Riadottiamo il PGT

Questa settimana riadotteremo il PGT.

Chi lavora, si sa, sbaglia.

Nei duemila adempimenti da compiere all'interno dell'iter già complicato di approvazione del PGT il nostro Regolamento Comunale complica ulteriormente la vita a una cosa già complicata, richiedendo la maggioranza assoluta (cioè 9 anzichè 8 come i voti già ottenuti mercoledì scorso) per l'adozione del PGT.

 

Inoltre anche i nostri tecnici estensori del PGT ci avevano consigliato di riportare comunque l'atto in Consiglio per un approvazione documento per documento, come l'iter prevede in maniera più corretta.

 

Così, semplicemente, gli uffici hanno sbagliato.

Può capitare, non vien mica giù il mondo.

Come per altre delibere è bastato poi riadottare l'atto e non ci sono stati problemi. Certo, ci dispiace non averlo fatto subito, ma ripeto: chi lavora, può sbagliare.

 

Voglio lasciar tranquilli tutti: non c'è nessuna spaccatura nella maggioranza nè altre favole. Un semplice e banalissimo errore che unito al fatto che i Consiglieri (di maggioranza e minoranza) fino al IV grado di parentela non possono prendere parte nè alle votazioni nè alle discussioni ha combinato il pasticcio. Ma già in settimana rimedieremo.

 

Ironia della sorte ho vinto una cena io stavolta.

Avevo detto all'Architetto Zerbi: "scommetto una cena che toppate qualcosa nella procedura".

Risposta: "Ma vaaaaaaaaaaaa Sindaco, non c'è alcun problema".

Come volevasi dimostrare.

Potrei fare il mago.

 

Lorenzo

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Commenti: 9
  • #1

    eugenio (martedì, 05 novembre 2013 09:09)

    Carissimo Lorenzo
    Ho letto il tuo articolo e ti chiedo, quali siano i conflitti di interessi che hanno determinato la mancata approvazione del PGT, mi sembrerebbe corretto che gli interessati lo manifestino, che gli uffici abbiano sbagliato mi interessa poco ciò che mi preme è la trasparenza, come intendi rimediare se la legge impone quella maggioranza?
    ciao Ennio

  • #2

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 05 novembre 2013 11:31)

    Ho deciso di auto censurarmi fino mercoledì sera.
    Mercoledì sera parlerò.
    L.

  • #3

    tex (martedì, 05 novembre 2013 20:49)

    ciao Lorenzo, voglio chiederti una cosa: ho saputo che durante la famigerata seduta di Consiglio il rappresentante della Lega Nord ha criticato la vostra decisione di dare nell'ex area Lazzaroni destinazione commerciale. Mi hanno detto inoltre che ha criticato il fatto che otterrete pochissimo da questa operazione perchè avete seguito le direttive regionali e non avete fatto un accordo diretto con la proprietà. Inoltre ha parlato anche di "REGALI" elettorali!!! E' vero?
    Ma scusa la seconda giunta Lega non è caduta perchè voleva dare il commerciale alla ex Lazzaroni tra l'altro in Pgt come voi e senza trattativa diretta?
    Ultimo: ma il Sindaco Ceriani è vero che è stato consulente della Lazzaroni nello spoastamento dell'Azienda ad Isola del Gran Sasso?
    Rendici eruditi per favore, serve per fare chiarezza!

  • #4

    Roberto Ceriani (mercoledì, 06 novembre 2013 18:27)

