I criteri per una scelta/2 - La Famiglia

Se il primo principio col quale valutiamo le proposte politiche in vista delle prossime elezioni è quel desiderio naturale dell'uomo insito in lui che lo fa tendere al bene comune e alla socialità, parliamo oggi del primo centro di socialità per qualsiasi individuo: la famiglia.

Famiglia che, proprio in questo momento storico, è messa pesantemente sotto attacco da proposte culturali e politiche che davvero ne minano l'importanza alle fondamenta. E dire che proprio da qui si inizia a formare il futuro di ogni società.  

Una politica quindi per la famiglia dovrebbe essere il primo caposaldo in ogni programma elettorale con questi punti:

1) una politica che innanzitutto abbassi la pressione fiscale, ma senza dimenticare che non di solo IMU vive l'uomo.

2) la famiglia infatti è il primo e più efficente sistema di welfare in una società civile. La disgregazione di tante famiglie sta indebolendo, e non di poco, il nostro stato sociale e sta creando non pochi problemi ai Servizi Sociali dei nostri Comuni.

3) occorre che vengano incentivate politiche di armonizzazione per la vita familiare e il lavoro, soprattutto per le donne.

4) occorrono politiche che favoriscano le famiglie a crearsi incentivando anche il "fare famiglia", facendo figli, generando la vita o aprendosi all'adozione o all'affido.

5) venga messo sul tavolo il "quoziente familiare" dove una famiglia più grande possa avere maggiori agevolazioni da parte dello Stato. Non a caso, il grillino Pizzarotti a Parma sta subendo gli strali della città per aver tolto il quoziente familiare.

6) le politiche per la famiglia devono coinvolgere in questa riflessione anche la "terza età" che ormai va consolidandosi come età in cui tanti nonni possono ancora essere molto attivi e dare il proprio contributo fattivo alla società.  

Chi oggi fa proposte politiche e culturali "anti-famiglia" non si rende conto di andare a colpire sistematicamente un modello di società che nella storia si è rivelato efficiente sia dal punto di vista culturale che da un punto di vista prettamente e venalmente economico per tutta la società civile e per lo Stato stesso.

Lorenzo 

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Commenti: 13
  • #1

    Isa (giovedì, 07 febbraio 2013 15:03)

    Ciao Lorenzo,

    hai detto una cosa sacrosanta: la famiglia, intesa nel modo più tradizionale, è un motore economico efficiente . E finalmente qualcuno lo dice. Anche il Vaticano, preme molto perchè si regge su questo sistema.
    Non dico sia sbagliato; tutti noi ambiamo a vivere in un paese stabile ed economicamente funzionante.
    Ma la società è cambiata. Non si può arrestare il processo, perchè è, come dicevi tu nel pezzo precedente, nella natura dell'uomo.
    E' nella natura dell'uomo anche l'innamorarsi di altre persone, e si, anche dello stesso sesso.
    E il concetto di famiglia sta profondamente cambiando. E forse dovremmo smetterla di blaterare quale modello di famiglia sia giusto o meno, ma pensare, con la politica, anche a come fare per rendere efficiente e funzionante per la comunità anche la famiglia "allargata", la famiglia "diversa".
    Basta con i drammi all'interno dei nuclei famigliari.
    Dovremmo cercare di cambiar testa, pensare ad un amore che si moltiplica o si trasforma, non ad una famiglia "sbagliata".

    La famiglia dovrebbe essere sinonimo di amore. Ed è quindi anche una cosa soggettiva. Con che cuore giudichiamo una famiglia "giusta" da una non? Ma chi ci crediamo di essere?

    Non credi si debba trovare un modo per far funzionare le cose per come realmente stanno oggi?

  • #2

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 febbraio 2013 15:29)

    Isa, molto sinceramente credo che il perbenismo peloso si fermi all'affermazione: "Ma la società è cambiata".
    Una mediocrità allucinante. Che è il riflesso della nostra società, quindi non mi stupisco di nulla.
    Lorenzo

  • #3

    Isa (giovedì, 07 febbraio 2013 15:51)

    Cos'è il perbenismo peloso?
    Ma appunto, per non essere mediocri e superificiali, non si dovrebbero trovare soluzioni per far funzionare anche le famiglie diverse?
    Non saprei con quali metodi "pratici". Di certo un aiuto per le donne, in famiglia o separate coi figli a carico etc, con maggiori possibilità di flessibilità di orari per esempio, problema di molte per cui poi molte rinunciano a lavorare?
    Alleggerendo quindi la pressione fiscale per le aziende così che si possa favorire part time e maggiore rotazione?
    Non so, sono solo idee.

