Famiglie e Giovani Coppie "Mano nella mano" con noi!

Abbiamo sempre detto che il pilastro su cui fondiamo tutta la nostra attività amministrativa è la FAMIGLIA.

Lo abbiamo dimostrato fin dal 2007 quando come primo atto importante della nostra Amministrazione approvammo la realizzazione di 14 appartamenti in edilizia convenzionata e 12 appartamenti ALER, poi realizzati e inaugurati da noi durante la nostra Amministrazione.

 

Ora è arrivato il momento di pensare al futuro!

E' in diffusione in questi giorni una lettera indirizzata alle famiglie e alle giovani coppie per la futura realizzazione di abitazioni in edilizia convenzionata.

Questa volta vogliamo fare di più: vorremmo utilizzare la formula dell'affitto con riscatto in modo che il grande problema del mutuo che in questo periodo di crisi di lavoro molti potrebbero aver problemi ad ottenere, possa essere affrontato con un accompagnamento "mano nella mano" che passi prima da un AFFITTO CALMIERATO di 4 anni durante i quali una neo famiglia può anche stabilizzare la propria posizione lavorativa con la possibilità di riscatto al quarto anno e l'inizio quindi del mutuo vero e proprio.

La lettera, che trovate anche in fondo a questo articolo, è una semplice manifestazione di interesse che serve però a noi per fare una fotografia del bisogno obbedendo alla realtà.

Questo è ciò che vogliamo fare in questo modo.

Nulla di calato dall'alto ma una risposta vero a un bisogno vero.

Questo significa amministrare.

Questo significa "non pensare alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni."

 

Lorenzo

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Lettera Manifestazione di Interesse per Edilizia Convenzionata
Scaricate, compilate e mettete nell'apposita urna all'ingresso della Casa Comunale il form.
LETTERA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE EDIL
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Commenti: 11
  • #1

    Marco (martedì, 22 ottobre 2013 09:05)

    Buongiorno, volevo chiederle come mai in piena crisi immobiliare con case costruite e invendute ovunque, proprietari che ha visto svalutarsi le loro abitazione del 30% negli ultimi 5 anni avete pensato di costruire ancora. Un appartamento di 50m é passato dai 140k€ del 2005 a 90k€ di oggi, mi sembra un forte indicatore del fatto che a Uboldo serva tutto tranne la costruzione di nuove unità abitative. Cosa pensate di fare per chi ha comprato con sacrifici una casa mettendosi sulle spalle 30 anni di mutuo e ora non riesce nemmeno a svendere?

  • #2

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 22 ottobre 2013 11:20)

    Caro Marco, capisco benissimo il suo commento.
    Come mi sembra un po' sparametrato il dato che riporta lei (da 140 a 90 un appartamento di 50 metri mi sembra strano), d'altro canto devo dire che una casa di 50 metri magari per una famiglia già formata o per giovani coppie in procinto di metter su famiglia non basta. E quindi questa è un'opportunità.
    Infine: capisco anche chi ha già il mutuo, ma nostro dovere è pensare alle prossime generazioni, pensare a delle politiche per la famiglia. Su mutui e quant'altro la Pubblica Amministrazione può fare poco o nulla.
    Un caro saluto.
    Lorenzo

  • #3

    CHIARA (martedì, 22 ottobre 2013 12:18)

    E chi vuole tornare nel proprio comune di appartenenza con tutta la famiglia e deve vendere una casa svalutata (!) e vuole costruire sul proprio terreno ..... può solo sistemare quello che ha?!?!?!?!? Perchè adesso facciamo parte del PLIS? Però altrove si costruisce ancora??????
    Scusa è...ma è spontanea!

  • #4

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 22 ottobre 2013 13:01)

    La scelta di aderire al PLIS è frutto di un percorso intrapreso dal nostro Comune fin dagli anni 90. Per chi vuole tornare al paesello...credo che le norme non ci consentano di fare nulla. Si può sempre però vedere quanto pagano la casa e vedere se si riesce a tornare al paesello adesso che i prezzi sono comunque sensibilmente scesi.
    Ciao
    Lorenzo

  • #5

    Angelo M. (martedì, 22 ottobre 2013 13:41)

    Lodevole iniziativa che può dare un po' di respiro in particolare ai giovani sempre più bloccati dalla crisi.
    Colgo l'occasione per chiedere quali sono le intenzioni dell'amministrazione comunale in merito alla possibilità ventilata dalla nuova finanziaria nell'ambito casa per il comodato d'uso gratuito ai figli. Da quanto si può capire è facoltà del comune equiparare la 2° casa data in comodato come se fosse la prima abitazione. Anche questa possibilità darebbe ulteriore ossigeno ai cittadini che con sacrificio hanno costruito per il futuro dei figli. Grazie e buon lavoro.

