Una serata, due testimonianze, qualche riflessione

Ho partecipato ieri sera all'interessante serata organizzata dall'Amministrazione, Caritas e ACLI riguardante il gioco d'azzardo.
Voglio innanzitutto ringraziare chi ha organizzato questa serata, ma in particolar modo la grandissima competenza dei due dottori (Dott. Reina e Dott.ssa Guzzetti) e la possibilità di ascoltare due testimonianze molto toccanti dei Giocatori Anonimi.

 

Come ho detto ieri sera, invitato al tavolo dei relatori, sono un po' arrabbiato: se penso a quante famiglie e a quanta gente questo problema tocca direttamente in casa, resto alquanto perplesso appunto sulle assenze a questo incontro. Questo velo di omertà anche all'interno delle famiglie è forse il vero problema che incontriamo nell'affrontare la patologia (che E' una MALATTIA) del gioco d'azzardo.

La seconda riflessione che voglio fare è questa: vanno bene queste serate formative, ma nulla servirebbero se poi non diventano opera, non si trasformano in "carne".

Il rischio è di fare proprio lo stesso errore del giocatore d'azzardo: come lui si spiega che "non perde" ma che la colpa è sempre di un altro (il caso, la sfortuna, la quasi vincita...), così quelle associazioni che non trasformano in opera quello che ascoltano fanno lo stesso errore.

E' troppo comodo stare seduti, ascoltare, fare opinione ma non agire. E' troppo comodo dire che bisogna vietare l'apertura delle sale slot (che poi anche ieri i dottori e i giocatori anonimi hanno sostanzialmente detto che non serve a granchè, dato che tutto parte dalla persona e dalla sua volontà) pensando che, appunto, il problema è del Sindaco, della Politica, dell'Amministrazione e mai ANCHE nostro.

 

Interroghiamoci su queste cose.

Basta poco a pulirsi la coscienza e pensare che così il problema resti fuori. Questa ipocrisia "un tot al chilo" oltre che a essere pelosa è ancora più dannosa per le stesse persone che pensiamo di aiutare.

 

Come diceva Don Milani: "a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca"?

Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    marino (lunedì, 03 febbraio 2014)

    Può anche essere un velo di omertà in questo caso, ma io lo chiamerei disinteresse degli uboldesi, per tutto quello che fa l'ASSESSORE al SOCIALE, ERCOLE GALLI, a tutte le belle iniziative proposte, che non intaccano la persona interessata, ma servono per conoscenza a tutti, vengono disattese e, chi partecipa, sono, gli organizzatori e qualche cittadino, sono sempre gli stessi o, quasi, questa è una mortificazione per chi si attiva in queste serate, e, mi disarma questa non partecipazione, comunque avanti così e, all'assessore, PRIMA o POI, riuscirai a coinvolgere più persone, saluti.