    Mi sento chiamato in causa da "tex" e cerco di fornire spiegazioni.
    1) La proposta del 2002 prevedeva per l'area ex-Lazzaroni un Piano Integrato d'Intervento, analogamente a quanto deciso dall'attuale amministrazione comunale per l'area Ex-Barzago. In sostanza: il Comune è disponibile a modificare la destinazione dell'area a seguito di un accordo con il privato che "deve" dare qualcosa al territorio sotto forma di opere di pubblica utilità. Cosa deve dare il privato è oggetto di trattativa tra le parti. Per l'ex-Barzago, il privato ha costruito la palestra. All'epoca, in cambio della destinazione commerciale, la proprietà avrebbe costruito la circonvallazione di Uboldo (con parziale interramento), due rotatorie vicino al supermercato Esselunga e un nuovo ingresso/uscita dell'autostrada di Saronno (avrebbe probabilmente evitato la costruzione dello svincolo di Uboldo, che non piace a nessuno). L'attuale variante di PGT non prevede nulla di ciò.
    2) Nel 2002 la giunta non cadde, ma confermo che il nuovo PGT non fu approvato; non è vero che si proponeva l'area commerciale senza nulla in cambio (vedasi punto 1).
    3) Modificare la destinazione di un terreno (ad esempio da agricolo a industriale) come avverrebbe con il PGT proposto dalla giunta Guzzetti, come lo si vuole definire se non "regalo"? Donazione? Aiuto? Pippo? Chiamatelo come volete, ma per me è un regalo E di terreni che cambiano destinazione ce ne sono, eccome!
    4) Confermo di avere svolto attività di consulenza nel 1997 per la ditta Citterio di Rho, allora proprietaria della Lazzaroni. Ma la Lazzaroni a quel tempo stava già chiudendo. Lo posso assicurare. L'azienda aveva i conti in profondo rosso e stava per presentare istanza di fallimento concordato. Decisero all'ultimo di aprire lo stabilimento a Isola del Gran Sasso usufruendo di finanziamenti europei in gran parte a fondo perduto. Non c'era conflitto d'interessi con il mio ruolo perchè la consulenza si svolgeva in Abruzzo e non riguardava il territorio di Uboldo.
    Un saluto.
    Roberto Ceriani

  • #5

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 novembre 2013 01:03)

    Ringrazio innanzitutto il mio predecessore del suo intervento.
    Mi corre tuttavia l'obbligo di replicare.
    Vado anche io per punti.
    1) Stiamo parlando di una previsione fallita. Dopo 11 anni. Quindi significa che non c'è alcun interesse per fare un Piano di Intervento. Se una previsione fallisce bisogna cambiarla. Senza contare (e su questo Lei che è un tecnico ne sa sicuramente qualcosa) l'iter lunghissimo e quasi ai limiti della paranoia che ci sta dietro. Senza contare che in questi casi, dove deve esprimersi la Presidenza della Regione, spesso la stessa Presidenza preferisce fare le cose dove GIA' c'è la previsione commerciale.
    Noi la cambiamo in forza di una legge regionale (per lo più di espressione della Lega) che fa ricadere comunque benefici economici alla comunità uboldese (di opere, di lavoro, di servizi). Pertanto la nostra filosofia segue esattamente quello che la stessa Presidenza attuale (cioè la Lega) sostiene da anni.
    E' vero che ai tempi quel progetto prevedeva quelle compensazioni, ma è vero anche che la crisi economica fa ridimensionare i progetti e forse la bontà di quel progetto non venne spiegata poi così bene agli uboldesi-
    2) Sulla Giunta del 2002 rammento dimissioni in massa di alcuni consiglieri che, di fatto, diedero un indirizzo politico chiaro che "la barca affondava". Va da se che comunque, posto che io posso sbagliarmi sul giudizio, nel merito conta il fatto che la Lega è sparita dallo scenario politico uboldese fino al 2011 quando è rientrata nemmeno direttamente ma per le dimissioni di un consigliere.
    3) Veda il punto 1. A cui aggiungo che il "regalo" che lei sostiene viene dal voler realizzare una previsione. Ma questo è un grande errore di valutazione da parte di tanti che vogliono fare politica. Partire dalle proprie idee anzichè dalla realtà. La domanda è: ma lei preferisce un cesso che è lì da 11 anni, che non offre lavoro nè benefici alla comunità o un'opera che serva, che crei economia, lavoro, benessere?
    4) Guardi, non dubito sulla sua buona fede e lei sa benissimo che io sono contro per natura a cose sullo stile della Gabanelli.
    Mi chiedo solo se i cittadini nel 1997 quando la rivotarono erano edotti di questa cosa.
    Mi chiedo, ed è la mia domanda, cosa succederebbe oggi se a un qualsiasi politico dovesse accadere una cosa del genere.
    E guardi, io sarò sempre il primo a difendere una persona che lavoro!
    Mi chiedo solo se a distanza di 16 anni invece che dire "la consulenza si svolgeva in Abruzzo" non convenga più dire con onestà e franchezza: non c'era niente di male, era un lavoro e l'ho preso.
    Dire che non c'era conflitto di interessi, mi perdoni, ma sfiora un attimo il ridicolo. Non tanto nella forma e nel diritto, poichè lei ha agito in buona fede facendo un lavoro onesto che va rispettato, quanto nello stile.
    Un saluto.
    Lorenzo

