L'Ospedale che sarà (...su per il lago...)

Spifferi e indiscrezioni giornalistiche danno come notizia il futuro azzonamento del nostro Ospedale di Saronno con il Lario, quindi come "capofila" ci ritroveremmo il nuovissimo Ospedale di Como.

Alcuni cittadini mi hanno chiesto conto e io provo a dire la mia.

 

Bisogna premettere innanzitutto che da alcuni anni ormai i Comuni (e quindi i Sindaci) non hanno più voce in capitolo nella gestione degli Ospedali ma credo sia una notizia comunque importante.

Dobbiamo prepararci al fatto che in futuro la sanità cambierà e dobbiamo affrontare questi cambiamenti con ottimismo e fiducia, pensando sempre che chi ci governa voglia il meglio per i propri cittadini sapendo però di dover fare necessariamente delle scelte.

Dobbiamo essere realisti anche su questo tema e capire che anche la sanità fa i conti con le varie razionalizzazioni di costi.

Spesso mi capita di partecipare a delle riunioni in cui noto come la politica sia spesso la prima causa di un immobilismo assurdo perchè mai nessuno vuole cedere un pezzettino, costi quel che costi.

E' ciò che leggo da giorni ormai sulla "questione tribunale" a Saronno e che, ahinoi, credo sarà ciò che dovremo leggere in futuro anche sull'Ospedale.

 

Non è ascrivibile a nessun Sindaco questa crisi economica che ha costretto ogni settore della nostra società a una razionalizzazione delle risorse.

Assisteremo al solito teatrino, quando con un po' di buonsenso si potrebbe facilmente capire che nessuna Amministrazione Comunale ha potuto dire qualcosa sulla questione Ospedale e dall'altra parte certe scelte sono fisiologiche e giuste sia a livello di costi, sia a livello di servizi.

La nostra sanità sta cambiando: avremo sempre di più una "de-ospedalizzazione", privilegiando l'ambito domiciliare dove il paziente è sicuramente più a suo agio o le strutture che coadiuveranno gli Ospedali soprattutto per quanto riguarda i periodi di riabilitazione da fasi più acute.

 

Da ultimo mi permetto una nota.

Un anno fa scrissi (cliccate qui: 1 e 2che la scelta di andare nell'Area Metropolitana non era corretta.

Lo dissi, lo scrissi, e questo pensiero fu condiviso anche da altri sindaci (Gerenzano, Origgio, Cislago) e da alcune associazioni di categoria anche in una riunione convocata a Saronno.

Ora, se fossero confermate queste indiscrezioni, quell'orientamente non risulterebbe miope tanto da spingerci ancora più lontano dalla Città Metropolitana.

E questo, personalmente, ritengo ancora oggi che sia un bene.

 

Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    Catia (mercoledì, 02 ottobre 2013 09:29)

    Chi ha un ammalato cronico da assistere in casa sa bene che con i tagli fatti alla Sanità Lombarda le cose sono ulteriormente peggiorate. L'idea di de-ospedalizzare e dare più sostegno all'assistenza domiciliare è splendida. Peccato che non funzioni esattamente come uno si aspetta. Chi ha un ammalato in casa deve lottare ogni giorno contro la burocrazia e ultimamente con i tagli fatti.
    Se ci saranno i cambiamenti, sarebbe ora concentrarli anche su personale ospedaliero (medici compresi!) e non solo sul materiale/mezzi/servizi messi a disposizione dell'ammalato.
    C'è ancora troppa gente con il camice in giro per gli ospedali che cammina per i corridoi con la cartelletta sottobraccio per tutto il turno, mentre fuori c'è una famiglia che deve pregare la ASL di turno di sollecitare la fornitura di un ausilio al fornitore...ausilio che dopo 3 mesi si rompe per la pessima qualità dello stesso (tutto rigorosamente MADE IN CHINA), perchè deve sempre e solo costare poco, a causa dei tagli appunto.
    E' veramente difficile sopravvivere, nel vero senso della parola.