Il PGT x tutti/4.4 - L'area ex Lazzaroni pensando al lavoro!

Come ho già scritto ieri su Facebook, riprendo qui l'argomento dell'area ex Lazzaroni nel nostro percorso di spiegazione del nuovo PGT.
Questo a scanso di equivoci e per far capire a tutti che anche in questo caso è già in atto un'opera di mistificazione della realtà da parte dei tapini di Uboldo Civica.

Come per l'ultimo manifesto (quello dell'indennità, che dimentica che Giovanni e Claudio non hanno cacciato la grana) come per lo Svincolo, come per la Casetta dell'Acqua, come per il Cimitero...

Partiamo poi dalla PRIMA GRANDE VERITA': noi stiamo approvando il PGT, non un progetto che nemmeno sappiamo se mai arrive. E quando arriverà, comunque, sarà chi ci sarà dopo di noi a dover decidere cosa fare. Quindi il Soviet può stare tranquillo: se riconquisterà il Cremlino potrà dire di no a 300 posti di lavoro e svariati milioni di euro in opere per Uboldo.

Ma veniamo all'area ex-Lazzaroni e vediamo cosa diventerà.

Ciò che ci ha spinto a una riconversione dell'area è il FALLIMENTO della sua previsione a industria o artigianato. In questi anni quest'area non ha portato benefici in termini di occupazione nè di opere per il nostro territorio ed ora è dismessa.

Chiunque vive sul pianeta Terra sa che la crisi attuale dell'industria non sembra avere fine e quindi non è ragionevole pensare che lì vada a insediarsi un'azienda.

In più, anche la Regione Lombardia nelle sue recenti linee guida, invita i Comuni a riconvertire le aree dismesse dando loro nuova linfa, cercando di far sì che queste aree diventino possibilità di nuova forza lavoro.

La nostra previsione è quindi un MIX FUNZIONALE legato al terziario e al commercio. In questi settori i dati Excelsior del Ministero del Lavoro (non quelli di Confcommercio di cui non sappiamo cosa farcene) dicono che ci sarà un tasso molto più alto di entrata nel mercato del lavoro.

Nell'area ex-Lazzaroni NON SORGERA' alcun Centro Commerciale nè alcuna galleria commerciale. 
E questo non lo diciamo noi, ma il buon senso: negli ultimi anni le gallerie non vengono più aperte proprio per i problemi che creano poi a chi investe. Si preferisce l'operatore unico.

 

Chi finge di preoccuparsi oggi dei commercianti è lo stesso che subì (unica nella storia) una serrata totale dei commercianti uboldesi inviperiti per i sensi unici decisi dal Cremlino. Era l'Amministrazione CSU-Uboldo Civica.

Io non dirò mai no alla possibilità di CENTINAIA di posti di lavoro e opere sul territorio per milioni di euro.

 

Chi oggi attacca questa previsione, MISTIFICA LA REALTA' e si dimentica, come ha ben scritto il mio amico Ettore su Facebook:

 

"Vado a spanne ma 1997 Santino, 1999 Auchan, 2001 zona Combipel, 2002 toppi, 2003 Bossi nuovi padiglioni, 2011 di fronte Auchan, 2014 Esselunga... Tutti nell'hinterland e noi che avevamo l'area bella pronta e dovevamo solo riqualificare abbiamo dormito..."

 

Io lo correggerei su qualche data, ma il concetto è giusto.

Per esempio ricorderei che la struttura dove oggi c'è la Combipel è forse giusta per il Soviet perchè voluta dall'ultima amministrazione di centrosinistra di Saronno prima di Gilli. Ma se lo fa il Partito è giusto.

 

Ben mi sovviene il mio recente viaggio in Russia: mentre il popolo moriva di fame, il Partito e i suoi dirigenti stavano col "culo ben al caldo" nei loro palazzi del potere decidendo cos'era meglio per il popolo. Ecco, anche a Uboldo vedendo chi pontifica dal Partito penso che più o meno sia la stessa cosa.

Lorenzo

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Commenti: 3
  • #1

    Luciana (giovedì, 23 gennaio 2014 09:45)

    Concordo sul fatto che le aree dismesse siano molto tristi e, soprattutto in questo periodo di crisi tutti stiamo aspettando la "ripresa", ma la ripresa che non arriva mai! L'importante è appunto non vedere altre inutili gallerie, (stiamo già aspettando la riapertuta di Esselunga che è sufficiente, direi). Ma abbiamo bisogno di posti di lavoro!

  • #2

    Lorenzo Guzzetti (giovedì, 23 gennaio 2014 10:37)

    Cara Luciana. La crisi ci sta imponendo un nuovo modo di pensare e di vivere. Il punto non è che la ripresa non arriva, arriva in altra maniera.
    Oggi come oggi (e i dati sono lì a dirlo) il mercato del lavoro è cambiato e quindi bisogna adeguarsi.
    Sarebbe poi sciocco negare che con la proprietà non abbiamo parlato: per questo motivo dico che il loro orientamento pare essere quello di non avere alcuna galleria, anche perchè la stessa "galleria" oggi non tira più come dieci anni fa.
    Ma il Soviet ovviamente non lo capisce.
    Un caro saluto.
    Lorenzo

  • #3

    marino (giovedì, 23 gennaio 2014 15:14)

    Certe persone sono come i nostri politici, parlano di lavoro e disoccupazione, ma sono intenti solo alla legge elettorale e altro, che potrebbe riservare a loro o a quelli che restano, la certezza di trovarsi sempre la sedia sotto il sedere, senza avere la preoccupazione di ritrovarsi con lo stesso per terra. Mi meraviglio che queste così attente alle leggi emanate da regioni e stato, forse solo quelle che a loro interessano, non abbiano letto le direttive regionali, la loro miope politica che già li ha castigati alle scorse elezioni, e cioè quella di fare quel poco che è, per loro necessario, alla loro sopravvivenza politica proiettata alle future elezioni, ricordiamoci che per avere la benevolenza della cittadinanza, non hanno aumentato certe tasse, che lo stesso stato diceva che non dovevano essere in perdita , hanno lasciato i due complessi scolastici cittadini, nelle condizioni di non più essere agibili per problemi di freddo, caldaie e tubazione e, altro. Non fermatevi ad ascoltare e/o a guardare, passate oltre e continuate su questa strada, sembrano la volpe che non riuscendo a prendere il grappolo d'uva ha come scusa detto, che tanto era acerba, continuate così e, preparatevi alle prossime, che di cose buone nel vostro intento ce ne sono ancora e, se non ne avete, l'immaginazione non vi manca, bella squadra, saluti.