Integrazione e intercultura?

Ora posso dirlo: sono orgoglioso di far parte, ma soprattutto di rappresentare, uno Stato dove le Istituzioni, collaborando tra di esse, sono arrivate a questo risultato. 
Un grazie enorme mi sento di mandarlo proprio oggi, Festa della Donna, alla nostra Preside, la Dott.ssa Clara Mondin, che oltre ad essere una efficiente dirigente statale è una persona che non dimentica la sua prima missione: educare e prendersi cura dei nostri ragazzi. In questo caso due caratteri non sempre accomodanti come i nostri sono serviti.
E' curioso che in questa vicenda siano tutte donne quelle che anche da Busto Arsizio hanno deciso di intervenire in maniera così incisiva, come anche tutto femminile è il nostro ufficio Servizi Sociali che ha attivato insieme alla Scuola tutti gli Enti legati alla Giustizia che hanno competenza su questo caso.
Gli unici maschietti eravamo io ed Ercole, assessore ai Servizi Sociali, che è davvero indispensabile in casi come questo per poter condividere il peso delle responsabilità.

Questa settimana, proprio questa settimana, mi sono sentito fare spesso la predica dalle "anime belle", mi sono sentito dare del razzista (a me...), del filo-leghista (a me...capite?). In realtà io sono ben cosciente di quello che dico e di quello che penso. Questa, e ribadisco, QUESTA, è la cultura con cui dobbiamo confrontarci e con la quale non dobbiamo arretrare un centimetro. E se non ce ne rendiamo conto o se non lo ammettiamo a noi stessi siamo semplicemente miopi o stupidi.

Certo, sempre qualche "anima bella" mi dirà che queste cose accadono anche tra gli italiani, ma è la base da cui partono queste vicende ad essere diversa: qui parliamo di un'educazione basata su regole educative ideologiche ed estremiste. 
E' la radice dei fatti che è diversa. 
Spero che queste "anime belle" si risparmino la predichetta della domenica. 
Così come ai "signori e alle signore della sicurezza" voglio dire che questo intendevo in Consiglio Comunale quando dicevo che chi parla di sicurezza spesso e volentieri non sa nemmeno cosa dice. In questa indagine non è servito whatsapp o il gruppo di ronde. Questo è lavorare per la sicurezza, non le stronzate che leggo quotidianamente sui social da "cuor di leone" che credono di essere Rambo. 


Così come ai gruppi della "carità a tutti i costi" spero che questa vicenda serva di lezione. Quando io, Ercole o il Comune ci dimostriamo freddi o tiepidi su certe vicende non c'è volontà di discriminare, ma semplicemente di approfondire, capire meglio oppure perchè a volte noi sappiamo di più, molto di più. Invece, spesso e volentieri, questi grandi missili della "carità sì, ma non a casa mia", si permettono anche di esprimere giudizi su chi è lì per aiutare al meglio tutti.


A tutti quelli che invece capiscono intendo mandare un messaggio: DENUNCIATE.


Non state zitti, non chiudete gli occhi, non voltatevi dall'altra parte. 
Queste indagini sono partite appunto così. 
Il Comune, la Scuola, i Carabinieri, la Polizia spesso non possono arrivare a tutto. 
Serve la vostra collaborazione.
Non abbiate paura. Venite da me, dalla Preside, dai Carabinieri, dalla Polizia. 
Siamo qui per voi. Siamo qui anche e soprattutto per quello. 
Non tacete. Spesso e volentieri il reato e il peccato più grave è l'omertà, il silenzio, la pavidità nel dire anche solo "senti Lorenzo, non mi torna questa cosa..."
Non rimanete in silenzio. Meglio sbagliare in buona fede, che tacere.
Grazie davvero a tutti quelli che hanno collaborato a questa storia che ci ha impegnato, e non poco, nell'ultimo periodo. Come ho scritto l'altro giorno, sono orgoglioso di rappresentare e servire questo Paese. Oggi ancora di più. 
Lorenzo

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Commenti: 1
  • #1

    marino (lunedì, 09 marzo 2015 10:35)

    Sante parole, ma a volte le persone si girano dall'altra parte per paura di ritorsioni, si deve ritornare alla moralità, alla voglia di aiutarsi, come si faceva moltissimi anni fa, quando eravamo tutti allo stesso livello di ricchezza, quella spirituale e non materiale, forse oggi stiamo un po' tutti bene e, non ci ricordiamo di guardarci alle spalle , che ci sono persone che andrebbero aiutate, anche solo moralmente, il progresso ci ha portati all'egoismo e, quasi, se si continua così, come agli inizi della vita, alla lotta per la sopravvivenza, speriamo in un ritorno ad una vita meno individualista.