Je suis Charlie - #nonarretro

Sto leggendo in queste ore diversi post che inorridiscono davanti a quanto accaduto oggi a Parigi. Leggo anche qualche giornalista sgomento. Con la mia solita franchezza mi permetto di dire che il risultato di oggi non è altro che l'aver mollato, un centimetro alla volta, il terreno di gioco "all'altro".

E saltuariamente ci ritroviamo così a contare i morti, come oggi, come a New York, come a Madrid, come in altri momenti.
Che soprattutto la stampa si indigni, sempre così politically correct con l'Islam, mi stupisce e non poco. Ma anche chi continua a sorridere davanti a certi richiami fatti in diversi momenti, da diverse persone, con diversi modi e che oggi si scandalizza per quanto accaduto dovrebbe farsi qualche domanda.
I primi responsabili di Parigi siamo noi.


Siamo noi quando ci dimentichiamo da dove veniamo.
Siamo noi quando ci dimentichiamo chi siamo.
Siamo noi nelle varie sedi politiche e istituzionali quando abbiamo mollato, centimetro dopo centimetro, le varie situazioni che ci sfuggivano di mano.
Siamo noi quando nascondiamo i simboli della nostra cultura, della nostra storia, per paura, per timore, per vergogna. O più semplicemente perchè non conosciamo noi stessi. 
Siamo noi quando per piacere o per sembrare moderni arriviamo a riconoscere e celebrare chi in realtà non rappresenta nessuno perchè una delle basi dell'Islam è che non esiste il concetto di chiesa, non esiste un capo dell'Islam, non esiste nulla. Esiste il Corano. Esiste Maometto. Esiste quanto è scritto e quanto va messo in pratica. Punto. Ma non conoscendo noi stessi non possiamo conoscere l'altro. Il Corano è incompatibile con la Libertà, la Democrazia, i Diritti Umani. 
Lo diceva Oriana Fallaci, non io.
Siamo noi che quando uno mette in discussione determinate decisioni lo bolliamo subito come "oscurantista", "medievale", "intollerante".
Siamo noi quando parliamo più delle "periferie" che del nostro popolo, della nostra gente, delle nostre persone che fanno fatica, oggi più che mai.
Siamo noi che accettiamo ormai supinamente di guardare in televisione, come se fosse normale, che ci sia uno che sgozza l'altro come un maiale senza la minima pietà. 
Questo è l'Islam. 
Se volessimo onorare i morti di Parigi non sprechiamo pixel e dita solo oggi sulla tastiera del computer o del telefonino, ma iniziamo, da domani, a non mollare più, a non cedere più, a riprenderci quei centimetri che abbiamo lasciato "all'altro".
In questo modo, solo così, potremo convivere tutti meglio.
Non arretriamo più.
Questa è la sfida.

Lorenzo

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Commenti: 2
  • #1

    RENATO (sabato, 10 gennaio 2015 16:49)

    pur partendo da un osservatorio agnostico io avrei scritto questo articolo esattamente tale e quale a come l'hai scritto tu ; devi essere fiero di quello che hai scritto , io sono fiero di avere un sindaco come te

  • #2

    carlo di pietro (lunedì, 12 gennaio 2015 16:40)

    hai centrato il problema con chiarezza.
    Bravo Lorenzo!