"Quel cielo di Lombardia..."

"...così bello quand'è bello, così splendido, così in pace..."

La vittoria ha molti padri. La sconfitta no. E vedere Ambrosoli da solo, con molte sedie vuote attorno durante la sua conferenza stampa stasera, mi faceva pensare proprio a questo. Il PD, tutto il PD lombardo con SEL e compagnia cantante sarebbe stato su quelle sedie stasera se il risultato elettorale lombardo avesse sorriso.

E invece no, il popolo lombardo ha fatto sentire la sua voce.

Diciotto anni di governo, diciotto anni di buon governo non sono stati dimenticati, non sono stati messi all'angolo e Roberto Maroni è diventato il nuovo governatore della Regione Lombardia.

Nonostante tutto quello che è successo, nonostante tutto il fango gettato dalle magistrature, dai giornali, dai finti scandali, dagli arresti fatti "per sentire comune".

Perchè Ambrosoli sembrava la classica bandieruola agitata per nascondere i classici sconfitti di sempre: la sinistra, i vecchi comunisti, che avevano trovato uno che non aveva nessuna esperienza, nessun merito politico, nessuna capacità dimostrata. Serviva la "faccia". E hanno, drammaticamente, perso.

Ha perso una coalizione senza programma, ha perso una concezione di fare politica come distruzione dell'avversario senza però una proposta vera, ha perso uno stile di politica che non paga.

Chi ha vinto?

Ha vinto una politica del fare. La politica della nostra gente.

L'altro giorno, per lavoro, giravo delle piccole aziende meccaniche.

Mi chiedevo loro cosa potevano trovare in Ambrosoli. La nostra gente che fa fatica, che lavora, che produce, che tiene in piedi l'Italia, che nonostante sia schiacciata dalle tasse continua a credere nel lavoro e apre le sue porte (era quello il caso) a giovani ragazzi ventenni che devono imparare un lavoro: il fabbro.

Ha vinto la politica delle opere, la politica delle eccellenze, la politica della forza dei risultati. Ha vinto la politica di Raffaele (riconfermatosi consigliere regionale): consenso sul territorio e opere, fatti, risultati. Poi non badare alle "minoranze rumorose" perchè ricordati, "fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce." Ma intanto cresce.

Ci riflettevo oggi: guardate come anche da noi sia così.

In 4 anni più che fango addosso non hanno saputo gettare. Ma intanto noi siamo andati avanti a fare. Opere. Fatti. Risultati.

10 milioni di opere investite sul nostro territorio, una palestra attesa dopo 35 anni, un parco recuperato, una bretella di collegamento al sistema autostradale, aiuti alle famiglie che hanno fatto figli, voucher al commercio invece che soldi nei servizi sociali che hanno comunque portato ancora soldi spesi nei nostri negozi.

Ha vinto la politica fatta bene, in mezzo alle gente.

In mezzo alla nostra gente. Quella di cui sono orgoglioso di poter essere un loro rappresentante.

E infatti i "grillini" sono stati ridimensionati. Senza il loro megafono, senza Grillo, la gente non li ha nemmeno considerati e sono tornati ben sotto il 15% delle preferenze. Questo è l'M5S.  

Lo vedi dalle preferenze espresso per i "grillini": una vera e propria ecatombe. D'altronde chi li conosce questi qua?

E poi, soprattutto, perchè adesso Grillo va lui a parlare al Capo dello Stato? Non era quello che doveva star fuori da tutto?

Su 110 parlamentari non ce n'è uno che sa parlare?

Queste le domande. Che però lasciamo a Roma.

Qui in Lombardia continua a splendere il sole.

In quel cielo azzurro, così bello, così splendido.

Lorenzo

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Commenti: 5
  • #1

    Angelo (mercoledì, 27 febbraio 2013 07:53)

    caro Lorenzo,
    adesso però bisogna riprendere a lavorare. I temi sono i soliti, qualcuno citato in campagna elettorale e qualcuno dimenticato come Expo 2015. A che punto sono oggi i lavori di Pedemontana dopo che a ottobre il nostro Raffaele è stato dimissionato e prima che la Giunta Maroni entri in carica?
    Ciao,
    Angelo.

