La Lombardia in testa

Cari amici, in attesa di seguire gli sviluppi della notizia di ieri delle dimissioni del Santo Padre, torniamo alle nostre "cose piccole".

Vi propongo questa bella lettera scritta a Tempi dal candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che parla della Lombardia "che ha in testa" e che, con molta probabilità, abbiamo in testa anche noi. Una Lombardia che non si sostituisca al protagonismo delle persone, una Lombardia che sia al servizio delle persone e non al posto delle persone.

Come ben sapete, non sono un leghista ma ho sempre apprezzato tanto il lavoro di Roberto Maroni come Ministro dell'Interno e devo dire che tra i candidati alla presidenza della Regione credo che Maroni sia il più serio, affidabile e credibile pretendente che si presenterà alle prossime elezioni, soprattutto per continuare quel percorso di eccellenza iniziato nel 1995 e proseguito fino a oggi che non possiamo permettere sia gettato alle ortiche.

Mi permetto fin da ora di rammentare a tutti che per le elezioni regionali si potrà esprimere una preferenza per un candidato al Consiglio Regionale. Credo che a Uboldo abbiamo visto da vicino quello che una "politica a chilometro zero" può generare e la nostra stessa comunità ha fruito, e non di poco, di questa capacità di dialogare con chi ha dimostrato di avere a cuore il territorio (in particolare Uboldo) e che credo meriti rinnovata fiducia.

Insomma il nostro candidato ideale C!

Lorenzo

lettera di Roberto Maroni, tratta da www.tempi.it

 

In campagna elettorale sentiamo sempre parlare di diritti. Giusto.
 
Ma a questi, dovrebbero corrispondere anche i doveri. Normalmente vengono intesi come quelli dei cittadini nei confronti dello Stato. In realtà sono le istituzioni per prime che devono rispettare degli obblighi nei confronti delle persone.
 
Questa è la nostra visione, dove al centro ci sono l’uomo e la comunità. Una filosofia che si traduce in un progetto politico dove federalismo e sussidiarietà non sono parole vuote, ma stelle polari. Si evince dal programma che abbiamo studiato per la Lombardia di domani che per noi l’Istituzione deve essere uno slancio, un supporto e non un ostacolo burocratico per le imprese, le famiglie e le associazioni.
 
Nella Lombardia che ho in testa, le istituzioni saranno all’altezza di assolvere il loro vero compito: garantire il rispetto delle regole sostenendo il tessuto economico e sociale lombardo.
 
La persona è misura della politica e dell’azione nello spazio pubblico. Centralità della persona significa tutela della vita in ogni sua fase e in ogni sua fragilità; significa difesa di quel luogo dove la persona ha origine e sviluppa la sua naturale dimensione relazionale, ovvero la famiglia quale cellula fondamentale della società. La famiglia, in questo senso, è la prima agenzia di welfare, perché essa genera, cura ed educa i cittadini di domani, assiste e si fa carico di disabili e anziani, mantenendo vivo quel legame tra generazioni che è fondamentale per il futuro di ogni società. Intorno a questo nucleo originario occorre costruire un nuovo sistema di politiche sociali e sociosanitarie, valorizzando i compiti che già la famiglia svolge e offrendo ad essa una rete di supporto e aiuto, in un’ottica sussidiaria.
 
Come ho avuto modo di dirvi durante il recente incontro organizzato da Tempi ad Albiate, lo stesso principio è applicabile anche al mondo dell’istruzione. A differenza di quanto sostiene uno dei miei avversari, io penso che l’esperienza virtuosa di Regione Lombardia del buono scuola debba non solo proseguire, ma essere incrementata.
 
Lo stesso vale per la meravigliosa esperienza amministrativa denominata Nasko. Nella mia Lombardia, si proseguirà e si incrementerà il sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità incentivando i centri d’aiuto alla vita.
 
Nella Lombardia che ho in testa, l’intelligenze e l’efficacia dell’istituzione si misurerà sulla sua capacità di essere al servizio, non “al posto”, delle persone: dei loro bisogni e della loro creatività. Vi ho spesso sentito ripetere una frase che mi piace molto: “La prima politica è vivere”. Ecco, la mia e vostra Lombardia sarà al servizio di questa “vita”.

 

Questa vita che già c’è.

Roberto Maroni

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Commenti: 1
  • #1

    Angelo Leva (mercoledì, 13 febbraio 2013 09:56)

    Caro Lorenzo,
    quando siamo arrivati noi le decisioni per lo svincolo erano già state prese. Se non ci fosse stato Raffaele Cattaneo ad aiutarci a riaprire la trattativa sulle opere compensative oggi non avremmo tante cose (svincolo più piccolo e spostato a sud, galleria, trincea, barriere antirumore, tangenzialina PL2, pidta ciclabile, etc.). Oggi Raffaele Cattaneo è candidato al Consiglio Regionale e per me personalmente è venuto il momento di sostenerlo. Un amico di Uboldo e degli Uboldesi.
    Ciao,
    Angelo Leva.