Messaggio del Sindaco nella Festa delle Forze Armate - 2 novembre 2014

“Nel momento di grande confusione politica e sociale che stiamo vivendo, la festività del 4 novembre, accettata da tutti e senza riserve, deve essere un prezioso incentivo per consolidare veri sentimenti di solidarietà.

Ricordare tutti gli italiani che hanno fatto olocausto della loro vita per realizzare l’Unità della Patria, significa controbattere quella minoranza di persone che, con finalità disaggreganti, offendono la nostra storia e la nostra tradizione.”


Queste parole venivano pronunciate davanti a questo monumento nel 2007.

A leggerle era Luciano Testi che prestava la voce al mio grande e indimenticato predecessore Cavalier Tito Zaffaroni, primo sindaco di Uboldo, nel suo ultimo messaggio pieno di speranza e affetto per questa comunità a pochi mesi dalla sua scomparsa. Luciano e Tito, due grandi uboldesi, due uomini innamorati del tricolore, dell’Italia e di Uboldo. Due uomini che questa nostra comunità non può e non deve permettersi di dimenticare.


Ho chiesto a Matteo e alla sua famiglia di farci pervenire gli scritti di Tito in occasione di questa ricorrenza e rileggendoli ho potuto notare di quanto fossero ancora attuali, di quanto in essi possiamo ritrovare il richiamo a una indifferibilità nell’affrontare una situazione che invece, purtroppo, è diventata col tempo l’evidenza della procrastinabilità, del tirare avanti.


Guardiamoci attorno, questa mattina.

Solo due giorni fa ho visto tanti bambini accompagnati dai genitori girare per il paese al ritmo di “dolcetto o scherzetto”. Con la stessa attenzione per queste trasposizioni da feste non tradizionalmente nostre mi chiedo invece dove siano oggi le famiglie, i nostri educatori, i genitori che dovrebbero essere qui, utilizzando ancora le parole del mio predecessore, a rendere “omaggio alla memoria di tutti i caduti, e non dimentichiamo che questo ricordo è una doverosa testimonianza di gratitudine rivolta singolarmente a chi, con la sua morte, ha assicurato a CIASCUNO DI NOI una vita libera e dignitosa.”


Mi chiedo oggi dove siano tutte quelle “minoranze disaggreganti” che parlano o sproloquiano di Difesa e Sicurezza e che mancano proprio nel momento in cui si ricordano e si celebrano gli uomini e le donne che sacrificano tutti i giorni la loro vita per la nostra sicurezza e per la nostra difesa.


Mi chiedo se chi non perde occasione per ricordare che la nostra Costituzione è la “più bella del mondo” ricordi oggi ai suoi figli che in questa stessa Costituzione all’articolo 52 viene esplicitamente detto che “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Offende la nostra storia e la nostra tradizione chi insulta, deride o sbeffeggia chi rappresenta il nostro Stato nelle sue forme e nei suoi compiti diversi. Offende la nostra storia questa “minoranza disaggregante” che non tende a unire, ma a dividere. Il richiamo di oggi vuole essere questo: isoliamo queste minoranze perché chi offende uno solo di questi rappresentanti offende la nostra Italia, il nostro tricolore, il nostro Stato che non è un qualcosa di “altro” rispetto alle nostre vite perchè LO STATO SIAMO NOI. QUESTA FESTA OGGI E’ LA NOSTRA FESTA!


Rendiamo omaggio ai caduti della Grande Guerra e a tutte le persone, uomini e donne, che indossando la divisa hanno perso la vita per la nostra Italia.

Rendiamo omaggio a questi eroi della nostra Patria.

E che Dio benedica sempre l’Italia e la nostra comunità.

Lorenzo