E' un 17 importante...

Carissimi "quellicheconluca" (mi piace l'idea di usare una parola sola sapendo di raggiungere centinaia e centinaia di persone amiche), è da poco passata la mezzanotte ed è già il 17 del mese, un giorno sempre importante per l'associazione.

Vi scrivo ora perchè ho appena lasciato sotto casa Andrea Ciccioni ed Attilio Rovelli, due persone straordinarie con cui ho il privilegio di condividere questo progetto (e questo cammino) altrettanto straordinari.

Abbiamo mangiato insieme una pizza ed abbiamo discusso di cose importanti, perchè la sfida che ci siamo proposti è davvero tremendamente alta e per questo motivo il tiro non va mai abbassato, le cose devono procedere ed è giusto che anche tutti voi sappiate cosa realmente sta succedendo e in che direzione vogliamo muoverci.

Innanzitutto sono rimasto stupefatto nell'apprendere che l'obiettivo NUCLEOFECTOR lo abbiamo praticamente quasi già raggiunto in tempi estremamente più rapidi di quello che mai mi sarei aspettato.

Ancora una volta non solo non ci avete delusi, ma ci avete dato prova di essere più forti anche dei nostri sogni.

Grazie. Due volte.

La seconda perchè per tutti noi ricercatori vuol dire una scossa ad accelerare i tempi di lavoro e ad intraprendere, entro tempi che devono essere definiti a breve, i lavori per il completamento dell'unità di lavoro di terapia genica all'interno del laboratorio "Stefano Verri".

Il NUCLEOFECTOR ci permette di rieducare le nostre cellule perchè divengano capaci di riconoscere ed uccidere la malattia.

Ma questo strumento deve lavorare dentro un'unità (chiamiamola più comunemente "stanza") di terapia genica che, ORA, vogliamo sia, solo ed esclusivamente, una stanza dedicata alla sola manipolazione genica e quindi, prima di tutto, al progetto "quelli che con Luca".

Vogliamo alzare il livello della sfida, rivoluzionare l'organizzazione del nostro laboratorio e ripensarlo in modo tale che la sua struttura sia modificata perchè non ci sia sia semplicemente un nucleofector che inizi a produrre cellule modificate, ma perchè questo macchinario lavori in un'unità che si attrezzi di strutture, macchinari (e, perchè non sognare alla grande, forse un giorno anche persone dedicate) di assoluta avanguardia e valore tecnico che ci permettano di realizzare progetti sempre più ambiziosi per non trovarci mai impreparati di fronte alla malattia.

Perchè, come disse un caro nostro amico,
"la malattia è bastarda, ma noi siamo più stronzi di lei."

Non vi sto promettendo un percorso facile.

Voglio essere onesto così come lo sono stato con Andrea.

Ma le prove che ci state dando di solidarietà ed affetto sono sicuro siano più forti di ogni difficoltà che dovremo affrontare.

E ce ne saranno.

Dovremo mettere mano ad una struttura (il laboratorio Verri) ospedaliera, dovremo smuovere ingranaggi che non sempre è facile andare a sbloccare.

Dovremo interagire con le autorità regolatorie in Italia per fare un qualcosa che in Italia mai prima è stato fatto in una struttura accademico-pubblica, proponendo un qualcosa di pionieristico che, e di questo ne sono certo, metterà in crisi un sistema di leggi e cavilli che possono solo ostacolare il nostro cammino.

Ma oggi è il 17, ed è lecito pensare alla grande.

Sembreranno parole troppo forti o forse troppo "esaltate".

Vi assicuro invece che sono dette con l'assoluta umiltà di chi sa quanto questo progetto così complesso e futuristico si porti dietro difficoltà ed ostacoli (tecnici e non...) da superare.

Ma lo dico anche mettendomi in gioco, come sempre, perchè non dobbiamo mai abbassare la guardia, mai perderci d'animo e mai smettere di pensare OLTRE.

La nostra forza è stata sempre l'opposto: essere addirittura più avanti dei nostri stessi sogni.

Andrea, come al solito, me ne da sempre prova e ,come al solito, tutti voi con la vostra generosità.

E' il 17.

Stringiamoci nel ricordo di Luca ed iniziamo una nuova sfida: costruire "UNA CASA" attorno al nucleofector, un vero e proprio laboratorio di sola terapia genica.

Forse sto chiedendo troppo, ma oggi è il 17 ed in questo giorno si pensa sempre alla grande.
Certo io ed Andrea non ci fermeremo. Certo nessuno ci fermerà.

Ci potranno essere ostacoli (tecnici e non...), ma insieme, come sempre, li supereremo. Continuate a stupirci, continuate ad essere più forti addirittura dei nostri stessi sogni.

Con affetto, stima e riconoscenza,
un forte abbraccio,

Ettore Biagi

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