Elezioni Provinciali: riflessioni e considerazioni

Da oggi la Provincia di Varese ha un nuovo presidente: Nicola Gunnar Vincenzi, sindaco di Cantello, è risultato il più votato dagli amministratori varesotti.
Un Ente inutile, qualcuno dirà.

Beh, è l'Ente che ha in mano la partita dell'acqua, delle scuole di secondo grado, dei rifiuti, delle strade provinciali. 
Non proprio bazzecole.




Voglio solo fare due considerazioni: la prima sul sistema elettorale.
Sinceramente ho trovato molto interessante la prima sperimentazione di questa formula dell'elezione di "secondo livello", ovvero dove i rappresentanti scelti dai cittadini votano un rappresentante di un Ente Superiore. E' un sistema che offre la possibilità davvero che sia il territorio a eleggere uno che i voti, come gli altri, se li è cercati ed è andato a prenderseli, conoscendo anche la realtà. Visto anche su scala maggiore (Regione, Parlamento), potrebbe essere più che interessante perchè alla fine i vostri sindaci o consiglieri comunali rappresentano voi, non loro stessi. Cosa che le varie star o meno dei vari partiti, catapultati (o imposti...) dall'alto, senza meriti (o magari con che meriti!!!) nè voti nemmeno sanno cosa significhi. E' la democrazia della rappresentanza vera, se ben applicata.


La seconda considerazione è a livello squisitamente politico.
La Lega e Forza Italia dopo 21 anni perdono Varese. E questo è significativo. Significativo ancor di più perchè a farli perdere sono stati proprio gli Amministratori, e questo la dice lunga sull'incidenza e sulla presenza di queste due forze sul territorio. 
Credo che chi siano state determinanti in questa tornata proprio le liste civiche, quelle delle persone che, come noi qui, sono "gente tra la gente", che non rispondono necessariamente agli ordini di scuderia imposti dall'alto ma che attraverso una loro libertà premiano di volta in volta l'uomo. 
Questo è il bello e sarebbe stato il bello di una partita giocata sugli uomini, non sulla conta selvaggia o sul braccio di ferro per vedere chi ha più muscoli.
La distanza siderale di un certo gruppo politico dalla realtà, che ha già avuto i suoi risultati tremendi nei vari anni nelle varie città e nei vari paesi si è palesata in questa sconfitta. Gli esempi da fare sarebbero moltissimi, ma credo che basti guardare in casa per capirci o attorno a noi. 
La cosa buffa è che, per confermarci di essere in Italia, anche stavolta rimarrà tutto come prima perchè la vittoria ha molti padri, ma è la sconfitta davvero orfana. 
E oggi, tutti i papà, si sono dati malati. Ma ci vediamo a maggio, sarà un piacere. 
In bocca al lupo al nuovo presidente.

Lorenzo