"...e non la lascia affondare..."

Ci sentiamo tutti un po' più soli, questa sera, sapendo che il cardinale Joseph Ratzinger è da qualche ora il Papa emerito.

La sede di Pietro è vacante.

Ma quelle parole potenti "ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è Sua e non la lascia affondare" sono davvero di una forza dirompente, ci lasciano dentro una strana malinconia che sa di speranza, di vita, di vigore.

 

Due immagini raccolgo dal momento storico di oggi.

L'elicottero che se ne va tra le campane a festa di Roma.

E quegli occhi che mi ricordavano la serenità della mia cara nonna. Lei, terza elementare, mani spesse e rugose scavate dalla fatica del lavoro e dalle tante tragedie della vita, che diceva sempre con una serenità disarmante: "Signur, tri dì: maras, fa i me rop, murì" ("Signore, dammi solo tre giorni: ammalarmi, fare le mie cose, morire"). E il Signore l'ha ascoltata: è andata proprio così. Queste parole le ho ritrovate oggi: "sono un pellegrino che inizia la sua ultima tappa"

Inutile affannarci. Soprattutto in questi giorni così urlati anche nel nostro Paese. Non è nostra. "E' Sua, e non la lascia affondare." 

Grazie, Santo Padre.

Lorenzo

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