  • #6

    Roberto Ceriani (giovedì, 07 novembre 2013 12:28)

    Bongiorno Sindaco.
    Direi innanzitutto che potremmo abbandonare i formalismi (sempre graditi) ed evitare il "Lei", visto che quando ci incontriamo ci salutiamo con un "ciao". Ci conosciamo e ci si rispettiamo; usiamo pure il "tu". Non credo sia mancanza di rispetto. Aggiungo che ti ringrazio per la pubblicazione delle mie precisazioni a risposta di quanto scrisse "tex". Fornisco la mia ultima replica alle tue considerazioni. Scrivo ultima perchè non amo partecipare a forum o blog vari. Preferisco parlare direttamente con le persone: mi piace guardarle negli occhi. Veniamo al tema.
    1) Previsione fallita? Forse. Le condizioni al contorno sono sicuramente cambiate: crisi economica, scarsa liquidità, minore propensione al rischio d'impresa da parte degli imprenditori, eccetera. Ma sorgono varie domande. Se il Piano Integrato d'Intervento ha funzionato per l'ex-Barzago, perchè non dovrebbe funzionare per l'ex-Lazzaroni, area molto più vasta e più appetibile? Perchè non ipotizzare un P.I.I. più flessibile, che consenta più funzioni esclusive o concomitanti (commerciale, terziario, industriale/artigianale)? Perchè escludere a priori la possibilità di ottenere compensazioni utili alla collettività? L'iter è sicuramente lungo e complesso. Ma non stiamo discutendo di qualche migliaio di metri quadri. E' un'area molto vasta, collocata, tra l'altro, in posizione altamente strategica: vicino all'uscita dell'autostrada, situata su un'asse viario importante, nei pressi di zone densamente popolate.
    Lasciamo perdere la Regione, la Lega, il PDL e altre "amenità" politiche. Amministri un Comune e devi lavorare per cercare di ottenere il massimo compatibile con i vincoli normativi e contestuali. Allora, perchè non il P.I.I.? Avrai sicuramente trattato il tema con i proprietari dell'area, analizzando le loro problematiche, le loro proposte e loro difficoltà. Proprio non c'era spazio per chiedere qualche compensazione?
    Ancora oggi sono convinto della bontà dell'iniziativa di 11 anni fa (susciterò le ire della sinistra...) che, però, non venne capita e che fu anche duramente contestata da forze politiche locali. Così è andata...
    2) Sicuramente la proposta del cinema multisala, con annesse aree commerciali fece venire il "mal di pancia" ad alcuni consiglieri comunali della maggioranza del 2002. Proprio per le ragioni descritte poco sopra.
    Le motivazioni che hanno portato al calo della Lega Nord nello scenario politico di Uboldo sono legate a tanti fattori su cui possiamo dibattere a lungo: l'alleanza col PDL/Forza Italia; la disafffezione nei confronti della politica da parte di molti esponenti di allora e altro ancora. Aggiungo che esercitare il ruolo di Sindaco, Assessore, Consigliere comunale chiede tempo, impegno, forza di volontà, capacità e non tutti dispongono di queste risorse indefinitamente. Ciò ha portato all'abbandono della politica di numerosi esponenti di allora. La mancanza di ricambio generazionale ha fatto il resto.
    3) Quando parlo di "regalo", non mi riferisco solo all'ex-Lazzaroni. Ho notato che il nuovo PGT presenta altre situazioni analoghe; aree relativamente ampie che mutano destinazione in cambio di nulla. Se uno acquista un terreno agricolo e lo ritrova trasformato in un'area industriale o residenziale o comunque edificabile, ne trae un beneficio tangibile, ovviamente. Io non possiedo terreni ad Uboldo (neanche altrove per la verità), ma se fossi in tale situazione sarei ben felice per un "regalo" simile. Tutto legittimo, s'intende. Frutto di scelte polico-amministrative e dettate da condizioni al contorno socio-economiche che incoraggiano certe scelte. Ma, se permetti, non sempre condivisibili.
    Anch'io preferisco un'opera utile alla comunità, che crei economia, lavoro e benessere, rispetto ad un'immobile semi abbandonato (lasciamo stare la parola "cesso": non si adatta ad una discussione pacata e che vorrei priva di inutili polemiche). Ma da Sindaco, cercherei di ottenere il massimo possibile per la collettività che si amministra. Ripeto: se ha funzionato per l'ex-Barzago, perchè non riprovarci?
    ... segue...

