Lo Spirito Santo se la ride

Chissà come se la sta ridendo lo Spirito Santo.

Ancora una volta ha beffato tutti gli opinionisti, gli esperti, ma soprattutto i giornalisti. Ieri Vespa, dopo l'annuncio, si è eclissato. Avrà avuto pronta la puntata speciale su Scola, Dolan, O'Malley, Scherer, Tagle, a voler estremizzare su Bagnasco. Ma Bergoglio no. Sarà scappato in Rai a "spaginare" e reimpostare la puntata.

Chissà come se la sta ridendo lo Spirito Santo.

La Chiesa "morta", la Chiesa "che non attrae più" secondo gli opinionisti un po' naif, che nemmeno sanno da che parte sta una Chiesa e che dicono "ah no, ma io non credo" o sono "cattolici maturi" o dicono "credo a modo mio", ieri pomeriggio ha fatto vivere il mondo per tre ore incollato a un comignolo e a un uccello che sostava lì per caso. Dopo di che ha riempito una piazza fisica e una virtuale dentro alla quale c'erano miliardi di persone.

 

Chissà come se la sta ridendo lo Spirito Santo.

Ora che ha più tempo starà rileggendo Facebook e Twitter di ieri, tra le 19.06 e le 20.15, quando c'è stata una lunga sfilata di "avemus papa", "havemus papam", "avevum papam" e via discorrendo. E dire che si scrive HABEMUS PAPAM. Non è difficile, basta copiare.

Chissà come se la sta ridendo lo Spirito Santo.

Riderà leggendo i litri di inchiostro reale e virtuale che stanno riempiendo giornali, siti internet, social network. "Ha una bella faccia". "Mi sta simpatico". "E' di sinistra!". "E' l'anti-Ratzinger". Chissà che pensa, lo Spirito, quando legge queste cose e pensa che questo qui, sto Bergoglio, arriva dall'Argentina, ha fronteggiato i marxisti, ha tuonato contro il governo che approvava la legge sui matrimoni omosessuali e le adozioni delle coppie gay definendole "l'invidia del diavolo sul disegno di Dio" ed è l'uomo che otto anni fa non fu contrapposto a Ratzinger ma, al contrario, forse ne fu il più grande elettore, chiamandosi fuori dalla votazione e "scongiurando" (sic!) i confratelli di votare per l'allora decano. 

Chissà come se la sta ridendo lo Spirito Santo.

Francesco. E' bastato il nome. E anche lì, giù retorica a fiumi. Il poverello di Assisi, la povertà della Chiesa, lo IOR e le altre palle. Dimenticando, completamente, che Francesco, quel Francesco di Assisi non era un'assistente sociale un po' sfigato e smidollato. Anzi, forse sarebbe ora che qualcuno andasse a leggersela la storia di Francesco d'Assisi. Francesco fu colui che diede avvio alle "pulizie" della Chiesa medievale con vigore e con coraggio, imitando in parte quanto già fatto qualche secolo prima da un altro che, guarda caso, si chiamava Benedetto.

Chissà come se la sta ridendo lo Spirito Santo.

Starà ridendo perchè mentre tutti si aspettavano chissà quali parole, chissà quali concetti, chissà quale distanza dal suo predecessore per "marcare la distinzione" (ho sentito anche questo...), nei primi 5 minuti di pontificato ha messo subito in chiaro le cose: Pater, Ave, Gloria per l'emerito Benedetto XVI. E via andare, giù qualche miliardo di persone (tra cui gli Scalfari, i Travaglio, i Mauro) a pregare. Pregare.

Pregare e stare in silenzio. Cosa che dovrebbe imparare un po' di gente che invece ha sempre l'esigenza di "dire la sua" armata di Facebook e Twitter, "la sua" che non è richiesta oppure magari non è così interessante come si pensa.

Ma pregare chi? Lui, ovviamente, lo Spirito, il Padre e il Figlio.

Perchè "è Sua, e non la lascia affondare".

Viva il Papa! Viva Francesco!

Lorenzo  

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Commenti: 2
  • #1

    Guido (giovedì, 14 marzo 2013 15:49)

    Un pensiero bello, semplice, sincero.

  • #2

    Gianpietro (sabato, 16 marzo 2013 17:53)

    Ho letto il suo scritto,mi è piaciuto moltissimo.