I criteri per una scelta/3 - La Scuola

Proseguiamo nella riflessione iniziata sui criteri per una scelta e passiamo a un altro tema che ci sta particolarmente a cuore: la scuola dove vengono educati i nostri figli, il nostro futuro. 

Se la prima istituzione di educazione è la famiglia, va da sè che la seconda istituzione privilegiata sia la scuola, luogo dove i nostri figli passano la maggior parte del loro tempo.

I principi base devono essere la libertà e la responsabilità. Sono queste le due direttrici sulle quali deve muoversi una politica che investa davvero nell'istruzione e nella scuola e sono i due principi che devono guidare l'educazione affinchè chi oggi frequenta la scuola possa diventare una persona libera e un cittadino responsabile e consapevole.

Serve una revisione profonda di tutto il nostro sistema scolastico, una riforma che dia più centralità e indipendenza a ciascun istituto, basato sull'autonomia e sulla capacità di diventare poli culturali attrattivi per le famiglie, dove i docenti vengano valorizzati nelle loro competenze ma anche nella loro professionalità. I docenti devono essere un valore aggiunto, il vero indicatore di qualità per gli istituti.

Da un sistema così riformato discende quindi il pluralismo dell'offerta scolastica e la conseguente e giusta libertà di scelta per le famiglie. E', questa, una netta inversione del modello attuale: devono essere i cittadini a scegliere, non deve lo Stato sostituirsi ad essi.

Un'altra tematica che mi sta particolarmente a cuore è quello della formazione professionale: investire nell'apprendistato per tornare a far "imparare un mestiere" ai nostri ragazzi e ridare dignità al lavoro manuale che è stato ciò che ha sostenuto intere generazioni di famiglie. Per questo sarà importante pensare a una giusta alternanza scuola-lavoro perchè dai nostri istituti professionali e formativi escano eccellenze anche da questo punto di vista. Questi sono anche i primi progetti concreti contro la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile.  

Infine, le Università tra di esse si facciano una sana concorrenza cercando di aprirsi all'imprenditoria, agli scambi internazionali, a una riduzione drastica del numero di corsi e corsetti. Chi esce dall'Università deve trovare delle politiche che concorrano, insieme alla stessa Università, a fare in modo che il neolaureato entri nel mercato del lavoro e le aziende siano incentivate a dare opportunità soprattutto perchè portatori di innovazione e internazionalizzazione. Due ingredienti che, purtroppo, ancora oggi stentano a trovare una giusta collocazione nelle nostre imprese.

Lorenzo

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