  • #7

    Roberto Ceriani (giovedì, 07 novembre 2013 12:29)

    ... continua...
    4) Mi si può anche non credere. Incontrai nel lontano 1996 per la prima volta il Dr. Enrico Citterio (all'epoca proprietario dell'omonimo salumificio e della Lazzaroni). Mi disse che intendevano aprire il concordato fallimentare per la Lazzaroni, con la conseguente perdita dei posti di lavoro. Aggiunse che stavano valutando la possibilità di trasferire la produzione in un altra regione dove avrebbero potuto utilizzare i fondi dell'U.E. per costruire un nuovo stabilimento. In ogni caso avrebbero chiuso l'opificio di Uboldo. Questi sono i fatti. Ebbene, dov'è il conflitto di interessi? Decisione della proprietà comunque già intrapresa. Accettare o rifiutare l'incarico che mi fu proposto successivamente cosa sarebbe cambiato per gli Uboldesi? Il risultato sarebbe stato lo stesso: lo stabilimento chiuso. Forse avrei dovuto far affiggere manifesti per comunicare alla cittadinanza che lavoravo come consulente per dirigere i lavori della nuova fabbrica in Abruzzo. Non ci ho pensato. Avrei dovuto mostrare più trasparenza.
    Sono altresì convinto che se si presentasse una situazione analoga per te, non ci sarebbe nulla da ridire. Il conflitto d'interessi sorge quando si usa la propria posizione per trarne vantaggi deontologicamente riprovevoli: se il Sindaco o un Assessore modificano il PGT per trasformare un terreno di proprietà o di un parente sono in conflitto d'interessi (non è il tuo caso, ma è solo per fare un esempio tra tanti).
    Pensa quanto sono ingenuo: ho creduto finora che i voti ottenuti nel 1997 fossero frutto del lavoro svolto nei quattro anni precedenti e di quanto proponevo per i successivi.
    Naturalmente sono dispiaciuto per gli errori commessi e per quanto non sono riuscito ad attuare. Però sono orgoglioso per le opere pubbliche realizzate durante i miei due mandati. Non chiedermene l'elenco per favore. Mi hanno detto che è già stato pubblicato sul blog del Centro-destra di Uboldo.
    Concludo chiedendoti di non rievogare i pochi voti ottenuti per l'elezione al Consiglio provinciale. La mia candidatura costituiva il cosiddetto "riempi lista". Non mi interessava essere eletto. Durante la campagna elettorale chiesi a tutti i parenti e conoscenti di non votarmi: sarebbe stato imbarazzante farsi eleggere e poi dimettersi dalla carica. Avevo già deciso di abbandonare la politica attiva. Ho una famiglia e voglio continuare a dedicarle tutto il tempo libero dal lavoro.
    Perdona la lunghezza del mio post. Ti prometto che proseguirò con la lettura (occasionale) del tuo blog, ma cercherò di non annoiare più i lettori. Da parte tua, cerca di non coinvolgermi continuamente. Ho cessato la mia carica di sindaco ormai undici anni fa. Pensa al futuro e non guardare continuamente al passato!
    Ti saluto cordialmente
    Roberto

  • #8

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 07 novembre 2013 16:21)

    Caro Roberto, innanzitutto grazie del proficuo confronto che stiamo intrattenendo. Parlare di queste cose è momento di crescita per entrambi quindi bene così.
    Torno a bomba con i punti:
    1) insisto col non capire perchè tu dica che Uboldo così ottiene poco. In realtà le compensazioni e le opere sono comunque previste e Uboldo ne trarrà parecchi benefici se questa previsione andrà in porto. Semplicemente col PII si allungano i tempi e, ribadisco, come ben sai la burocrazia e gli iter sono il vero cancro dell'Italia e della Pubblica Amministrazione. Con la proprietà il confronto e il dialogo è avviato da anni ormai e devo dire che con la crisi economica molte cose e molte previsioni sono cambiate. Vedendo l'esempio di Tradate, tanto per citare un esempio, quasi quasi va meglio così.

    2) Non la penso proprio come te sui "mal di pancia". Ammetto che dici bene riguardo l'impegno amministrativo, ma rimango dell'idea che su quella vicenda un errore di comunicazione ci fu: forse con più dialogo e con una miglior presenza sul territorio i cittadini avrebbero capito meglio la bontà dell'idea.

