"Portare a termine il compito affidatoci"

Il titolo è la ripresa di una frase di Robert Schuman, statista francese e padre fondatore dell'Unione Europea.

Su questa frase ho riflettuto a lungo nei giorni scorsi e ve la riporto nella sua interezza: "Siamo tutti strumenti imperfetti della Provvidenza, la quale si serve di noi per realizzare grandi progetti. Tale convinzione ci obbliga ad un'estrema modestia, ma ci infonde anche la dose di fiducia necessaria per portare a termine il compito affidatoci".

Ripensando un po' a quello che è stato il mese di agosto, e gettando un po' lo sguardo sull'immediato futuro, credo che questa sia la frase giusta per ricominciare questo anno sociale che si apre davanti a noi.

Il mese che che mi lascio alle spalle è stato un periodo ricco di emozioni contrastanti: il dolore per la perdita di un altro amico portato via dalla strada, il volontario low profile carico però di preoccupazione per il tragico omicidio di Saronno che ha coinvolto una nostra concittadina, la grande gioia di vivere un viaggio stupendo dentro al quale abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare Valentino Rossi dicendogli "Grazie" per questa amicizia bella, pulita e sincera nata con gli amici dell'Official Fan Club di Tavullia, il riposo insieme agli amici e ai miei nipoti, la riflessione del Meeting, un po' di silenzio e la (ri)lettura di un libro stupendo che consiglio a tutti quale è "Le Avventure di Pinocchio". 

Insomma, è stato un mese dentro al quale ho potuto vivere e sondare l'umano in quasi tutte le sue dimensioni. Ed è stato bello.

Tornando appunto al titolo, dentro tutto questo calderone di emozioni mi sono chiesto, quasi arrivato in fondo all'esperienza del primo mandato da Sindaco, quale sia stato il compito affidatoci e se lo stiamo conducendo a termine nel migliore dei modi.

Ho ritrovato in questi pensieri proprio lei, la Provvidenza, alla quale tante volte mi sono ispirato e alla quale tante volte ho chiesto una mano.

E sì, forse affidandosi proprio alla Provvidenza credo che la frase di Schuman rispecchi in maniera tosta e completa quelli che sono stati questi anni: abbiamo lavorato tanto, siamo stati comunque strumenti imperfetti che, affidati e affidandoci alla Provvidenza, abbiamo avuto sempre la fiducia di svolgere il nostro compito a testa alta nell'interesse completo di chi ci è stato affidato. 

Questo, insieme alla tanta qualità umana che ho potuto vivere in alcuni momenti di queste vacanze, mi ha fatto dire che sarà la mia parola d'ordine di questo mio anno sociale: qualità.

Chissà quante ne sentiremo da qui a maggio.

Chissà cosa si inventerà la "macchina del fango".

Chissà quali facce avranno il coraggio di tornare a galla, come nella miglior consuetudine con cadenza quinquennale, per chiedere un voto.

Sento e vedo già movimenti che mi fanno sorridere perchè, come nelle migliori tragicommedie "a volte ritornano". Ed è incredibile come la cadrega faccia smuovere da qualsiasi parte del mondo le persone pur di arrivare lì.

 

Io invece voglio continuare a puntare sulla qualità.

Questo chiederò al mio gruppo di lavoro per i traguardi che stiamo per raggiungere e che arriveremo a conquistare nei prossimi mesi.

Qualità, attenzione all'umano, rendere conto di ciò che si è fatto con concretezza e trasparenza, facendo però fare anche ai nostri interlocutori un po' di conti con la realtà. 

Qualità e serenità anche nella mia vita, cose di cui ne avrò particolarmente bisogno per ritrovare e mantenere il gusto di questo affascinante impegno.

Avanti, si ricomincia.

Con fiducia, affidandoci alla Provvidenza.

Buon anno sociale a tutti!

Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    marino (lunedì, 02 settembre 2013 11:33)

    Se saprete affrontare questi mesi che mancano alla fine del vostro mandato, con l'umiltà, la voglia di fare per la comunità e, avere sempre nel cuore qualche nuova CATTEDRALE, sono sicuro della vostra rielezione, anche per terminare quello che avete in serbo di fare, continuate su questa strada e non avrete problemi per il futuro, auguri e saluti.