Un grazie e un pensiero

Ieri è stato il mio compleanno e colgo l'occasione da questo blog per ringraziare davvero di cuore tutte le persone che hanno voluto esprimermi gli auguri generando un'ondata di affetto e amicizia che mi ha travolto perchè davvero inaspettata e sorprendente.

Grazie anche a un mio amico fraterno che mi ha fatto la sorpresa di pubblicare la foto che vedete anche in questo post per farmi gli auguri e nella quale ritrovo in un clic tanti di questi 31 anni. Grazie.

Perchè però non sia sterile questo grazie voglio aggiungere un piccolo pensiero.

Ho scoperto che da oggi un'associazione italiana inizierà una raccolta firme per proporre una legge finalizzata alla legalizzazione dell'eutanasia in Italia.

Vedere il filmato che "promuove" quella campagna mi ha fatto raggelare il sangue pensando a tutti coloro che portano invece con dignità la croce della sofferenza nei nostri ospedali.

Questa campagna porta un messaggio davvero preoccupante perchè erige la libertà individuale e individualistica a totem unico a cui votarsi.

Mi sono chiesto se è forse questo il triste specchio della nostra società.

Una società che già in crisi, ora inizia a combattere non più per la vita ma per la morte. E con quale scusa? La libertà!

Quante volte sentiamo anche persone che abbiamo attorno erigere i concetti di libertà e felicità individuale a idoli da adorare?

Scuotiamoci, gente! Che questi temi ci facciano sussultare!

Troviamo il coraggio di riaffermare con forza, veemenza e coraggio che ogni Vita, qualsiasi Vita, è sacra dal suo concepimento fino alla sua fine naturale.

Tornerò sicuramente su questo tema ma ora, legandolo al mio compleanno, dico solo che il mio grazie più bello e il mio bacio più dolce lo dedico proprio a colei che mi ha dato la Vita, a colei che mi hai insegnato quanto è bella e preziosa la Vita e che ora mi guarda dal cielo dopo aver sopportato l'atroce e pesante croce della malattia e della sofferenza disinteressandosi forse della sua libertà e della sua felicità ma sapendo che il suo sacrificio non sarebbe stato vano agli occhi del suo Lorenzo, della sua famiglia e di tutte le persone che ancora oggi, 14 anni dopo, la ricordano con affetto.

Grazie ancora a tutti di cuore!

E vi prego: NON RESTIAMO INDIFFERENTI!

Lorenzo

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Commenti: 3
  • #1

    Gax (sabato, 04 maggio 2013 18:20)

    "In primo luogo c'è il dono della vita, che i miei genitori mi hanno fatto in tempi molto difficili e per il quale li devo ringraziare. Ma non è scontato che la vita dell'uomo in sè sia un dono. E' un dono problematico, se rimane a sè stante. La vita biologica di per sè è un dono, eppure è circondata da una grande domanda. Diventa vero dono solo se, insieme ad essa, si può dare una PROMESSA CHE E' PIU' FORTE DI QUALUNQUE SVENTURA CHE CI POSSA MINACCIARE, se essa viene immersa in una FORZA CHE GARANTISCE CHE E' UN BENE ESSERE UOMO, CHE PER QUESTA PERSONA E' UN BENE QUALSIASI COSA POSSA PORTARE IL FUTURO. Così alla nascita va associata la ri-nascita, la certezza che, in verità, E' UN BENE ESSERCI PERCHE' LA PROMESSA E' PIU' FORTE DELLE MINACCE." (Papa Benedetto XVI, Santa Messa in onore dell'85° genetliaco del Santo Padre)

    Auguri Lori!

  • #2

    Non importa chi io sia (domenica, 05 maggio 2013 08:05)

    Si, è questa società che ci porta a queste scelte. Questa società che in mezzo a tutti i confort possibili ed immaginiabili ci rendono così FRAGILI.
    La vita è un dono (non importa da parte di chi), ma resta il fatto che va rispettata e vissuta, nel limite del possibile, dignitosamente.
    Purtroppo però, come spesso accade, la teoria difficilmente si sposa con la pratica.
    Avere un malato in casa o in famiglia vuol dire dolore e sacrificio. Dolore nel dover cercare di accettare la malattia, sacrificio nell'affrontarla e dolore con sacrificio nell'assistere il malato.
    Il doversi confrontare tutti i giorni con le problematiche che può presentare una qualsiasi malattia è durissimo. E' veramente difficile per mille motivi. E' difficile capire come funziona la malattia e cercare di accettarla, è altrettanto dura cercare di fare del meglio per dare assistenza al paziente, di qualsiasi tipo.
    Nel momento in cui appare una malattia grave in famiglia gli "amici" spariscono, i parenti si dileguano e tu, con la tua famiglia, restate lì a convivere con una nuova realtà così ingiusta e così tragica che solo a pensarci ti toglie il fiato. E' come se ti isolassi dal mondo, ma troppa gente ha paura di restare in solitudine perchè incapace di affrontarla.
    Io dico no all'eutanasia.
    Primo, il malato non ha la mente lucida per poter decidere, perchè straziato dal dolore e sopraffatto dalla paura.
    Secondo, trovo sia giusto lasciare che il destino faccia il suo corso, ma ragazzi che fatica!!!
    Accompagnare il malato fino alla fine dei suoi giorni è uno strazio, in tutti i sensi, per tutti.
    Parlo per esperienza personale, l'ho già vissuto e lo sto vivendo ancora una volta in questi giorni. E' disarmante, credetemi, sentirsi impotenti davanti ad una situazione del genere. E' brutto dirlo, ma è come se il dolore che porti nel cuore, fosse così forte da anestetizzarti fino a farti sembrare quasi insensibile difronte a tanta sofferenza. Quindi ribadisco no all'eutanasia, ma NO anche all'accanimento terapeutico. Non serve, non basta e non risolve. Quindi totalmente inutile. Lasciamo che sia il destino a decidere, tanto le condizioni meteorologiche e la morte sono le ultime due cose sulle quali l'uomo non ha ancora il controllo. Per ora. Per fortuna.

  • #3

    marino (lunedì, 06 maggio 2013 15:01)

    Dei passagi nell'articolo che mi precede sono verissimi, quello che più mi opprimeva nella malattia dei miei genitori era, l'impotenza, che, nono stante i miei sforzi di accettare la malattia e, nel possibile di dare loro un conforto, di fare qualche cosa di positivo per loro,mi opprimeva e nello stesso tempo mi dava il coraggio di continuare, anche io dico no all'eutanasia e all'accaniumento terapeutico, e veramente capisco il dolore che si prova. Ed è solo quando il problema lo vivi sulla tua pelle, che riesci veramente a capierne, le difficoltà e le frustazioni che a volte ti tolgono anche il sonno.