  • #4

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 febbraio 2013 16:00)

    Ma quali famiglie diverse? Ma che cavolo stiamo dicendo? Scindiamo le cose per favore.
    Io credo, e lo dico davvero, che sia ora di dialogare sulla possibilità di dare un contesto giusto alle coppie dello stesso sesso. Escludendo (e ribadisco, ESCLUDENDO) assolutamente (e ribadisco, ASSOLUTAMENTE) la possibilità di adottare figli. La famiglia è e rimane UNA: uomo e donna. Punto. Stop. Il resto sono contratti di convivenza, chiamiamoli come vogliamo, ma non chiamiamoli famiglia.
    Per il resto:
    a) sarebbe forse ora di capire perchè le famiglie si disgregano a partire dall'educazione della famiglia e degli sposi;
    b) è ora di mettere a tema una legge in cui i papà separati non siano sempre e costantemente massacrati al momento della separazione.
    Però smettiamola di chiamare famiglia ciò che non è famiglia.
    Lorenzo

  • #5

    Isa (giovedì, 07 febbraio 2013 16:27)

    Per famiglie diverse intendevo soprattutto famiglie con genitori separati e magari nuovamente conviventi, quindi un aiuto per chi rimane da solo dall'altra parte con i figli, e appunto, non massacrati economicamente come spesso purtroppo succede a certi padri in maggioranza.

    Per quanto riguarda le coppie dello stesso sesso, non dico sia una cosa attuabile in modo facile, ma la vedo diversamente, ovvero io sono sempre e comunque per la massima libertà dell'individuo, e non mi sento in tutta sincerità di dire che una coppia dello stesso sesso possa crescere dei figli MEGLIO o PEGGIO di una coppia formata da uomo o donna.
    O meglio, non lo saprei dire, non ho nessun presupposto-prova concreta-esperienza che dica che due esseri umani dello stesso sesso non possano amare e crescere con altrettanta cura rispetto a due etero un bimbo.
    Sicuramente avere come riferimento una figura maschile ed una femminile è importante, e probabilmente maggiormente in equilibrio, ma credo anche che l'aspetto più rilevante di tutti sia crescere i bambini con intelligenza e amore incondizionato.

  • #6

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 febbraio 2013 16:35)

    Una visione schizofrenica, paranoide e ipocrita dietro la quale, dagli anni 70 a oggi, tutto è stato legittimato.
    Dietro i buoni propositi e la parola amore abbiamo creato la società di oggi. Dentro al termine libertà abbiamo stuprato i valori base della nostra società.
    E quindi, col sorriso e il perbenismo, non mi stupisco che stiamo andando a scatafascio. Ma la cosa che mi solleva è che andremo sempre peggio.
    Lorenzo

  • #7

    Isa (giovedì, 07 febbraio 2013 16:53)

    Ovviamente si posso avere visioni differenti delle cose.

    Mi sento solo di contestarti "ipocrita" questa visione, che è molto personale e non vuole certo trovare a tutti i costi condivisione.
    Ecco credo di poter essere tranquillamente in dissenso con la tua visione di società ma ti assicuro che non è una visione dettata dall'ipocrisia.

    E credo anche io, che con il sorriso e il perbenismo non si vada da nessuna parte.

  • #8

    Catia (giovedì, 07 febbraio 2013 17:35)

