Ieri e Oggi

La giornata convulsa di ieri e le notizie di cronaca che ci hanno visti protagonisti hanno dato poco spazio alla menzione di un anniversario particolare. Rimediamo oggi aggregandolo a un altro colmo di significati.


Ieri, 1 aprile, ricorrevano i 40 anni dalla scomparsa di Don Livio Tamborini, sacerdote nella nostra comunità dal 1933 al 1975. Lo abbiamo ricordato anche nel Consiglio Comunale di martedì sera. Una vita intera spesa per la nostra comunità e i nostri cittadini. Una missione. Un cuore dedicato interamente agli uboldesi. Dobbiamo essere grati ancora oggi a Don Livio perchè gran parte di ciò che vediamo sotto gli occhi è anche opera sua. La figura di Don Livio è particolarmente legata alla ricostruzione del dopoguerra insieme al primo sindaco di Uboldo e mio stimato predecessore, il Cav. Tito Zaffaroni. Insieme queste due persone hanno proprio ricostruito il nostro paese sulle macerie della guerra, tenendo unite le persone, evitando di disperdere il gregge, cercando di far marciare tutti i nostri nonni e i nostri genitori verso un'unica direzione. Altri tempi, altri preti. 
Gente che ha saputo unire, farsi amare, gente che è passata alla storia perchè non è stata "fuori" ma "dentro" il popolo e ha avuto il coraggio di camminare insieme ad esso. Gente che ha saputo condividere con i suoi uomini e le sue donne le fatiche del quotidiano. 
Affidiamo particolarmente a Don Livio questi mesi così tribolati che ci vedono in attesa di una nuova guida pastorale.

Il secondo anniversario ricorre oggi, ed è quello dei 10 anni dalla morte del Beato Giovanni Paolo II che per molti, come me, è stato il primo Papa della vita. 
Ricordo molto bene quei giorni, compreso il viaggio a Roma nella notte tra il lunedì e il martedì successivo. Ricordo quanti giovani erano accorsi, tra cui noi, a raccogliere la sua ultima omelia fatta davanti a quel popolo che andava a vedere il Papa morto. La fotografia più forte che ho nella mente ancora oggi di quel giorno è ancora questo piccolo aneddoto. Quando arrivammo davanti alle spoglie di Giovanni Paolo II proprio lì, a due passi, c'erano le famiglie Bush e Clinton arrivate per rendere omaggio al Papa. In quel momento quegli uomini, i potenti della terra, i più potenti del mondo, sembravano infinitamente piccoli davanti alla grandezza di quell'uomo che invece stava lì, composto e silenzioso nella solennità della morte.

Nel giorno del Giovedì Santo che apre oggi il Triduo di Pasqua, facendo gli auguri a tutti i nostri sacerdoti perchè oggi è il loro giorno, speriamo che il Beato Giovanni Paolo II continui a operare dentro la Chiesa e dentro all'umanità dal cielo.
Sempre forti di quel richiamo, forte e viscerale, che ancora oggi ci tocca: "Aprite, Spalancate le porte a Cristo!"
Lorenzo

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