Il tempo del coraggio e delle decisioni

La prima buona notizia, non notata dai più, è che al Governo è tornato un politico che viene comunque dalla gavetta. Poco o tanta che sia, pur difettando in altri ministeri (imperdonabile la Madia...), Renzi è il primo premier dopo tanti anni che viene da un'esperienza amministrativa.

Fine dei professori, degli imprenditori, dei "prestati" alla politica.

La politica ai politici. Finalmente.

 

La seconda buona notizia è che oggi abbiamo cambiato pagina, nel bene o nel male, in una frase in cui mi sono molto ritrovato:

"siamo qui non per inseguire un record anagrafico, non per allungare di una riga il nostro curriculum vitae, non per toglierci qualche soddisfazione personale: siamo qui – ve lo dobbiamo – per parlarvi un linguaggio di franchezza, vorrei dire al limite della brutalità..."

Qualsiasi commentatore sembra anacronistico davanti al discorso di Renzi.

 

Un discorso non di grande spessore politico, ma un discorso pratico, greve o, come ha ben detto, brutale. E appunto mi sono ritrovato in questo tipo di comunicazione perchè anche a me spesso è stato rinfacciato di essere "brutale". Ma è così. Serve questo. Oggi, all'Italia, serve questo.

 

E' vero che per il Cimitero forse si poteva fare altro: ma dopo un'attenta analisi e un profondo studio questo è stato fatto.

E' vero che per la Palestra avremmo potuto aspettare il Godot dei soldi pubblici o di qualche bando pubblico: ma abbiamo analizzato che mancava il finanziamento, abbiamo deciso e abbiamo realizzato.

E' vero che sulla ex-Lazzaroni potremmo attendere che Plutone allineato con Saturno porti un'industria, ovviamente non inquinante, completamente ecologica e molto pulita, a investire a Uboldo offrendo non 300 ma 730 posti di lavoro, tali e quanti quelli della fu Lazzaroni.

E' vero. Potremmo.

Ma il lavoro manca OGGI.

La gente HA FAME OGGI.

Le famiglie hanno bisogno OGGI.  

Brutalmente.

Renzi ha una grande responsabilità: decidere.

E questo sta spaventando (come ha spaventato per cinque anni anche qui a Uboldo) tutti coloro che invece hanno affossato l'Italia (e Uboldo) nella storia passata.

I pretini e le suorine del politically correct, quelli che si spaventano quando uno decide, quelli che "bisogna parlarne" o "apriamo i tavoli" per "confrontarsi" e "condividere".

Tutte palle. Mentre l'Italia muore.

 

Matteo Renzi lo misureremo da qui: da quanto saprà decidere.

Da quanto saprà tenere fede alla sua grande promessa: passare dall'annunciare le riforme al fare le riforme.

Buon lavoro, Presidente. E auguri all'Italia.

Lorenzo

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Commenti: 3
  • #1

    Ale (lunedì, 24 febbraio 2014 23:56)

    Io non riesco a non essere a favore, e a non credere alla sincera determinazione di un uomo che ci mette la faccia in modo così sfacciatamente diretto ed inequivocabile. Solo un pazzo oserebbe tanto, se non sapesse dove e come mettere le mani.
    Dopo decenni di ambiguità e scaricabarile, ho rispetto per chi ha questo coraggio. Se riuscisse a FARE anche solo metà di quello che ha promesso, Santo Subito. E spero con tutto il cuore che ce la faccia, perché se dovesse fallire, invece, saranno guai neri per tutti.

  • #2

    Lorenzo Guzzetti (martedì, 25 febbraio 2014 00:17)

    E' ciò che penso anche io. Dobbiamo dargli fiducia.
    Sta giocando tutto. Il tutto per tutto.
    Vedremo.
    Lorenzo

  • #3

    Isa (martedì, 25 febbraio 2014 23:22)

    Proviamoci a dargli fiducia.
    Non staremo proprio sereni, ma provarci è d'obbligo.