I criteri per una scelta/4 - Imprese e Lavoro

Parliamo oggi di imprese e lavoro, tema che cade ad hoc soprattutto visto il dibattito aperto in questi giorni anche nella nostra comunità.

Partendo dal ruolo delle imprese e in prospettiva del voto di domenica e lunedì servirebbe partire dal riconoscimento urbi et orbi della bellezza e della qualità del Made in Italy. Ma per tornare a crescere occorre che le nostre imprese si aprano anche all'internazionalizzazione e puntino in modo più deciso e convinto all'innovazione tecnologica per rafforzare la produttività e la capacità di innovazione. Su questi due capisaldi, anche chi andrà a governare la nostra Regione, dovrà incentivare politiche attive e di reale sostegno a questi due argomenti così importanti per la sopravvivenza futura in particolar modo delle nostre PMI.

 

L'altro giorno l'eurodeputato e candidato al Senato Mario Mauro diceva che ci sono investitori internazionali pronti a puntare sulla nostra economia e le nostre imprese ma non lo fanno per due fattori: la nostra burocrazia e la nostra giustizia.

E' necessario quindi procedere speditamente a una semplificazione burocratica incisiva, dove gli imprenditori non debbano perdere ore di lavoro per produrre carta, e possano concentrarsi di più sul loro lavoro.

Inoltre, la giustizia deve essere riformata, partendo dal presupposto che ci sono migliaia di inchieste che finiscono nel nulla e che costano centinaia di migliaia di euro alle nostre tasche. Altro che costi della politica...

Il più grosso scoglio, poi, sarà quello della liberalizzazione e di non aver timore della concorrenza.

E' bastato parlare di un recupero di un'area dismessa per generare strumentali polemiche. Se la prima casta ad essere sotto accusa è quella della politica occorre che anche tutte le altre "caste" facciano un passo indietro e accettino le regole del mercato e puntino non tanto sul costruire dei fortini arroccati sulla montagna ma investano sulla qualità dei prodotti e dei servizi.

Infine, ma non certo da ultimo, il lavoro. La nostra Regione con il sistema di Dote Lavoro e Dote Formazione ha fatto scuola ormai dal 2007 e questa politica sta generando risultati importanti. Occorre ora però maggior coraggio nelle riforme. Il costo del lavoro va sicuramente abbassato, ma l'obiettivo deve essere ridurre la forbice tra contratti ipergarantisti e contratti al limite dello sfruttamento.

Se tutte le parti in gioco sapranno dialogare senza conflitti ideologici, i risultati che si otterranno anche in questo campo saranno sicuramente importanti. Partendo da un concetto importante: smettere di finanziare la disoccupazione e iniziare a finanziare l'occupazione e l'occupabilità.

Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    cesare (mercoledì, 20 febbraio 2013 17:55)

    le imprese...sarebbe bello se agissero con più onestà..ne abbiamo un esempio ad uboldo...alla faccia della serietà,dopo tre anni passati a spaccarmi la schiena,hanno pensato bene di lasciarmi a casa in favore di figli di dipendenti ecc...ps:non è vero che il lavoro manca.