Festa dei Nuovi Nati

Care famiglie, rinnoviamo oggi un momento molto bello e intenso che questa Amministrazione ha deciso di istituire fin dal suo primo anno di mandato.
La Festa dei Nuovi Nati non è una semplice operazione di marketing elettorale, ma anzi è un momento di incontro e di educazione molto importante.
Di incontro, perché in questo modo la Comunità Civica accoglie e celebra i suoi “nuovi arrivati” che idealmente iniziano oggi il loro concorso all’edificazione della comunità.
Di educazione, perché per noi “fare ambiente” non è sinonimo di bandiere da sventolare, di principi da enunciare comodamente in poltrona o in qualche talk show televisivo per pulirsi la coscienza con assurdi limitazioni della libertà individuale in nome di assurde soluzioni che non risolvono nulla.

Fare Ambiente è un impegno, concreto e reale, per la nostra comunità.
Fare Ambiente significa sfondare oggi il muro delle 400 piante messe a dimora in soli 4 anni di amministrazione.
Fare Ambiente in questi anni sono state opere:
Il Parco del Lazzaretto “Luca Ciccioni” recuperato dal degrado e riconsegnato alla comunità dopo esser stato abbandonato al degrado;
Il Patto dei Sindaci, firmato a Bruxelles, che ci porterà nel prossimo anno a rifare tutta la pubblica illuminazione;
Il recupero della Minicava in corso che restituirà alla nostra comunità una ferita aperta tanti anni fa sul nostro territorio;
Il PLIS istituito con Cerro e Origgio, che preserverà per sempre il nostro patrimonio boschivo;
Una palestra nuova per la scuola e le associazioni a bassissimo impatto ambientale ed energetico.

 

Opere. Questo è “Fare Ambiente”. Le parole le lasciamo agli altri.

 

Ci sono poi altri temi a cui possiamo legare questa giornata: il ripetere ogni anno questa manifestazione significa che non ci arrendiamo di proporre la famiglia naturale, quella fatta da un uomo e una donna, come modello unico ed eccezionale per la crescita e l’educazione dei figli e come base della nostra società.

 

Assistiamo proprio in questi giorni in Francia all’emblema dello sfaldamento di una società che ormai è incapace di riconoscere la linea sottile che divide dei diritti che giustamente reclamano delle persone, dal fatto che due persone dello stesso sesso difficilmente possono garantire un’educazione e una crescita equilibrata per qualsiasi bambino.

 

Come, d’altro canto, non ci arrendiamo a mettere la Vita che nasce al centro di una comunità in un momento che purtroppo, anche attorno a noi, vede proposta una cultura esattamente contraria.
Non troppo lontano da Uboldo sentiamo parlare di testamento biologico, di legiferare e dare dei confini umani al “fine vita”: ecco, noi questa mattina siamo qui a dire che ogni Vita che nasce è Vita dal concepimento fino alla sua conclusione naturale. E’ Vita preziosa anche se ha dei problemi, se è diversamente abile, e anzi, se sarà più debole dovrà vedere ancora più sforzi da parte della comunità civica per essere tutelata.

 

Infine, la cerimonia di oggi con gli anni che passano assume un sapore sempre più particolare.
Attorno a me vedo volti, sorrisi, occhi che insieme a me e ai miei collaboratori hanno condiviso non un rapporto Sindaco-Cittadino ma una vita, una crescita. Oggi vi vedo mamme e papà, ma insieme abbiamo fatto l’infanzia, l’adolescenza, pezzi di vita che ci hanno fatto conoscere, apprezzare, essere amici. Lo è per me ma penso lo sia anche per i miei assessori e consiglieri comunali che oggi sono qui con voi a far festa.
Insieme abbiamo condiviso tante gioie e tanti dolori, insieme siamo stati comunità. Questo è già il più bel regalo che possiamo lasciare ai questi piccoli.
Il senso di essere comunità è testimoniato da questi nostri nonni che sono presenti oggi e che rappresentano l’incontro tra generazioni, l’ideale passaggio di testimone che si compie con un albero che viene piantato e che, come i nostri nonni, dovrà crescere alto, forte, robusto.
Per questo motivo, per questa stima e questa amicizia (oltre che per l’anagrafica) che ci lega, i vostri figli li sento un po’ anche miei figli e per questo motivo sento ancora di più la responsabilità di lasciar loro un paese più bello per il loro futuro.
E che Dio benedica sempre la nostra comunità.
Viva Uboldo!

Lorenzo

Scrivi commento

Commenti: 8
  • #1

    Isa (lunedì, 15 aprile 2013 14:08)

    Caro Lorenzo,

    condivido per grandissima parte quello che dici e trovo sia stata una bella manifestazione ed un momento di incontro importante .

    Condivido molto nel senso che, personalmente, sono per la vita e forse anche un po' per il "destino" , e per accettare ciò che il futuro ci riserva. Fosse anche un bimbo disabile o con problemi.
    Se io (ripeto però: io) avessi scoperto qualcosa di anomalo mentre i miei bambini erano nel pancione, probabilmente li avrei fatti nascere lo stesso.