  • #2

    Eros (mercoledì, 27 febbraio 2013 09:15)

    Ovviamente non sono d'accordo. Sul lavoro fatto in precedenza c'è molto da discutere e in poche parole non è possibile ma, su chi è stato eletto si. Maroni, basta la parola. Quello dell'editto di Bergamo "mai più col pdl, mai più con Berlusconi" quello delle favole "non esiste la mafia la nord" quello delle balle "il 75% delle tasse pagate dai cittadini lombardi resterà in Lombardia" quello delle scope ma alla fine ha cacciato Rosi Mauro e il trota (se lo ha cacciato veramente), quello di "Roma ladrona e bruceremo il tricolore" poi guai a togliergli il cadreghino da sotto le chiappe. Mi dispiace, ma non va bene per niente!

  • #3

    Lorenzo Guzzetti (mercoledì, 27 febbraio 2013 09:20)

    Caro Eros, sul lavoro fatto in precedenza parlano i fatti e i risultati. Su Maroni: sicuramente anche a me (come a tanti) è costata questa cosa, ma dall'altra parte il panorama era desolante.
    La politica è l'arte del compromesso sul possibile. Non lo dico io ma uno che si chiama Joseph Ratzinger. Non proprio l'ultimo dei grillini.
    Ambrosoli era la classica "foglia di fico" messa lì per coprire una cosa: il nulla cosmico e la solita sinistra dietro di lui. E come in Italia quando tu non dici cosa vuoi fare e cosa vuoi, gli italiani non ti premiano. Ambrosoli si è presentato dicendo che loro avrebbero cambiato tutto in Lombardia. L'unica regione che funziona in Italia. Avrebbe bloccato le opere, avrebbe cambiato il sistema di welfare, la sanità. Tutte cose che funzionano.
    Infine, Ambrosoli chi era? Un brillante avvocato senza un briciolo di esperienza politica. Ambrosoli era esattamente ciò che voleva la sinistra: una marionetta da muovere. Non a caso gli scivoloni di inizio campagna elettorale con il PD che lo riprendeva duramente sono lì da vedere. Fu profetico il giornalista Filippo Facci che un mese fa scrisse: "senza acrimonia nè cattiveria, ma Ambrosoli in Lombardia non rappresenta un cazzo".

  • #4

    Isa (mercoledì, 27 febbraio 2013 09:48)

    Caro Lorenzo,

    capisco perfettamente la storicità politica Lombarda che premia cmq una coalizione che non sia di sinistra.

    Riconosco in modo preciso e con dispiacere infinito, l'incapacità della sinistra di comunicare programmi concreti, anche se, per la Regione, di idee concrete per la verità, ne avevo sentite, ed erano chiaramente in contrapposizione con le politiche adottate fin ora dalla giunta precedente.

    Mi trovavano d'accordo con un progetto di scuola diversa, dove io (io) preferisco avere due scuole pubbliche, due, per dire, ma che funzionino bene, degli ospedali che mettano al centro davvero i malati e l'eccellenza dei servizi pubblici e non l'eccellenza delle prestazioni dei singoli medici (di sicuro ottime in Lombardia).

    E via così, ideali di difficile realizzazione, ma che trovavo molto sentiti da diverse persone.

    Come tu hai stima di Cattaneo e gli sei vicino, ad esempio, io sono amica di Cecilia Cavaterra, che si è candidata con Ambrosoli perchè ci credeva, assessore a Saronno, amica che stimo e ammiro, e so persona per bene e preparata, con delle ottime intenzioni.

    Forse, da dipendente, tutto questo buon governo lombardo, mi è passato abbastanza sopra, non me ne sono accorta per niente.

    Ma sarò io ad esser fuori luogo, sono emiliana, fuori contesto, o chissà fuori di testa.

    Grazie e ciao, buon lavoro

  • #5

    Lorenzo Guzzetti (mercoledì, 27 febbraio 2013 10:48)

    La sinistra non è incapace di comunicare programmi.
    Non li ha. E non li aveva nemmeno a livello nazionale.
    Speriamo in futuro. Perchè #ADESSO è il suo momento.
    Lorenzo