    Scusate l'intromissione in questa discussione, ma vorrei esprimere il mio personalissimo parere su questo argomento.
    E' vero che la società è cambiata e che la questione va affrontata, ma chiediamoci come e perchè è cambiata? Non trovate ci sia troppa superficialità nel parlare di matrimonio, coppie di fatto, coppie gay, coppie di non so cosa?! La famiglia (e con questo concordo in pieno con Lorenzo) è UNA, fatta da un uomo e da una donna. Purtropo da 15-20 anni a questa parte trovo che molte persone si sposano perchè "va di moda" o perchè "è a famiglia che lo vuole" o forse perchè presi dall'entusiasmo del momento... Il matrimonio deve essere uno e deve essere per tutta la vita (non è un discorso religioso il mio, ma un principio). Ho visto troppe coppie sposarsi, fare figli e poi alla prima difficoltà (problemi veri, non "incompatibilità di carattere") separasi e poi divorziare con troppa superficialità! Le famiglie allargate non dovrebbero esistere, per principio. Le coppie di fatto sono una comodità di chi non ha le palle per prendersi le proprie responsabilità. Le coppie omosessuali...boh, non le capisco. Sicuramente tra riconoscere loro dei diritti a parlare di matrimonio tra omosessuali ce ne vuole...figuriamoci l'adozione di figli! Ma neanche procrearne loro! Se scegli di stare con una persona del tuo stesso sesso, abbi il coraggio di accettare l'idea di non avere dei figli.
    Spesso manca lo spirito di sacrificio, i principi base di rispetto e fiducia per il compagno di vita. E' più importante il lavoro, la palestra, l'happy hour. Sarò anche di vecchio stampo e all'antica, ma per me la famiglia è sacrosanta e viene prima di tutto. Ogni problema che si presenta sul percorso di vita insieme deve essere motivo di ulteriore avvicinamento nella coppia e non di divisione come purtroppo spesso accade. Quindi, prima di preoccuparci dei matrimoni gay, occupiamoci nel trasmettere i principi fondamentali alle coppie che nascono e che decidono di fare famiglia. Bisogna creare una rete di supporto per le coppie giovani che affrontano un nuovo cammino insieme, più garanzie per le neo-mamme e più flessibilità nel lavoro. I mezzi ci sono, bisogna cambiare la mentalità della gente, dei datori di lavoro e di chi ci governa.
    Ciao

  • #9

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 febbraio 2013 18:01)

    Catia, parole SACROSANTE.
    Personalmente era quello che volevo dire ma che non riuscivo a scrivere. Hai trovato il modo e le parole giuste. GRAZIE!
    Lorenzo

  • #10

    Isa (giovedì, 07 febbraio 2013 18:45)

    Catia, Lorenzo , state fraintendendo le mie parole.
    Non ho mai detto priorità alle coppie gay.
    Palestra ed happy hour ?
    Ma parliamo di gente normale di testa . Che si sposa per amore e fa i bambini e fa di tutto per assicurare loro un futuro anche lavorando.
    Catia ma tu credi che io come ogni madre non farei tutti i sacrifici del mondo per i miei bambini e per tenere unitA la mia famiglia ?
    Non andiamo sul personale , anzi scusate , parlavo in genere
    Certo che vorrei agevolazioni orarie di lavoroad esempio , è la prima cosa che ho detto.
    Ho solo aggiunto che non sono in grado di giudicare chi e cosasia meglio per un bAmbino.

  • #11

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 febbraio 2013 18:52)

    Io sì. Sicuramente non essere cresciuto in una famiglia omosessuale.
    L.

  • #12

    Catia (giovedì, 07 febbraio 2013 20:35)

    Cara Isa, mi spiace che tu abbia inteso il mio intervento come un attacco personale, non era mia intenzione, anche perchè non ho il piacere di conoscerti di persona. Ho solo espresso la mia personalissima opinione e fatto alcune riflessioni sulla base di quello che ho letto qui e sulle situazioni che ho potuto osservare nella vita di tutti i giorni. Sono più che convinta che entrambe saremmo un bel "esempio" di sacrifici per la famiglia, ognuna a modo suo.
    Per quanto riguarda la crescita di un bambino condivido in toto l'opinione di Lorenzo.
    Saluti

  • #13

    Isa (sabato, 09 febbraio 2013 14:40)

    Cara Catia,

    io , non tu, sono andata sul personale.
    Ieri affrontavo il tema con mio marito , che la pensa come te, e che forse (come sempre), mi ha fatto riflettere su una cosa a cui non avevo pensato prima: il corso della natura.
    Vedi (e qui racconto una cosa personale- mi scuso), quando abbiamo deciso di avere bambini io ero assolutamente contraria ad ogni forma di forzatura, tutto doveva succedere in natura, e se la natura non mi avesse dato la possibilità di avere figli, lo avrei accettato.
    E forse qui è il punto: in natura, due esseri umani dello stesso sesso non possono procreare, quindi stride, questo tipo di famiglia. E su questo ha ragione , avete ragione.
    Niente mi toglie dalla testa che anche due persone dello stesso sesso potrebbero amare un bambino nello stesso modo, ma l'aspetto base non l'avevo considerato, ed è forse più importante di quel che credo.
    Ad ogni modo anch'io sono sicura che ogni mamma (a parte casi snaturati, appunto), è sempre un esempio di sacrificio e amore incondizionato.
    Un saluto
    Isa