    3) Col nostro PGT, e lo spiegherò nei prossimi giorni, abbiamo deciso di dare un impulso nuovo alla comunità. Tutti avranno la possibilità di ampliare casa propria, di avere opportunità e di far ripartire così l'economia. Vogliamo che gli uboldesi e i figli degli uboldesi stiano a Uboldo, vogliamo che il futuro dei nostri bambini sia qui. Se non riparte l'economia, e l'edilizia è innegabilmente il traino, qua siamo messi male. Soprattutto il nostro pensiero è andato non tanto a quanto sarà fatto di nuovo (perchè comunque sono tutte previsioni confermate del vecchio PGT, nessun consumo di suolo eccedente), ma a chi vuole investire su casa propria, su quello che ha già. Vogliamo questo noi: fare il bene dei nostri cittadini. E credo che tu, sensibile a queste tematiche, non possa che condividere questa scelta politica.

    4) Sai che non sono cresciuto a "pane e Gabanelli", quindi ti dico che io non trovo nulla di male e anzi, per quanto mi riguarda, direi che hai fatto bene. Riflettevo con amici in questi giorni di come sia cambiata la comunicazione politica in questi anni. In 16 anni la parola "conflitto di interessi", inesistente allora, oggi sembra essere il principio di ogni amministrazione a vari livelli. E personalmente la trovo una cosa idiota, perchè se uno è bravo è bravo e basta. E se uno deve lavorare (perchè tu come me non vivevi e non vivi di politica o di edilizia immobiliare, a differenza dei "presunti puri") è giusto che lavori. Sono anche sicuro che nel 1997 la tua Amministrazione venne confermata per la bontà di quanto fatto nel periodo 93-97.

    Io non guardo sempre il passato. Ma il passato ci ha lasciato eredità anche scomode (e qui ammetto anche che la tua amministrazione ne ha lasciate molto meno di altre).
    E comunque il presente può solo essere giudicato conoscendo la storia, altrimenti si ha sempre una visione parziale.

    Ti ringrazio comunque dell'attenzione e credo che questi confronti siano utili per il bene di tutti e anche per una crescita personale sia tua che mia.
    Un caro saluto.
    Lorenzo

  • #9

    angelo leva (venerdì, 08 novembre 2013 10:25)

    Buongiorno Lorenzo e Roberto,
    il progetto di un pgt e quindi la pianificazione di uno sviluppo urbanistico può essere concepito con vari e diversi criteri
    tra cui quello di do ut des, io ti trasformo un'area e tu mi dai qualcosa. Non è il nostro caso. Noi abbiamo prima detto cosa vogliamo fare per la nostra gente: servizi, aiuti alle famiglie, sviluppo
    economico produttivo e commerciale, verde, riqualificazione urbanistica. Poi abbiamo fatto ipotesi condivise
    e corrette nelle riunioni pubbliche e ascoltando i suggerimenti pervenuti. L'area ex-Lazzaroni è una zona industriale
    dismessa, è una porta di accesso al paese, è inserita in un nucleo di attività commerciali. L'idea di base è stata
    quella di creare una zona utile a tutti, gradevole alla fruizione, facilmente accessibile e non una mucca da mungere che una volta dato il
    latte la si possa dimenticare perchè ormai il suo dovere l'ha fatto.
    E' pur sempre territorio di Uboldo e quindi merita attenzione come faremmo con l'ultimo dei nostri figli.
    Inoltre un certo tempo abbiamo speso nel valutare il bilancio costi benefici affinchè il Comune tragga i suoi vantaggi e il privato
    non sia ammazzato dai costi pur garantendo gli obblighi di legge e quindi affinchè il nostro progetto non rimanga sulla carta e
    quindi non sia inutile. E' infatti perfettamente inutile fare una previsione sapendo già che non si realizzerà mai.
    Si noti che comunque la legge prevede la corresponsione di standard di qualità per il fatto stesso che ci sia una Grande Struttura
    di Vendita, oltre che l'obbligo di pagamento di oneri e la realizzazione di varie opere tra cui la
    struttura viaria adeguata a carico del privato. Infine un PII si può sempre fare, non viene impedito, ma non c'entra nulla con la nostra
    impostazione e non è quello che vogliamo. In questo PGT la verifica di realizzabilità (costi, mercato, probabilità di intervento,
    tipologia merceologica, posizione dei lotti) sono stati valutati sempre insieme alle idee prima e ai progetti poi.
    La realtà è sempre stata la nostra maestra nel pensare alle necessità della nostra gente.
    Un caro saluto,
    Angelo Leva.