La grande farsa del "reddito di cittadinanza"

Leggo sempre più spesso sui quotidiani che l'M5S, ogni tanto, oltre che a parlare di scontrini e diarie riesce anche a parlare di azioni concrete per l'Italia. Solo che queste azioni sono spesso manciate di "fumo negli occhi" gettato verso gli italiani.

So che non andrò a dire cose semplici, ma voglio provare a riflettere insieme a voi sulla proposta del "reddito di cittadinanza".

Innanzitutto dal punto di vista di bilancio pubblico: io che ne ho a che fare, mi chiedo dove Grillo possa pretendere di trovare 50 miliardi di euro all'anno per dargli degna copertura.

Inoltre, questi 50 miliardi di euro devono essere pensati come tendenti alla crescita dato l'effetto psicologico e sociale che tale proposta potrebbe scatenare nel Paese.

Come secondo spunto di riflessione mi chiedo, appunto, quale effetto si pensa possa avere sull'economia un "bonus" tra i 600 e i 1.000 euro da garantire a chi non lavora. Non è forse altra la via da perseguire? Non sarebbe meglio detassare le assunzioni dei giovani, prepararsi a questa novità del "patto generazionale", offrire incentivi e bonus alle aziende che assumono? Il lavoro garantisce all'uomo la sua piena realizzazione e la sua dignità, addirittura nella nostra Costituzione lo abbiamo messo all'articolo 1. E cosa c'entra il "reddito di cittadinanza" con tutto questo?

Il dilettantismo politico di Grillo e dei suoi seguaci si conferma ancora di più nel non voler invece cercare altre soluzioni che sono a portata di mano e che si chiamano "politiche attive del lavoro".

Smettere quindi di finanziare la disoccupazione per sostenere economicamente l'occupazione e l'occupabilità. Non è più sostenibile che un'azienda per ogni assunzione paghi quasi il doppio in tasse!

Attraverso le "politiche attive del lavoro" occorre pensare strategicamente alla riqualifica come percorso obbligato per chi rimane fuori temporaneamente dal mercato del lavoro, oltre che alla proattività come fulcro del tutto: non basta più affidarsi alle sole agenzie di lavoro interinale, il lavoro bisogna cercarselo anche da casa.

Grillo probabilmente dalla sua mega villa in Liguria non ha mai vissuto un'ora in un ufficio Servizi Sociali e quindi parla di cose che non sa. Così, ma basta guardarli in faccia, i vari Crimi e Lombardi.  

A Uboldo è ormai anni che utilizziamo lo strumento del lavoro sociale per dare soldi alle persone che chiedono sostegno.

Personalmente trovo frustrante che nel 2013 ci siano ancora movimenti che in Parlamento sostengano queste soluzioni. Sia perchè le ritengo completamente inutili, sia perchè le trovo dannose anche per la nostra società.

Dobbiamo pensare a far uscire l'Italia dal pantano della crisi attraverso un generoso e collaborativo patto tra aziende, istituzioni e sindacati.

Il mercato del lavoro è cambiato.

Solo Grillo e il suo blog sembrano non rendersene conto.

Lorenzo

Scrivi commento

Commenti: 0