  • #6

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 22 ottobre 2013 17:54)

    Per quanto riguarda quello che scrive, attendiamo che la finanziaria sia approvata poi vedremo i decreti attuativi che indicazioni ci daranno. Un caro saluto.
    Lorenzo

  • #7

    ago (martedì, 22 ottobre 2013 19:32)

    solo due brevi considerazioni:
    1) si dice spesso "invenduto" ma meglio sarebbe dire "invendibile";
    2) apprezzo moltissimo l'iniziativa e mi rammarico che non si sia ricorsi all'edilizia convenzionata quando il mercato era fiorente (parliamo di prima del 2008). Un pianificatore attento avrebbe dovuto usare lo strumento dell'edilizia sociale soprattutto per calmierare i prezzi in fase di crescita. Non aver utilizzato questa possibilità anni fa, è stata una delle condizioni che ci ha portato al problema di cui al punto 1) e, portroppo, questo non riguarda solo Uboldo.

  • #8

    Marco (mercoledì, 23 ottobre 2013 00:02)

    Invenduto o invendibile purtroppo il problema resta e non credo che inflazionare il mercato immobiliare con nuove abitazioni in edilizia convenzionata possa aiutare qualcuno. Chi ha fatto mutui o ha acquistato nel 2005 non sono i settantenni ma giovani famiglie che han fatto sacrifici. A Uboldo il valore gli immobili è sceso più che nei comuni limitrofi, chiediamoci come mai? Se poi l'edilizia convenzionata offrirà case a meno di 1500€ al metro (questo è il valore di svariati immobili che si trovano nelle agenzie immobiliari) mi metterò in lista per averne una...

  • #9

    Lorenzo Guzzetti (mercoledì, 23 ottobre 2013 03:12)

    Sinceramente non capisco dove vuole arrivare.
    Che il mercato sia in crisi ok.
    Che ci siano degli invenduti invece è proprio strettamente connesso alla parola invendibile. E' vero, ci sono molte abitazioni invendute, ma quante di queste sono invendibili nel senso che o sono sparametrate verso l'alto o sono posti dove non ci andrebbe ad abitare nessuno?
    E come mai la storia dice che tantissime persone hanno comunque chiesto informazioni per la scorsa edilizia convenzionata e poi per problemi di mutuo non hanno potuto accedere?
    E' proprio il senso della manifestazione di interesse: quante persone hanno necessità? Potrebbero essere anche zero, duemila, cinquemila. Ma saperlo almeno credo sia un dovere di un'Amministrazione.
    Questo significa amministrare.
    Questo significa scegliere guardando al futuro.
    Per quanto riguarda i commenti sul mercato immobiliare, sinceramente e con tutto il rispetto, da sindaco non so che farmene.
    Lorenzo

  • #10

    Marco (mercoledì, 23 ottobre 2013 08:59)

    Forse da sindaco dovrebbe imparare a ascoltare non solo quello che interessa a lei. La crisi del mercato immobiliare sta mettendo in crisi le famiglie del paese che lei amministra! Una casa che si svaluta comporta una perdita economica importante per la famiglia che l'ha acquistata! Se per aiutare i poveri,ne creiamo di nuovi non si risolve nulla. Se magari spostassimo l'attenzione sui altri problemi che Uboldo ha (o forse per lei é perfetta così) il paese tornerebbe ad avere attrattiva riattivando il mercato immobiliare e non solo. Se invece lei pensa che questa sia la priorità allora avanti così, dopotutto il sindaco é lei e non si stanca mai di ricordarcelo.

  • #11

    Lorenzo Guzzetti (mercoledì, 23 ottobre 2013 14:44)

    Di solito quando uno inizia con la frase "lei dovrebbe imparare da sindaco" mi scatta dentro un interruttore che mi fa diventare molto greve. Questa volta proverò ad avere pazienza.
    Lei sta confondendo un po' le acque:
    1) il mercato immobiliare è in crisi non a Uboldo ma in Italia. Se non si è reso conto dal 2008 stiamo vivendo la peggior crisi economica dal dopoguerra ad oggi;
    2) non si fanno case in edilizia convenzionata per aiutare i poveri. Le case in edilizia convenzionata con la formula che ci piacerebbe proporre sono destinate a famiglie e/o a coppie che stanno pensando ora di costruire una famiglia. Dietro a un progetto di edilizia convenzionata c'è un pensiero al futuro, c'è un'idea di paese, un'idea di sviluppo demografico e non di involuzione, c'è anche un'idea di economia da riattivare che passa anche necessariamente dall'edilizia che se non riparte non fa sviluppare altri settori;
    3) che ci siano tanti problemi lo sappiamo benissimo. Ma come tutto è perfettibile così non possiamo fermarci.
    Saluti.
    Lorenzo