Ultime e comprensibili precisazioni sul Cimitero (prima di essere greve...)

Per l'ultima volta torno sull'argomento Cimitero estendendo un esempio che ho visto molto comprensibile ai cittadini. Utilizzo un esempio a noi molto vicino e concreto.

Dunque partiamo dalla base del ragionamento:

 

il Cimitero di Uboldo oggi è diventato come le Autostrade.

 

Perchè?

Perchè Autostrade per l'Italia non è un ente benefico, ma è una società privata per azioni quotata in borsa. La terza corsia, lo svincolo, la bretella che collega la nostra zona industriale allo svincolo non le abbiamo perchè sono un Sindaco oggettivamente molto affascinante, ma perchè Autostrade per l'Italia garantisce degli investimenti da realizzare sulla rete in un tot di anni durante i quali ha la concessione della rete.

 

A chi li garantisce?

Allo Stato, che è l'ente proprietario della rete autostradale e che periodicamente mette in appalto la CONCESSIONE della sua rete. La CONCESSIONE della rete è data a fronte di investimenti che il privato (cioè Autostrade e i partecipanti all'appalto) deve garantire nel periodo della CONCESSIONE.

 

Lo Stato che garanzie deve dare al CONCESSIONARIO per rientrare dall'investimento?

Lo Stato offre la garanzia che TUTTI I SERVIZI legati alle Autostrade siano ESCLUSIVI per il CONCESSIONARIO che investe e che deve necessariamente rientrare dall'investimento, non essendo (ribadisco) un ente benefico ma un'azienda che il 27 di ogni mese paga degli stipendi e non avendo in banca la pianta dei soldi.

 

QUESTA E' ESATTAMENTE LA STESSA COSA CHE STA SUCCEDENDO NEL NOSTRO CIMITERO.

 

Il Comune di Uboldo è PROPRIETARIO del Cimitero come lo Stato è proprietario della rete autostradale.

L'azienda che ha vinto l'appalto (cioè BG Edile Servizi Srl) è concessionaria del Cimitero come Autostrade per l'Italia è concessionaria della rete autostradale.

 

La Concessionaria ha l'esclusiva dei servizi cimiteriali a fronte di un INVESTIMENTO di 1,2 milioni di euro (2,4 miliardi di vecchie lire) che partiranno a fine mese. Questo investimento che fa la concessionaria è garantita del rientro in 15 anni.

 

Cioè, lo Stato (ovvero i cittadini uboldesi) avrà tra 6 mesi 1,2 milioni di opere nuove (per le Autostrade la terza corsia) e la Concessionaria rientrerà in 15 anni dell'investimento (per le Autostrade in base alla durata della concessione).

 

Questo esempio potete traslarlo in maniera estensiva anche ad altre realtà: Ferrovie, Aereoporti e altro. Secondo voi un'azienda esterna potrebbe lavorare senza chiedere permessi sulla rete autostradale?

 

Spero di essere stato abbastanza esauriente.

 

Chioso lasciando a "buon intenditor, poche parole".

Il Comune o lo Stato quando decidono di fare queste cose le fanno tutelando SEMPRE l'interesse diffuso e NON l'interesse particolare.

L'interesse diffuso dei cittadini è quello di avere un Cimitero o delle Autostrade funzionanti e funzionali.

Il Comune o lo Stato decidono di fare queste operazioni perchè non hanno soldi per poter far loro direttamente gli investimenti e/o questo genererebbe altre tasse da pagare.

 

Spero di essere stato chiaro.

Prima, come dice il mio amico Ciccio, di "sgarbizzarmi".

Lorenzo

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Commenti: 5
  • #1

    sara radrizzani (venerdì, 25 ottobre 2013 16:19)

    Buongiorno,
    spiegazione chiarissima risultato purtroppo ancora più chiaro: la singola impresa si arricchisce e i cittadini pagano.
    Giusto perchè siamo in tema di cimiteri, mia nonna e mio papà direbbero "pur'italia!"

  • #2

    Lorenzo Guzzetti (venerdì, 25 ottobre 2013 18:30)

    La singola impresa (cioè Autostrade per l'Italia, Italo, Trenitalia, BG Edile Servizi) partecipano a un appalto pubblico e lo vincono tirando fuori i soldi loro per gli investimenti e non i suoi.
    E nei prossimi 6 mesi per Uboldo un'azienda spenderà 1,2 milioni di euro (2,4 miliardi di lire) e gli uboldesi avranno un servizio in più mentre l'azienda 1,2 milioni di euro in meno.
    Io 1,2 milioni di euro non li ho. Mi auguro li abbia lei.
    Come dice la zia di Ago: "cunt i danè ta fe, sensa i danè te fe un cazzo".
    Lorenzo

  • #3

    Ale (venerdì, 25 ottobre 2013 19:11)

    Fa tenerezza che qualcuno ancora pensi che le aziende "si arricchiscono". Le aziende, se produttive e sane, arricchiscono il Paese che le ospita, in cui creano posti di lavoro e a cui versano le tasse. E nel far questo danno da campare a noi lavoratori. Ad arricchirsi, semmai, sono i proprietari/imprenditori delle aziende stesse, se le aziende producono utile. E di sti tempi, di aziende in queste condizioni ce ne sono troppo poche purtroppe. Comunque, parlando di Cimitero, a me come cittadino interessa che sia in ordine e garantisca il decoro e (aihmè) l'ultima dimora per i nostri defunti. Se questo si puó ottenere senza massacrare di altre tasse i vivi, e in più creando lavoro, non vedo dove sia il problema.

  • #4

    Gianni C. (domenica, 27 ottobre 2013 18:46)

    Caro Lorenzo, premetto che purtroppo essendo spesso assente da Uboldo per motivi di lavoro, son sempre stato costretto a ridurre al minimo le visite alle tombe dei miei cari e a lasciare sulle spalle di mia sorella e mio cognato tutta "vigilanza" e manutenzione sulle tombe di famiglia.

    Premesso questo (penso di non essere l'unico uboldese in questa situazione), personalmente sono favorevolissimo alla soluzione intelligente del project financing, però mi chiedo che senso abbiano le regole molto stringenti e limitanti contro cui leggo proteste sui giornali locali. Un conto é la giusta sicurezza dei lavori più importanti, che giustamente devono essere controllati da una sola ditta certificata: ma che per le piccole manutenzioni sia necessario passare dal concessionario dei servizi mi pare proprio una di quelle farse burocratiche all'italiana che tu lodevolmente di solito ti sei impegnato a combattere ed eliminare. In latino ci facevano ripetere: "est modus in rebus!"

  • #5

    Lorenzo Guzzetti (domenica, 27 ottobre 2013 23:26)

    Carissimo Gianni, non ho il piacere di conoscerla ma la ringrazio del suo contributo.
    In effetti "est modus in rebus" e infatti adesso che stiamo partendo con questa formula del project financing stiamo cercando di perfezionare un po' i meccanismi della gestione in esclusiva dei servizi anche se è comprensibile il tutto a fronte dell'investimento monumentale che stiamo chiedendo al concessionario: 1,2 milioni di euro non sono bruscolini. Iniziamo col dirci questo. 1,2 milioni di euro sono 2,4 miliardi di vecchie lire, una cifra abbastanza alta.

    Tuttavia un conto è perfezionare i meccanismi, un conto è non piegare la schiena (come non la piegheremo) davanti a bugie e leggende metropolitane messe in giro ad arte da chi non vuole far prevalere l'interesse diffuso dei cittadini ma altro. Contro questo, come ci siamo sempre combattuti, continueremo a combattere.
    Lorenzo