    Però ti dico: uno stato, ed una comunità, deve garantire ai cittadini la libertà di scegliere su temi così delicati.
    Non c'è una posizione giusta o sbagliata, ogni coppia, ogni donna o individuo nel caso di scelte altrettanto drammatiche come l'eutanasia, deve poter avere il diritto di scegliere cosa fare. Lo Stato e la comunità dove vivo devono garantirmi innanzitutto la laicità, intesa non solo come concetto al di fuori della religione (nel rispetto di quest'ultima sempre e comunque), ma nel senso di oggettività, di autonomia decisionale.
    Questo credo sia la vera libertà di uno stato.

    Posto e sottolineando che sì, ogni singola vita va rispettata e considerata.

    Un saluto,
    Isa


  • #2

    Lorenzo Guzzetti (lunedì, 15 aprile 2013 15:08)

    Io invece credo che dietro il concetto di "libertà" intesa come scrivi tu ci sia l'egoismo all'ennesima potenza.
    La nostra società insegue questo concetto di libertà assoluta che equivale a soddisfare qualsiasi voglia e qualsiasi desiderio. Questo ha creato e sta creando un disordine morale sotto gli occhi di tutti.
    In questo caso poi dobbiamo dirci se vita E' o NON E'. E' vita ogni tipo di vita e quindi è OMICIDIO ogni tipo di aborto.
    Il resto sono puttanate. E che addirittura attorno a noi ci siano Amministrazioni che vogliono regolamentare anche questo mi fa preoccupare e mi fa chiedere dove siamo finiti. Amministrazioni, attenzione, che sono anche state colpevolmente sostenute in maniera velata o in maniera evidente da gente che dovrebbe provenire dalla Chiesa.
    E questi sono i risultati.
    Lorenzo

  • #3

    Isa (lunedì, 15 aprile 2013 18:41)

    Ma esattamente, di quali risultati parli? Io non vedo un gran disordine, non di più di quello che mi raccontava mia nonna , dove in famiglia c' erano gli stessi problemi che ci posdon esser oggi, solo che si stava zitte (specie noi donne), dove si abortiva lo stesso ma di nascosto e spesso sotto le mani di medici improvvisati, con anche morte di infezione.
    Credi che, se si tornasse indietro negli anni dove aborto o affini erano illegali davvero la ns società migliorerebbe?
    Lorenzo io non credo.
    Non mi sento di dire che una donna che non ce la fa psicologicamente o economicamente a tenere un bimbo fa del male. Che io non lo farei è un conto, ma è un tema (Questo e altri) cosi delicato e personale che entrare nella testa altrui è cosa impossibile.

    Poi chiaramente ognuno ha il diritto di pensare come crede e su questi temi non credo troveremo un accordo anche se parlasssimo per anni interi.
    Sempre con rispetto,
    Isa

  • #4

    Lorenzo Guzzetti (lunedì, 15 aprile 2013 20:08)

    Io il manierismo del politically correct dove "sempre con rispetto" o non ce la fa "psicologicamente o economicamente" le ritengo dei bellissimi pizzi e merletti che nel sottobosco hanno sempre la solita cosa: puttanate.
    La Vita è Vita, dal suo concepimento fino al termine naturale. Qualsiasi atto che ne interrompa la sua naturale evoluzione si chiama omicidio.
    Anche perchè delle due l'una: o la smettiamo di finanziare i servizi sociali e il welfare (i progetti mamma-bambino, i progetti sulla maternità inattesa e tutte queste simpatiche questioni che ci costano milioni di euro) oppure continuiamo a puntare su una cultura della vita.
    Siamo, ripeto, nella società in cui ognuno punta a soddisfare i propri desideri e le proprie voglie, fottendosene allegramente di tutto.
    L'uomo che oggi finalmente cessa di essere il Presidente di questa Repubblica è lo stesso uomo che ha fatto morire di fame e sete Eluana Englaro. Capisco che se questo è il nostro Presidente ci possano essere italiani che la pensino uguale. Questa è l'Italia.
    Una cosa: basta col perbenismo e la moralizzazione pelosa. Quando parlo di Amministrazioni Comunali che regolamentano il fine vita attorno a noi parlo di fatti concreti. Come se il fine vita sia qualcosa di cui l'Amministrazione Comunale si deve occupare.
    Che mediocrità.
    Lorenzo

  • #5

    Francis01 (martedì, 16 aprile 2013 08:40)

    "La Vita è Vita, dal suo concepimento fino al termine naturale."

    Qual è il "termine naturale"? e chi lo stabilisce?
    utilizzare macchine o assumere medicinali salvavita per spostare il "termine naturale" non deve quindi essere consentito?


  • #6

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 16 aprile 2013)

    Caro Francis01 che mi stai subissando di commenti. Anonimi, ovviamente, come le tue idee.
    E' inutile che ti spieghi il grande dibattito in corso su quella cosa che si chiama "accanimento terapeutico".
    Come sarebbe inutile cimentarsi in spiegazioni che sarebbero tempo perso.
    Saluti.
    Lorenzo

  • #7

    lucio inquirere (martedì, 16 aprile 2013 20:27)

    Ill.mo Dr Guzzetti, lei ha quasi 31 anni, penso abbia usato precauzioni per evitare gravidanze, questa "precauzioni" non sono null'altro che aborti preventivi quindi omicidi preventivi, (come Lei dice) no, non ci siamo, anche il " coitus interruptus" secondo le sue idee sarebbe omicidio?

  • #8

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 16 aprile 2013 20:53)

    Le ho pubblicato il commento semplicemente perchè le assicuro che sull'argomento sono molto preparato.
    L.