Messaggio del Sindaco nella Festa delle Forze Armate - 3 novembre 2013

Cari concittadini,
               saluto con deferenza il Signor Parroco, il Maresciallo dei Carabinieri, il Comando della Polizia Locale, la Protezione Civile, il nostro Gruppo Alpini, i Consiglieri Comunali e tutti voi che siete intervenuti a questa cerimonia.

 

Celebriamo oggi come consuetudine la Festa delle Forze Armate nella ricorrenza del 4 novembre, giorno che ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale.

 

In questa mattinata vorrei che il nostro pensiero andasse in maniera grata a tutti i nostri concittadini italiani, uomini e donne, che quotidianamente mettono a disposizione la loro vita per la nostra sicurezza.


Il rischio del sacrificio, l’abnegazione e l’impegno per la nostra Patria sia un esempio e uno sprone per tutti noi a ricordare sempre quanto è grande il cuore di queste persone.


Questo loro cuore sia da esempio anche per chi oggi è tenuto a governare il nostro Paese, la nostra Italia.


Trovino il coraggio, i nostri governanti, di attuare le riforme necessarie per fare in modo che questi nostri concittadini che lavorano per il mantenimento della sicurezza possano farlo sempre al meglio, con risorse a disposizione che gli permettano di lavorare in serenità.


Penso alla necessaria riforma della giustizia, invocata anche dal nostro Presidente della Repubblica, ma penso anche a tutte quelle situazioni particolari dove la criminalità organizzata rischia di mettere a repentaglio la necessaria pace sociale.


La presenza sempre più esigua a queste cerimonie deve anche rimettere in moto una riflessione più ampia sul senso delle Istituzioni che oggi riusciamo a trasmettere ai nostri giovani e alle nostre famiglie a partire appunto dalle nostre case fino ad arrivare alle scuole di ogni ordine e grado. Prima di fare grandi discorsi sulla legalità, spieghiamo ai nostri bambini e ai nostri ragazzi come funzionano le nostre Istituzioni. Partendo da quello avremo una società più consapevole, che accetterà anche di tornare a parlare di politica che è e rimane l’unico modo per intervenire e concorrere all’edificazione di una società migliore.


Questa riflessione sia sentita come una responsabilità da tutti: politici, amministratori, rappresentanti delle Forze Armate, dirigenti scolastici e tutti coloro a cui sta a cuore la nostra Italia.
Capiremo di essere orgogliosi di essere italiani quando a queste cerimonie parteciperanno le famiglie, i bambini, i ragazzi, gli studenti, perché significherà che avremo fatto passare un messaggio importante di unità e di appartenenza al nostro Stato.


Ripartendo dalle basi potremo far rinascere la nostra Italia.

 

Ripartendo dalla nostra bandiera e dagli uomini e donne che ogni giorno lavorano al bene comune potremo dire che finalmente l’Italia cambia verso e va verso il futuro.


E che Dio benedica sempre Uboldo e la nostra Italia.

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