Alunni o Fratelli?

"L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto." 
Queste parole di Robert Schuman, uno dei padri fondatori della Comunità Europea, mi hanno profondamente interrogato in questi giorni. 
L'Europa che avevano in mente questi signori qui all'indomani del secondo conflitto mondiale, il più violento e sanguinoso della storia, non era sicuramente un'Europa fatta di numeri, formule e banche.


Non era sicuramente un'Europa che ti dice quanto latte devi produrre, di quale forma e di quanti centimetri devono essere le zucchine, non era sicuramente uno Stato fatto solo di regole e formule.
Era, nelle loro mente, un grande esempio di fratellanza e di solidarietà.
Era la dimostrazione che sì, nonostante tutto, la pace può essere preservata proprio da due paesi che fino a un secondo prima se le stavano dando di santa ragione.
Era la forza della ragione e delle radici cristiane, delle nostre radici cristiane, che riaccoglievano in un abbraccio il fratello che aveva seminato odio, terrore e orrore nei campi di concentramento e di sterminio. 
Era la dimostrazione che "omnia vincit amor", l'amore vince davvero su tutto. 
Ora io non so in questi giorni chi abbia ragione tra la Francia e la Germania. Non lo faccio per vigliaccheria o per "neo-democristianismo", non lo faccio semplicemente perchè io credo che gli accordi vadano rispettati, perchè credo fermamente che lo sforzo fatto dalla Germania nei primi anni 2000 e da molti altri paesi europei vada rispettato, come credo ancora più fermamente che quello che vogliono Hollande e Renzi rischi di essere un modo per lasciare ancora alla prossima generazione la soluzione dei problemi. Vivacchiare, come abbiamo sempre fatto.
Dall'altra parte però leggo la realtà.
E la realtà ci dice che LA GENTE NON CE LA FA PIU'.
Gli imprenditori sono tassati all'inverosimile, la gente lavora poco e male, i servizi sociali ogni giorno vedono il numero di richieste moltiplicarsi. 
La gente è stanca, demotivata, sfiduciata e vede la politica ormai solo come una cosa brutta, puzzolente, stantia, da cui tenersi a distanza.


Io voglio tornare all'origine. 
L'Unione Europea è stata concepita sulla base della solidarietà.
Se le regole non vanno più bene cambiamole, ma cambiamole avendo la forza di cambiare anche lo sguardo sulla realtà.
Abbiamo dimenticato, a mio modesto avviso, la base, le radici, i valori fondanti che hanno portato a unire l'Europa. E questo ci sta trascinando alla deriva. Non possiamo permettere che l'Europa sia concepita come un cumulo di regole, ma non possiamo nemmeno permetterci di continuare a "tirare a campare" che è sempre meglio che "tirare le cuoia" come diceva Andreotti. 
E' questa la vera partita. E' questo il vero nodo: cambiare lo sguardo sulla realtà. Altrimenti perderemo tutti. 
Non dobbiamo reclamare il fatto di "non essere trattati da studenti" perchè ci hanno detto di fare i compiti a casa (tra l'altro quando gli altri li hanno già fatti e bene), ma dobbiamo reclamare il fatto di essere fratelli.
Se ripartiamo da qui, dopo faremo anche i compiti.
Diversamente lo sforamento delle regole (che ci si è dati tra uomini e quindi sono modificabili, vivaddio!) sarà solo il prolungamento dell'agonia. 
E no, caro Renzi, non ne abbiamo proprio bisogno.

Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    Tamara (martedì, 07 ottobre 2014 23:40)

    Per una volta devo proprio dire Lorenzo hai proprio ragione!