituzione che non garantisce una governabilità. Solo in Italia un Governo non governa.

Santoro e Travaglio sono caduti nella narcisa trappola suicida di pensare che alla gente freghi qualcosa del bunga bunga, dei festini o che la Merkel lo stia ad aspettare a un vertice NATO. Le persone a casa, che identificano la Merkel come il nemico giurato, avranno pensato che la stessa nel lago di Strasburgo ci poteva annegare. Insieme all'Europa, all'Euro e a tutti quanti.

Bastava molto meno a mettere in difficoltà Berlusconi. Bastava un sindaco di 30 anni di un paese di 10.800 abitanti che gli avrebbe fatto solo una domanda: "Presidente, l'Italia che ha in mente è bellissima e la vorrei anche io. Ma mi spieghi dove li troverà i soldi per togliere l'IMU, per non far pagare tasse alle aziende che assumono giovani, per lasciare in Lombardia (giustamente) il 75% delle tasse che pagano i lombardi.

I suoi propositi li condivido. Ma mi dettagli quali voci del bilancio dello Stato taglierà per finanziare le sue idee. Perchè i soldi non si fabbricano, si contano."

E se si fosse messo a raccontarmi la favola delle riforme e di uno Stato "più magro" allora lì mi sarei permesso di fare due domande:

1) Perchè nel 2008 con una maggioranza schiacciante non cambiò nei primi 100 giorni la Costituzione?

2) Perchè a 4 (quattro!) giorni dall'entrata in vigore del taglio parziale delle Province il suo delfino, Angelino Alfano, ha "staccato la spina" al Governo Monti vanificando così un primo vero, seppur annacquato, "dimagrimento" dello Stato?

Travaglio e Santoro hanno invece fatto ciò che la sinistra continua a fare da troppi anni a livello nazionale e locale: attaccare le persone, non le idee.

E' stato un grande show televisivo, è stata per La7 la serata forse più redditizia da quando esiste in termini di share e di pubblico.

Ma è stata una pessima serata di politica, dove Berlusconi ha fatto Berlusconi e dove l'unica nota positiva è stata che finalmente, dopo anni, Travaglio e i suoi sorrisini che ben conosco di una certa sinistra si sono tramutati in un finto aplomb che celava la Waterloo sulla credibilità del povero Marchino.

Che la Innocenzi e la Costamagna vadano a imparare a fare le giornaliste, dato che questa sera tra loro due, Travaglio e Santoro hanno messo in scena il miglior spot elettorale per Berlusconi.

Lorenzo

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Commenti: 3
  • #1

    Alessandro Limido (venerdì, 11 gennaio 2013 07:32)

    Assolutamente d'accordo con la tua analisi. Ho trovato Berlusconi geniale, con la risposta sempre pronta, la battuta quasi sempre al punto giusto, una mimica ed una gestualità impeccabile. Anche quello che a molti è parso un "pistolotto" sulle vicende giudiziarie di Travaglio, è stato in realtà un espediente - più o meno voluto - per innervosire il conduttore, che ad un certo punto pareva quasi volersene andare dal suo studio. C'è poco da fare, Berlusconi buca lo schermo, era nella "tana del lupo" e si muoveva a suo agio, ad un certo punto pareva addirittura condurre lui la trasmissione. Anch'io credo che ieri sera, come ha scritto scherzosamente qualcuno su un social network, quell'uomo sarebbe riuscito a vendermi un materasso od una batteria di pentole. Insomma, un vero showman.
    Purtroppo però in una situazione congiunturale come questa, con molte famiglie, molte imprese e pressochè tutti i comuni messi in ginocchio da alcune politiche scellerate del Governo Monti, noi italiani siamo alla ricerca di politici riformisti veri, che mettano mano alla spesa pubblica, che siano credibili nel proporre soluzioni per un fisco più equo per le famiglie e per le imprese, che sappiano riconoscere e valorizzino l'esperienza degli enti territorialmente più vicini ai cittadini, che abbiano il desiderio di mettere la società nelle condizioni di ritessere un tessuto sociale ormai sfilacciato attraverso la sussidiarietà, che desiderino il cambiamento della pokitica dal basso. Ieri sera ho sentito poco o nulla di questo, e quel poco che ho sentito è stato detto da chi per buona parte degli ultimi vent'anni ha promesso le medesime "rivoluzioni liberali" promesse ieri sera, ma che per mille motivi troppo spesso non è stato in grado di mantenere.
    Ecco, diciamo che lo showman mi ha convinto, ma il politico no.

  • #2

    CHIARA PIGOZZI (venerdì, 11 gennaio 2013 14:09)

    .... Abbiamo letto pubblicamente in Ufficio il tuo commento sullo show di ieri sera.... tutti ti fanno i complimenti e mi hanno chiesto il tuo sito!

  • #3

    tamara (lunedì, 14 gennaio 2013 07:19)

    Il problema e' che in Italia si guardino certi programmi io mi sono rifiutata! e continuero' a non votare Berlusconi perche' sara' pure arzillo ma di certo non e' un politico...