Il "Riepilogone" delle nuove imposte

 

Dentro a questa diapositiva c'è la spiegazione di quanto abbiamo approvato venerdì sera con le delibere propedeutiche all'approvazione al bilancio.

Cercherò di procedere per punti in maniera schematica in modo che sia intuitivo al massimo. Alla fine farò una considerazione politica.

 

1) Il bilancio del Comune deve sempre fare ZERO.

2) Il bilancio del Comune si divide in due grandi tronconi: la parte per gli investimenti e la parte che tiene in vita lo Stato (uffici e servizi detta "parte corrente").

3) Fino al 2013 si poteva applicare per la quadratura del bilancio la parte degli investimenti anche alla "parte corrente". Da quest'anno questa cosa è impedita.

4) I trasferimenti statali (cioè da Roma a Uboldo) da 1 milione e mezzo sono passati a essere poco più di 650 mila.

5) Mancava quindi 1 milione e mezzo da coprire.

6) Questo milione e mezzo si trova con la TASI (già applicata) e aumentando quindi IMU (ogni punticino vale 350.000 euro) e l'addizionale (ogni punticino vale 150.000 euro).

7) Per cercare di essere il più equi possibili abbiamo provato a considerare tutto il gettito, comprendendo nel calcolo anche la TARI che da quest'anno cambia la sua conformazione andando a colpire maggiormente, sempre per volontà statale, chi produce più rifiuti sia nella parte residenziale (le famiglie numerose pagano di più) sia nella parte imprenditoriale (il commercio e le imprese pagano meno, tranne quelle categorie che producono molti rifiuti, e quindi chi ha prevalentemente a che fare con gli alimenti).

8) La TASI è diventata quindi la riproposta dell'ICI sulla prima casa, l'IMU sulla seconda, l'addizionale colpisce tutti i redditi da lavoro tranne quelli esentati già per legge. 

 

CONSIDERAZIONE POLITICA

Condivido l'impianto di pensiero proposto dal Governo Renzi: è vero che era ora di far finire l'utilizzo della parte degli investimenti utilizzati per mantenere in vita il "drago che ha sempre fame" dello Stato.

E' probabile e quasi certo che dai prossimi mesi vedrete anche molti lavori iniziare a Uboldo, ma per mantenere "il drago" si devono poi alzare le imposte.

Non condivido assolutamente l'assenza di strumenti data ai sindaci per attuare questa politica: se non posso effettuare tagli anche al personale che non mi serve (solo di stipendi sono 2 milioni di euro all'anno), se la spesa sociale che mi obbliga a fare lo Stato cresce (p.e. i servizi educativi scolastici costano quasi 250.000 euro e nessuno può rifiutarsi di erogarli), il "drago" per continuare a mangiare deve essere alimentato da noi cittadini con le tasse.

Dare 80 euro alle famiglie è stata una mossa politicamente eccezionale che ha portato Matteo al 40% del consenso alle europee, peccato che ora stia richiedendo indietro la stessa quota con gli interessi

Ci tolga tutto Renzi a questo punto, però ci lasci la libertà di decidere a noi dove investire le risorse, non obbligandoci per questo a versare un euro se non riteniamo necessaria una spesa. 

 

L'Italia, è triste dirlo, così non cambia verso.

Lorenzo


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