"Italiani, svegliatevi..."

Durante le vacanze di Natale ho avuto tempo e modo di dedicarmi a uno dei miei hobby preferiti: la lettura. Giusto però per non farmi mancar niente i libri che preferisco sono quelli di politica e di storia. Così ho acquistato il libro di Bruno Vespa dal titolo "Il Palazzo e la Piazza" dove ho trovato molti contributi veramente interessanti che proporrò anche sul sito.

Si parla di riforme a partire dall'esperienza tedesca e forse capiremo un po' di più perchè i veri conservatori, in Italia, sono ormai diventati quelli di sinistra.

Lorenzo

"Le truffe, gli sprechi e la dittatura di Angela" - tratto da "Il Palazzo e la Piazza" di Bruno Vespa

"Immaginatevi un gruppo di amici che decidono di uscire a cena insieme" scrisse l'economista Alberto Alesina sull'Espresso nell'estate 2012. "Prima di ordinare si accordano che ognuno pagherà il proprio conto. Alcuni ordinano aragosta e champagne, altri un'insalata mista e acqua minerale. Arriva poi il conto, ma i signori dell'aragosta si accorgono di non avere abbastanza soldi per pagare. A quel punto chiedono di divedere il conto fra tutti i commensali, anche quelli che hanno ordinato insalata. Questi signori, stizziti, rispondono picche." Alesina, severo iperliberista, interpreta alla letta il sentimento tedesco degli ultimi tre anni. [...] essi trovano insopportabile che alcuni paesi (tra cui l'Italia) abbiano evitato a lungo le riforme "lacrime e sangue" che loro hanno dovuto subire nel decennio scorso.

"Nei primi anni Duemila" mi racconta Tobias Piller, corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung "eravamo noi i malati d'Europa con 5 milioni di disoccupati. Fu a quel punto che il ministro del Lavoro socialdemocratico riformista disse che bisognava smettere di finanziare la disoccupazione e cominciare a finanziare l'occupazione. Partì così l'agenda 2010 del governo Schroeder, con una serie di riforme pesanti.

In Germania non esistono le pensioni di anzianità, che voi avete eliminato solo col governo Monti. I nati nel 1964 dovranno aspettare i 67 anni per lasciare il lavoro. [...] Quanti sanno che da noi la pensione pubblica massima è di soli 50 euro per ogni anno di contributi, cioè di 2000 euro dopo quarant'anni?

Ancora: in Germania gli stipendi aumentano sulla base della produttività e le pensioni sono legate agli stipendi.

[...] Ai dipendenti pubblici è stata tolta la tredicesima ed è stato imposto di lavorare due ore in più alla settimana. Abbiamo fatto la rivoluzione più grossa nella previdenza sociale. Fino al 2004 se rimanevamo disoccupati venivamo assistiti per anni con un'indennità che arrivava, per chi aveva famiglia, a due terzi dell'ultimo stipendio e poi scendeva fino al 53 per cento. Adesso, dopo uno o due anni, non si prende più niente, salvo un piccolo assegno di sussistenza se sei davvero un nullatenente, hai dovuto vendere la casa e sei ridotto alla fame. [...]"

Piller è un fiume in piena: "Voi non riuscite ad abolire le province e da noi, invece, i Lander (le Regioni) le hanno accorpate." [...]

 

I risultati? "Sono cresciuti i posti di lavoro, soprattutto quelli flessibili. Sono state introdotte posizioni part-time fino a 400 euro con tasse al 2 per cento e contributi forfettari. La paura di perdere il posto ha indotto i lavoratori e sindacati a essere assai produenti, così per molti anni gli stipendi sono aumentati meno dell'inflazione. In dieci anni il costo del lavoro per unità di prodotto è rimasto stabile, da voi è aumentato del 30 per cento. Da noi lavora metà della popolazione, da voi un terzo. Voi esportate un terzo della Germania e, tra import ed export, avete perso nell'ultimo anno 24 miliardi, noi ne abbiamo guadagnati 158. Vent'anni fa eravate il terzo fornitore della Germania, adesso siete il sesto. Prendevamo da voi il 9 per cento delle importazioni, adesso il 5. Svegliatevi..."

Scrivi commento

Commenti: 0